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	<title>Gli italianiIl (dolce ) sapore della sconfitta &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il (dolce ) sapore della sconfitta</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 07:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-dolce-sapore-della-sconfitta/"><img width="219" height="230" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/comunali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/comunali.jpg 219w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/comunali-61x64.jpg 61w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /></a></p><hr /><p>Il MoVimento 5 Stelle conquista, per la prima volta nella sua storia, le città di Roma e di Torino; finora ad appannaggio di coalizioni appartenenti al centro sinistra. Se consideriamo che a cingere la fascia tricolore saranno, in entrambi i casi, giovani donne, la situazione presenterebbe, di per se, dei connotati largamente rivoluzionari. Seppur la candidatura di Virginia Raggi, nel caso della città eterna, fosse data per vincente già dalla prima ora – non poteva essere altrimenti, visto lo scandalo di “Mafia Capitale” – il capoluogo piemontese ha goduto, nell’ultimo lustro politico, una soddisfacente gestione amministrativa, operata dalla giunta Fassino.&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il MoVimento 5 Stelle conquista, per la prima volta nella sua storia, le città di Roma e di Torino; finora ad appannaggio di coalizioni appartenenti al centro sinistra. Se consideriamo che a cingere la fascia tricolore saranno, in entrambi i casi, giovani donne, la situazione presenterebbe, di per se, dei connotati largamente rivoluzionari.</p>
<p>Seppur la candidatura di Virginia Raggi, nel caso della città eterna, fosse data per vincente già dalla prima ora – non poteva essere altrimenti, visto lo scandalo di “Mafia Capitale” – il capoluogo piemontese ha goduto, nell’ultimo lustro politico, una soddisfacente gestione amministrativa, operata dalla giunta Fassino. Forse per questo motivo, l’affermazione dei pentastellati sotto la “Mole Antonelliana”, presenta un retrogusto beffardo nei confronti dell’establishment finora vigente.</p>
<p>Le elezioni amministrative, è risaputo, rappresentano un voto eminentemente locale; non può però essere sottaciuta, giocoforza, la proiezione che si riflette, di rimando, sugli equilibri politici a livello nazionale. E qui viene il bello. Nonostante lo scenario manifestato dalle urne lascerebbe presagire il contrario, Matteo Renzi, segretario del partito democratico, non esce completamente sconfitto dalle ultime tornate elettorali.</p>
<p>Il premier, infatti, non avrebbe gradito che venissero eletti dei sindaci, da parte del suo partito, che potessero mettere in ombra la sua stella. Così è stato. Emblematico, nella fattispecie, il caso di Torino: Piero Fassino, candidato uscente e dirigente di lungo corso del partito, è stato rottamato.</p>
<p>Veniamo a Milano. Tramite Giuseppe Sala, candidato a lui fedelissimo, Renzi è riuscito a dare continuità politica al progetto della città cominciato con l’Expo, creatura da lui fortemente voluta e sponsorizzata.</p>
<p>Da registrare la singolarità del ballottaggio milanese: l’unico, a tutti gli effetti, di diretta emanazione del cosiddetto “patto del nazareno”. Confrontandosi, come ai vecchi tempi, centrodestra contro centrosinistra, volendo scendere più nello specifico, candidato berlusconiano per i primi, contro candidato renziano per i secondi, si ha avuto l’impressione, anche dalla pacatezza dei toni percepiti nella campagna elettorale, che chiunque dei due candidati avesse avuto la meglio, sarebbe stato comunque un successo. Passiamo a Roma. Il premier, in men che non si dica, è riuscito a sbarazzarsi di Ignazio Marino, a lui inviso, e del locale gruppo dirigente del partito, lasciando a Virginia Raggi, primo sindaco donna della capitale, l’ingrato compito di prendere in mano le redini di una città completamente allo sbando, trasferendole, a conti fatti, la patata bollente.</p>
<p>Chissà se Bassolino, ipoteticamente parlando, fosse stato il candidato unico del centrosinistra, per quanto concerne Napoli, sarebbe riuscito a tornare sindaco della città, sconfiggendo Luigi de Magistris; se fosse andata in questo modo, la città partenopea sarebbe ora nelle mani di uno degli alfieri più temibili in dotazione a Massimo D’Alema, acerrimo nemico del premier. Abbiamo visto tutti come è andata. Se togliamo l’astensionismo, dal 2013 il MoVimento 5 stelle risulta essere, dati alla mano, la forza politica maggioritaria nel paese, e Renzi lo sa fin troppo bene. Altrimenti non si spiegherebbe, da parte sua, il perché di tutte queste manovre in ritirata, tese, con evidenza, alla polarizzazione dei due schieramenti: da una parte il Partito Democratico, votato dai “benestanti”; dall’altra il MoVimento di Beppe Grillo, che rappresenta un voto di protesta contro il sistema tuttora vigente. Una forza di opposizione che si candida, a tutti gli effetti, alla guida del paese. Manca ancora un tassello: il centrodestra, dove è finito? Convalescente come il suo leader, Silvio Berlusconi, sembrerebbe essere, ormai da alcuni anni, in forte crisi d’identità. Oltre che in piena emorragia di voti, specialmente quello moderato. Riuscirà a risollevarsi, trovando una strategia di uscita, oppure non resta che rassegnarsi all’inevitabile declino?</p>
<p>Nel frattempo, vedremo se la strategia della personalizzazione dello scontro politico, operata dal premier, porterà i suoi frutti. In fondo, il referendum del prossimo ottobre è davvero dietro l’angolo.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/il-dolce-sapore-della-sconfitta/"><img width="219" height="230" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/comunali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/comunali.jpg 219w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/comunali-61x64.jpg 61w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /></a></p>]]></content:encoded>
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