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	<title>Gli italianiLa Buona Scuola secondo Renzi. Sarà una promessa mancata o una vera riforma? &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La Buona Scuola secondo Renzi. Sarà una promessa mancata o una vera riforma?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 18:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-buona-scuola-secondo-renzi-sara-una-promessa-mancata-o-una-vera-riforma/"><img width="1500" height="1000" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola.jpg 1500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-1020x680.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p><hr /><p>Il disegno di legge La Buona Scuola proposto dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Lunedì sarà sottoposto al Parlamento. Ecco, in sintesi, come il Governo Renzi vuole cambiare la scuola: &#160; Più autonomia per il preside, paragonato all’allenatore di una squadra; questo potrà scegliere i giocatori del team-scuola, i docenti, individuandoli in appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Dal 2016 sparirà il supplente, divenuto simbolo di un ventennio d’istruzione frammentaria e priva di punti di riferimento per gli studenti. Figura difficilmente rispettata proprio per la sua natura temporanea e atta a coprire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-buona-scuola-secondo-renzi-sara-una-promessa-mancata-o-una-vera-riforma/">La Buona Scuola secondo Renzi. Sarà una promessa mancata o una vera riforma?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il disegno di legge La Buona Scuola</strong> proposto dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Lunedì sarà sottoposto al Parlamento. Ecco, in sintesi, come il Governo Renzi vuole cambiare la scuola:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Più autonomia per il preside, </strong>paragonato all’<strong>allenatore di una squadra</strong>; questo potrà scegliere i giocatori del team-scuola, i docenti, individuandoli in appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Dal 2016 sparirà il supplente</strong>, divenuto simbolo di un ventennio d’istruzione frammentaria e priva di punti di riferimento per gli studenti. Figura difficilmente rispettata proprio per la sua natura temporanea e atta a coprire le cosiddette “ore buche”. Interessante una breve constatazione su come la scuola rispecchi lo Stato e le sue concezioni politico-filosofiche; nell’era fascista si riteneva, per citare Thomas Hobbes, che “dividere il potere significa dissolverlo”, per cui al duce a livello statale coincideva, per l’insegnamento, il maestro unico. Simbolo dei tempi, figura autoritaria ma anche molto amata, come testimoniato da classici della letteratura giovanile come il libro Cuore. Con la democrazia si è stabilito che dividere il potere è l’unico modo di bilanciarlo; i palazzi del potere si sono moltiplicati, le cattedre anche. Come spesso accade il modello è degenerato e il pluralismo è divenuto incertezza. Ecco i posti vacanti e l’autorità che, spezzettata all’infinito, si è trasformata in “supplenza” di autorità. Alla fine dell’articolo ritorneremo sul discorso per dare, a conti fatti, una valutazione più ampia anche alla scuola di Matteo Renzi.</li>
<li>Coerentemente con una visione imprenditoriale e quindi produttiva della scuola si cercano incentivi; per questo <strong>si aggiungono agli scatti di anzianità quelli legati al merito con uno stanziamento di 200 milioni nel 2016</strong>.</li>
<li>Ogni insegnante avrà la Carta per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un <strong>voucher di 500 euro da spendere in libri, entrate in musei, corsi di formazione e simili.</strong></li>
<li>Si incentiva la scelta dei cittadini di donare il <strong>5 per mille alla scuola</strong>.</li>
<li>Con lo <strong>school bonus</strong> chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all&#8217;occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.</li>
<li>Vengono <strong>limitati gli sgravi fiscali per chi iscrive i figli ad istituti paritari alla scuola media.</strong></li>
<li>Vengono rafforzati gli insegnamenti di: <strong>arte, musica, diritto, economia, educazione motoria, inglese</strong>, da insegnare di più e meglio per poter rimanere competitivi sul piano europeo.</li>
<li>Stanziamento da subito di 90 milioni per la creazione di <strong>laboratori aperti anche di pomeriggio finalizzati a ridurre la dispersione giovanile</strong></li>
<li>Stanziamento di 40 milioni per finanziare <strong>indagini diagnostiche sui controsoffitti</strong> delle scuole, un problema allarmante all’italiana (a gennaio uno degli ultimi casi, cinque bambini dell’asilo feriti dal crollo di parte del controsoffitto della loro scuola a Sesto san Giovanni).</li>
<li>La misura più attesa dagli insegnanti: un <strong>piano di assunzioni straordinario per i  120 mila precari delle graduatorie ad esaurimento</strong>, proposto per settembre ma secondo i più realizzabile in due <em>tranches</em>. Da quel momento, “dopo vent’anni di bando a singhiozzo” (Giannini) <strong>si entrerà solo su concorso</strong>.</li>
<li><strong>Stop alle classi “pollaio”</strong>: i presidi potranno derogare alle regole attuali e utilizzando l’organico docenti in modo flessibile evitare la formazione di classi eccessivamente numerose e dispersive.</li>
</ul>
<p>In definitiva un compito ben fatto da parte del Ministero dell’Istruzione. “La Buona Scuola” di Renzi è una scuola più simile a un’impresa di quanto non lo sia mai stata prima, che non va più avanti a sentimenti ed etica vocazionale, ma a incentivi monetari e sgravi fiscali. Una scuola di integrazione, di italiano insegnato a stranieri e di inglese insegnato agli italiani. Una scuola in cui i precari possono sperare in un’assunzione e le famiglie che i controsoffitti non cadano addosso ai loro bambini.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-buona-scuola-secondo-renzi-sara-una-promessa-mancata-o-una-vera-riforma/"><img width="1500" height="1000" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola.jpg 1500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-1020x680.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/scuola-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>]]></content:encoded>
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