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	<title>Gli italianiIl giallo del carteggio Churchill-Mussolini &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il giallo del carteggio Churchill-Mussolini</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 21:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-giallo-del-carteggio-churchill-mussolini/"><img width="620" height="387" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Churchill.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Churchill.jpg 620w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Churchill-300x187.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Churchill-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p><hr /><p>I documenti sono autentici, anzi, no. Sono falsi, anzi, no. Sono riproduzioni dagli originali, anzi, no. Sono stati fabbricati ad arte, anzi, no. Sono stati copiati dagli originali, anzi, no. Leggendo le osservazioni che in questi ultimi tempi si sono fatte a proposito dei “Diari del Duce”, sembra di tornare indietro di qualcosa come sessantacinque anni, quando sul “Corriere della Sera”, il 31 marzo del 1950 lo storico Ferruccio Lanfranchi scriveva: «Cos’è poi questo carteggio Churchill-Mussolini, di cui ormai da anni si parla a proposito ed a sproposito? E, anzitutto, esisteva un vero e proprio carteggio Churchill-Mussolini? Al secondo interrogativo&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I documenti sono autentici, anzi, no. Sono falsi, anzi, no. Sono riproduzioni dagli originali, anzi, no. Sono stati fabbricati ad arte, anzi, no. Sono stati copiati dagli originali, anzi, no. Leggendo le osservazioni che in questi ultimi tempi si sono fatte a proposito dei “Diari del Duce”, sembra di tornare indietro di qualcosa come sessantacinque anni, quando sul “Corriere della Sera”, il 31 marzo del 1950 lo storico Ferruccio Lanfranchi scriveva: «Cos’è poi questo carteggio Churchill-Mussolini, di cui ormai da anni si parla a proposito ed a sproposito? E, anzitutto, esisteva un vero e proprio carteggio Churchill-Mussolini? Al secondo interrogativo si può rispondere senz’altro affermativamente: o quanto meno si può rispondere che esisteva un certo numero di lettere scritte da Churchill a Mussolini nel periodo in Cui i conservatori inglesi guardavano all’Italia fascista con simpatia e taluni di essi persino con ammirazione.» Dunque, il carteggio esiste, almeno così afferma Lanfranchi nel 1950 e, il 17 aprile del 1951, lo stesso editorialista rincara la dose: «Quelle stessa autorità che intervennero per sottrarre agli eredi Petacci lettere e documenti ritenendoli di altissimo interesse storico tanto da acquisirsi all’Archivio di Stato, devono ora dimostrare maggiore prontezza ed energia (nel chiedere la consegna del carteggio Churchill-Mussolini n.d.r.) Perché il carteggio Churchill-Mussolini non ha solo interesse storico ma anche grande importanza politica e poiché, nel caso specifico, se la persona che ha parlato non è un millantatore – e tutto lascia credere che non lo sia per la posizione che occupa e per i particolari che si è lasciato sfuggire (Lanfranchi si riferisce ad un alto dirigente del Sud-Tiroler Volkspartei n.d.r.) – ci troveremmo di fronte a un vero e proprio atto di tradimento in danno della Nazione.». Dunque, nessun dubbio: non solo il carteggio esiste, ma riveste una straordinaria importanza, storica e politica. Almeno fino al 1953. Il 23 maggio, sempre sul “Corriere”, Lanfranchi infatti afferma: «Si chiede un miliardo per un presunto carteggio Churchill-Mussolini.» Due anni dopo, cioè, i preziosissimi documenti sono diventati tutti falsi. Il voltafaccia dello storico lo spiega, su “Candido” del 28 febbraio 1954, Giovannino Guareschi, alle prese con l’attesa del processo per diffamazione a seguito delle lettere a firma Degasperi pubblicate dal settimanale di Piazza Carlo Erba ed appartenenti al gruppo di documenti del carteggio mussoliniano: «Nel 1951 c’era Emanuel a dirigere il <em>Corriere della Sera</em>. Nel maggio 1953 c’è Missiroli, mandato al <em>Corriere</em> da De Gasperi, col compito preciso di far vincere le elezioni a De Gasperi. E