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	<title>Gli italianiLa casa della Gioconda non può che essere in Francia &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La casa della Gioconda non può che essere in Francia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 14:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-casa-della-gioconda-non-puo-che-essere-in-francia/"><img width="450" height="500" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda.jpg 450w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda-270x300.jpg 270w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda-58x64.jpg 58w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p><hr /><p>La Gioconda è un&#8217; opera che ha riempito pagine e pagine di trattati specialistici come di riviste di intrattenimento, con quel suo sguardo frizzante e quella sua posizione rialzata, che sembra dominare la collina toscana; un ponticello lontano non attrae più la minima attenzione perché tutti gli occhi osservano lei, la donna più volte copiata, ammirata e ossequiata, ma a tratti anche sbeffeggiata, da quel simpaticone di Duchamp per esempio, che, divertito, decise di abbattere proprio questo&#8221;colosso mediatico&#8221; apponendole dei virili baffi. I vantaggi e svantaggi dell&#8217;essere famoso. Anche chi non si intende di arte, chi non l&#8217;ha mai studiata,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Gioconda è un&#8217; opera che ha riempito pagine e pagine di trattati specialistici come di riviste di intrattenimento, con quel suo sguardo frizzante e quella sua posizione rialzata, che sembra dominare la collina toscana; un ponticello lontano non attrae più la minima attenzione perché tutti gli occhi osservano lei, la donna più volte copiata, ammirata e ossequiata, ma a tratti anche sbeffeggiata, da quel simpaticone di Duchamp per esempio, che, divertito, decise di abbattere proprio questo&#8221;colosso mediatico&#8221; apponendole dei virili baffi. I vantaggi e svantaggi dell&#8217;essere famoso. Anche chi non si intende di arte, chi non l&#8217;ha mai studiata, chi non ha mai visitato un museo, sa cosa sia la gioconda e ne conosce l&#8217;autore.</p>
<p>Una delle opere più conosciute al mondo, dunque, eppure una delle opere più sconosciute per significato e storia. Come si fa a fare code interminabili al Louvre, affollarsi davanti a quella piccola teca, che protegge l&#8217;opera dopo il furto del secolo scorso, senza porsi in un atteggiamento critico consapevole, senza sapere l&#8217;universo di simboli, di motivazioni e di ripensamenti che l&#8217;opera ha subito e che nasconde?</p>
<p>Ci sono domande a cui non si può fornire una adeguata risposta, sia per mancanza di testimonianze dirette dell&#8217;autore al riguardo ( la maggior parte delle conoscenze su quest&#8217;opera ci provengono da testimonianze secondarie, come per esempio quelle del primo critico d&#8217;arte della storia: Vasari), sia perché è pratica comune della critica d&#8217;arte la ricerca di molteplici risvolti semantici anche delle opere più nitide e chiare. Naturalmente non è questo il caso, ma lungo la sua storia si sono succedute molteplici tesi, prima tra tutte quella che riguarda l&#8217;identità della figura che si erge fiera e piacevolmente altezzosa. C&#8217;è chi ha voluto vedere nel tracciato ambiguo dello sguardo o nel sorriso malizioso, appena accennato, una carica erotica a sfondo omosessuale, scandalizzante al giorno d&#8217;oggi, ma sentita come pratica comune nel Rinascimento.</p>
<p>C&#8217;è poi un filone critico, che nasce parallelamente alla redazione dell&#8217;opera, che fa risalire la radice nominativa di &#8220;Monna Lisa&#8221; alla moglie di Francesco Giocondo ( di qui Gioconda) dal nome di Lisa Gherardini. Forse una commissione in vista del matrimonio come si era soliti fare in epoca rinascimentale e, di qui, anche la teoria del progetto non finito da parte di Leonardo, o, forse, più semplicemente, un prodotto artistico che Leonardo sentiva molto vicino alla sua natura. Forse un autoritratto in vesti femminili che l&#8217;artista sentiva affini alla sua indole? questa sembra più frutto della visione contemporanea seguita alle speculazioni freudiane sull&#8217;ambivalenza sessuale e sulle dinamiche psicologiche dell&#8217;inconscio. Più probabile, ad avviso di chi scrive, risulta essere l&#8217;ipotesi che vede questa donna priva di sopracciglia un prodotto creativo particolarmente amato dall&#8217;artista, piacevolmente riuscito, ma, allo stesso tempo, frutto di continui aggiustamenti a cui Leonardo non riesce a mettere un punto fermo. Forse perche finire la gioconda equivarrebbe metaforicamente ad ammettere la fine della carriera artistica di un genio che vedeva nell&#8217;arte un rifornimento spirituale oltre che materiale.</p>
<p>A dispetto di tutti i patriottici della domenica ( sono solita definire così coloro che affibbiano senza logica etichette di italianità solo a ciò che è più favorevole e conveniente) che vorrebbero il ritorno in Italia della Gioconda, l&#8217;opera ha tutto il diritto di &#8220;riposare&#8221; ( immaginando che in quest&#8217;opera risieda virtualmente l&#8217;anima di Leonardo) in Francia. Questa affermazione risulterà una doccia fredda per molti, ma anche in questo caso è la storia a venirci in soccorso e, lo fa sfoderando la sua arma migliore: quando Leonardo ormai anziano si trasferisce nel 1517 alla corte di Francesco I re di Francia, che onora il maestro con il titolo di <em>premier peintre, </em>dandogli una credibilità e fama che in età senile stentava a trovare altrove, sceglie volontariamente di portare con sé la gioconda. E&#8217; sempre Leonardo a stabilire che il dipinto rimanga nelle collezioni di Francesco I avendo quest&#8217;ultimo pagato probabilmente una notevole cifra per averlo. L&#8217;opera, si stenterà a crederlo, rimase per secoli nell&#8217;anonimato. Si accorse del suo valore Napoleone che decise di farlo sistemare nella sua camera da letto. La diatriba sulla collocazione lecita per la Gioconda non è dibattito recente, ma frutto di rivendicazioni annose; tanto che fu proprio un lattaio italiano, Vincenzo Peruggia, nel 1911 a entrarne in possesso, rubando l&#8217;opera dal Louvre, e nascondendola sotto il letto. E&#8217; indubbio che durante le numerose guerre che hanno coinvolto il nostro Paese molte opere sono state saccheggiate, e l&#8217;Italia è stata defraudata di molti tesori e non ultima la vicenda dei treni pieni di opere d&#8217;arte che partivano durante la seconda Guerra alla volta della Germania. Tuttavia la conoscenza e la buona educazione( nella sua etimologia greca di buona conoscenza) deve portare a saper discernere le rivendicazioni sane e corrette da quelle inutili e sciocche. In merito alla gioconda non siamo stati vittime di nessun latrocinio, ma siamo semplicemente di fronte al frutto maturo della storia con i suoi trascorsi e le decisioni prese,che vanno capite e rispettate.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-casa-della-gioconda-non-puo-che-essere-in-francia/"><img width="450" height="500" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda.jpg 450w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda-270x300.jpg 270w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/gioconda-58x64.jpg 58w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>]]></content:encoded>
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