<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gli italianiLa Biennale dell&#8217;Avana: un&#8217;occasione storica &#8211; Gli italiani</title>
	<atom:link href="https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<description>quotidiano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 11:05:59 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.4</generator>

<image>
	<url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/01/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>La Biennale dell&#8217;Avana: un&#8217;occasione storica &#8211; Gli italiani</title>
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
		<item>
		<title>La Biennale dell&#8217;Avana: un&#8217;occasione storica</title>
		<link>https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/</link>
		<comments>https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/#respond</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2015 19:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
        <image>
        <link>https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/</link>
        <url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-300x300.jpg</url>
        <title>La Biennale dell&#8217;Avana: un&#8217;occasione storica</title>
        </image>
        
		<guid isPermaLink="false">https://italianioggi.com/?p=1305</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/"><img width="593" height="593" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg 593w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></p><hr /><p>Ha finalmente aperto i battenti, dopo mesi di impaziente attesa, la Biennale dell&#8217;Avana, giunta alla sua dodicesima edizione. L&#8217;importanza di questa rassegna artistica travalica di gran lunga la durata dell&#8217;evento, appena un mese. Nell&#8217;anno che ha segnato un passo in avanti nel disgelo dei rapporti Cuba-USA, questa Biennale dà il colpo di grazia a decenni di riserve e distanze ormai anacronistiche tra i due Paesi. Largo spazio è, infatti, offerto all&#8217;arte statunitense, ma anche a quell&#8217;arte prodotta da esuli su suolo americano. Uno scambio alla pari si potrebbe definire quello che vede l&#8217;esposizione cubana ospitare opere del museo d&#8217;arte del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/">La Biennale dell&#8217;Avana: un&#8217;occasione storica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha finalmente aperto i battenti, dopo mesi di impaziente attesa, la Biennale dell&#8217;Avana, giunta alla sua dodicesima edizione. L&#8217;importanza di questa rassegna artistica travalica di gran lunga la durata dell&#8217;evento, appena un mese. Nell&#8217;anno che ha segnato un passo in avanti nel disgelo dei rapporti Cuba-USA, questa Biennale dà il colpo di grazia a decenni di riserve e distanze ormai anacronistiche tra i due Paesi. Largo spazio è, infatti, offerto all&#8217;arte statunitense, ma anche a quell&#8217;arte prodotta da esuli su suolo americano.</p>
<p>Uno scambio alla pari si potrebbe definire quello che vede l&#8217;esposizione cubana ospitare opere del museo d&#8217;arte del Bronx e che prevedrà che opere d&#8217;arte cubane volino poi alla volta di New York, per trovare lì una inedita sede espositiva. Sia questa una dimostrazione delle capacità che l&#8217;arte ha di accorciare distanze non solo geografiche, ma soprattutto diplomatiche e culturali.</p>
<p>Non finisce qui la menzione dei fatti politicamente, ma, soprattutto, umanamente rilevanti: artisti costretti a scappare dal Paese caraibico ricevono ora l&#8217;invito ufficiale per partecipare a questa tappa cruciale nell&#8217;incontro tra diversità, che proprio quest&#8217;anno vuole fare un passo da gigante, che possa conquistarsi così un capitolo, o anche solo un paragrafo, nei libri di storia e nella memoria di chi non si farà scappare questa occasione.</p>
<p>Questo dato &#8220;politico&#8221;, assolutamente non secondario, non deve, tuttavia, mettere in secondo piano il reale senso che muove ogni esposizione artistica, che è appunto l&#8217;arte, nelle sue forme più tradizionali come pittura, scultura, fotografia e in quelle più attuali e futuristiche come proiezioni, video e installazioni. In queste grandi manifestazioni mondiali l&#8217;arte diventa sempre più un elemento accessorio, di contorno, rispetto ad un aspetto più ampio e dispersivo; è giusto dunque sottolineare sempre ( non è mai ripetitivo e pedante farlo) che la protagonista è, e deve essere, l&#8217;arte.</p>
<p>La biennale dell&#8217;Avana si inserisce sin dall&#8217;inizio della sua storia in un contesto di mostre internazionali che, dagli anni &#8217;90 in poi cercano di spostare l&#8217;attenzione sulle aree del Mondo disastrate, cercando di dare voce e strumenti a chi da solo non ce l&#8217;avrebbe mai fatta. Dopo la caduta del Muro di Berlino c&#8217;è stato, anche nell&#8217;arte, uno spostamento significativo di latitudine, un passaggio netto dall&#8217;eurocentrismo tout court a coordinate spaziali più lontane, alla riscoperta autentica e senza banalizzazioni dell&#8217;arte africana e Mediorientale.</p>
<p>Questa Biennale nasce nel 1984, istituzionalmente appoggiata per via diretta dal governo cubano e indirettamente attraverso l&#8217;appoggio del Centro de Arte Contemporaneo Wilfredo Lam, voluto non a caso da Fidel Castro. Da subito si presenta come piattaforma autorevole in grado di captare l&#8217;attenzione internazionale portando alla ribalta nomi poco noti e attirando allo stesso tempo lo star system dell&#8217;arte contemporanea. Un viaggio rimasto pulito e inalterato tra autoctonia e globalizzazione, senza contaminazioni nel senso più dequalificante del termine. Sin dalla sua nascita questo evento aveva inscritto una peculiarità che già di per sé avrebbe fatto storia: è la prima mostra a cadenza regolare di un Paese socialista.</p>
<h2>L&#8217;arte a Cuba ha un aspetto che forse manca alla cultura nostrana, ricca e opulenta, ossia il legame che essa mantiene con l&#8217;aspetto sociale, anche quello più povero e disastrato. Il direttore della Biennale Jorge Torres afferma infatti “La cosa più interessante di Cuba è che molti artisti credono fermamente nell’arte come responsabilità sociale. È la portata etica che conta, non solo quella estetica”.</h2>
<h2>Il titolo scelto  richiama proprio la libertà, scevra di perbenismi e di false ideologie, che finalmente si sta imponendo nel panorama artistico; La mostra affronta appunto l&#8217;arte <em>Between Idea and Practise </em>( tra teoria e pratica) cercando di fare della riflessione un punto di forza per l&#8217;agire.</h2>
<h2>Si è cercato di fare dei poli opposti: ricchezza- povertà, centro-periferia, donna-uomo, temi universali, punti di partenza per passare poi all&#8217;analisi dei particolari, interpretati da più di quaranta Paesi.</h2>
<h2>In tutto questo contesto, che volge e rivolge l&#8217;attenzione ai ( il plurale non è casuale) Sud del Mondo, l&#8217;unica nota stonata è rappresentata dalla sponsorizzazione di alcuni degli artisti più famosi al mondo ad opera del noto brand d&#8217;altamoda Louis Vuitton. Non ci si stupisce certo che le etichette multinazionali entrino nell&#8217;arte, significherebbe essere anacronistici, ma che in una esperienza che vede protagonisti i Paesi più emarginati, più soli e meno conosciuti artisticamente ci sia nuovamente lo zampino del capitalismo, quello più becero davvero è una contraddizione in termini. Questa, tuttavia, è un&#8217;altra storia.</h2>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2></h2>
<p>a</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/">La Biennale dell&#8217;Avana: un&#8217;occasione storica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></content:encoded>
	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/"><img width="593" height="593" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica.jpg 593w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-300x300.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/federica-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></a></p>]]></content:encoded>
		<wfw:commentRss>https://italianioggi.com/la-biennale-dellavana-unoccasione-storica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>