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	<title>Gli italianiIl Giubileo nella storia della Chiesa: da Bonifacio VIII a papa Bergoglio &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il Giubileo nella storia della Chiesa: da Bonifacio VIII a papa Bergoglio</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 09:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-giubileo-nella-storia-della-chiesa-da-bonifacio-viii-a-papa-bergoglio/"><img width="387" height="466" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/giubileo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/giubileo.jpg 387w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/giubileo-249x300.jpg 249w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/12/giubileo-53x64.jpg 53w" sizes="(max-width: 387px) 100vw, 387px" /></a></p><hr /><p>Il Giubileo è uno dei i momenti più significativi e importanti della vita della Chiesa. Le solenni celebrazioni religiose che da secoli accompagnano ogni Giubileo vedono la presenza di un’immensa folla di uomini e donne di diverse nazionalità che convergono a Roma, intesa come la patria comune dove poter ottenere un beneficio spirituale: l’indulgenza plenaria. Il cuore dell’evento è il passaggio attraverso le quattro Porte Sante delle Basiliche papali: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Un avvenimento che da secoli ritorna fedele alle forme tradizionali, ma sempre con una rinnovata vitalità&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giubileo è uno dei i momenti più significativi e importanti della vita della Chiesa.</p>
<p>Le solenni celebrazioni religiose che da secoli accompagnano ogni Giubileo vedono la presenza di un’immensa folla di uomini e donne di diverse nazionalità che convergono a Roma, intesa come la patria comune dove poter ottenere un beneficio spirituale: l’indulgenza plenaria.</p>
<p>Il cuore dell’evento è il passaggio attraverso le quattro Porte Sante delle Basiliche papali: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura.</p>
<p>Un avvenimento che da secoli ritorna fedele alle forme tradizionali, ma sempre con una rinnovata vitalità e anche, inevitabilmente, con riflessi sulla vita sociale, creando problemi logistici, urbanistici, economico-politici.</p>
<p>Le fonti per delineare una storia dei Giubilei sono innumerevoli e diverse per valore e contenuto: bolle, encicliche pontificie, avvisi e bandi delle autorità civili, decreti, notificazioni, lettere pastorali dei vescovi, diari e cronache di pellegrini e tanti altri documenti.</p>
<p>L’istituzione del Giubileo si inserisce nel­la storia del cristianesimo e particolarmente in quella della Chiesa di Roma, come un pe­riodico rinnovamento di fede.</p>
<p>Il Giubileo, detto comunemente Anno Santo<em>, </em>trae origine, come termine, secondo la maggior parte degli studiosi, dall’ebraico <em>yabél, </em>la tromba fatta con il corno di un caprone, con la quale si annunciava, secondo la legge di Mosè, ogni cinquant’an­ni, un anno di condono e di remissione di tutti i debiti contratti nel precedente cinquantennio.</p>
<p>I cristiani hanno ripreso questo concetto, trasponendolo spiritualmente, poiché il de­bito maggiore era per essi il peccato, “<em>Jubi­laeus interpretatur” &#8211; </em>come diceva già Isidoro di Siviglia (570-636) &#8211; “<em>remissionis munus”, </em>remis­sione generale di tutti i peccati; un bene­ficio straordinario, elargito senza limiti di territorio o di ceto sociale ed esteso a un periodo, per la prima volta, piuttosto lungo.</p>
<p>Il primo Giubileo cristiano (1300) fu un feno­meno spontaneo in un periodo di travagliate vicende religiose e di passioni politiche<em>. </em>Roma, città tipicamente medioevale nel suo aspetto urbanistico e sociale, è la testi­monianza concreta del perdurare del trionfo del cristianesimo, che ne permea tutta la vita etica ed artistica. Nello stesso tempo è espres­sione dell’ac­crescersi del potere del Papa in un clima politicamente turbolento per le accanite lotte tra le principali famiglie nobili, quali i Co­lonna, gli Annibaldi, gli Orsini, i Savelli, i Conti, gli Stefaneschi, gli Anguillara e i Caetani.</p>
<p>Il desiderio di classicità, tipico del Medioevo, porta i cronisti delle altre città &#8211; prima fra tutte Firenze &#8211; a lodare la propria paragonandola a Roma. Lo stesso Dante Alighieri esclama nella Divina Commedia di essere “<em>cive di quella Roma onde Cristo è romano” </em>(Purg. XXXII, 102) &#8211; “<em>U siede il successor del maggior Piero</em>” (Inf. II,24).</p>
