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	<title>Gli italianiLa corsa dei vaccini. Domande e risposte sulla corsa per fronteggiare il covid &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La corsa dei vaccini. Domande e risposte sulla corsa per fronteggiare il covid</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2021 16:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-corsa-dei-vaccini-domande-risposte-sulla-corsa-fronteggiare-covid/"><img width="307" height="164" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1.jpg 307w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1-300x160.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1-96x51.jpg 96w" sizes="(max-width: 307px) 100vw, 307px" /></a></p><hr /><p>La Notte di Natale del 2020 è iniziata su tutto il territorio nazionale l’Operazione EOS (che mutua evocativamente il nome della Dea greca dell’Aurora) del Ministero della Difesa, avente per obiettivo la distribuzione delle dosi vaccinali del prodotto Pfizer-Biontech nell’ambito dell’Emergenza pandemica COVID19. L’avvio di questa fase dovrebbe corrispondere all’inizio della fine dell’emergenza sanitaria. Ciò in verità non significa si possa ancora intravedere la luce in fondo al tunnel. L’ultima fase sarà infatti lunga e complessa e prima che la vaccinazione di massa possa produrre un impatto epidemiologico rilevante dovrà trascorrere ancora un congruo numero di mesi. Prendendo a prestito&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Notte di Natale del 2020 è iniziata su tutto il territorio nazionale l’Operazione EOS (che mutua evocativamente il nome della Dea greca dell’Aurora) del Ministero della Difesa, avente per obiettivo la distribuzione delle dosi vaccinali del prodotto <em>Pfizer-Biontech</em> nell’ambito dell’Emergenza pandemica COVID19. L’avvio di questa fase dovrebbe corrispondere all’inizio della fine dell’emergenza sanitaria. Ciò in verità non significa si possa ancora intravedere la luce in fondo al tunnel. L’ultima fase sarà infatti lunga e complessa e prima che la vaccinazione di massa possa produrre un impatto epidemiologico rilevante dovrà trascorrere ancora un congruo numero di mesi. Prendendo a prestito la terminologia dalle scienze strategiche si può affermare che ha ora inizio l’ultima offensiva, ma la debellazione della controparte non è ancora a portata di vista. Quel che è chiaro, dunque, è che il vaccino è tra noi. Un po’ meno chiara all’uomo della strada è invece la genesi di quest’arma contro la pandemia e l’assetto attuale delle possibilità vaccinali che il panorama offre o, meglio, offrirà a breve. Come nasce il vaccino? E’ possibile sia stato realizzato in un tempo estremamente circoscritto<em>?</em> Come si è arrivati al suo perfezionamento? Come funziona? Da chi sarà distribuito? E’ uno solo o si tratta di una pluralità di strumenti? E’ il caso d’iniziare dalla scansione del percorso sperimentale comune ad ogni tipo di vaccino. Di norma la sperimentazione vaccinale richiede un lasso temporale quantificabile in diversi anni e rigorosamente predeterminato. Si comincia infatti con la valutazione <em>in vitro</em> delle componenti chimiche e biologiche dell’agente che si ritiene possa costituire la componente attiva del vaccino. Solo successivamente la sperimentazione esce dal laboratorio ed inizia a coinvolgere organismi complessi non umani. E’ questa la fase preclinica, volta essenzialmente a testare la risposta immunitaria ed i meccanismi avversi (effetti secondari o collaterali). Si entra quindi nella fase clinica che interessa l’uomo. Abitualmente la tempistica prevede che tra la fase di laboratorio e l’inizio della fase clinica intercorra un lasso di tempo variabile tra i 2 ed i 5 anni. A sua volta il momento della sperimentazione clinica si divide in tre fasi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>somministrazione del vaccino su un campione umano numericamente molto ridotto al fine di testarne tollerabilità e sicurezza.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li>ampliamento numerico del campione umano al fine di studiare <em>in primis</em> la risposta immunitaria, poi nuovamente la tollerabilità e la sicurezza ed infine dosi e protocolli di somministrazione.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li>ulteriore ampliamento numerico del campione umano al fine di valutare l’effettiva capacità preventiva dello strumento vaccinale.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soltanto se tutte le tre precedenti fasi cliniche avranno dato esito positivo e vi sarà piena risposta ai requisiti regolatori sarà possibile procedere alla produzione e distribuzione di massa. Nel caso presente la tempistica è stata decisamente compressa, attesa la gravità della situazione su scala mondiale, e si è pervenuti alla fase della somministrazione di massa in meno di 12 mesi dalla dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS, avvenuta l’11 marzo del 2020. La sinergia di <em>team</em> di tutto il mondo al lavoro per aumentare la velocità e selezionare uno o più candidati idonei, ma soprattutto l’utilizzo della più recente tecnologia di sviluppo basata sull’<em>RNA messaggero</em> hanno consentito di pervenire alla fase attuale che vede il prodotto<em> Pfizer-Biontech </em>pronto per l’utilizzo. Tuttavia l’entrata in scena di altri protagonisti pare essere prossima se non imminente. Alla fine di dicembre la situazione della sperimentazione vaccinale contro il COVID19 a livello mondiale era così tratteggiata da una <em>landscape</em> dell’OMS: 172 vaccini in fase di sviluppo preclinica, 60 vaccini in fase clinica. Il primo a calcare la scena con il nuovo anno è dunque lo <em>Pfizer-Biontech</em> che sul territorio nazionale si sta in queste ore somministrando alla prima categoria individuata dal Ministero: i dipendenti a vario titolo della Sanità nonché gli operatori ed ospiti delle residenze sanitarie assistite. Tuttavia a fine novembre ad aver presentato domanda di autorizzazione alla distribuzione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) erano in tre:</p>
