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	<title>Gli italianiLa disumana avventura dei disperati in fuga verso un mondo migliore &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La disumana avventura dei disperati in fuga verso un mondo migliore</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 12:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-disumana-avventura-dei-disperati-in-fuga-verso-un-mondo-migliore/"><img width="539" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg 539w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-202x300.jpg 202w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></a></p><hr /><p>&#8216;Serve ridare il mondo a questo mondo!&#8217;. Le lacrime di coccodrillo, per favore, serbiamoli per i tempi di siccità. L&#8217;ennesimo naufragio di migranti nel Mediterraneo, almeno cinque persone, tra cui 4 bambini, sono morte nel naufragio di diverse imbarcazioni nell&#8217;Egeo, dove le condizioni meteorologiche stanno peggiorando. In un primo incidente al largo dell&#8217;isola di Samo, sono morti due bambini e un uomo, mentre altri 51 sono stati salvati. Sempre al largo di Samo, in un altro naufragio, è morta una bimba di 5 anni. Un altro bambino, di 7 anni è morto al largo di Lesbo, mentre una bimba di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2057">&#8216;Serve ridare il mondo a questo mondo!&#8217;. Le lacrime di coccodrillo, per favore, serbiamoli per i tempi di siccità. L&#8217;ennesimo naufragio di migranti nel Mediterraneo, almeno cinque persone, tra cui 4 bambini, sono morte nel naufragio di diverse imbarcazioni nell&#8217;Egeo, dove le condizioni meteorologiche stanno peggiorando. In un primo incidente al largo dell&#8217;isola di Samo, sono morti due bambini e un uomo, mentre altri 51 sono stati salvati. Sempre al largo di Samo, in un altro naufragio, è morta una bimba di 5 anni. Un altro bambino, di 7 anni è morto al largo di Lesbo, mentre una bimba di un anno è ricoverata.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2063">La solita indifferenza e il solito scaricabarile dell&#8217;Europa, sempre più disunita e della società delle Nazioni sul problema impegnata solo a costruire muri e a salvaguardare interessi personali, confini e economia.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2064">Le foto di innocenti morti sulle spiagge, di carrette del mare stracolme di disperati, di scene di composta esultanza dei tanti che hanno la fortuna (siamo sicuri che sia proprio fortuna) che siedono esausti sulle banchine di uno dei tanti porti italiani o greci e che attendono una vita migliore sono notizie che non fanno più notizia. Questa volta Giasone, gli Argonauti e Poseidone non c&#8217;entrano ma la crescente frenesia dei proclami dei ‘Tribuni della solidarietà’. Dalla farsa del muro di Orban o del muro che si è costruito a Edirne in Turchia siamo passati, senza livelli intermedi, alla follia. Follia che trascende nella follia pura anzi di più nella schizofrenia masochistica delle chiacchiere e dell&#8217;egoismo, perché tutti si affollano davanti a telecamere e microfoni sapendo di non poter proporre soluzioni o trovare alternative premendo l’acceleratore sui toni dell’indignazione e della solidarietà a parole per poi fare solo e esclusivamente il contrario di tutto.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2065">Dicevamo che l&#8217;ossessione è diventata follia, la stessa di libertà che vivono i tanti disperati prima che saltino a pagamento su una carretta del mare per giungere in Europa.