allora come è venuto in mente a Missiroli di far tirare in ballo quella dannata faccenda del carteggio proprio a quattordici giorni dalle elezioni? Non gli è venuto in mente niente: ha dovuto farlo perché, il 21 maggio, il <em>Corriere Lombardo</em> l’aveva tirata fuori lui, la dannata faccenda del carteggio, pubblicando anche riproduzioni fotografiche di qualche documento. E dappoiché Lanfranchi sapeva, per averla vista, che nel carteggio era compresa la dannatissima lettera in data 12 gennaio ’44 di De Gasperi al colonnello inglese, Missiroli ha dovuto ordinare a Lanfranchi di squalificare ogni cosa in blocco per tema che la dannatissima lettera comparisse sulle pagine del <em>Lombardo</em>.» Guareschi si riferisce ad una lettera, sempre su carta intestata della Segreteria di Sua Santità, che Alcide De Gasperi (all’epoca Degasperi) avrebbe inviato al colonnello inglese Bonham Carter, comandante la Peninsular Base Section di Salerno, per chiedere il bombardamento della periferia di Roma e dell’acquedotto, onde far sollevare la popolazione contro i nazifascisti. Una lettera identica a quella pubblicata da “Candido” e che aveva provocato la querela per diffamazione da parte di De Gasperi, ma datata una settimana prima. Una lettera poi scomparsa. Così la tesi che si facessero tentativi per squalificare tutto il carteggio, non solo per rendere evidente la falsità delle lettere pubblicate da Guareschi, ma anche per escludere trattative o accordi fra l’Inghilterra e il Duce, non è di oggi ma data al 1954 e, di più, nel numero 11 di “Candido” datato 14 marzo 1954, Guareschi pubblica altri documenti di pugno del Duce, documenti che riguardano proprio il carteggio. Non solo, ma Giovannino ribadisce che, presto, sarebbe stato pubblicato l’intero carteggio: «L’ora X sta per scoccare… La volta scorsa abbiamo spiegato che la nostra vicenda è di straordinaria importanza non per il fatto che la pubblicazione di due documenti porterà il sottoscritto davanti al Tribunale, bensì per il fatto che essi documenti fanno parte di un vasto gruppo di documenti di eccezionale interesse storico. Come abbiamo spiegato il carteggio verrà pubblicato e integralmente: e ciò non allo scopo di rendere cattivi servizi a Tizio, Caio o Sempronio, ma per rendere un eccellente servizio alla Storia.» E qui descrive i documenti riprodotti sulla pagina del “Candido”: «DISPOSIZIONI PER IL CARTEGGIO L’ufficiale cui sarà affidato il plico seguirà scrupolosamente i seguenti ordini: 1) riconoscimento certo della persona indicata 2) chiave e controchiave per la consegna 3) cautele per il recupero (nota). Nella dannata ipotesi che io non dovessi sopravvivere si attenderanno cinque anni e con le modalità che gli verranno fatte conoscere il consegnatario s’adoprerà per rendere noto con tutti i mezzi, non soltanto al popolo italiano, ma al mondo intero motivi e cause della nostra entrata in guerra. Acciocché gli italiani rinsaviscano e più non s’illudano del britanno. Che le alterne vicende fin qui vissute altro non sono che il frutto dell’inganno e della malafede inghilese (sic!). Mussolini 21 aprile 1945 XXIII» E non basta, perché oltre le due pagine di pugno del Duce, “Candido” pubblica un&#8217;altra riproduzione: «La consistenza del <em>Carteggio</em> stesso è precisata in altro documento di cui diamo la riproduzione fotografica. Documento allegato agli altri contenuti nel plico. DOCUMENTI DEL CARTEGGIO <strong>a)</strong> Conferenza di Stresa (note e originali) Doc. M.E.I. <strong>b)</strong> Nota sugli accordi dei quattro Grandi (conferenza di Yalta) <strong>c)</strong> Guerra Civile di Spagna (Carteggio Politico) Doc. M.E.I. <strong>d)</strong> Guerra d’Africa (W.S.C.-Badoglio-Regno) Carteggio Militare <strong>e)</strong> Accordi post Monaco (Carteggio Politico) <strong>f)</strong> Intesa Italo-Inglese (Guerra 15.6.40-Regno) <strong>g)</strong> Intesa sbarco Pantelleria (W.S.C.-Regno) <strong>h)</strong> Richieste Italiane – S.C.V. – a comandanti di Basi Militari Anglo-Americane (Italia Meridionale) <strong>i)</strong> Resa Incondizionata Badoglio e conseguenti cause <strong>l)</strong> Carteggio Regno-W.S.C. <strong>m)</strong> Carteggio Segreto W.S.C.