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	<title>Gli italianiLa ciclicità delle emergenze &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La ciclicità delle emergenze</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-ciclicita-delle-emergenze/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>&#160; Mi sembra di osservare uno schema di emergenze ricorrente in Europa, ogni periodo con una certa ciclicità viene fuori un&#8217;emergenza per cui dobbiamo fare in fretta ed intervenire al più presto, se necessario anche bypassando i parlamenti nazionali, i referendum, le elezioni, se non addirittura lo stesso parlamento europeo. Credo che questo schema sia iniziato nel 2001 con l&#8217;emergenza terrorismo a cui seguì la guerra al terrore (Iraq e Afghanistan). Nel 2008 arrivò la crisi dei mutui subprime e nel 2011 l’Europa fu scossa dalla crisi dei debiti pubblici (sovrani). I media parlarono di emergenza dello spread. Così ci&#8230;</p>
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<p>Mi sembra di osservare uno schema di emergenze ricorrente in Europa, ogni periodo con una certa ciclicità viene fuori un&#8217;emergenza per cui dobbiamo fare in fretta ed intervenire al più presto, se necessario anche bypassando i parlamenti nazionali, i referendum, le elezioni, se non addirittura lo stesso parlamento europeo.</p>
<p>Credo che questo schema sia iniziato nel 2001 con l&#8217;emergenza terrorismo a cui seguì la guerra al terrore (Iraq e Afghanistan).</p>
<p>Nel 2008 arrivò la crisi dei mutui subprime e nel 2011 l’Europa fu scossa dalla crisi dei debiti pubblici (sovrani). I media parlarono di emergenza dello spread. Così ci fu il lasciapassare per i governi tecnici che spinsero per austerità, liberalizzazioni, riforma Fornero, il pareggio di bilancio in costituzione (modifica art.81), tutto per sostenere la competitività e contenere il debito pubblico. In Grecia venne stralciato un referendum popolare. Si arrivò a parlare di tasso di disoccupazione naturale (cioè considerato accettabile per uno Stato perché altrimenti potevano salire i salari e creare inflazione).</p>
<p>Così l’Europa per anni perseguì la strada del rigore e del contenimento della spesa. Si ricordi l&#8217;ardita battaglia del governo gialloverde nel 2019 per ottenere il 2,04% dopo aver chiesto il 2,4% di deficit. I tedeschi ci risposero che l&#8217;Italia “stava vivendo al di sopra delle sue possibilità”. Ironia della sorte, dopo è arrivata l&#8217;emergenza covid, con la sospensione dei vincoli di bilancio e il lancio del PNRR.  Così abbiamo fatto 8/9% di deficit per 3 anni e (chissà perché) non siamo falliti.</p>
<p>Ora è arrivata la tragedia Ucraina, si avverte una “emergenza Russia” e si trovano in un attimo 800 miliardi di euro da prendere a debito per le armi. Come? Approvando un programma senza far votare il parlamento europeo con l&#8217;art 122 del TFUE, che in teoria andrebbe usato solo “a causa di calamità naturali o di circostanze eccezionali che sfuggono al controllo di uno Stato membro”. Quindi votato solo dai vari premier europei. Senza un mandato dei vari parlamenti nazionali, senza un referendum, senza nemmeno l’espressione del parlamento europeo che noi votiamo per farci rappresentare in Europa.</p>
<p>A me sembra che queste emergenze a cui spesso precede uno shock, siano raccontate con la complicità di alcuni media in un certo modo, allo scopo di metterci fretta così da avallare, senza troppe ciance, certe decisioni delle istituzioni senza un profondo e serio confronto democratico che invece servirebbe. Con la complicità della popolazione che in virtù di questa o quella emergenza, alla fine non si pone troppe domande, sennò che emergenza sarebbe?</p>
<p>E alla fine pure se come singoli individui non ci troviamo d’accordo, finiamo nella moltitudine e nella velocità di questo mondo ricco di stimoli e distrazioni, per accettare spesso scelte calate dall’alto, senza un vero confronto. Concentrati solo sul presente, un presente eterno che si snoda fra le nostre mani senza accorgercene.</p>
<p>Riassumendo: quando qualcuno più in alto di noi decide che c&#8217;è un&#8217;emergenza, non si sa perché e come ma si può spendere un sacco di soldi, apparentemente senza rischi per le finanze nazionali. Quando i soldi li chiede la gente comune per snellire le liste d&#8217;attesa della sanità pubblica, per avere un&#8217;istruzione valida e accessibile, per avere dei servizi generici e di trasporto efficienti, per avere stipendi e pensioni adeguati, per fare investimenti produttivi e rilanciare l&#8217;economia reale vicina ai cittadini; per queste cose le risorse sono sempre limitate o piene di vincoli e paletti. Ecco perché le chiamano emergenze, perché se ci fosse un vero dibattito sui temi vi arrabbiereste un pochino.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-ciclicita-delle-emergenze/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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