<p>L’esaltazione e l’idealizzazione di Roma erano un tema comune a molti scrittori dell’epoca, i quali la consideravano la nuova Gerusalemme e l’immagine terrena della Città Celeste, proseguendo il discorso di religiosità e di funzione provvidenziale di Roma, iniziato nel III secolo da Origene.</p>
<p>L’inspiegabile richiesta del Giubileo, av­venuta la notte del 25 dicembre del 1299 da parte di un’immensa folla di romani che si era riversata nella Basilica di San Pietro, de­stò una notevole perplessità in Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII. Si trattava di un avvenimento non previ­sto che nello stesso tempo poteva rappresentare un mezzo per una maggiore affermazione della funzione spirituale della Chiesa.</p>
<p>Principesco nella vita e nella sua funzione, Bonifacio VIII si distingue in un periodo in cui la società del tempo a cavallo tra il Medioevo e l’Umanesimo subiva un processo di travagliata trasformazione inter­na, tesa a scuotersi da qualsiasi potere supremo.</p>
<p>Il Pontefice avvertì tale esigenza da un punto di vista unilaterale che riteneva la Chiesa di Roma una realtà perenne nei secoli, l’unica capace di rispondere alle esigenze giuste e improrogabili con feconde e nuove energie.</p>
<p>Prima di ce­lebrare l’Anno Santo temporeggiò per al­cuni mesi, facendo ricerche per vedere se ci fossero stati precedenti Giubilei nella storia del Cristianesimo, ma non trovò nulla di con­creto, all’infuori di un’antichissima tradi­zione orale secondo la quale ogni anno centesimo era di condono e di assoluzione per tutti i peccati. Finalmente il 22 febbraio del 1300, festa della Cattedra di San Pietro, nella Basilica Vaticana gremita da un’immensa folla di romani, con la Bolla <em>Antiquorum</em><em> habet digna ftde relatio </em>decretava solennemente l’aper­tura del I Anno Santo con piena indulgenza per coloro che visitassero le Basiliche di San Pietro e di San Paolo. Tale documento, re­datto nel Patriarchio lateranense il 16 feb­braio dello stesso anno, fu corretto con la data della festa di San Pietro e la pergamena posta sull’altare della Confessione della Basi­lica, nel cui atrio un’iscrizione ricorda l’evento.</p>
<p>La Bolla, inviata a tutti i vescovi perché rendessero manifesta la volontà del Ponte­fice, terminava con <strong>i </strong>tre versi leonini com­posti da Bonifacio stesso e che sono ripro­dotti in caratteri lombardici sull’architrave della porta maggiore destra della facciata del Duomo di Pisa.</p>
<p>Alla festosa accoglienza dei romani fece riscontro immediatamente quella del mondo cristiano. A Roma vi fu un concorso notevo­lissimo di rappresentanti degli Stati stranieri insieme a Vescovi ed Abati. Vennero soprat­tutto semplici pellegrini, i cosiddetti <em>Romei</em> o <em>Romipeti</em>, i quali attraversando gli Appen­nini e seguendo il litorale toscano-laziale, imboccata la via Cassia, giungevano al sepol­cro dell’Apostolo Pietro. Umili nell’abbiglia­mento, recavano al collo delle placche di piombo con le immagini di San Pietro e di San Paolo.</p>
<p>Da queste piastrine “<em>quadrangole</em>”, deriverà poi l’uso di coniare medaglie da donare a ciascun pellegrino.</p>
<p>Fu tale l’af­flusso dei pellegrini a Roma da far dire al cardinale Stefaneschi nel suo “<em>De centesimo seu Jubileo anno liber</em>”, scritto negli anni immediatamente seguenti il 1300, che essi parevano una marea, un esercito.</p>
<p>Fu così neces­sario aprire una porta nelle Mura Serviane, la “<em>Portica</em>”<em>, </em>tra la piramide che era vicino all’odierna chiesa di Santa Maria in Traspon­tina <em>(meta Romuli) </em>e l’antica porta presso San Pietro.</p>
<p>Si presentava però l’urgente necessità di provvedere ai proble­mi pratici. Il pericolo di una carestia fu scongiurato acquistando viveri dalle località circostanti, ma grazie soprattutto alla pre­videnza degli stessi pellegrini.</p>
