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	<title>Gli italianiLa guida tuistica e il patrimonio storico-artistico in Italia &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>La guida tuistica e il patrimonio storico-artistico in Italia &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La guida tuistica e il patrimonio storico-artistico in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 20:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro Bel Paese, oltre a offrire scenari naturali mozzafiato, detiene la più alta concentrazione di patrimonio storico-artistico mondiale e registra, più che altrove, la presenza di luoghi che sono stati teatro di eventi storici che hanno segnato certe tappe fondamentali per l’evoluzione stessa della civiltà classica, cristiana e occidentale.</p>
<p>Siti, aree e parchi archeologi, musei, chiese, borghi storici e città d’arte, da una parte, e patrimonio naturalistico dall’altra, costituiscono non solo un patrimonio storico-artistico e paesaggistico che non ha eguali, ma rappresentano in termini economici quei beni dal valore inestimabile su cui può far leva l’intero settore del turismo, al quale appartengono una serie di attività economiche imprenditoriali e figure professionali riconducibili a <em>tour operator</em>, agenzie di viaggi, agenzie di organizzazione congressuale, di <em>incentive</em>, fiere ed eventi, accompagnatori turistici, guide turistiche e alpine, strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, stabilimenti balneari e parchi divertimento. A queste occorre però aggiungere una serie di attività economiche, non propriamente appartenenti al settore turistico ma che sul turismo fanno leva, come quelle riconducibili alla ristorazione e ai trasporti; e infine bisogna tener conto di tutto un indotto che il turismo è in grado di generare.</p>
<p>Il turismo in entrata (<em>incoming</em>), rappresentato dall’afflusso di stranieri in Italia, è quello che immette realmente ricchezza economica sul nostro territorio facendola affluire dall’estero.</p>
<p>La gestione del patrimonio storico artistico italiano è di strategica importanza non solo per motivi legati alla sua stessa tutela o alla sua stessa capacità di creare ricchezza in termini non soltanto economici, ma anche per motivi legati ad aspetti che potrebbero riguardare la sovranità stessa dello Stato.</p>
<p>Oggi lo Stato si trova a fare i conti con una <em>governance</em> del nostro patrimonio storico-artistico troppo frammentata, sia in senso verticale, dovuta alle autonomie regionali, che in senso orizzontale, dovuta alla gestione troppe volte lasciata in concessione a privati.</p>
<p>La <em>governance</em>, cioè la gestione, la direzione e la condotta del nostro patrimonio storico-artistico che dovrebbe ricondursi a un insieme di principi, regole e procedure uniformi dettate dallo Stato, è troppo spesso lasciata in concessione ad aziende o enti privati, spesso cooperative. Ciò tende a favorire nel tempo quella perdita di contatto e di controllo diretto da parte dello Stato nei confronti del suo stesso patrimonio.</p>
<p>Il turismo è un settore strategico, ma soprattutto diversi aspetti di quello in entrata (<em>incoming</em>) sono stati sottovalutati, e con essi la vera portata del suo stesso fenomeno.</p>
<p>Ad oggi, molto spesso, i grandi flussi <em>incoming</em> non passano attraverso l’intermediazione di <em>tour operator</em> italiani o con sede legale in Italia.</p>
<p>Diversi <em>tour operator</em> stranieri, che non percepiscono redditi sul territorio italiano, ma che per certi aspetti vi operano, e che sono presenti in Italia con sedi di rappresentanza, hanno sedi legali in <em>Paesi</em> contraddistinti da regimi fiscali con aliquote basse.</p>
<p>Questo mancato gettito fiscale dovrebbe invece essere intercettato dal nostro <em>Paese</em>, e se la soluzione non può essere quella di uscire dall’Europa, facendo decadere certi accordi “<em>mutuo riconoscimento”</em>, una soluzione sicuramente praticabile consiste nell’applicare e far leva su aliquote fiscali molto basse, <em>ad hoc</em> per il settore del turismo, con l’intento di rendere economicamente appetibile il nostro Paese, così da attrarre in Italia sia le sedi legali dei <em>tour operator</em> che la residenza di accompagnatori turistici (<em>tour director</em>) operanti sul territorio europeo e che per motivi fiscali risiedono in altri Paesi. Le casse erariali italiane beneficerebbero di un cospicuo incremento di gettito fiscale e il settore del turismo farebbe aumentare il PIL italiano, contribuendovi con un’aliquota percentuale ben maggiore di quella attuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fra le note dolenti, va aggiunto che in Italia, in virtù di come l’accordo sul già menzionato “<em>mutuo riconoscimento”</em> sarebbe stato recepito, alle guide turistiche di altre nazioni dell’U.E. è stata riconosciuta la possibilità di avvalersi del titolo conseguito nei loro rispettivi Paesi e, con l’integrazione di qualche misura compensativa che in Italia può essere loro richiesta, di poter esercitare la professione sul territorio italiano. Il “<em>mutuo riconoscimento”</em> sembra non tener conto della specificità di certe professioni turistiche legate all’unicità del territorio italiano dove è presente la più alta concentrazione del patrimonio artistico mondiale, motivo per cui in un recente passato alle guide turistiche veniva riconosciuta una competenza regionale o provinciale, e non nazionale.</p>
