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	<title>Gli italianiLa Francia può confidare su una coalizione di carta &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La Francia può confidare su una coalizione di carta</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 17:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-francia-puo-confidare-su-una-coalizione-di-carta/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/hollande.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/hollande.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/hollande-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>I fatti di Parigi, di venerdì 13 novembre, hanno evocato i drammatici momenti degli attentati dell’ 11 settembre del 2001 alle Torri gemelle di New York e al Pentagono, e hanno fatto ripiombare il mondo intero nello sgomento e nella paura della minaccia jihadista. Il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, direttamente colpito nel cuore della sua capitale, ha reagito, fin da subito, in maniera decisa; non ha esitato a far partire la portaerei Charles De Gualle per bombardare lo Stato islamico,nelle roccaforti della Siria. Quest’intervento, che, secondo il diritto internazionale, è da intendersi come risposta in legittima difesa a&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I fatti di Parigi, di venerdì 13 novembre, hanno evocato i drammatici momenti degli attentati dell’ 11 settembre del 2001 alle Torri gemelle di New York e al Pentagono, e hanno fatto ripiombare il mondo intero nello sgomento e nella paura della minaccia jihadista.</p>
<p>Il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, direttamente colpito nel cuore della sua capitale, ha reagito, fin da subito, in maniera decisa; non ha esitato a far partire la portaerei Charles De Gualle per bombardare lo Stato islamico,nelle roccaforti della Siria. Quest’intervento, che, secondo il diritto internazionale, è da intendersi come risposta in legittima difesa a seguito di un attacco armato, non è stata l’unica iniziativa del Presidente francese in reazione agli attentati subiti. Astuto nel non invocare un intervento della Nato, per non inimicarsi la Russia di Putin, ha fatto appello, per la prima volta nella storia, all’articolo 42, paragrafo 7 del Trattato sull’Unione Europea, il quale obbliga gli Stati membri a prestare aiuto e assistenza allo Stato membro, in questo caso la Francia, che ha subito un’aggressione armata nel suo territorio.</p>
<p>A prima vista, sembrerebbe un obbligo di assistenza perentorio, ma si sa bene che le maglie del diritto europeo, specialmente in materia di politica estera, non siano così stringenti. Era forse illusorio trovare, negli Stati dell’Unione europea, alleati pronti, a unirsi alla Francia, in una campagna militare difensiva, e presto infatti la realtà lo ha dimostrato. Hollande, in questi giorni concitati, ha avviato un fitto tour diplomatico, in Europea, Stati Uniti e Russia, sperando di ricevere, oltre alle belle parole di bonaria solidarietà, soprattutto quegli aiuti militari necessari per preparare una risposta internazionale contro lo Stato islamico.</p>
<p>Il risultato degli incontri bilaterali è stato piuttosto sconfortante, in special modo se si guarda agli Stati Uniti e all’Italia.</p>
<p>Obama, Presidente degli Stati Uniti, ha sì usato toni di condanna agli atti barbarici, parole di solidarietà e conforto nei riguardi di Hollande, ma, allo stesso tempo, ha dichiarato che la strategia degli Stati Uniti non sarebbe cambiata. Ciò si è tradotto in un nulla di fatto. E che la strategia americana sia miope e fallimentare, lo confermano due autori americani, Stephen Hayes e Thomas Joscelyn, in un articolo pubblicato nell’ultimo numero del Weekly Standard con il titolo “The long war continues”. Ieri, su Il Foglio, è apparso uno stralcio di questo lungo report, in cui i due autori mettono in evidenza la superficialità di Obama nel trattare con il fondamentalismo islamico. Poco prima del suo insediamento alla casa Bianca, in un viaggio in Iraq, Obama, per avere ragguagli su una guerra, a cui si era ostinatamente opposto, ha incontrato il generale Petraeus, che, forte della sua esperienza, ha cercato di trasmettere a Obama un messaggio molto chiaro: “era l’Iraq, e non l’Afghanistan, il fronte centrale della guerra contro al Qaida”. Obama, in quell’occasione, lo contraddisse, dicendo che Al Qaida in Iraq &#8211; l’organizzazione che sarebbe poi cresciuta fino a diventare oggi lo Stato islamico &#8211; aveva poche ambizioni e poca influenza al di fuori di tale nazione. Disse: “se al Qaida in Iraq si è trasformata in una specie di mafia, allora non avranno intenzione di far esplodere gli edifici”. Da manipolo di “mafie” a “team di dilettanti”, così Obama identifica i gruppi islamisti. Non solo! Nell’articolo de Il foglio, si evince chiaramente che Obama ha continuato, durante questi anni, a sottostimare la minaccia jihadista: si va dall’errore di chiudere Guantanamo, alla strategia poco lungimirante in Afghanistan, fino a oggi, dove sembra che Obama non voglia dare credito ai membri dell’intelligence che gli sottopongono informazioni, rilevate con cura, che attestano il rafforzamento dello Stato islamico. E’ un’America che, lontana dalla realpolitik, si ostina a portare avanti, come prima e forse unica condizione, la volontà di estromettere Bashar al Assad dalla Siria.</p>
<p>Non certo paragonabile per importanza all’alleato d’oltreoceano, la cui assenza ha un peso determinate, Renzi, presidente del Consiglio italiano, propone un menù in salsa italica. Il binomio sicurezza- cultura è qualcosa che lascia profondamente perplessi. “Per ogni euro alla sicurezza, un euro va alla cultura”! Questa politica lanciata dal premier non sembra avere alcuna ragion d’essere; denota una mancanza di strategia e, più che una visione di medio periodo, è un’iniziativa visionaria, che nulla ha a che fare con la lotta al terrorismo internazionale.</p>
<p>Persino Angela Merkel, cancelliere della Germania, dapprima restia a qualsiasi partecipazione militare diretta in Siria, dando soltanto la disponibilità ad inviare soldati in Mali, per liberare alcune forze militari francesi, ivi presenti, ha deciso di dare un supporto logistico e militare alla Francia, anzitutto mediante l’invio di alcuni tornado in Siria.</p>
<p>Se, nel contesto europeo e statunitense, la Francia non ha ricevuto il sostegno che si aspettava, può dirsi che Hollande ha trovato un alleato in Vladimir Putin, il quale, durante il colloquio bilaterale, ha riaffermato la sua determinazione nel combattere insieme contro il male comune.</p>
<p>Certamente l’episodio dell’abbattimento dell’aereo russo da parte della Turchia, che, di sicuro,nasconde attriti più profondi tra la Turchia e la Russia, appesantisce lo scenario internazionale e rende meno probabile la realizzazione di una coalizione internazionale in grado di sconfiggere lo Stato islamico.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-francia-puo-confidare-su-una-coalizione-di-carta/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/hollande.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/hollande.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/hollande-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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