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	<title>Gli italianiLa famiglia che non piace &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>La famiglia che non piace &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La famiglia che non piace</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2019 20:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-famiglia-non-piace/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>È come un effetto condizionato, parli di famiglia naturale (padre, madre, figli) e vanno in onda pregiudizi e luoghi comuni. Così, in vista del Congresso mondiale della famiglia che quest’anno si tiene in Italia, a Verona, su “Il vento del cambiamento: l’Europa e il movimento globale pro-family”, scoppia la bagarre. Luigi Di Maio l’ha definito il ritrovo di una “destra di sfigati”. Aggiungendo che “chi si permette di dire che le donne devono stare in casa, come esseri inferiori, non sta nella mia cerchia di amicizie e frequentazioni”. Per il Sottosegretario grillino Stefano Buffagni: “a Verona andrà in scena il&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È come un effetto condizionato, parli di famiglia naturale (padre, madre, figli) e vanno in onda pregiudizi e luoghi comuni. Così, in vista del Congresso mondiale della famiglia che quest’anno si tiene in Italia, a Verona, su “Il vento del cambiamento: l’Europa e il movimento globale pro-family”, scoppia la bagarre. Luigi Di Maio l’ha definito il ritrovo di una “destra di sfigati”. Aggiungendo che “chi si permette di dire che le donne devono stare in casa, come esseri inferiori, non sta nella mia cerchia di amicizie e frequentazioni”. Per il Sottosegretario grillino Stefano Buffagni: “a Verona andrà in scena il Medioevo”, mentre il collega Vincenzo Spadafora, fedelissimo di Di Maio, responsabile delle “pari opportunità”, Palazzo Chigi non deve dare il patrocinio al meeting. Al quale interverranno, oltre al vicepremier Matteo Salvini e al ministro Lorenzo Fontana, il titolare dell’Istruzione, Marco Bussetti, il senatore Simone Pillon (lo stesso del contestato disegno di legge su separazione, divorzio e affido condiviso), il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, studiosi e personalità di vari orientamenti.<br />
Perché tanto accanimento, ammesso che qualche minus habens abbia effettivamente detto che le donne devono stare a casa? Perché nel caso della famiglia non vige la regola della democrazia secondo la quale le idee che non si condividono si ignorano o si criticano con argomenti civili? Perché la famiglia ha una capacità evocativa straordinaria, di valori e di affetti che la gente sente, come tutto ciò che è naturale che, dicevano i latini, docet, insegna, a tutti gli esseri viventi. Per cui, pronti ad evocare ad ogni più sospinto la Costituzione della Repubblica, questo variegato mondo sempre pronto a parlare di diritti trascura quelli che la Carta fondamentale pone in capo alla famiglia, la “società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29) e ne richiama la funzione di mantenimento, istruzione ed educazione dei figli (art. 30), semplicemente il futuro della società nel quale gli Stati previdenti investono con adeguate iniziative a supporto delle spese che sostengono i genitori e con servizi adeguati, scolastici, sportivi e ricreativi.<br />
Il fatto è che contro la famiglia convergono ideologie ed interessi ed un rifiuto basato essenzialmente su un equivoco, la sua identificazione con la religione, soprattutto cattolica. In realtà se la famiglia, come l’abbiamo descritta e come delineata in Costituzione è l’unione di un uomo e di una donna, comunque certificato perché soltanto da questo rapporto “naturale” nascono figli, i futuri cittadini, la preoccupazione per la formazione della famiglia deve appartenere a chiunque abbia a cuore il futuro del Paese perché quella espressione che leggiamo nell’art. 31 Cost. secondo il quale “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose”, non si riferisce evidentemente ai cattolici. Il cui partito, la Democrazia Cristiana, che per decenni ha gestito il potere, non se ne è dato carico, anzi ha fatto di tutto per danneggiare i nuclei familiari attraverso un fisco rapace e ingiusto.<br />
Un ricordo personale al riguardo. Da bambino appresi che padre e madre, una coppia di amici, si erano separati legalmente. Ne rimasi stupito non per il fatto in sé, ma perché vedevo questi amici tra loro affettuosamente vicini come prima. Mio padre mi chiarì subito che i due avevano proceduto alla separazione perché professionisti ed il fisco, sommando i loro redditi, li costringeva a pagare imposte molto più di quanto avrebbe preteso dai due redditi distinti. In quel momento ho capito che lo Stato non ha alcuna attenzione per la famiglia, non ne favorisce la formazione, non ne condivide il ruolo ovunque valorizzato senza che questo sia ritenuto di ossequio ad un orientamento religioso. Nel Regno Unito, ad esempio, le scuole cattoliche, non le anglicane, sono gratuite, paga lo Stato.<br />
Altro esempio, lo Stato favorisce le relazioni di fatto a danno di quelle sancite dal matrimonio. Infatti, ad esempio, nelle graduatorie per l’asilo la madre che non risulta sposata gode di una protezione che è negata alla donna ufficialmente con marito. Se la donna è sola è giusto, ma se siamo in presenza di una separazione fittizia è una discriminazione. Oggi, in vista del reddito di cittadinanza, le coppie si dividono.<br />
