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	<title>Gli italianiIl gioco delle tre carte per confondere gli italiani dopo la sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il gioco delle tre carte per confondere gli italiani dopo la sentenza della Consulta sulla rivalutazione delle pensioni</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 22:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-gioco-delle-tre-carte-per-confondere-gli-italiani-dopo-la-sentenza-della-consulta-sulla-rivalutazione-delle-pensioni/"><img width="738" height="462" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan.jpg 738w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan-300x188.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan-640x401.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></a></p><hr /><p>Continua il balletto delle cifre messe sul tavolo da politici, giornali e sindacati sul costo della rivalutazione delle pensioni a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il blocco introdotto dalla “legge Fornero”. Non le fa neppure colui che certamente le conosce e dovrebbe darne conto al Parlamento e al Paese, il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. “Più che dare dei numeri – ha detto in un’intervista a Il Messaggero &#8211; voglio sottolineare che se si dovesse ripristinare totalmente l’indicizzazione sulle pensioni, l’Italia si troverebbe a violare simultaneamente il vincolo del 3%, l’aggiustamento strutturale e la regola del&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il balletto delle cifre messe sul tavolo da politici, giornali e sindacati sul costo della rivalutazione delle pensioni a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il blocco introdotto dalla “legge Fornero”. Non le fa neppure colui che certamente le conosce e dovrebbe darne conto al Parlamento e al Paese, il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. “Più che dare dei numeri – ha detto in un’intervista a <em>Il Messaggero</em> &#8211; voglio sottolineare che se si dovesse ripristinare totalmente l’indicizzazione sulle pensioni, l’Italia si troverebbe a violare simultaneamente il vincolo del 3%, l’aggiustamento strutturale e la regola del debito. Quest’ultimo, che sta iniziando a scendere, ricomincerebbe a salire e la Commissione ci metterebbe immediatamente in procedura d’infrazione, sia per il deficit che per il debito. Con conseguenze per noi gravissime. Questo è il messaggio che forse non si è ancora capito”.</p>
<p>Fa del terrorismo il Ministro della spesa pubblica. Non dà i numeri, ma sa che violerebbero i vincoli europei. Numeri certi. La manovra Fornero, infatti, aveva previsto, nel momento difficile del bilancio dello Stato e dell’INPS, gli effetti esatti di quel blocco della rivalutazione. La relazione tecnica che accompagnava l’emendamento al testo di legge originario (che prevedeva il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a due volte il minimo, che fu poi deciso sarebbe stato superiore a tre volte) prevedeva risparmi netti sulle uscite dello Stato, tra i 3,1 e i 3 miliardi ogni anno, fino al 2018. Una misura grave per la maggior parte dei pensionati e di dubbia costituzionalità, della quale, come ha detto l’ex Presidente Monti intervenuto nei giorni scorsi ad <em>Omnibus</em>, la trasmissione di approfondimento de <em>La7</em>, molti si erano dimostrati consapevoli in Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Una cosa è certa, il risparmio previsto dalla norma Fornero non potrebbe essere stato sottovalutato perché il Governo non avrebbe avuto interesse. In assenza di dati ufficiali, dunque, ognuno propone numeri, sempre al rialzo. Prima sembrava che il costo della rivalutazione avrebbe solamente azzerato il “tesoretto”, incautamente esibito in vista delle elezioni. Poi, di giorno in giorno, i miliardi sono aumentati fino a sfiorare, nelle più recenti ipotesi, i 20 miliardi. Per il Sindacato Pensionati Italiani della Cgil, che ne ha fatto oggetto di un recente studio, i risparmi per le casse dello Stato derivanti dal blocco totale della rivalutazione per le pensioni oltre 3 volte il minimo (quasi 1.500 euro lordi al mese), previsto dalla riforma Fornero e bocciato dalla Corte costituzionale, è stato di circa 8 miliardi di euro sommando gli effetti della norma sul 2012 e 2013 (che ha interessato circa 6 milioni di pensionati). Risparmi che salgono a 9,7 miliardi di euro con il blocco (con soglie diverse) introdotto dal governo Letta.</p>
<p>Quale che sia l’onere effettivo per lo Stato e per l’INPS in conseguenza della restituzione di quanto illegittimamente tolto ai pensionati, quel che appare certo è l’orientamento del Governo ad intervenire con un provvedimento che “interpreti” la sentenza della Corte costituzionale e gradui la restituzione delle somme dovute, nel tempo e con riferimento alla misura delle pensioni. In parole povere, alcuni avrebbero subito tutto o una parte, altri potrebbero ricevere il dovuto in più rate, altri ancora non avere nulla, considerati “gli adeguamenti passati e futuri”, dice ancora Padoan, probabilmente pensando a qualche forma di contributo di solidarietà, un prelievo aggiuntivo a termine da definire in un difficile equilibrio per cercare di evitare nuove bocciature della Corte costituzionale. O, forse, di allontanarle nel tempo.</p>
