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	<title>Gli italianiLa lettera all&#8217;arcivescovato di Trento sulla beatificazione di De Gasperi e la condanna di Guareschi &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>La lettera all&#8217;arcivescovato di Trento sulla beatificazione di De Gasperi e la condanna di Guareschi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La lettera all&#8217;arcivescovato di Trento sulla beatificazione di De Gasperi e la condanna di Guareschi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 13:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-lettera-allarcivescovato-di-trento-sulla-beatificazione-di-de-gasperi-e-la-condanna-di-guareschi/"><img width="800" height="600" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi.jpg 800w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p><hr /><p>Lo scrittore Giovannino Guareschi, nato a Fontanelle di Roccabianca (Parma) il 1° maggio 1908, fu condannato ingiustamente per diffamazione a mezzo stampa ai danni di Alcide De Gasperi nell’aprile 1954 e conseguentemente incarcerato; poiché l’ingiustizia della condanna fu pienamente evidente già nel corso del processo, al punto che il difensore di detto scrittore , avvocato Michele Lener, gettò in piena udienza la toga, accusando per iscritto il Tribunale penale di Milano di avere anticipato la condanna e di avere impedita l’acquisizione di ogni prova a favore di Giovannino Guareschi compresa la perizia, richiesta dalla difesa Guareschi e dallo stesso Pubblico&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scrittore Giovannino Guareschi, nato a Fontanelle di Roccabianca (Parma) il 1° maggio 1908, fu condannato ingiustamente per diffamazione a mezzo stampa ai danni di Alcide De Gasperi nell’aprile 1954 e conseguentemente incarcerato;</p>
<p>poiché l’ingiustizia della condanna fu pienamente evidente già nel corso del processo, al punto che il difensore di detto scrittore , avvocato Michele Lener, gettò in piena udienza la toga, accusando per iscritto il Tribunale penale di Milano di avere anticipato la condanna e di avere impedita l’acquisizione di ogni prova a favore di Giovannino Guareschi compresa la perizia, richiesta dalla difesa Guareschi e dallo stesso Pubblico Ministero: ciò che trovò conferma nel fatto che non vi fu mai nessuna sanzione né disciplinare né penale a carico dell’avvocato Lener per le sue accuse al Tribunale;</p>
<p>poiché sono state trovate – in questi sessant’anni abbondanti decorsi dall’iniqua condanna – prove schiaccianti e molteplici dell’innocenza dello  scrittore Guareschi;</p>
<p>poiché alle accuse di spergiuro a Alcide De Gasperi – mosse da tanto tempo e da più parti – gli eredi De Gasperi non hanno mai opposto né querele né smentite;</p>
<p>poiché persino uno scrittore favorevole a De Gasperi ha ammesso che De Gasperi occultò ai giudici del Tribunale di Milano i contatti suoi e del suo segretario Canali con le autorità britanniche per influenzare i testi del processo Guareschi con questa motivazione: la <em>“&lt;&lt;missione Canali&gt;&gt;  deve restare segreta per evitare che Guareschi presenti quei contatti come tentativo di truccare le carte</em>”… (così FRANZINELLI, <span style="text-decoration: underline;">Bombardate Roma!</span>, editore Mondadori, collana le scie, 2014, p. 58);</p>
<p>poiché – pertanto – è sorto e permane il dovere della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano di richiedere la revisione della condanna a carico di Guareschi, dovere sussistente fin dal 1954 e oggi assolutamente manifesto;</p>
<p>poiché – in particolare – sono state raggiunte molteplici e documentali prove che nel processo contro Giovannino Guareschi, il teste Alcide De Gasperi giurò il falso, determinando così la ricordata iniqua condanna;</p>
