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	<title>Gli italianiLa Catalogna tenta il golpe secessionista ma il Tribunale Costituzionale lo sospende &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La Catalogna tenta il golpe secessionista ma il Tribunale Costituzionale lo sospende</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 00:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ scontro frontale tra il governo centrale spagnolo e i poteri della Catalogna dopo l’approvazione il 6 di settembre della legge per il referendum che gli indipendentisti intendono effettuare l’1 di ottobre per dichiarare la repubblica catalana. Il Tribunale Costituzionale lo ha sospeso ritenendolo illegale sotto tutti i punti di vista e lo ha comunicato a tutti i membri del governo catalano e ai più alti funzionari della Catalogna. Otto articoli della Costituzione e tre dello stesso statuto del Parlamento autonomico vengono violati e la legge del referendum non può avere un valore di supremazia sul territorio nazionale e prescindere dalla Costituzione spagnola. L’unico popolo sovrano è quello spagnolo che non può essere scavalcato da altre decisioni. Coloro che hanno promosso queste iniziative cercano di ingannare tanti funzionari che vogliono indurre a collaborare inoculando la falsa convinzione di un orientamento legale. E’ in realtà un’azione sovversiva che va stroncata perché infrange l’ordinamento dello stato spagnolo e produce divisione nella stessa Catalogna. La seduta del parlamento autonomico che ha portato all’approvazione della legge sul referendum è stata molto agitata ed ha sfiorato il grottesco. Non è stato permesso a quanti si opponevano alla secessione di proporre emendamenti in tempo utile e tutto è stato organizzato dai separatisti nei minimi dettagli ignorando ogni posizione contraria, in un atteggiamento intollerante e tracotante. I partiti del PPC, del PSC e di Cs hanno abbandonato l’aula per non votare la legge.<br />
Il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy ha assicurato che si batterà con la massima energia per impedire che i separatisti possano bruscamente liquidare il modello di convivenza stabilito nella Costituzione. La decisione del TC è stata presa all’unanimità, esige l’obbligo di obbedienza e se questo non accadrà si porranno gravissime responsabilità anche a livello penale. Qualunque iniziativa volta a trasgredirla deve essere impedita e i membri dell’Esecutivo catalano che hanno consentito l’approvazione della legge sul referendum rischiano pene molto severe.<br />
La diatriba è ora di una legge contro un’altra in uno scontro fra legalità e illegalità ma la questione rischia di debordare nelle strade. Gli indipendentisti sono ostinati a procedere contro qualunque avvertimento e il governo spagnolo si è rivolto a tutte le forze di polizia, compresi i Mossos d’Esquadra catalani, perché assumano le misure necessarie ad impedire il referendum. Tanti in Catalogna non lo condividono e si sentono spagnoli e in Europa non viene percepita seriamente una Catalogna indipendente. Diversi sindaci di comuni catalani si sono dichiarati contrari alla prospettiva della secessione mentre i separatisti chiedono ai comuni di rendere disponibili le aule delle scuole e di altri locali per le votazioni. La Guardia Civíl si è già mobilitata per verificare se si sta procedendo occultamente alla stampa delle schede elettorali in un’operazione tesa a neutralizzare qualunque strategia di azione illegale.<br />
Già dopo l’attentato sulla Rambla erano sorte polemiche in seguito ai riconoscimenti che le autorità catalane hanno espresso nei confronti della polizia locale dei Mossos d’Esquadra per gli aiuti alla gente colpita dai terroristi, dimenticando la Guardia Civíl e la polizia nazionale spagnola. E’ stata una provocazione volta a rimarcare la divisione proprio quando c’era bisogno di unità. Tutta la Spagna si è mostrata solidale ma gli indipendentisti hanno voluto evidenziare la capacità di farcela da soli come una nazione diversa e ben organizzata, senza riuscirci adeguatamente. Solo rompendo con la Spagna possono procedere verso i loro fini ed hanno colpito il Re Felipe VI e il capo del governo spagnolo Rajoy subito accorsi fra la popolazione senza far trasparire alcune negligenze del Mossos che non avevano dato credito agli avvisi pervenuti dal Belgio e dalla CIA su un possibile attentato a Barcellona in estate.<br />
Qualche riflessione sorge sulla struttura dello Stato spagnolo delle autonomie ed alcune voci si alzano per sottolinearne le debolezze. Gli indipendentisti lo hanno utilizzato per accrescere i loro poteri visto che non ne prevede la separazione né produce un’autentica rappresentatività mentre favorisce lo sviluppo delle oligarchie locali. Il decentramento ha dato impulso a questa situazione mettendo in condizione alcuni partiti politici di accentuare la loro azione come movimenti nazionalisti volti a creare un altro stato. In Catalogna non esiste alcuna tendenza al recupero di libertà soppresse come potrebbe avvenire nei confronti di uno stato centralizzato che intenda soffocarle ma c’è solo un’insurrezione che offende la legge. La Catalogna nella storia non ha mai avuto un carattere di stato nazionale con una sua precisa conformazione giuridica e il discorso conduce alla negazione della libertà se non si rivedono alcuni aspetti che caratterizzano il sistema del decentramento.<br />
Gianpiero Del Monte</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-catalogna-tenta-golpe-secessionista-tribunale-costituzionale-lo-sospende/"><img width="290" height="174" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/09/catalogna.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/09/catalogna.jpg 290w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/09/catalogna-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 290px) 100vw, 290px" /></a></p>]]></content:encoded>
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