<p><em> </em></p>
<ol>
<li><em>BioNTech – Fosun Pharma – Pfizer: BNT162</em> (collaborazione Germania – Cina – USA). Il prodotto, selezionato tra quattro candidati iniziali in base alle risposte anticorpali più significative, è stato testato in fase clinica su un campione di 30.000 persone e parrebbe essere destinato ad una somministrazione stagionale come accade col vaccino per i ceppi d’influenza <em>“comune”. </em>Utilizza l’<em>RNA messaggero</em>, tecnologia relativamente innovativa che prevede la stimolazione della produzione d’una particolare proteina. Trattasi della c.d. <em>proteina spike (uncino).</em> La <em>spike</em> costituisce una minima componente del Virus SARS-CoV-2 e funge per l’appunto da uncino per ancorare il virus alle vie respiratorie. Tale proteina da sola non è dunque idonea a generare l’infezione, ma è sufficiente però ad attivare una risposta immunitaria dell’organismo che la riconosce come estranea, neutralizzandola. L’esercizio di difesa così innescato potrà essere replicato dall’organismo in caso di aggressione da parte d’un Virus “completo”.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><em>Moderna &#8211; Niaid mRNA-1273 &#8211; mRNA-1273 </em>(sviluppo integralmente USA dalla collaborazione di Moderna e Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive). Utilizza l’<em>RNA messaggero</em> analogamente al prodotto<em> Pfizer &#8211; Biontech. </em>Anche in questo caso la fase clinica ha veduto il coinvolgimento di poco meno di 30.000 soggetti. A fine novembre Moderna stava già lavorando alla produzione ed all’infialamento con alcuni partner per il mercato europeo. Si stima che il prodotto farà la sua comparsa in Europa in questi primi mesi dell’anno.</li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<ol>
<li><em>Oxford University, AstraZeneca: AZD 1222. </em>Il prodotto utilizza, differentemente dai due precedenti, un vettore virale. Si avvale cioè di un agente patogeno innocuo  per l’uomo (adenovirus dello scimpanzè) modificato con un innesto della già citata <em>“proteina spike”.</em> L’interruzione momentanea della sperimentazione, dovuta all’insorgenza di un’infiammazione spinale poi risultata non correlata all’inoculazione e del prodotto ed al decesso d’un volontario avvenuto prima della somministrazione della dose per cause naturali, non si è rivelata pregiudizievole per il perfezionamento e l’approvazione dello strumento vaccinale. Secondo talune fonti questo prodotto si sarebbe rivelato particolarmente efficace nell’indurre una risposta immunitaria nelle persone anziane cui è stato somministrato. L’arrivo, previsto in un primo momento per la fine del 2020, parrebbe soggetto a lieve ritardo.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, sebbene non destinato al mercato europeo, non si può tacere del vaccino, integralmente made in Russia, <em>Sputnik V </em>che aveva inizialmente scatenato una serie di reazioni facete specialmente sui social, attraverso i quali si prospettavano effetti collaterali tragicomici o grotteschi in un clima di sostanziale diffidenza per le capacità di sviluppo dei laboratori russi dell’Istituto moscovita <em>Gamaleya.</em> Lo strumento è stato testato su un campione di quasi 40.000 individui e a novembre i dati preliminari, a 21 giorni dalla somministrazione, indicavano un&#8217;efficacia del vaccino superiore al 95%  con effetti secondari minori. La Russia ha concordato la produzione in India di 100 milioni di dosi annue dello <em>Sputnik V</em> e negli ultimi giorni l’Argentina ha puntato proprio sullo strumento russo per la propria campagna vaccinale e non si esclude che possa essere seguita da altri stati della compagine latinoamericana. Quanto a Israele, nonostante l’acquisto di 8 milioni di dosi di<em> Pfizer-Biontech </em>attualmente in somministrazione<em>, </em>parrebbe voler diversificare strizzando l’occhio alla Russia. Riguardo a tale dualismo, che prometterebbe di rivelarsi non solo in Israele, non manca chi ipotizza una sorta di <em>“guerra fredda sanitaria” </em>in cui la posta in gioco è la dimostrazione di tutte le capacità di un sistema (quello russo) nell’azione di tutela della salute dei propri consociati in contrapposizione, ancora una volta nella storia, allo<em> “stile occidentale”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Michele Baroncini</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-corsa-dei-vaccini-domande-risposte-sulla-corsa-fronteggiare-covid/">La corsa dei vaccini. Domande e risposte sulla corsa per fronteggiare il covid</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-corsa-dei-vaccini-domande-risposte-sulla-corsa-fronteggiare-covid/"><img width="307" height="164" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1.jpg 307w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1-300x160.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/04/coronavirus1-96x51.jpg 96w" sizes="(max-width: 307px) 100vw, 307px" /></a></p>]]></content:encoded>
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