<p>Il pontificato di Bonifacio VIII e il primo Anno Santo rappre­sentarono un momento parti­colare per l’arte non avulso dal fermento di idee e di stile che in quel periodo si andava determinando. All’invito rivolto alla cristia­nità non rimasero insensibili poeti come Dan­te, cronisti come il Villani, ma anche artisti come Cimabue e Giotto, i quali, venuti a contatto con la scuola romana forte di una propria tradizione, vi portarono i nuovi prin­cipi figurativi della scuola fiorentina. A Giotto si attribuiscono gli affreschi della Loggia delle Benedizioni di San Giovanni in Laterano e sul primo pilastro destro della basilica, protetto da una lastra di vetro, rimane un frammento di affresco che raffigura Bonifacio VIII mentre promulga il primo Giubileo.</p>
<p>Papa Caetani, pro­seguendo un suo ben preciso disegno, fece costruire un palazzo sul Campidoglio re­cante una scritta a ricordo della “<em>indulgentia pecca­torum” </em>e ricostruì la chiesa di San Lorenzo in via Panisperna, consacrata il 23 luglio dello stesso anno.</p>
<p>In tal modo la Chiesa celebrava a Roma il suo trionfo, manifestandosi una potenza visibile, ma con fini tra­scendenti. Di conseguenza non si può par­lare di un avvenimento talmente complesso nella sua intima essenza come l’Anno Santo senza considerarlo nelle sue componenti es­senziali di carattere religioso e artistico, eco­nomico e sociale. Tale istituzione determinò un fattore di natura locale, in quanto Roma essendo “<em>l’Ombellico dell’Orbe</em>”, il centro morale e materiale della cristianità, era un’inef­fabile attrazione per i popoli forestieri che con il loro afflusso modificavano continua­mente il numero e la composizione sociale degli abitanti e quindi dei consumi. Ne con­segue un’economia basata sulle università degli albergatori, degli osti, dei fornai, dei pittori ed anche dei medici, tutte corporazioni il cui scopo principale era quello di rendere completa una città a economia turistica.</p>
<p>Bonifacio VIII aveva stabilito che in fu­turo ogni 100 anni ci fosse un Giubileo, ma con Clemente VI nel 1343 l’intervallo venne ridotto a 50 anni, anche per l’interessamento di Fran­cesco Petrarca, che immortalò tale richiesta in un suo carme: “<em>Hoc unum post multa; praecor breviora recursu&#8230;.”</em></p>
<p>In un momento di aspri contrasti religio­si, manifestatisi dapprima con il trasferimen­to dei Papi in Avignone e poi con lo scisma, Bonifacio IX celebrò il Giubileo (1390) che il suo predecessore Urbano VI aveva stabi­lito dovesse ricorrere ogni 33 anni, aggiun­gendo alla tradizionale visita delle tre basi­liche anche quella di Santa Maria Maggiore.</p>
<p>Tali contrasti si rivelarono maggiormente nel 1400 con il quarto Giubileo, voluto dopo appena 10 anni sempre da Bonifacio IX, con la motivazione che quell’anno era cen­tenario.</p>
<p>Un nuovo elemento nella liturgia dell’Anno Santo fu portato nel 1425 da Martino V, che fece aprire la Porta Santa in San Giovanni in Laterano.</p>
<p>Superato lo scisma, l’Anno Santo del 1450 fece affluire a Roma un numero straordina­rio di pellegrini che invasero letteralmente la città. Sembrò rivivere in quell’occasione lo stesso spirito del primo Giubileo “<em>dell’esercito molto</em>” dei penitenti.</p>
<p>Il XV secolo si chiuse con un’innovazione: nel 1470 Paolo Il stabilì che il Giubileo si dovesse celebrare ogni 25 anni.</p>
<p>Una no­vità significativa per la liturgia del Giubileo fu quella apportata da Alessandro VI nel 1500, il quale solennizzò l’avvenimento con il rituale dell’apertura e della chiusura della Porta Santa in tutte e quattro le Basili­che maggiori di Roma, cerimonia rimasta inalterata fino ai nostri giorni salvo alcune variazioni: uno degli aspetti più suggestivi dell’inizio dell’Anno Santo. La soglia della por­ta, la cui sistemazione attuale è dovuta ad Urbano VIII, mostra l’usura dovuta al passaggio della folla dei pellegrini.</p>
<p>Nei Giubilei successivi del 1525 (Clemente VII), del 1550 (Paolo III &#8211; Giulio III), del 1575 (Gregorio XIII), tra alterne vicende storiche si assisté all’afflusso non sempre costante, ma notevole di pellegrini, la cui venuta molto spesso dipese anche dai rapporti tra i governanti ed il Papato. Prospettive politiche migliori an­cora non si figuravano all’orizzonte europeo agli inizi dell’epoca barocca, dopo che Cle­mente VIII nel 1600 aveva iniziato, durante l’Anno Santo, la pia devozione di visitare oltre le quattro Basiliche maggiori anche quelle di San Sebastiano, di Santa Croce in Gerusalemme e San Lorenzo, la cosiddetta “<em>visita delle sette chiese”</em>.</p>
