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	<title>Gli italianiIl Napoli cade a Bologna e l&#8217;Inter vola in testa alla classifica. In bilico le panchine delle romane &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 10:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-napoli-cade-a-bologna-e-linter-vola-in-testa-alla-classifica-in-bilico-le-panchine-delle-romane/"><img width="3351" height="2513" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini.jpg 3351w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 3351px) 100vw, 3351px" /></a></p><hr /><p>&#160; di MARCO BICCHERI &#8211;  Batte il Genoa (1-0) e sale solitaria in vetta alla classifica la pragmatica Inter di Roberto Mancini, che non avrà un gioco bellissimo ma appare sempre di più come una squadra determinata e compatta che sfrutta al meglio le non tantissime occasioni da rete che riesce a produrre. Il Mancio che schiera Biabiany accanto a Palacio confinando ancora in panchina Icardi, si affida all’estro dell’imprendibile Ljajic e passa a riscuotere il dividendo perché sarà proprio l’ex romanista al 59’ a tirare fuori dal cilindro uno splendido numero che porrà il sigillo alla partita. Vani i&#8230;</p>
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<p><b>di MARCO BICCHERI &#8211; </b></p>
<p>Batte il <strong>Genoa </strong>(1-0) e sale solitaria in vetta alla classifica la pragmatica <strong>Inter</strong> di Roberto Mancini, che non avrà un gioco bellissimo ma appare sempre di più come una squadra determinata e compatta che sfrutta al meglio le non tantissime occasioni da rete che riesce a produrre. Il Mancio che schiera Biabiany accanto a Palacio confinando ancora in panchina Icardi, si affida all’estro dell’imprendibile Ljajic e passa a riscuotere il dividendo perché sarà proprio l’ex romanista al 59’ a tirare fuori dal cilindro uno splendido numero che porrà il sigillo alla partita. Vani i tentativi di di recuperare del Genoa, l’Inter non molla di un millimetro mettendo in campo intelligenza tattica e muscoli che quest’anno rappresentano una delle sue caratteristiche più importanti. Da evidenziare come, dei 28 giocatori scesi in campo, solo tre fossero italiani, un lavoro sempre più difficile per il nostro C.T. Antonio Conte.</p>
<p>Interrompe la sua corsa il <strong>Napoli</strong> sconfitto (3-2) dal <strong>Bologna</strong> dei miracoli di Donadoni che, sorprendentemente, vinceva 3-0 a tre minuti dalla fine. Poi la rabbia del fuoriclasse Higuain (impreciso ed in ombra fino a quel momento) prendeva il sopravvento e con una doppietta in tre minuti rimetteva in gioco le speranze del Napoli di agguantare almeno un pari. Ma era un risveglio tardivo ed il Napoli non è riuscito ad evitare la sconfitta. Alcuni cali di concentrazione emersi negli ultimi dieci minuti della partita precedente con l’Inter hanno avuto conferma qui a Bologna, Sarri, che fin qui ha svolto un ottimo lavoro, dovrà lavorare principalmente su questo.</p>
<p>Vince senza problemi la <strong>Fiorentina</strong> contro l’<strong>Udinese</strong> (3-0) anche se forse il risultato è troppo pesante per la squadra di Colantuono condizionata da alcuni episodi tutti denota le qualità di addestratore di Paulo Sousa, un tecnico che si sta affermando tra i più interessanti del campionato italiano, il secondo posto della Fiorentina non è certo un caso.</p>
<p>Pareggia in trasferta la <strong>Roma</strong> (1-1 contro il <strong>Toro</strong>) riuscendo nell’impossibile impresa di giocare peggio di come aveva fatto la  settimana prima contro l’Atalanta, il condottiero Brancaleon Garcia (su cui ci siamo dilungati anche la settimana scorsa) è riuscito anche in questo. Una penuria di gioco così desolante da parte di entrambe le squadre che forse potremmo definirla la partita più brutta degli ultimi dieci anni. Va in vantaggio la Roma nel finale su una innocua punizione-cross che Pjanic mette al centro, che rimbalza davanti a Padelli (errore da matita blu) e si infila in rete. Mancano pochi minuti, ma i giallorossi, oltre a non avere la minima idea di un gioco, non hanno neanche la minima concezione di gestione del risultato ed il Toro in uno degli assalti finali trova un rigore (contestato) che Lopez, subentrato poco prima a Quagliarella, realizza. Il tecnico francese continua a riempire taccuini di appunti durante le partite, presumiamo per apportare poi le eventuali correzioni la settimana successiva, ma i difetti della squadra sono, da due anni, sempre gli stessi, anzi  sono addirittura peggiorati, credo gli convenga risparmiare sulle biro. E credo che debba anche smetterla di prendere in giro l’opinione pubblica, affermando di aver visto la squadra compatta (!!!) e di voler restare alla guida della squadra perché si professa un combattente. A più di qualcuno, sorge il malizioso sospetto che invece voglia restare per non rinunciare ai circa 240.000 eurini netti al mese che perderebbe se rassegnasse le dimissioni. Ma non aveva detto la scorsa stagione che qualora si fosse accorto di rappresentare un problema per la Roma si sarebbe dimesso? Ecco sarebbe questa la vera prova di coraggio, rassegnare le dimissioni. La città di Roma, i tifosi della Roma meritano di più. Un discorso a parte andrebbe fatto sulla dirigenza che non è certo esente da colpe, a cominciare dal presidente-assente Pallotta, che più impegnato a costruire il suo business-stadio che a stare vicino alla squadra non si sta accorgendo come il suo progetto americano stia fallendo, per finire al DS Sabatini che ultimamente non ne sta azzeccando una, come stanno anche a dimostrare gli exploit che stanno avendo sia Destro che Ljiajic con le loro rispettive squadre.</p>
