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	<title>Gli italianiIl post-umano come categoria artistica e sociale &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il post-umano come categoria artistica e sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 17:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-post-umano-come-categoria-artistica-e-sociale/"><img width="593" height="593" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg 593w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></p><hr /><p>di FEDERICA PELIGRA &#8211; Il corpo come potente strumento di sintesi e riflessione ha attraversato i secoli e, si è andato rafforzando, parallelamente alla capacità dell’uomo di intervenire su esso. Prescindendo da facili generalizzazioni e da banalizzazioni, dovute al clichè della massificazione del messaggio sul corpo, si analizzi l’impiego di risorse mentali, economiche e fisiche che impegnano l’immagine del corpo ogni giorno. Assistiamo giornalmente al paradosso più destabilizzante della società odierna, quello che vede una centralità sempre più fastidiosa del corpo umano e della fisicità e, dall’altra, una spersonalizzazione e una perdita di identità. Come si combinano tra loro questi&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>di FEDERICA PELIGRA &#8211; Il corpo come potente strumento di sintesi e riflessione ha attraversato i secoli e, si è andato rafforzando, parallelamente alla capacità dell’uomo di intervenire su esso. Prescindendo da facili generalizzazioni e da banalizzazioni, dovute al <em>clichè</em> della massificazione del messaggio sul corpo, si analizzi l’impiego di risorse mentali, economiche e fisiche che impegnano l’immagine del corpo ogni giorno.</p>
<p>Assistiamo giornalmente al paradosso più destabilizzante della società odierna, quello che vede una centralità sempre più fastidiosa del corpo umano e della fisicità e, dall’altra, una spersonalizzazione e una perdita di identità. Come si combinano tra loro questi elementi in apparenza contrastanti? L’arte ha una risposta a tutto e anche in questo caso precorre i tempi. Già negli anni Novanta, infatti, si era formato in Europa e negli Stati Uniti un fenomeno artistico dal nome di Post Human, nome che in realtà assume la mostra itinerante organizzata da Jeffrey Deitch nel 1992. Il corpo viene da questi artisti analizzato come centro irradiatore di fascino e angoscia, di seduzione e ricettacolo di problemi e malattie. Con spiccata lungimiranza questo stuolo di artisti capisce che il corpo stava divenendo sempre più una forma malleabile, incapace di fermare il processo, spesso artificiale, di trasformazioni.</p>
<p>Il corpo viene concepito come un insieme che permette la manipolazione del sé intesa anche in senso di smaterializzazione del proprio essere. Un’aspirazione alla perfezione che diventa ricerca incessante e psicosi collettiva. Per gli artisti di questa mostra il corpo diventa strumento di indagine fisica e psicologica passando da fantoccio fetish, come le bambole inquietanti di Chapman, all’ immagine di corpi robotici presi dalla foga sessuale dell’opera The Garden di Paul McCarthy.</p>
<p>La sperimentazione ora non riguarda più solo l’altro o l’uomo in generale, ma gli artisti cominciano, in realtà lo aveva già fatto con la body art, ma con un significato diverso, a indagare se stessi e a intervenire sul proprio corpo. Questo il caso per esempio di Jhonny Saville che si fa fotografare nuda su lastre di vetro dalle quali risulta mostruosamente deformata, o il caso di Marc Quinn che crea il suo autoritratto usando il suo stesso sangue rappreso. L’arte ha sempre avuto il ruolo di specchio sensibile e fedele dei cambiamenti e dei sussulti del tempo; e anche in questo caso l’animo degli artisti ha saputo cogliere il tocco dello spirito del tempo che bussa alla propria porta.</p>
<p>Ecco che il postumano diventa <em>topos </em>sociale oltre che artistico, assurgendo al ruolo di paradigma di un corpo che cambia, sotto la forza del messaggio che lo vuole standardizzato, oltre che delle mani del chirurgo estetico.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/il-post-umano-come-categoria-artistica-e-sociale/"><img width="593" height="593" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg 593w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></p>]]></content:encoded>
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