<p>In quel tempo l’Italia era subordinata com­pletamente alla Spagna degli Asburgo che controllava anche lo Stato Pontificio. La Chiesa di Roma trionfava in Europa sul pro­testantesimo e allargava il suo campo di azione negli altri continenti per mezzo delle missioni. Nella metà del 1600 la Compagnia di Gesù era un ordine presente in tutti i campi e cercava con la sua opera di creare una chiesa viva.</p>
<p>Con Urbano VIII (Giubileo del 1625) e In­nocenzo X (Giubileo del 1650) la Roma ponti­ficia è dominata dallo stile grandioso e spet­tacolare dell’epoca, comune alla Cu­ria ed alla nobiltà. Riprendono numerosi i pellegrinaggi a Roma per il Giubileo, con gruppi ben orga­nizzati dalle Confraternite, che predisponevano l’itinerario e i luoghi di sosta. A par­tire dal XVI secolo i gruppi itineranti mo­strarono una fisionomia ben defi­nita con il gusto e il pensiero dell’epoca. Numerose Confraternite nazionali, come San Ivo dei Brettoni, San Giacomo degli Spagnoli, Santa Maria dei Tedeschi, Santa Caterina dei Se­nesi, o romane come il Gonfalone e le Stim­mate, provvedevano a ospitarli e assi­sterli per ogni bisogno materiale e spirituale.</p>
<p>La SS. Trinità dei Pellegrini, fondata da San Filippo Neri, fu l’istituzione ricettiva che ac­colse propriamente tutti i fedeli in pellegrinaggio a Roma. Nel secolo seguente, dopo i Giubilei di Clemente X (1675) e di Innocenzo XII (1700), la Chiesa di Roma vide diminuire notevolmente il proprio pre­stigio.</p>
<p>Gli Anni Santi di Benedetto XIII (1725), Benedetto XIV (1750) e di Clemente XIV (1775) si svolsero in un periodo travagliato da conflitti tra gli Stati europei e non videro l’affollamento di pellegrini dei precedenti Giubilei.</p>
<p>Allo schiudersi del XIX secolo lo Stato pontificio attraversava un periodo politica­mente critico, determinato anche da quanto avveniva nel resto dell’Europa. Nel 1800 il Giubileo non poté essere celebrato perché Pio VI era prigioniero di Napoleone. Nel 1850 Pio IX, fuggito da Roma dove si era instaurata la repubbli­ca, si trovava ancora a Gaeta.</p>
<p>L’ultimo Anno Santo della Roma Papale era stato quello del 1825 sotto Leone XII, celebrato con il ti­more che elementi sovversivi giungessero a Roma sotto le spoglie di umili pellegrini.</p>
<p>Dall’Unità d’Italia la Porta Santa si è aper­ta sette volte: con Pio IX (1875) all’insegna della pacificazione degli animi, sotto Leone XIII (1900) con la partecipazione della clas­se intellettuale dell’epoca, nel 1925 in nome dell’Apostolato Missionario per opera di Pio XI, che ne promulgò altri due straordi­nari, uno nel 1929 nel cinquantennio del suo sacerdozio ed un altro nel 1933 per celebra­re il XIX centenario della Redenzione.</p>
<p>L’umanità uscita dall’ultimo conflitto mondiale e gravata da problemi esistenziali che ne avevano messo a dura prova la fede, veniva esortata da Pio XII, nel Giubileo del 1950, a venire a Roma, dove era il Padre li attendeva con <em>“affetto a braccia aperte”.</em></p>
<p>Nel 1975 Paolo VI promulgò il Giubileo all’insegna del rinnovamento della fede e della riconciliazione dell’uomo con Dio.</p>
<p>Giovanni Paolo II nel 1983 ha indetto un Anno Santo straordinario in occasione del 1950º anniversario della Morte e Risurrezione di Cristo. Tra i vari appuntamenti che il Pontefice mise in calendario ci fu anche il Giubileo dei Giovani, che il 15 aprile del 1984, domenica delle Palme, vide circa 300 mila ragazzi affollare piazza San Pietro.</p>
<p>La maggiore innovazione dell’Anno Santo del 2000 – indetto sempre da papa Wojtyla &#8211; è stata l&#8217;aggiunta di molti Giubilei particolari per vari gruppi di persone. E’ stato celebrato simultaneamente a Roma, in Terra Santa e in altre parti del mondo. Inoltre il Papa volle aprire personalmente, oltre alla Porta Santa di San Pietro, anche quelle di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore e di San Paolo fuori le mura. Il Pontefice fu impegnato in una serie di pellegrinaggi ed eventi di risonanza mondiale, come la Giornata della Gioventù, che si svolse a Roma tra il 15 e il 20 agosto e vide la partecipazione di oltre due milioni di ragazzi.</p>
<p>Papa Francesco ha annunciato il 13 marzo scorso nella Basilica di San Pietro la celebrazione di un Anno Santo straordinario, all’insegna della Misericordia, che  ha inizio con l’apertura della Porta Santa in San Pietro nella festa dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del prossimo anno con la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.</p>