Insomma, invece di rendere il matrimonio appetibile, come status e rapporto personale, la trascuratezza delle istituzioni finisce per discriminare le coppie con effetti negativi anche sul sistema economico, perché la famiglia, come ho detto in altre occasioni, è formata da lavoratori, aspiranti lavoratori, consumatori, aspiranti consumatori, risparmiatori e aspiranti risparmiatori. Cioè è al centro dell’economia, è un microcosmo che attiva il sistema delle relazioni umane ed economiche; certo, è il luogo degli affetti ma è anche il luogo nel quale si realizzano scelte economiche nella prospettiva delle attività professionali presenti e di quelle future dei figli.<br />
Il cattivo esempio dello Stato ha portato alla disgregazione di questi valori ed è stato facile, per chi non vi crede, mettere in campo tutta una serie di iniziative di carattere politico che affermano l’esistenza di diritti, dei quali non si intende disconoscere l’interesse delle persone o di categorie, ma che non possono incidere sulla famiglia, che sarebbe sbagliato definire tradizionale, perché è quella e non altra, le altre sono unioni di affetti o di interessi, certo rispettabili, che però non rispondono al ruolo della procreazione, essenziale se una società vuole avere un futuro.<br />
Quel che si nota è che gli ostili alla famiglia non sono silenti ma aggressivi, intolleranti, e manifestano la loro ostilità in ogni modo, come se la famiglia togliesse loro qualche cosa. Così accade che il patrocinio della Presidenza del Consiglio, spesso concesso con generosità anche ad iniziative di non elevato valore culturale o sociale, venga negato ad una iniziativa, il Congresso mondiale della famiglia che vede la partecipazione di esponenti delle società occidentali ed orientali, dal Kwait al Messico ricevendo l’attenzione dei governanti locali.<br />
In chiusura va detto tuttavia che non basta parlare di famiglia od organizzare una marcia per la vita una volta all’anno. L’impegno deve essere concreto e permanente e deve portare all’adozione di iniziative legislative e organizzative che altrove, dalla Francia alla Svezia, passando per la Norvegia ed il Regno Unito, supportano le occorrenze delle famiglie con contributi in denaro ed in servizi, dalla scuola allo sport, sempre nell’ottica che un bimbo è il futuro dello Stato e della società. In questo senso gli errori sono antichi, come quello del mio ricordo di bambino, e più recenti perché quando alla Vice presidenza del Consiglio nel Governo Berlusconi, tra il 2002 e il 2006, un gruppo di lavoro da me coordinato, con il concorso dei rappresentanti delle associazioni familiari, ha redatto uno schema di disegno di legge recante norme sullo Statuto dei diritti della famiglia che agevolava ricongiungimenti familiari e la concessione di garanzie dello Stato per l’acquisto dell’abitazione per le esigenze delle giovani coppie, pur riscontrando generale consenso nell’ambito della maggioranza non fu presentato e Gianfranco Fini, Vicepresidente del Consiglio, che in un primo tempo aveva favorito l’iniziativa, impedì ad altri di farsene promotori, come mi disse il ministro Rocco Buttiglione, neppure nell’egoistico intento di raccogliere voti alla vigilia delle elezioni del 2006, quella che fu un’occasione mancata.<br />
Sono errori che si pagano cari, politicamente e socialmente. Perché gli italiani di propaganda hanno piene le tasche, vogliono vedere cose concrete, asili nido, contributi nelle spese alle famiglie per il mantenimento dei figli, per gli studi e lo sport, come accade altrove, magari con l’aiuto del fisco che è lo strumento di elezione della politica economica e sociale.<br />
Se si vuole voltare pagina si deve partire dalla famiglia, concretamente, perché non è più il tempo delle parole.<br />
Non va trascurato, tuttavia, che tra quanti difendono la famiglia e vorrebbero che l’aborto, la soppressione di una vita, fosse limitato ai casi di gravi esigenze di salute della madre, ci sono anche coloro che vorrebbero le donne a casa, accanto al fuoco, custodi del focolare familiare, qualche estremista che non manca mai in nessuna organizzazione che dà il destro al Di Maio di turno di parlare di ritorno al Medioevo, del quale forse il leader dei 5Stelle sa poco, ma che evoca per gli incolti i “secoli bui”, come li ha definiti la vulgata rinascimentale in vena di esagerazione.<br />
E si colora di politica la lotta contro la famiglia dipingendo il Congresso di Verona, che forse non sanno essere un appuntamento che di anno in anno si tiene in giro per il mondo, “l’internazionale oscurantista”, magari per la presenza di Steve Bannon che alla Certosa di Trisulti ha dato vita ad un’accademica teocon.<br />
Insomma, chi sono gli “sfigati”, quelli che pensano alla famiglia naturale, legata da un rapporto comunque definito, civile o religioso o di fatto, o quelli che quando si ritirano a casa e non avranno chi li chiama papà o mamma con una carezza o un bacio?<br />
limitato ai casi di gravi esigenze di salute della madre, ci sono anche coloro che vorrebbero le donne a casa, accanto al fuoco, custodi del focolare familiare, qualche estremista che non manca mai in nessuna organizzazione che dà il destro al Di Maio di turno di parlare di ritorno al Medioevo, del quale forse il leader dei 5Stelle sa poco, ma che evoca per gli incolti i “secoli bui”, come li ha definiti la vulgata rinascimentale in vena di esagerazione.<br />
E si colora di politica la lotta contro la famiglia dipingendo il Congresso di Verona, che forse non sanno essere un appuntamento che di anno in anno si tiene in giro per il mondo, “l’internazionale oscurantista”, magari per la presenza di Steve Bannon che alla Certosa di Trisulti ha dato vita ad un’accademica teocon.<br />
Insomma, chi sono gli “sfigati”, quelli che pensano alla famiglia naturale, legata da un rapporto comunque definito, civile o religioso o di fatto, o quelli che quando si ritirano a casa e non avranno chi li chiama papà o mamma con una carezza o un bacio?</p>
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