<p>Ennesima sconfitta della <strong>Lazio</strong> in casa contro la <strong>Juventus</strong> (0-2); sembra ormai quasi inarrestabile il declino di questa squadra (un punto nelle ultime sei partite di campionato) che sembra avere smarrito la sua identità, la sua anima, un team che non ha più fiducia in se stesso e che da la sensazione di aver smarrito il proprio orientamento spiaggiandosi nelle posizioni anonime della classifica. Subito inizio in salita per i biancocelesti, al 7’ Gentiletti (disastroso poi nel prosieguo della partita) devia verso la propria porta un tiro di Dybala sorprendendo Marchetti. La Juve, in splendida condizione fisica, non aspetta altro, controlla la partita affidandosi alle sanguinose verticalizzazioni dello scatenato Dybala. Per la Lazio è difficile anche riuscire ad impegnare Buffon, la linea a tre con Barzagli, Chiellini e Bonucci non è una semplice linea difensiva, è un muro. Poi al 32’ Dybala s’inventa il raddoppio con un gioiellino di pregevole fattura, questo ragazzo ha le stimmate del fuoriclasse e sta riuscendo nella difficilissima impresa di non far rimpiangere Tevez. Il resto della partita vede sterili tentativi della Lazio di rientrare in partita, ma rimarranno appunto solo e soltanto sterili tentativi. Contestato (tanto per cambiare) il presidente Lotito in tribuna, fischi assordanti ai giocatori. La panchina di Pioli è un ferro da stiro bollente, Lotito generalmente è l’antitesi di Zamparini, non ama molto cambi di allenatori in corsa ma in giro si inizia a scommettere sul toto-allenatore, malgrado circolino con insistenza i nomi  di Lippi, Guidolin e Corini, <strong>il presidente avrebbe deciso di puntare con decisione sull</strong>&#8216;attuale allenatore della Primavera del Milan, <strong>Christian Brocchi. </strong> I contatti tra le parti sono avviati, di Brocchi piace il carisma, il fatto che conosca bene ambiente e lo spogliatoio e soprattutto sarebbe una soluzione dai costi contenuti visto che, in caso di esonero, Pioli rimarrebbe a stipendio paga fino a giugno 2017 per circa  due milioni lordi a stagione.</p>
<p>Pareggio da non buttare per il <strong>Carpi </strong>(0-0 in casa contro il <strong>Milan</strong>) che conquista il settimo punto nelle ultime tre partite a conferma del buon momento che sta attraversando. Steccano invece i rossoneri la prima di quelle cinque partite (Carpi, Verona, Samp, Frosinone e Bologna) che dovevano costituire la “rincorsa di Natale” ai vertici della classifica. Predominio sterile degli uomini di Mihajlovic, ma è mancato lo stoccatore cinico e spietato che la mettesse dentro, merce non facile da reperire sul mercato oggi, alcuni vengono millantati come tali, poi all’atto pratico&#8230; (ogni riferimento a Dzeko non è puramente casuale)</p>
<p>Conferma il suon buon momento l’<strong>Atalanta</strong> squassando (3-0) un <strong>Palermo</strong> che non sembra aver sortito grandi effetti dal cambio di allenatore. Il buon Edy Reia sarà pure un “minestraro” ma intanto i bergamaschi sono sesti in classifica. Ballardini avverte già alle spalle il fiato di Iachini il cui ritorno sembra molto probabile. Vertice in serata in casa Zamparini.</p>
<p>Ultimi minuti fatali al <strong>Frosinone</strong> sconfitto in casa dal <strong>Chievo</strong> (0-2) in una partita che fino all’89’ era inchiodata sullo 0-0, poi ci pensano Paloschi su rigore (giusto) e Meggiorini al 93’. Stellone recrimina alla sfortuna e si dichiara soddisfatto della prestazione della squadra ma queste sono partite che, se vuoi salvarti, devi portare a casa i tre punti.</p>
<p>Stecca la prima Del Neri con il suo <strong>Hellas Verona</strong> che perde in casa (0-1) contro <strong>l’Empoli</strong> del bravo Giampaolo. Buona prova dei scaligeri che pressano più alto rispetto la precedente gestione di Mandorlini, ma al 61’ Costa, in una delle sue continue proiezioni offensive, ha l’occasione buona e non si pregare complicando ancora di più la già complicata classifica del Verona.</p>
<p>Disastrosa la gestione Montella alla <strong>Sampdoria</strong> (tre sconfitte su tre partite) che naufraga in casa (1-3) contro il magnifico <strong>Sassuolo</strong> dell’ottimo allenatore-addestratore Eusebio Di Francesco che raggiunge così il sesto posto in classifica e si prepara a fare il salto di qualità nella prossima stagione (Roma?). Montella schiera in campo Cassano dall’inizio al posto di Muriel ma la sua squadra, come già avvenuto in precedenza, si sfalda dopo aver subito il primo gol. C’è ancora tanto da lavorare e nell’aereoplanino stanno forse affiorando alcuni rimpianti per essersi imbarcato in questa avventura doriana che non promette nulla di buono.</p>
<p><strong>Marco Biccheri</strong></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/il-napoli-cade-a-bologna-e-linter-vola-in-testa-alla-classifica-in-bilico-le-panchine-delle-romane/"><img width="3351" height="2513" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini.jpg 3351w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/mancini-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 3351px) 100vw, 3351px" /></a></p>]]></content:encoded>
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