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	<title>Gli italianiLa Grecia ha mandato un segnale forte, ma adesso arriva il difficile &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La Grecia ha mandato un segnale forte, ma adesso arriva il difficile</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 18:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-grecia-ha-mandato-un-segnale-forte-ma-adesso-arriva-il-difficile/"><img width="680" height="382" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Merkel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Merkel.jpg 680w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Merkel-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Merkel-640x360.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Merkel-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></p><hr /><p>Il segnale dalla Grecia è arrivato. Forte e chiaro. Ma oggi la Grecia non sta meglio di ieri, anzi, adesso arriva il difficile. Lo scenario, a caldo del risultato, vedeva un comprensibilmente sorridente Tsipras contro un accigliato Schultz che ha sottolineato due cose di estrema importanza: La Grecia ha rifiutato una decisione accettata e condivisa dagli altri 18 Paesi membri dell’Unione Europea e ora sta a lei, la Grecia, fare proposte sensate e, mentre si deciderà, bisognerà pensare ad aiuti umanitari. Sì, aiuti umanitari simili a quelli di uno scenario di guerra perché, in un certo senso, la Grecia è&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il segnale dalla Grecia è arrivato. Forte e chiaro.</p>
<p>Ma oggi la Grecia non sta meglio di ieri, anzi, adesso arriva il difficile.</p>
<p>Lo scenario, a caldo del risultato, vedeva un comprensibilmente sorridente Tsipras contro un accigliato Schultz che ha sottolineato due cose di estrema importanza: La Grecia ha rifiutato una decisione accettata e condivisa dagli altri 18 Paesi membri dell’Unione Europea e ora sta a lei, la Grecia, fare proposte sensate e, mentre si deciderà, bisognerà pensare ad aiuti umanitari.</p>
<p>Sì, aiuti umanitari simili a quelli di uno scenario di guerra perché, in un certo senso, la Grecia è in piena guerra economica con il resto d’Europa e in molti hanno ribadito che non è del tutto scontato che martedì le banche elleniche riapriranno perché non sono del tutto scontate le scelte che farà la Bce.</p>
<p>Schultz e la Germania poi non vogliono assolutamente dare un precedente a quei Paesi che si trovano in una situazione di maxi debito: se la Grecia, forte del risultato referendario, ottenesse tutto quello che chiede, rinegoziazione del debito, ricapitalizzazione delle banche e nuovi investimenti, chi impedirebbe a Podemos in Spagna, a Grillo e Salvini in Italia e al partito della Le Pen in Francia di chiedere altrettanto?</p>
<p>Inoltre sembra che già tre anni fa Schaeuble auspicava l’uscita di Atene dall’euro per rendere più facile eventuali aiuti agli altri Paesi dell’unione monetaria, oltre che rappresentare un meritato spavento ai Paesi più deboli. Quindi è sensato pensare che la Germania non cederà facilmente di fronte al risultato giusto e democratico al quale inneggia Tsipras e che non farà di tutto per trattenere la Grecia in Europa.</p>
<p>Ma di fatto lo scenario che si è aperto ieri è inedito e richiede la responsabilità da parte di tutte forze in gioco, così si è espresso il nostro presidente Mattarella e ha ragione, perché quello che si teme di più, oltre al contagio economico, è il contagio politico.</p>
<p>Ma, se dar vinta la partita alla Grecia potrebbe innescare una reazione a catena temuta da tutti, è anche vero che non si può ignorare il risultato del referendum e cioè che questo “no” greco potrebbe dar vita ad una Europa diversa.</p>
<p>L’ipotesi per esempio di una maggiore flessibilità entro i termini del trattato vigente non può essere sufficiente per risolvere la situazione e la Germania lo sa: salvare la Grecia significherebbe contemporaneamente dover mettere mano al trattato e tentare di perseguire gli ideali iniziali entro uno scenario differente.</p>
<p>Con la politica dell’austerity a tutti i costi di fatto si è abbandonata l’idea di far camminare l’Europa su due binari: unità economica e modello sociale e diversi Paesi da qualche anno scalpitano non poco.</p>
<p>C’è da dire che nelle ultime ore, nonostante la vittoria schiacciante, sia le parole di Tsipras &#8211; che chiarisce che la Grecia non ha nessuna intenzione di lasciare l’euro-, sia le dimissioni del Ministro delle finanze Yaris Varoufakis &#8211; date per agevolare le trattative e aiutare il premier Alexis Tsipras nel suo tentativo di arrivare ad una intesa con l&#8217;Eurogruppo-, fanno intendere che quel “no” non vuole essere una rottura con l’Europa.</p>
<p>E, se da una parte dalla Bce giungono segnali favorevoli, &#8220;La Banca centrale europea ha ben chiaro che se è necessario fare di più, farà di più&#8221;, ha affermato il membro francese Benoit Courè, dall’altra già nella serata di domenica Ip Morgan e Barcley hanno fatto sapere che, dal loro punto di vista, l&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;euro è lo scenario più probabile.</p>
<p>Lunedì a Parigi c&#8217;è un incontro d&#8217;emergenza sulla Grecia tra Francois Hollande e Merkel, con quello spirito non collegiale da vecchia Europa che, in parte, ha portato a tutto ciò, poi martedì il summit dell&#8217;Eurozona; si cerca di comprimere i tempi ma Atene dovrà soffrire ancora e non si sa bene quanto.</p>
<p>Già alla vigilia del referendum si parlava di “scelta cattiva” e “scelta peggiore”, perché nelle condizioni in cui versava la Grecia non poteva non essere chiaro che sarebbe stato impossibile per lei coprire il debito di 300 e passa miliardi.</p>
<p>E così, forse, la cecità di una politica di austerità a tutti i costi costerà alla stessa Merkel il “conto Grecia”.</p>
<p>Atene dovrà attendere ancora per vedere la luce ma l’Europa tutta dovrà fermarsi e decidere, non di cambiare – perché è chiaro che debba cambiare – ma di come e quanto in fretta cambiare prima di subire una reazione a catena che potrebbe esserle fatale.</p>
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