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	<title>Gli italianiIntervista a Fabrizio Santori (Fratelli d&#8217;Italia): con la riforma di Renzi è a rischio la democrazia &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Intervista a Fabrizio Santori (Fratelli d&#8217;Italia): con la riforma di Renzi è a rischio la democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 19:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/intervista-a-fabrizio-santori-fratelli-ditalia-con-la-riforma-di-renzi-e-a-rischio-la-democrazia/"><img width="1280" height="720" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori-1024x576.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori-1020x574.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori-640x360.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori-96x54.jpg 96w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/Santori-800x450.jpg 800w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p><hr /><p>Che la nostra Costituzione abbia necessità di un aggiornamento nessuno lo nega. Ma che una maggioranza, formata da non eletti, si arroghi il diritto di stravolere il nostro ordinamento costituzionale non è tollerabile, perché, dicono in molti, sarebbe paragonabile a un vero colpo di stato, corroborato dall’entrata in vigore dell’Italicum: la legge elettorale che Renzi, in vista del referendum costituzionale d’autunno, all’improvviso sembrerebbe disponibile a cambiare. Sui pericoli concreti per la nostra democrazia abbiamo intervistato Fabrizio Santori, consigliere alla regione Lazio di Fratelli d’Italia, impegnato quotidianamente a informare i romani sulla necessità di votare No al referendum sulla revisione della&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la nostra Costituzione abbia necessità di un aggiornamento nessuno lo nega. Ma che una maggioranza, formata da non eletti, si arroghi il diritto di stravolere il nostro ordinamento costituzionale non è tollerabile, perché, dicono in molti, sarebbe paragonabile a un vero colpo di stato, corroborato dall’entrata in vigore dell’<em>Italicum: </em>la legge elettorale che Renzi, in vista del referendum costituzionale d’autunno, all’improvviso sembrerebbe disponibile a cambiare.</p>
<p>Sui pericoli concreti per la nostra democrazia abbiamo intervistato Fabrizio Santori, consigliere alla regione Lazio di Fratelli d’Italia, impegnato quotidianamente a informare i romani sulla necessità di votare No al referendum sulla revisione della costituzione concepita da Boschi-Renzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>On. Santori, la riforma istituzionale proposta dal duo Boschi-Renzi è chiara e comprensibile?</strong></p>
<p>La Carta costituzionale è la base di tutte le leggi che regolano il nostro ordinamento, motivo per il quale è fondamentale che ogni suo articolo possa essere comprensibile a tutti i cittadini. La democrazia parte da questo.</p>
<p>L’articolo 10 della Riforma costituzionale riscrive l’articolo 70 che disciplina la funzione legislativa e attualmente recita: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”. Il nuovo testo ne aggiunge circa 430 e rimanda, citandoli, a diversi commi di altri articoli della Costituzione, senza specificarne il contenuto. E questo accade anche in altri articoli.</p>
<p>Il nuovo procedimento legislativo affronta sia il bicameralismo perfetto, sia lo snellimento e l’accelerazione dell’iter di approvazione delle leggi, vaneggiandone uno snellimento. In realtà, il provvedimento non solo viene esteso ma si intreccia letteralmente e nel merito, poiché vengono disposti diversi procedimenti legislativi in relazione all’oggetto della legislazione. Questo nuovo assetto potrà generare conflitti tra le camere, dettati dall’incertezza circa il preciso perimetro di ogni materia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Migliora o peggiora l’assetto dello Stato?</strong></p>
<p>L’intera Riforma è frutto di una maggioranza non salda, quando invece avrebbe dovuto essere il frutto di un confronto maturato tra tutte le forze politiche.</p>
<p>Il nuovo Senato partecipa al procedimento di revisione costituzionale, ritengo che l’esercizio delle più alte funzioni debba appartenere esclusivamente a chi ha la legittimazione del popolo italiano.</p>
<p>La titolarità del rapporto fiduciario col Governo è attribuita alla sola Camera dei Deputati, la quale, come già detto, esercita, collettivamente col Senato, la funzione di revisione costituzionale e la funzione legislativa in un numero limitato di importanti materie ed esercita in esclusiva la funzione legislativa nelle restanti.</p>
<p>Il combinato della riforma Renzi-Boschi e dell’<em>Italicum</em> determina inevitabilmente un rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio nel circuito istituzionale. Nella riforma infatti è nella discrezionalità del Governo di richiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia definitiva della Camera entro settanta giorni dalla deliberazione.</p>
<p>Tutto questo, se si guarda poi allo stretto connubio tra la riforma costituzionale e la nuova legge elettorale, rischia di portare a forti squilibri.</p>