-Capo Governo-Regno <strong>n)</strong> Carteggio W.S.C. accordi – Novembre 1943-45 <strong>o)</strong> Copie lettere Governo It. Spedite in riscontro a W.S.C. (Novembre ’43 aprile ’45) <strong>p)</strong> Accordo rappresentanti Italo-Inglesi – Zurigo 1944 <strong>q)</strong> Riconoscimento dello Stato Inglese sulla legittimità della R.S.I. – Sue FF.AA. – Fregi e Divise (Documento originale) <strong>r)</strong> Elenco dei documenti presenti nel presente plico. L’elenco porta in calce una nota che spiega le sigle: Doc. = Documenti; M.E.I. = Ministero Esteri Italiano; Regno = Carteggio Reale; Governo = Governo Regio; R.S.I. = Repubblica Sociale Italiana. La sigla W.S.C. – prosegue Giovannino &#8211; non figura ma è chiaro che significa Winston Spencer Churchill. L’elenco reca pure una precisazione sulla consistenza del Carteggio: R.S.I. Carteggio N. 15 Cartelle; N. 163 Fogli; Kg. 1,935 Peso complessivo; N. 11 sigilli; N. 7 buste. Non si tratta di un guazzabuglio – sottolinea Guareschi – ma di qualcosa di preciso, di organico. E il fatto che il Signor Churchill abbia data una sì accanita caccia a questi documenti, sta a dimostrare che essi rappresentano qualcosa di veramente importante. I due documenti a firma De Gasperi, che noi abbiamo riprodotto, fanno parte del carteggio e, con esattezza, appartengono al gruppo ottavo dell’elenco: Richieste italiane a Comandanti di Basi Militari Anglo-Americane (Italia Meridionale) (S.C.V.) La sigla significa “Stato Città del Vaticano”. Da parte inglese si diede una caccia accanitissima ai documenti dei vari gruppi contrassegnati dalla sigla W.S.C.: ma la caccia che, da parte italiana, venne data ai documenti del gruppo H fu addirittura furibonda. Una volta pubblicati i documenti originali del <em>Carteggio</em> verranno dati in consegna All’Archivio di Stato italiano. Tutto questo potrà far dispiacere a qualcuno, ma farà piacere alla Storia che è, bisogna riconoscerlo, una Signora di molto riguardo.» Il carteggio, però, non venne mai pubblicato e, ancor oggi, non se ne sa il perché, né, a dire il vero, esistono prove certe dell’esistenza di questo gruppo di documenti. Sta di fatto che, il 21 marzo del 1954, sul numero 12 di “Candido”, a proposito della pubblicazione dell’intero carteggio, Guareschi scriveva nella rubrica <em>Il “ta-pum” del cecchino</em>: «… il Carteggio vedrà la luce nella sede più adatta e al momento più opportuno. Il Carteggio è una cosa straordinariamente seria e non può in verun modo essere presentato come uno scandalo. E non è materiale che possa ammettere “scelte” o “aggiornamenti”. O tutto o niente. Nell’ottobre del 1953 a Lugano, venne stipulato un preliminare di contratto per la pubblicazione del Carteggio tra il consegnatario dei documenti e un noto editore che, tanto per non far nomi, si chiama Arnoldo Mondadori. Il Mondadori, a un certo punto precisava: “La Mondadori si impegna a non utilizzare le fotocopie avute in visione fin tanto che il contratto non sarà perfezionato e fino a quando non avrà ottenuto, da parte delle autorità governative italiane, l’autorizzazione a divulgare il materiale”. Noi non vogliamo interferire negli affari privati del signor Mondadori, ci permettiamo di osservare, in linea generale, che la divulgazione di documenti di questo genere non può interessare le autorità governative, ma interessa semplicemente la Storia.» Ma il carteggio, nonostante della sua pubblicazione si sia continuato a parlare, non vide mai la luce e anche Guareschi, condannato ad un anno di galera per diffamazione nei confronti di Alcide De Gasperi, non se ne interessò più. Quando Giovannino uscì da San Francesco, De Gasperi era morto, la salute ed il morale erano ridotti malissimo ma, soprattutto, l’Italia era cambiata e il vento del benessere stava portando tutti lontano dalla guerra e dai suoi ricordi. Oggi, però, a sessanta e passa anni da quei giorni, ciclicamente tornano alla luce i diari di Benito Mussolini e chissà, che non si ricominci a parlare anche del carteggio, la cui sorte e persino la cui esistenza sono ancora ignote.</p>
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