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2066">Già prima! Tanti ignorano cosa succede prima. Prima, dove, quando? Dal momento in cui i migranti lasciano i propri paesi d&#8217;origine comincia una vera odissea. Giorni fa una donna, aspetto gradevole, una nuvola di capelli ricci in testa ma con gli occhi tristissimi incorniciati dentro l&#8217;alzata del suo abito della tradizione Igbo incontrata nei giardini di Colle Oppio con le lacrime agli occhi e con il cuore gonfio di dolore mi ha raccontato la sua storia: &#8216;Sono partita dal mio Paese, nel cuore dell&#8217;Africa, insieme a mio marito. Abbiamo attraversato il deserto, che non è una passeggiata a Via del Corso, (Nda), ho subito le torture peggiori, sono stata picchiata, mi sono vista negata per giorni l’acqua, il cibo, le cure mediche. Appena arrivata a Sousse sono stata violentata. Hanno legato mani e piedi mio marito ad un albero e per due giorni ho subito le più inaudite violenze sessuali da parte di una banda di &#8216;ladri di vite&#8217; di uomini. Un vero abominio sessuale&#8217;. Vi risparmio i particolari per il rispetto della dignità femminile e dell&#8217;uomo in generale. &#8216;Per tutto il tempo ho continuato a ricevere minacce di morte. Non contenti di quello che mi facevano hanno cominciato a torturare pure mio marito con l&#8217;abominevole pratica della “falaka”, effettuata colpendo le piante dei piedi con fruste o oggetti simili, che provocano ferite talmente profondi tanto che ancora fa fatica a camminare e ha ancora i segni di indurimento della pelle perché è stato costretto a continuare il viaggio trascinandosi sulle ginocchia.</p>
<p>Non contenti ancora sono andati avanti la sospensione “da macelleria”, appesi con i piedi in alto e la testa in basso e con la costrizione crescente di assumere altre posizioni stressanti (ammanettamento, in piedi per un tempo prolungato)&#8217;.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2081">Rotte, torture e trafficanti, una catena a maglie lente della strada per l&#8217;inferno, quella che attraversa il Deserto del Sahara o quello del Niger. Piange ma non perde la dignità quella donna che continua raccontando che il suo viaggio è durato 16 mesi, con una permanenza di circa 7 mesi in Libia e un costo medio che varia dai 1.200 ai 4.000 euro. Infine, ci dice del viaggio in mare verso la Sicilia. In sintesi: ultimo tratto del viaggio stessa rotta, e prevede l’attraversamento del Mediterraneo in condizioni drammatiche, a bordo di imbarcazioni, imbarcazione si fa per dire. Il business dell’immigrazione nel deserto del Sahara, in Libia e nel Mar Mediterraneo risulta essere sempre più una rete variegata, gestita sia da gruppi di trafficanti altamente organizzati sia da individui non professionisti che agiscono autonomamente. La rete del traffico è una catena a maglie lente, per cui anche persone singole di pochi scrupoli (autisti, intermediari, poliziotti, civili e uomini d’affari) possono inserirsi e sfruttare i migranti forzati attraverso sequestri, lavoro forzato o estorsione di denaro. Oppure ci sono bande armate come gli Asma boys, che gestiscono “luoghi speciali” dove i migranti vengono quotidianamente picchiati e seviziati per denaro e che sono responsabili di attacchi violenti con bastoni e coltelli nelle strade, all’interno dei dormitori e delle case private.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2080">Continuare? No, ho sentito fin troppo e ho anche visto tanto nei tanti anni di peregrinazione per le tante zone di crisi sparse per il mondo senza mai dimenticare gli occhi dei bambini nel Sud Sudan, i lamenti delle donne sugli altopiani d&#8217;Etiopia, la crudeltà dei miliziani durante la pulizia etnica in Rwanda, il pianto degli anziani in Bosnia.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1446118857822_2079">In tanti mi chiedono opinioni sulla soluzione. Difficile vestire i panni del &#8216;mago di Tobruk&#8217;. Con questa classe politica europea non potranno esistere soluzioni in grado di arginare il fenomeno e concedere a queste persone pane, pace, serenità e diritti, indirizzandoli verso una gestione razionale dalla quale possono trarre il maggiore beneficio. Concludo come iniziato: serve ridare ‘il mondo a questo mondo’.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-disumana-avventura-dei-disperati-in-fuga-verso-un-mondo-migliore/"><img width="539" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg 539w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-202x300.jpg 202w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></a></p>]]></content:encoded>
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