<p>Con l’attuale legge elettorale, qualora nessun partito raggiunga la soglia del 40%, i due partiti più votati partecipano comunque al ballottaggio, prescindendo da qualsiasi percentuale. Si rischia di consegnare il Paese a una forza politica con un consenso elettorale bassissimo. E’ a rischio la democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come giudica il rapporto che si instaurerebbe tra le Regioni e lo Stato?</strong></p>
<p>La competenza legislativa delle Regioni viene fortemente ridimensionata, l’intero impianto normativo tende verso una minore autonomia quando invece si sarebbe dovuto attuare un sistema in grado di responsabilizzare maggiormente le Regioni, soprattutto in termini finanziari, e garantirne al contempo i poteri. Nulla invece si dispone per le Regioni a Statuto speciale, per le quali piuttosto sarebbe stato opportuno un progetto più attuale ed aderente ai tempi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il nuovo Senato non sarebbe svuotato del tutto dalle sue funzioni precipue?</strong></p>
<p>La riduzione a 100 Senatori, oltre all’eliminazione dell’elettività diretta, ha di fatto posto questa camera in una posizione quasi irrazionale, poiché crea un’enorme discrepanza numerica tra la Camera dei Deputati ed il Senato.</p>
<p>I Senatori, inoltre, rimangono Consiglieri regionali nelle loro piene funzioni e pertanto sussiste il serio rischio che l’azione parlamentare del Senato ne esca fortemente sminuita.</p>
<p>Altrettanto discutibile è la nomina presidenziale dei cinque senatori: è difficilmente comprensibile come si armonizzi l’alto magistero delle cinque personalità illustri per la Patria in seno a un organo che rappresenta esclusivamente le istituzioni territoriali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E’ chiaro come verranno ridotti i senatori da 315 a 100 e come verranno nominati?</strong></p>
<p>Per rispondere a questa domanda basta recitare l’articolo 57, così come riscritto dal testo di riforma governativa: al comma 2 si legge “I Consigli Regionali e i consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti…” al comma 5 dello stesso articolo “la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma”. Al comma 6 si legge “Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci…”</p>
<p>Il cittadino italiano &#8211; dalla lettura di quest’articolo della Costituzione &#8211; sarà in grado di sapere, e soprattutto comprendere, come e chi rappresenterà il nuovo Senato? Credo si commenti da solo…</p>
<p>In uno Stato non federale, il rappresentante è il Parlamento e il rappresentato è tutto il popolo e non le istituzioni territoriali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La fiducia votata da una sola Camera rafforzerebbe l’esecutivo?</strong></p>
<p>Indubbiamente crea un rapporto esclusivo tra la Camera dei Deputati ed il Governo, e parallelamente non favorisce la stabilità. Piuttosto sarebbe stato importante redigere una buona riforma della legge elettorale in grado di restituire al Paese il giusto valore alla “rappresentatività” e “governabilità”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In sostanza, si attuerebbe un risparmio come dice Renzi?</strong></p>
<p>I risparmi provenienti dalla riforma del Senato risulterebbero attestarsi a circa 57 milioni di euro, una cifra esigua rispetto alle criticità che introduce, parallelamente a ciò che è accaduto con la riforma delle Province i cui risparmi effettivi non risultano essere stati a tutt’oggi quantificati, ma la stessa ha prodotto e sta producendo danni ai dipendenti oltre al caos generato dalla riattribuzione delle funzioni che, nel caso della Regione Lazio, non ha ancora visto una puntuale definizione.</p>
<p>Il buon funzionamento delle istituzioni passa attraverso il giusto equilibrio tra i diversi organi e soprattutto attraverso il potenziamento delle rappresentanze elettive, cosa che questa riforma deprime irrimediabilmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fratelli d’Italia è per il No al prossimo referendum costituzionale. Quali iniziative state mettendo in atto a Roma e sull’intero territorio nazionale?</strong></p>
<p>Fratelli d’Italia è in prima linea nella Capitale e in tutta Italia con una serie di iniziative volte a far comprendere ai cittadini le ragioni per il no. Noi puntiamo sulla trasparenza, e le informazioni e le proposte alternative che vogliamo trasmettere si avvalgono sia del web, attraverso il sito ufficiale <a href="http://www.fratelli-italia.it">www.fratelli-italia.it</a> e <a href="http://www.comitatonograzie.it">http://www.comitatonograzie.it</a> , sia di un’interfaccia diretta rappresentata dalle centinaia di gazebo che ogni settimana vengono organizzati su tutto il territorio nazionale. Lì spieghiamo perché gli italiani non devono lasciarsi ingannare dal tentativo del governo Renzi di far passare questa riforma come innovativa e utile. Sul sito del comitato No Grazie, inoltre, c’è un apposito modulo con cui aderire alla nostra mobilitazione, e chi volesse può agevolmente trovare il modo di creare a sua volta un comitato nella propria città. Una democrazia diretta, la nostra, perché rende partecipi i cittadini. Al contrario di quanto previsto dalla riforma Renzi-Boschi che toglie sovranità al popolo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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