<p>poiché, nel 1952, il Papa Pio XII in allora regnante rifiutò di ricevere Alcide De Gasperi, in udienza privata;</p>
<p>poiché De Gasperi preannunziò al proposito una protesta che poi non effettuò (all n. 1), e ciò fa sorgere la forte presunzione che il Papa Pio XII ritenesse per sé gravemente disdicevole un colloquio privato con Alcide De Gasperi e De Gasperi sapesse di non poter protestare;</p>
<p>poiché l’allora Arcivescovo di Milano, G.B. Montini (futuro Papa Paolo VI) inviò gli auguri a Giovannino Guareschi per il Natale 1954 con ciò dimostrando di non ritenerlo un diffamatore;</p>
<p>poiché la segreteria di Sua Santità non si pronunziò mai contro Guareschi e a favore di De Gasperi, benchè la prima lettera pubblicata da Guareschi fosse dattiloscritta su carta intestata della segreteria di Sua Santità;</p>
<p>poiché il teste spergiuro Alcide De Gasperi mai ritrattò lo spergiuro perpetrato, neppure in punto di morte e neppure (a quanto consta) nel suo testamento;</p>
<p>poiché detto spergiuro fu posto dal Tribunale penale di Milano a base dell’iniqua condanna inflitta allo scrittore Guareschi;</p>
<p>poiché – quando Alcide De Gasperi morì – lo scrittore Guareschi era detenuto in carcere e vi rimase a lungo, pure dopo la morte di Alcide De Gasperi;</p>
<p>poiché – secondo il celebre verso di Dante – “assolver non si può chi non si pente”,</p>
<p>è evidente che Alcide De Gasperi morì (almeno in base a ogni apparenza) in peccato mortale.</p>
<p>Siccome, da informazioni acquisite su internet, (all. n. 2) risulta pendente dal 1993 e cioè da ben 22 anni il processo di beatificazione relativo ad Alcide De Gasperi presso la Curia arcivescovile di Trento e non si può beatificare chi è morto – almeno apparentemente &#8211; in peccato mortale;</p>
<p>il sottoscritto difensore del sig. Alberto Guareschi come da mandato professionale (all. n. 3) acclude a prova del denunziato spergiuro il fascicolo “Documenti” (all n. 4), oltrechè due volumi di cui il sottoscritto è autore.</p>
<p>Orbene, il fatto che la Chiesa stia esaminando da ben ventidue da anni se De Gasperi meriti la beatificazione potrebbe far credere (o quanto meno dubitare) che la Chiesa cattolica non considera serie le accuse rivolte da molte parti a Alcide De Gasperi, accuse cui la famigli De Gasperi non ha menomamente reagito.</p>
<p>La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano potrebbe pertanto ritenere non soltanto la connessione, ma addirittura la pregiudizialità tra l’istanza per revisione riguardante la condanna dello scrittore Guareschi e il processo di beatificazione relativo ad Alcide De Gasperi.</p>
<p>La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano investita dalla richiesta di proporre istanza per l’annullamento della condanna per diffamazione inflitta allo scrittore parmense potrebbe decidere di attendere l’esito del processo di beatificazione.</p>
<p>Nel processo di beatificazione in corso potrebbero – in teoria &#8211; essere ottenute altre prove contro Guareschi o a favore di De Gasperi e pertanto, la Procura Generale potrebbe, con detta motivazione,  rinviare la doverosa revisione dell’iniqua condanna.</p>
<p>Pertanto, il non prendere in considerazione le prove che permettono fin d’ora di respingere la proposta di beatificazione  di Alcide De Gasperi arreca un danno ingiusto non soltanto alla giustizia e alla memoria di Giovannino Guareschi, ma anche ai diritti e ai legittimi interessi degli eredi Guareschi, fortunatamente tuttora viventi.</p>
