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	<title>Gli italianiIntervista ad Andrea Romizi, il primo sindaco di centrodestra di Perugia &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Intervista ad Andrea Romizi, il primo sindaco di centrodestra di Perugia</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 21:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina_mira</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/intervista-ad-andrea-romizi-il-primo-sindaco-di-centrodestra-di-perugia/"><img width="391" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi.jpg 391w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi-293x300.jpg 293w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 391px) 100vw, 391px" /></a></p><hr /><p>Andrea Romizi mi accoglie nella bella Sala Verde, il suo ufficio all’interno di Palazzo dei Priori. La sua scalata ha del prodigioso: sindaco a 35 anni (ora ne ha 37), nonché il primo di centrodestra dalla nascita della Repubblica. Gli domando quali siano state le tappe che lo hanno condotto fin lì. Lui mi racconta della passione politica nata al liceo classico &#8211; il Mariotti di Perugia &#8211; quasi per gioco, della voglia di fare e dell’insofferenza provata fin da giovane per quell’atteggiamento tanto diffuso di chi tende a criticare la politica senza mai proporre, senza mai tentare di risolvere&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Romizi mi accoglie nella bella Sala Verde, il suo ufficio all’interno di Palazzo dei Priori.<br />
La sua scalata ha del prodigioso: sindaco a 35 anni (ora ne ha 37), nonché il primo di centrodestra dalla nascita della Repubblica. Gli domando quali siano state le tappe che lo hanno condotto fin lì.<br />
Lui mi racconta della passione politica nata al liceo classico &#8211; il Mariotti di Perugia &#8211; quasi per gioco, della voglia di fare e dell’insofferenza provata fin da giovane per quell’atteggiamento tanto diffuso di chi tende a criticare la politica senza mai proporre, senza mai tentare di risolvere i problemi.<br />
Romizi non viene da una famiglia politicamente orientata; tenta semplicemente di diventare rappresentante al consiglio degli studenti, e ci riesce. La politica passa così dall’essere un gioco all’essere una vera e propria passione. Si avvicina poi a Idee in Movimento, un’associazione universitaria non di partito ma di area. Frequenta il primo anno di università a Siena, a Scienze della Comunicazione, dove fonda il movimento di Forza Italia giovani. Dopo un anno decide di tornare a Perugia per iscriversi a Giurisprudenza, facoltà in cui è laureato.<br />
<strong><br />
Se la sente di fare un bilancio di questa prima metà di mandato come sindaco?</strong><br />
Raccontare due anni e mezzo non è semplicissimo. Diciamo che appena arrivato mi sono concentrato molto sull’organizzazione interna. Non amo rivangare il passato perché ritengo che chi amministra debba guardare al futuro, ma basta vedere i conti per capire che abbiamo preso in carico una situazione in grande sofferenza, tanto che all’epoca si parlava di commissariamento. Quindi per prima cosa insieme all’assessore Bilancio abbiamo lavorato alla revisione della spesa corrente, e nell’arco di due anni abbiamo contenuto in maniera significativa le uscite; lo abbiamo fatto non mettendo mano ai servizi, ma alle spese del nostro funzionamento. Non solo: in buona parte abbiamo dismesso le locazioni passive, razionalizzando gli uffici e andando a ricollocare i nostri servizi presso immobili di proprietà comunale, rinegoziando molte convenzioni. Siamo riusciti a contenere la spesa di 20 miliardi di euro nell’arco di pochi anni. Questo ci ha consentito in primis di sopravvivere, perché il destino sembrava segnato nel primo momento, come dicevo; e poi perché il governo centrale di anno in anno ha tagliato i trasferimenti agli enti locali. In seconda battuta questo ci ha permesso di pianificare alcuni investimenti.<br />
<strong><br />
Che tipo d’investimenti sono stati fatti dalla sua amministrazione?</strong><br />
Abbiamo investito sulle strade, dove si è cercato di mettere delle risorse che consentissero di restituire alla nostra città una condizione dignitosa.<br />
Lo stesso è stato fatto per il decoro delle aree verdi. C’è ancora tanto da fare, ma si sta cercando di lavorare con un’ottica diversa, che è quella di una maggiore organizzazione. Una volta le amministrazioni vecchio stampo si poggiavano molto sulla figura umana: sapevi che in quell’ufficio c’era Tizio, in quell’altro c’era Caio e dunque ti affidavi alla sua memoria storica, alle sue relazioni e capacità di operare. Oggi che le risorse sono anche in diminuzione, e che, tra l’altro, si sono anche aggiunti i sistemi informatici, si deve puntare sempre di più su questo tipo di organizzazione.<br />
