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	<title>Gli italianiIntervista a Sgarbi: il terremoto del 30 ottobre ha sconfitto la parola prevenzione &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Intervista a Sgarbi: il terremoto del 30 ottobre ha sconfitto la parola prevenzione</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2016 23:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/intervista-sgarbi-terremoto-del-30-ottobre-sconfitto-la-parola-prevenzione/"><img width="500" height="300" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large.jpg 500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p><hr /><p>Secondo lei, con interventi di messa in sicurezza adeguati si sarebbe potuta salvare la basilica di s. Benedetto a Norcia? Lo chiediamo al noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Sicuramente no. Dopo la prima scossa, quella di agosto, il sindaco di Norcia si era detto soddisfatto: la città era a suo dire in grado di resistere perché aveva riportato solo piccoli danni. Era crollato un tetto, e nient’altro. Quando a ottobre il terremoto è arrivato con più determinazione Norcia è stata colpita così violentemente che è rimasta in piedi solo la facciata di s. Benedetto, sulla quale erano ancora in corso&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secondo lei, con interventi di messa in sicurezza adeguati si sarebbe potuta salvare la basilica di s. Benedetto a Norcia? </strong>Lo chiediamo al noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.</p>
<p>Sicuramente no. Dopo la prima scossa, quella di agosto, il sindaco di Norcia si era detto soddisfatto: la città era a suo dire in grado di resistere perché aveva riportato solo piccoli danni. Era crollato un tetto, e nient’altro.</p>
<p>Quando a ottobre il terremoto è arrivato con più determinazione Norcia è stata colpita così violentemente che è rimasta in piedi solo la facciata di s. Benedetto, sulla quale erano ancora in corso i lavori per la messa in sicurezza. Questo prova che nessuna prevenzione su un monumento antico è più forte di un terremoto. La prevenzione esiste soltanto per edifici nuovi costruiti <em>ex novo</em>, dalle radici, con provvedimenti antisismici. Mettere in sicurezza un edificio storico vuol dire tentare di ricostruirlo, cosa improbabile e del tutto impraticabile. Per cui il 30 ottobre ha soprattutto sconfitto la parola “prevenzione”, parola magica usata da tutti quelli che per ragioni politiche hanno cercato di trovare il colpevole del terremoto, non adattandosi a pensare che Dio o, per chi non ci crede, la pessima dinamica degli elementi, quando lo decide fa saltare tutte le messe in sicurezza del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non ha mai senso prevenire, sempre con riguardo ai beni artistici?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In realtà se il terremoto si limita a stare sotto i 5 gradi, un edificio storico che è stato già assestato può anche patire meno il danno. E’ dal sesto in su che non c’è nessuna prevenzione. Se il sisma è aggressivo distrugge tutto, com’è capitato nella più dolente tra le opere colpite, e cioè s. Salvatore a Campi, in prossimità di Norcia. Per cui, diciamo che l’unica parola che si può usare legittimamente, nella speranza che gli uomini possano trovare lo strumento adatto alla necessità, è <em>ricostruzione</em>. L’Italia ha visto una quantità infinita di ricostruzioni post-sisma. Ad esempio, la città di Noto dopo il terremoto del 1693 è stata ricostruita nello stile barocco che conosciamo. Vale lo stesso per Catania, colpita anch’essa dal sisma del 1693. O per Messina, ricostruita dopo il terremoto del 1909.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando parla di una ricostruzione adeguata, come valuta il modello New Town, quello de L’Aquila?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da evitare. Quello che ha fatto Berlusconi aveva una logica, ma una logica da respingere. E’ indegno il modello della New Town, per cui il paese abbandonato diventa un paese fantasma e viene costruita una specie di periferia immonda a distanza di poche centinaia di metri, completamente nuova. Con il terremoto dell’Umbria si può sperare in una vera ricostruzione dei borghi. Con un vantaggio da sfruttare. Potrebbe essere una “ricostruzione selettiva”: siccome il danno più grave alle città non è stato inferto dai terremoti ma dalla costruzione edilizia “di rapina” degli ultimi 60 anni, è auspicabile che si ricostruiscano soltanto le case fino agli anni Trenta, cogliendo l’occasione per sanare la ferita architettonica dell’abusivismo.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/intervista-sgarbi-terremoto-del-30-ottobre-sconfitto-la-parola-prevenzione/"><img width="500" height="300" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large.jpg 500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/sgarbi-large-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>]]></content:encoded>
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