<p>Ciò sotto un profilo legale. Ma il sottoscritto, come cattolico, non dubita che la squisita sensibilità morale di codesta Reverendissima Curia arcivescovile indurrà il Tribunale canonico di Trento a non aggravare le conseguenze di una querela calunniosa e di una falsa testimonianza oramai dimostrata.</p>
<p>Un credente non può certo stabilire chi ha fatto in tempo a pentirsi e chi no. Ma la pendenza pubblica (e resa pubblica sulla stampa) di un processo di beatificazione – pendenza che dura da 22 anni – è concepibile soltanto se vi è la certezza che la persona per cui pende tale processo non sia morta in peccato mortale. Il processo di beatificazione rischia dunque di trarre in inganno i giudici dello Stato italiano cui compete il dovere di assicurare giustizia al ricordo di Giovannino Guareschi.</p>
<p>In proposito, a riprova di come già Sua Santità Pio XII nutrisse dolorosi dubbi sul comportamento dell’uomo politico trentino, esiste l’appunto autografo di De Gasperi indirizzato all’ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Mameli, nel 1952 (all n. 1). De Gasperi si dolse che il Papa in allora regnante, Pio XII, avesse rifiutato di riceverlo. De Gasperi annunziò (in detto appunto) la sua volontà di protestare presso la Segreteria di Stato di Sua Santità: poi, a quanto risulta, tale protesta non fu inoltrata.</p>
<p>Taluni attribuirono questo fatto a contrasti politici relativi alle elezioni amministrative riguardanti il Comune di Roma. Peraltro, il comune di Roma fu conquistato – nel 1952 &#8211;  dalla Democrazia Cristiana per cui il rammarico di De Gasperi risultò giusto e non un errore.</p>
<p>Ma – in ogni caso – nessun Pontefice romano ha mai rifiutato di ricevere un uomo politico per una qualche decisione discutibile (che magari sembri errata).</p>
<p>De Gasperi aveva chiesto al Papa udienza privata per il trentesimo anniversario del proprio matrimonio (anniversario che coincideva con i voti della figlia di De Gasperi, la quale aveva in quei giorni deciso di divenire suora).</p>
<p>Un’udienza per motivi così extrapolitici non faceva sorgere alcun rischio per il Pontefice e non era approvazione tacita di alcuna decisione politica di De Gasperi. Rimane quindi una sola spiegazione: il Papa seppe di una colpa gravissima di De Gasperi , colpa che poteva riflettersi sul Vaticano: perciò, evitò ogni incontro. Il fatto di rifiutare un’udienza privata richiesta equivale a togliere il saluto a qualcuno. E nessuno (tanto meno un Papa) fa sorgere gravi sospetti su una persona senz’un motivo adeguato.</p>
<p>Ebbene: nel giugno 1952, quando De Gasperi chiese udienza privata a Pio XII era – dal 13 dicembre 1951 – divenuto notorio il fatto che l’ex-ufficiale della Repubblica Sociale Italiana Enrico De Toma era in possesso del famoso carteggio Mussolini.</p>
<p>Logico quindi che il servizio informazioni del Vaticano avesse saputo del contenuto del carteggio e cioè anche della lettera a firma di De Gasperi, in data 19 gennaio 1944, con cui – su carta intestata della Segretaria di Sua Santità – si chiedeva il bombardamento aereo dell’acquedotto di Roma, al fine di far insorgere la popolazione civile contro i tedeschi.</p>
<p>Ebbene: una lettera del genere può essere sembrata al Papa  una grave slealtà.</p>
<p>In tal caso, si spiega che il Pontefice abbia ritenuto non gradevole una visita di De Gasperi, ancorché privata.</p>
<p>Ciò mentre proseguivano i rapporti di collaborazione e reciproco sostegno tra Chiesa cattolica e Democrazia Cristiana (il partito di De Gasperi). Infatti, De Gasperi pensò di protestare, ma poi non protestò.</p>
<p>Ebbene: se questa è l’unica spiegazione logica della decisione presa dal Papa e della mancata protesta di De Gasperi, diviene assurda la prosecuzione del processo relativo alla beatificazione di De Gasperi.</p>