<p>La scelta più plausibile e più corretta dovrebbe essere quella di graduare le restituzioni nel tempo, ma forte sembra la tentazione di prendere lo spunto dalle paventate conseguenze sul deficit e sul debito per adottare qualche misura di stampo populista che, giustificata dall’idea sacrosanta di restituire subito e tutto a chi ha pensioni più basse, aprirebbe a prelievi forzosi sulle pensioni più alte, che non sono – è bene dirlo – le cosiddette “pensioni d’oro” o quelle che si basano su contributi figurativi dei quali hanno beneficiato negli anni sindacalisti e politici sulle quali, tuttavia, nessuno pensa di intervenire. In “politichese” più alte sono le pensioni di chi ha regolarmente versato contributi e, con personale impegno professionale, ha raggiunto remunerazioni adeguate al ruolo rivestito che non può, all’indomani del pensionamento, trovarsi una pensione che sia la metà di quanto percepiva in servizio.</p>
<p>È l’italico balletto delle responsabilità o, se vogliamo, il gioco delle tre carte che rivela ipocrisie e molta ignoranza sulle regole, politiche e giuridiche del nostro Stato.</p>
<p>Non è la prima volta che la Consulta boccia iniziative governative e parlamentari sbandierate come necessarie e salvifiche rispetto a situazioni finanziarie critiche richiedenti il contenimento della spesa pubblica. Se ci può consolare accade in tutto il mondo, in particolare in Europa. Il senatore Mario Monti, il Presidente del Consiglio della “riforma Fornero”, intervenendo nella trasmissione prima ricordata, ha citato casi analoghi di interventi delle Corti costituzionali di paesi dell’Unione Europea su iniziative di riduzione della spesa ritenute illegittime, dal Portogallo alla Grecia, alla Germania. E questo induce a qualche considerazione che non sento e non leggo nel dibattito di questi giorni.</p>
<p>Il ripetersi della bocciatura di misure di contenimento della spesa – la Consulta si dovrà occupare nei prossimi mesi del tetto delle retribuzioni pubbliche fissato in 240 mila, ritenuto di dubbia costituzionalità dal T.A.R. del Lazio – dimostra, da un lato, l’incapacità dei governi di coniugare diritti e scelte economiche e, dall’altro, una sorta di gioco delle parti, per cui si fanno scelte all’evidenza popolari (riduzioni di stipendi e pensioni sopra una certa soglia) per soddisfare esigenze immeditate di cassa, così allontanando difficoltà nella gestione dei conti, di fatto rinviando “la grana” ai governi successivi, quelli che dovranno, letteralmente, “fare i conti” con gli effetti delle sentenze che restituiscono soldi e interessi a quanti ne erano stati illegittimamente privati.</p>
<p>Il ripetersi di questi episodi, in pratica ad ogni riforma, conferma che la gestione della finanza pubblica continua ad essere caratterizzata da misure inadeguate, di corto respiro, che limano qua e là secondo le esigenze del momento con occhio all’elettorato di riferimento. Nessuna autentica misura strutturale diretta a conseguire obiettivi significativi di efficienza amministrativa e di sviluppo economico e sociale. Solo pezze a colore qua e là per rattoppare la coperta lisa della politica.</p>
<p>Scarsa capacità di visione politica, inadeguata conoscenza degli strumenti operativi delle pubbliche amministrazioni, i governi da tempo si limitano al piccolo cabotaggio, anche quando vengono annunciate riforme sbrigativamente definite “epocali”. Basti pensare che lo “sblocca Italia”, sbandierato provvedimento del Governo Renzi che dovrebbe riaprire i cantieri e chiuderli rapidamente e sviluppare attività economiche private, occupa sulla Gazzetta Ufficiale, che adotta un corpo di stampa ridotto, quasi trecento pagine, un <em>corpus</em> normativo che ben poco semplifica.</p>
<p>È il limite della politica, che considera il potere un obiettivo personale o, al massimo, di partito, non un servizio alla comunità.</p>
<p>Chiudo con un riferimento al Regno Unito, in questi giorni alla ribalta del dibattito politico per la governabilità assicurata da un sistema elettorale che lega eletto ed elettore nei collegi uninominali. Immaginate che il Premier Cameron o il suo Cancelliere dello Scacchiere, il nostro Ministro dell’economia, potrebbero dire ad un giornale, nelle stesse circostanze del nostro Ministro Padoan, “non do i numeri”? Non ci proverebbero e se lo facessero lo manderebbero a casa il giorno stesso.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/il-gioco-delle-tre-carte-per-confondere-gli-italiani-dopo-la-sentenza-della-consulta-sulla-rivalutazione-delle-pensioni/"><img width="738" height="462" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan.jpg 738w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan-300x188.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan-640x401.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/padoan-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /></a></p>]]></content:encoded>
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