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	<title>Gli italianiIsis, un pericolo per l&#8217;umanità &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Isis, un pericolo per l&#8217;umanità &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Isis, un pericolo per l&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 22:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/isis-un-pericolo-per-lumanita/"><img width="400" height="300" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana.jpg 400w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana-85x64.jpg 85w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p><hr /><p>“Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo”, scriveva Oriana Fallacci il 29 settembre 2001, sul Corriere della Sera, dopo l’attentato alle “Torri Gemelle” del 2001. Quell’articolo sarebbe poi diventato un libro, La rabbia e l’orgoglio,  (Rizzoli 2004), che suscitò scalpore, consensi e ostilità. Oggi è impossibile restare indifferenti davanti ai video agghiaccianti e ai pamphlet deliranti che lo Stato Islamico manda quasi quotidianamente in rete. Ogni giorno ci sentiamo sempre più avvolti in questo nuovo cuore di tenebra della storia.  Non possiamo più chiudere gli occhi davanti  alla realtà. Già alcuni&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Vi sono <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/momenti/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term">momenti</a>, nella <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/vita/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term">vita</a>, in cui tacere diventa una <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/colpa/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term">colpa</a> e parlare diventa un <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/obbligo/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term">obbligo</a></strong>”, scriveva Oriana Fallacci il 29 settembre 2001, sul Corriere della Sera, dopo l’attentato alle “Torri Gemelle” del 2001. Quell’articolo sarebbe poi diventato un libro, <em>La rabbia e l’orgoglio</em>,  (Rizzoli 2004), che suscitò scalpore, consensi e ostilità.</p>
<p>Oggi è impossibile restare indifferenti davanti ai video agghiaccianti e ai pamphlet deliranti che lo Stato Islamico manda quasi quotidianamente in rete.</p>
<p>Ogni giorno ci sentiamo sempre più avvolti in questo nuovo cuore di tenebra della storia.  Non possiamo più chiudere gli occhi davanti  alla realtà.</p>
<p><strong>Già alcuni mesi fa il politologo e saggista Angelo Panebianco dalle pagine del “Corriere della Sera ” ci aveva invitato a non sottovalutare gli irreversibili cambiamenti intervenuti in Europa e in Medio Oriente</strong>, ci aveva suggerito di abbandonare  la tendenza tipicamente italiana a scambiare i sogni per realtà, ignorando la drammaticità del nuovo terrorismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questi primi mesi del 2015 sono usciti molti libri sul problema dell’Isis (Stato Islamico di Siria e Iraq) e delle sue brutali minacce al mondo occidentale. Libri ampiamente documentati, scritti da giornalisti e studiosi che hanno operato sul campo o, nel caso di Domenico Quirico, che sono stati per alcuni mesi prigionieri del Califfato <a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’inizio di febbraio 2015 il Grande Califfato ha pubblicato in rete un documento di un centinaio di pagine,  intitolato <strong>“Stato Islamico 2015”</strong>, in cui (a pagina 94) si parla esplicitamente dell’Italia, in particolare di <strong>Roma, meta ultima della loro “conquista”.</strong> Una conquista autorizzata, secondo i jihadisti, dalle parole di Maometto, che in un versetto degli <em>hadith </em>(aneddoti sulla vita del profeta), dice: “<strong>Attaccherete l’Arabia e Allah vi darà la vittoria, quindi la Persia e Allah vi darà la vittoria, quindi Roma e Allah vi darà la vittoria.”</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nel documento si parla  di missili che verranno lanciati dalle coste della Tunisia e della Libia al “cuore” dell’Europa, cioè a Roma e si indicano le precise traiettorie con cartine geografiche di Google. In fondo, in linea d’aria tra Tunisi e Lampedusa ci sono  solo circa 160 chilometri!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le  “profezie”  su cui si basa l’Isis risalgono all’VIII secolo, ma i jihadisti sostengono che conquisteranno il mondo, in particolare Roma, nel 2020, a circa cento anni dalla “caduta del Califfato Ottomano”.</p>
<p>Con una  grande trovata pubblicitaria, tale da folgorare l’immaginazione delle popolazioni musulmane e destare nostalgie degli antichi fasti  dell’Islam e il desiderio di riscatto da tutte le umiliazioni della Storia, <strong>Abu-Bakr-Baghdadi</strong>, un ex imam, laureato in  Studi Islamici presso l’Università di Bagdad, il 29 giugno del 2014  <strong>nella Grande Moschea di Mosul ha proclamato la rinascita del Califfato e dichiarato guerra all’Occidente</strong>.</p>
<p>Il suo vero nome è al-Qurashī al-Sāmarrāʾī, ma ha scelto di chiamarsi come il primo califfo della storia, Abu Bakr.  Esiste una sua foto segnaletica di quando era detenuto nel Camp Bucca, nell’Iraq del sud,  come &#8220;internato civile&#8221; dalle forze iracheno-statunitensi dai primi del febbraio 2004 fino al 2009, quando fu stranamente  rimesso in libertà grazie alle indicazioni di una commissione, la <em>Combined Review and Release Board</em>.</p>
<p>Da allora sono cominciati i massacri di “popolazioni impure,” e davanti alle telecamere abbiamo visto sfilare teorie di uomini vestiti di nero, che con il coltello dell’Id al-kabir, cioè del sacrificio rituale, eseguono i loro orrendi omicidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggi, che il Califfato viene fatto rinascere per appoggiarvi un progetto totalitario e criminale</strong>, conquistando seguaci con la promessa della libertà politica, la Turchia ha decisamente fatto passi indietro.</p>