<p>L’annuncio è stato fatto da Papa Francesco durante l’omelia della celebrazione penitenziale: “<em>Ho deciso di indire un <strong>Giubileo</strong> straordinario &#8211; </em>ha detto<em> &#8211; che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della misericordia”</em>.</p>
<p>La “<em>misericordia”</em> è un tema molto caro al Pontefice che già da vescovo aveva scelto come suo motto “<em>miserando atque eligendo</em>”.</p>
<p>Questa iniziativa, proposta dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, promuove in tutto il mondo l’apertura straordinaria delle chiese per invitare a celebrare il sacramento della riconciliazione. Il tema di quest’anno è preso dalla lettera di San Paolo agli Efesini “<em>Dio ricco di misericordia</em>” (Ef. 2,4).</p>
<p>Nel Giubileo le letture per le domeniche del tempo ordinario saranno prese dal Vangelo di Luca, chiamato “<em>l’evangelista della misericordia</em>”, definito da Dante Alighieri “<em>scriba mansuetudinis Christi</em>”, “<em>narratore della mitezza del Cristo</em>”.</p>
<p>L’annuncio ufficiale e solenne dell’Anno Santo è avvenuto con la lettura e pubblicazione presso la Porta Santa della Bolla nella domenica della Divina Misericordia, festa istituita da San Giovanni Paolo II, celebrata la domenica dopo Pasqua.</p>
<p>Il rito iniziale del Giubileo è costituito dall&#8217;apertura della Porta Santa che negli altri anni rimane murata. Hanno una Porta Santa le quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore.</p>
<p>Questo rito esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un “<em>percorso straordinario</em>” verso la salvezza.</p>
<p>La “<em>misericordia”</em> sarà per un anno la protagonista della vita della Chiesa per consentire a tutti di percepire la grandezza del cuore paterno di Dio che ha voluto rivelarsi e farsi conoscere come “<em>ricco di misericordia e grande nell’amore</em>”.</p>
<p>È stato lo stesso Bergoglio a spiegare il significato di questo evento straordinario per la vita della Chiesa cattolica: “<em>Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio; tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato</em> – ha sottolineato il Papa – <em>e maggiore deve essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono</em>”.</p>
<p>Il Papa lo ha anche ribadito parlando ai confessori: “<em>Non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare! Nessuno! Solo ciò che è sottratto alla divina misericordia non può essere perdonato, come chi si sottrae al sole non può essere illuminato né riscaldato</em>”.</p>
<p>La “<em>misericordia”</em>, infatti, ha un volto: quello di Cristo che chiede di essere riconosciuto nei fratelli.</p>
<p>Nell’annunciare l’<strong>Anno Santo</strong> il Pontefice ha spiegato di avere “<em>pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale</em>”. Per questo Bergoglio vuole che i fedeli di tutto il mondo vivano questo evento secondo una parola tratta dal Vangelo di San Luca: “<em>Siate misericordiosi come il Padre</em>”.</p>
<p>Un tema, quello della misericordia, fortemente presente nel magistero di Papa Francesco il cui termine, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.%20it/2013/11/26/papa-francesco-%20lesortazione-apostolica-no-a-%20chiesa-mondana-piu-spazio-%20alle-donne/791039/">che compare anche nel suo motto episcopale, ricorre ben 31 volte nell’esortazione apostolica “<em>Evangelii gaudium</em></a>”, il documento programmatico del suo pontificato.</p>
<p>Il Papa ha voluto affidare l’organizzazione del Giubileo al Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presieduto da monsignor <strong>Rino Fisichella</strong>, “<em>perché possa animarlo come una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare a ogni persona il vangelo della misericordia”</em>.</p>
<p>“<em>Sono convinto</em> – ha spiegato Papa Francesco – <em>che tutta la Chiesa potrà trovare in questo Giubileo la gioia per riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione a ogni uomo e ogni donna del nostro tempo</em>”.</p>
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<p>didascalia foto:</p>
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<p><strong>giubileo</strong>: San Giovanni in Laterano, frammento di affresco attribuito a Giotto con Bonifacio VIII che promulga il primo Giubileo</p>
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