<p>Oggi non è possibile interrogare  come teste Pio XII: ma la presunzione che la sua testimonianza avrebbe schiacciato moralmente De Gasperi sembra a me argomento decisivo.</p>
<p>E quando vi è una sola spiegazione logica di un certo fatto, la presunzione assai forte è che quella spiegazione sia fondata.</p>
<p>Per di più, Guareschi ricevette – nel Natale del 1954 – 1.322 biglietti di auguri natalizi. Lo scrittore parmense era in carcere, per la condanna derivata dalla querela proposta da De Gasperi.</p>
<p>Quei 1.322 biglietti di auguri natalizi a Guareschi detenuto erano la prosecuzione delle 200.000 lettere – pubblicate dal quotidiano “Secolo d’Italia” – di protesta per la condanna dello scrittore Guareschi: erano la conferma che l’opinione pubblica biasimava il querelante De Gasperi, di recente defunto.</p>
<p>Tra quei 1.322 biglietti vi fu quello dell’allora Arcivescovo di Milano, G. B. Montini, il futuro Papa Paolo VI.</p>
<p>E siccome ovviamente  l’Arcivescovo di Milano non inviò – nel Natale 1954 – gli auguri a tutti i detenuti, il fatto ebbe – logicamente – una spiegazione sola: l’arcivescovo Montini era pienamente consapevole che avrebbe potuto divenire Papa; ma sapeva pure che la polemica relativa alla condanna di Guareschi sarebbe continuata e che il caso avrebbe potuto riaffiorare. Con quel biglietto, l’allora arcivescovo Montini volle far comprendere che egli non era stato tra i complici della persecuzione contro Guareschi.</p>
<p>Ebbene: cosa implicava questo atteggiamento dell’arcivescovo Montini, che era stato un alto esponente della diplomazia vaticana?</p>
<p>Che l’Arcivescovo Montini era perfettamente consapevole che il problema storico e giuridico posto dalla condanna di Guareschi avrebbe potuto riaffiorare. E ciò significa che persino l’allora Arcivescovo Montini sapeva che le prove contro Guareschi non erano convincenti. Ma questa consapevolezza – da parte di un altissimo esponente della Chiesa cattolica, ovviamente a conoscenza pure di fatti riservatissimi &#8211; si spiega soltanto ammettendo che l’arcivescovo Montini non credeva alle prove portate contro Guareschi.</p>
<p>Pertanto, l’allora Arcivescovo Montini quanto meno dubitava della testimonianza giurata di De Gasperi.</p>
<p>Per di più, la segreteria di Stato di Sua Santità Pio XII non prese mai posizione ufficiale contro Guareschi.</p>
<p>Vi furono osservazioni polemiche da parte dell’Osservatore Romano contro Guareschi, ma non firmate e prive di ogni ufficialità.</p>
<p>E il fatto che la Segreteria di Stato non abbia mai smentito Guareschi con un comunicato ufficiale, dimostra l’autenticità delle due lettere a firma De Gasperi pubblicate da Guareschi. Ciò dimostra che il Vaticano fu consapevole che le lettere pubblicate da “Candido” erano autentiche.</p>
<p>Ma vi è di più. Il recente libro del Franzinelli “L’arma segreta del Duce” – 2015, pp. 297 e ss  -contiene una lettera del giornalista Carlo Silvestri a De Gasperi, datata 21 maggio 1953.</p>
<p>Tale lettera, il Franzinelli dichiara (a p. 298 del suo volume) essere stata inedita fin al 2015 (si veda all. n. 3).</p>
<p>In detta lettera, il giornalista Silvestri informò De Gasperi di conoscere l’archivio segreto di Mussolini e che tale archivio “non andò oltre il 10 giugno 1940”.</p>
<p>L’affermazione del Silvestri non è affatto decisiva: ovvio che Mussolini avrebbe potuto far vedere a Silvestri soltanto una parte dell’archivio segreto. Anzi, ciò è logico: era ovvio che i documenti relativi a quanto accaduto dopo la nostra dichiarazione di guerra potessero essere ritenuti da Mussolini coperti dal segreto militare. In ogni caso, alla documentazione relativa alle vicende accadute durante la guerra avrebbe potuto essere stata dedicata una sezione particolare all’archivio segreto mussoliniano.</p>