<p>Forse il <em>mutuo riconoscimento</em> andrebbe recepito come la possibilità per qualsiasi cittadino europeo di poter sostenere l’esame di guida turistica presso quella Regione sul cui territorio s’intende esercitare la professione stessa. Quindi, anziché penalizzare le guide turistiche nostrane, il <em>mutuo riconoscimento</em> dovrebbe limitarsi a garantire a ogni cittadino dell’U.E. il diritto di accesso a quegli esami che, una volta superati, abilitano all’esercizio della professione di guida turistica su quella specifica regione di competenza. Invece oggi, in quelle città d’arte italiane che rappresentano grandi bacini di utenza in termini turistici, vediamo affluire guide turistiche provenienti da altre nazioni dell’U.E., che in queste altre nazioni, per tutt’altro territorio, tutt’altra storia e tutt’altro patrimonio artistico si sono formate, preparate e che forse, con la richiesta di ben altri requisiti, sono state abilitate.</p>
<p>Può esistere una figura universale di accompagnatore turistico ma non certo di guida turistica. Quello della guida turistica è una professione molto specifica, legata a un territorio e non a un altro. Per guida turistica di una specifica città e regione territoriale, non s’intende una guida turistica di un’altra città o regione territoriale, altrimenti ci troviamo di fronte a un serio declassamento della professione stessa.</p>
<p>Lo Stato dovrebbe tutelare chi si è preparato in modo approfondito su specifiche e appropriate materie, con passione e sacrificio, non solo per esercitare la professione ma anche per promuovere in profondità specifiche città e aree territoriali di quella che dovrebbe essere la nostra amata Italia, offrendo e garantendo un servizio professionale appropriato che, da un lato arricchisce l’immagine del nostro Bel Paese agli occhi del turista, e dall’altro tutela il turista stesso che, di fronte a un servizio professionale adeguato ma anche atteso, non può che riconoscere ulteriore affidabilità al nostro Paese. Lo Stato Italiano dovrebbe far leva su guide turistiche che per passione e preparazione testata sono in grado di promuovere quel territorio che amano e che a lungo e in modo approfondito hanno percorso e studiato in termini storico-artistici e naturalistici.</p>
<p>La competenza territoriale della guida turistica è una questione d’importanza strategica per tutto il nostro Paese.</p>
<p>Oggi si continua a parlare di guida nazionale, perché forse così ci chiede l’U.E., ma l’Italia ha una realtà in termini di patrimonio storico-artistico e culturale diversa da tutti gli atri Paesi. Va perciò    sottolineato come la competenza, e quindi l&#8217;abilitazione in termini territoriali, di una guida turista dovrebbe essere di tipo regionale e non nazionale.</p>
<p>Dato il patrimonio storico-artistico del nostro Paese, unico al mondo, è pressoché impossibile pensare a una guida italiana che sia in grado di conoscere in profondità tutto il patrimonio storico-artistico e naturalistico di tutto il territorio nazionale. È difficile pensare a un esame nazionale unico che possa garantire l&#8217;appropriata e approfondita preparazione per uno specifico territorio regionale. Per questo in Italia, Paese diverso da qualsiasi altro in Europa e nel mondo,  gli esami per l&#8217;abilitazione alla professione di guida turistica (assai differente da quella di accompagnatore turistico) erano di competenza della singola Provincia o Regione che testava l&#8217;approfondita conoscenza del proprio territorio da parte dei candidati, riconoscendo loro di fronte all&#8217;eventuale idoneità, l&#8217;abilitazione a esercitare la professione all&#8217;interno di quegli stessi confini provinciali o regionali.</p>
<p>Un esame identico per tutti sull’intero territorio nazionale, per quanto approfondito possa essere, se riguardante l&#8217;intero territorio italiano, non può che dimostrarsi che poco idoneo e poco attendibile nel testare e provare una preparazione approfondita e appropriata a una determinata e circoscritta area territoriale, come invece è stato potuto fare fino a un recente passato, tramite le diverse Province e Regioni testando la conoscenza, di chi intendeva prendere il patentino di guida turistica, su uno specifico territorio regionale.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-guida-tuistica-patrimonio-storico-artistico-italia/"><img width="1024" height="768" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/colosseo-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>]]></content:encoded>
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