<p>Secondo il giornale turco “Bir Gün” ci sono addirittura sospetti che oggi il <strong>governo turco appoggi in qualche modo il gruppo terroristico dell’Isis</strong>: elementi dell’organizzazione (come Hayat Boumedienne, compagna del terrorista islamico Amedy Coulibaly) continuano infatti  a viaggiare liberamente tra la Turchia e la Siria.  C’è anche chi sostiene che Al-Baghdadi abbia acquistato armi dall’ex Europa dell’Est  attraverso un network con sede in Turchia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La cosa preoccupante è che  il  “Califfato” dispone di enormi risorse finanziarie (pare ammontino a due miliardi di dollari statunitensi), </strong>che provengono da “donazioni” di Stati che affidano loro “guerre per procura”, dal contrabbando di enormi giacimenti di petrolio (si parla di centinaia di milioni di dollari), dal contrabbando di opere d’arte e di reperti archeologici, da sequestri di persona, da furti, come quello perpetrato a Mosul, ai danni della Banca Centrale, per 425 milioni di dollari. Potremmo definire l’Isis una fiorente multinazionale, con una capacità mediatica di altissimo livello, con tecnologie di avanguardia, gestite con perfetta regia.</p>
<p><strong>Un rapporto dell’Unesco sostiene che le unità militari del Califfo demoliscono luoghi antichi di millenni perché li considerano blasfemi</strong>, <strong>per poi venderne i resti sul mercato nero delle antichità</strong>.  Irina Bokova (direttore dell’Unesco) parla di “pulizia etnico-culturale di stampo barbarico”  e fa «appello a tutti i responsabili politici e religiosi della regione a sollevarsi contro questa barbarie». Abbiamo visto con grande dolore la devastazione  a colpi di martello pneumatico di statue e manufatti del Museo Archeologico di Mosul, documentata in un video del Califfato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda i sequestri di persona, <strong>anche l’Italia ha contribuito a rimpinguare le casse jihadiste.  Basti citare l’ultimo “esborso” di  12 milioni di dollari</strong> <strong>versati per ottenere la liberazione di Greta e Vanessa, </strong>le due “operatrici umanitarie” (?!) volontarie rapite nel luglio 2014 in Siria e rilasciate il 15 gennaio 2015. È vero che non esiste paragone possibile tra il valore della vita umana e quello del denaro, ma  è anche vero che le due ragazze erano state “reclutate” da un pizzaiolo  siriano di 47 anni, che vive ad Anzola,  in Emilia, tenuto d’occhio dai Ros perché sospettato di essere un  jihadista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie alla possibilità di “pubblicare” in rete, quasi in diretta, le proprie atrocità, perpetrate con vero senso dello spettacolo, l’Isis ha un’enorme capacità non solo di propaganda, ma anche di attrazione. Gli islamisti sanno manipolare le menti e i cuori dei ragazzi europei e trasformarli in perfetti  mujaheddin in cerca di martirio.</p>
<p>Si pensi a uno degli ultimi “video”, con  la fila dei 21 cristiani copti egiziani  in tuta arancione,  che camminano accompagnati dai loro boia tutti vestiti di nero, lungo una spiaggia libica che si affaccia sul Mediterraneo, mentre  la voce di un  miliziano dice con tono minaccioso: <strong>“Finora ci avete visti sulle alture della Siria, ora siamo sulle rive del Mediterraneo, a sud di Roma.”</strong>  O al video di propaganda, per fare proseliti, una vera e propria performance di rapper, dove alcuni  jihadisti,  agitando armi e vessilli neri con scritte dorate, ritmano parole come “venite con noi, sarete potenti”,  con perfetto senso dello spettacolo.</p>
<p>Domenico Quirico,  giornalista del quotidiano la “Stampa”, è rimasto per 152 giorni,  dal 9 aprile  all’8 settembre  2013, prigioniero dei jihadisti in Siria. Tornato in Italia (dietro un riscatto sembra di 4 milioni di dollari) ha detto: «Credevo mi avrebbero ucciso, la Siria è in mano al demonio».</p>
<p>Poi ha cercato di spiegare  che il “Grande Califfato” di cui aveva sentito parlare durante la sua prigionia, non era affatto un sogno velleitario, ma un preciso progetto strategico.  <strong>Qualcuno con sufficienza, gli disse: “Ma suvvia, il Califfato… roba di secoli fa.</strong> <strong>Un oggetto impolverato di storia e memoria.”</strong> Oggi nessuno può più dubitare che Quirico avesse ragione.</p>
<p>Nel suo ultimo libro, <strong><em>Il Grande Califfato</em></strong>, (Neri Pozza 2015) , Quirico fa alcune riflessioni illuminanti.  Spiega che per i musulmani “appartenere a un movimento così lodevole permette di sormontare la maledizione della solitudine, ancora più bruciante nel nostro mondo occidentale” e che “l’orrore dei loro atti li obbliga a proiettarsi in una certa trascendenza.” In una Legge superiore, un imperativo categorico.</p>
<p>Forse è un messaggio quello  che Quirico lancia, alla fine del suo libro, descrivendo la battaglia di Poitiers, del 732, quando Carlo Martello  alla testa dei Franchi, fermò la “cavalcata” dell’Islam, dei musulmani che avevano invaso l’Europa, stabilendosi nella regione che chiamavano  al-Andalus,  l’odierna Andalusia.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Maurizio Molinari, <em>Il Califfato del terrore</em> (Rizzoli, 2015),  Domenico Quirico, <em>Il Grande Califfato</em> (Neri Pozza, 2015), Loretta Napoleoni, <em>Isis, lo Stato del Terrore</em> (Feltrinelli, 2015)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/isis-un-pericolo-per-lumanita/">Isis, un pericolo per l&#8217;umanità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/isis-un-pericolo-per-lumanita/"><img width="400" height="300" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana.jpg 400w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/carloripadimeana-85x64.jpg 85w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>]]></content:encoded>
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