<strong><br />
Può chiarire con un esempio di che organizzazione si tratta?</strong><br />
Certo. Prima non c’era un elenco ben definito delle aree verdi. Oggi le abbiamo georeferenziate, il che vuol dire che ogni area verde è stata recensita e accedendo al nostro portale la si trova; è un po’ una sua carta d’identità: si trova chi la gestisce, se ci sono dei giochi, se c’è un bagno pubblico, se c’è una buona accessibilità per i disabili. Così come si sta facendo per l’illuminazione. Adesso andremo a sostituire la nostra illuminazione con una nuova impiantistica che al contempo è più efficace e permette un’importante riduzione dei consumi. Non c’era un censimento dei punti luce, ora l’abbiamo fatto: sappiamo quanti ne abbiamo, di che epoca sono, e così via. Analogamente per il patrimonio comunale, e per le scuole. E’ a questo che serve il Piano Scuola, per ottenere dei finanziamenti in attesa che ne arrivino dal governo centrale.<br />
<strong><br />
Ho letto che avete fatto anche delle innovazioni per quanto riguarda la Banda Ultra Larga. </strong><br />
Sì, è così. Noi in campagna elettorale abbiamo deciso di mettere su impulso principalmente dell’assessore Calabrese questa visione: l’obiettivo di cablare questa città con infrastrutture di ultima definizione. All’epoca la nostra visione non era sicuramente una delle questioni più semplici da spiegare, soprattutto in campagna elettorale. Si è trattato poi di concretizzare questa idea, di darle le gambe. Ho nominato Calabrese assessore proprio perché sapevo che sarebbe stato possibile grazie a lui, che davvero ci credeva e ci crede. Lui ha lavorato a un progetto per Perugia Digitale, e poi ha avuto la capacità di farlo girare. Nel momento in cui si è prospettata l’entrata di Enel, con Enel Open Fiber, si è potuto portare questo progetto al Consiglio dei Ministri. Il risultato è un record per Perugia, che sarà la città d’Italia più cablata con questa tecnologia.<br />
<strong><br />
Per quanto riguarda le aree problematiche della città?</strong><br />
Una è sicuramente Fontivegge. E’ una questione che mi sta particolarmente a cuore, e lì si è deciso di investire molto nella direzione di una riqualificazione urbana. Abbiamo presentato progetti sia a un bando per le periferie degradate, sia alla Fondazione Cassa di Risparmio che all’Agenda urbana, e sembrerebbero in buona parte finanziati. Quindi andremo a spendere risorse significative per lavorare sul decoro dell’intera area. Si vuole caratterizzare la zona con dei contenuti d’innovazione e attrattiva, soprattutto per i giovani. Quella sarà un’altra bella sfida.<br />
<strong><br />
Perugia è una città con una storia importante alle spalle, e se non sbaglio è un altro suo pallino.</strong><br />
Assolutamente sì. Quest&#8217;attenzione alla storia e ai monumenti di Perugia si è declinata per un verso cercando di lavorare su una rivitalizzazione del centro storico, che in parte sta avvenendo grazie anche a ottime sinergie con associazioni e operatori commerciali. Per altro verso dipende anche da Arte Bonus, che è un provvedimento di legge che consente di avere importanti benefici fiscali a quei mecenati che decidessero di finanziare il restauro di monumenti e beni culturali. Anche lì stiamo avendo ottime soddisfazioni. E poi anche con la rivitalizzazione del senso di appartenenza ai Rioni, con 1416 (una rievocazione storica del periodo a cavallo tra Medioevo e Rinascimento che coinvolge cinque Rioni, ndr): la manifestazione occupa l’arco di un anno interno, al di là di quei due, tre giorni di festa. Questo mi sta dando soddisfazioni: le persone hanno ricominciato a vedersi, quando magari prima neanche si salutavano. Poi, ovviamente, dato che la politica non fa star bene con la propria gastrite (ride, ndr), c’è chi lo interpreta come se quest’amministrazione guardasse solo al passato, ma come ho spiegato prima non è per nulla così. Quello che riteniamo è che ci si possa approcciare in modo competitivo con le sfide della modernità se si ha una maggiore consapevolezza della propria cultura e della propria identità, della propria storia. Una città non è tanto diversa da una persona o da una famiglia, in fondo.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/intervista-ad-andrea-romizi-il-primo-sindaco-di-centrodestra-di-perugia/"><img width="391" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi.jpg 391w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi-293x300.jpg 293w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/Romizi-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 391px) 100vw, 391px" /></a></p>]]></content:encoded>
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