<p>Per la verità, al sottoscritto sembra probabile che questo sia avvenuto.</p>
<p>Ma l’essenziale – per De Gasperi – era negare ogni attendibilità al carteggio.</p>
<p>Perciò, si doveva escludere ciò che era ovvio: ogni uomo politico tiene un archivio, per poter prendere in futuro decisioni avvedute.</p>
<p>Quando si devono operare delle scelte è – ovviamente – opportuno conoscere e valutare i precedenti: ciò avviene in ogni amministrazione, privata o pubblica, civile o militare, laica o religiosa.</p>
<p>Ebbene: De Gasperi – come teste giurato – negò pure i rapporti con Silvestri.</p>
<p>Ma se fosse risultato che un archivio segreto per gli eventi accaduti fino al 10 giugno 1940 era stato tenuto da Mussolini, sarebbe sorta ovviamente la domanda: come mai, dopo la dichiarazione di guerra, il dittatore fascista non tenne più l’archivio segreto?</p>
<p>E perché De Gasperi sorvolò sulla corrispondenza con Silvestri, pur avendo giurato di dire tutta la verità ai giudici?</p>
<p>La lettera prodotta dal Franzinelli (si badi, nell’intento di difendere De Gasperi) fornisce la controprova schiacciante di una verità già da tempo affermata: si volle smentire ogni fatto che avvalorasse l’esistenza del carteggio, anche ricorrendo al mezzo della falsa testimonianza.</p>
<p>Perciò è importante quanto rivelò il settimanale “Oggi” nel maggio 1954, che rese noto di aver dovuto cessare la pubblicazione delle carte contenute nel carteggio per la reazione di uomini politici democristiani nei confronti di documenti che non riguardavano in alcun modo De Gasperi.</p>
<p>Quei documenti infatti (come quelli ricordati da Silvestri e riguardanti quanto accadde fino al 10 giugno 1940) non alludevano affatto a De Gasperi.</p>
<p>Se De Gasperi – che pure era teste giurato – negò i rapporti con Silvestri, fu perché si volle screditare il carteggio e intimidire chiunque del carteggio avesse voluto occuparsi. Lo scopo non era quello di difendere l’onorabilità di De Gasperi.</p>
<p>P.Q.M.</p>
<p>il sottoscritto,</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">chiede</span></p>
<p>che l’Ufficio investito dell’istanza di beatificazione relativa a Alcide De Gasperi emetta la sua decisione e fa riserva di richiedere tutti i danni morali e materiali in caso di ritardo della decisione che qui si invoca.</p>
<p>Ogni dilazione – a distanza di oltre sessant’anni dai fatti ed essendo stati tutti gli aspetti del contrasto tra Guareschi e De Gasperi sviscerati all’estremo – sarebbe ad avviso del sottoscritto illecita ex art. 2043 c.c.. Tanto più che il processo di beatificazione dura dal 1993, ossia da 22 anni.</p>
<p>Con profondo ossequio.</p>
<p>Si allegano:</p>
<ul>
<li>Documentazione del rifiuto di Papa Pio XII di ricevere De Gasperi in udienza privata e commenti di De Gasperi al proposito</li>
<li>Ricerca su internet da cui risulta la pendenza del processo di beatificazione</li>
<li>mandato professionale</li>
<li>fascicolo “Documenti” con acclusa memoria di sintesi</li>
<li>fotocopie del libro di Franzinelli, “l’arma segreta del duce”, 2015, p. 297-299</li>
</ul>
<p>avv. Ubaldo Giuliani-Balestrino</p>
<p>(difensore di Alberto Guareschi)</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-lettera-allarcivescovato-di-trento-sulla-beatificazione-di-de-gasperi-e-la-condanna-di-guareschi/"><img width="800" height="600" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi.jpg 800w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/guareschi-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>]]></content:encoded>
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