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	<title>Gli italianiLa riforma del Senato: indifendibile, nonostante il parere del professor Cassese &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La riforma del Senato: indifendibile, nonostante il parere del professor Cassese</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 18:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-riforma-del-senato-indifendibile-nonostante-il-parere-del-professor-cassese/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>“Non bisogna far marcia indietro sulla proposta di riforma costituzionale. Questa prevede una forte riduzione del bicameralismo parlamentare e un modesto rafforzamento del governo. Il primo obiettivo è raggiunto svuotando di funzioni il Senato, riducendo il numero dei senatori e rendendone l’elezione indiretta. Il secondo obiettivo affidando solo alla Camera dei deputati il compito di dare la fiducia al governo e dando una corsia preferenziale alle proposte di legge del governo”. Così inizia il fondo di Sabino Cassese sul Corriere della Sera del 4 luglio. Giurista insigne, professore emerito di diritto amministrativo e da poco uscito da Palazzo della Consulta,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-riforma-del-senato-indifendibile-nonostante-il-parere-del-professor-cassese/">La riforma del Senato: indifendibile, nonostante il parere del professor Cassese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Non bisogna far marcia indietro sulla proposta di riforma costituzionale. Questa prevede una forte riduzione del bicameralismo parlamentare e un modesto rafforzamento del governo. Il primo obiettivo è raggiunto svuotando di funzioni il Senato, riducendo il numero dei senatori e rendendone l’elezione indiretta. Il secondo obiettivo affidando solo alla Camera dei deputati il compito di dare la fiducia al governo e dando una corsia preferenziale alle proposte di legge del governo”.</p>
<p>Così inizia il fondo di Sabino Cassese sul Corriere della Sera del 4 luglio. Giurista insigne, professore emerito di diritto amministrativo e da poco uscito da Palazzo della Consulta, dove ha esercitato per nove anni le funzioni di giudice costituzionale, Cassese si è voluto cimentare in un tema delicato, quello dell’assetto costituzionale delle istituzioni rappresentative, fondamentale per la democrazia, che va affrontato in punta di penna, tra teoria e prassi. Invece il professore, come leggiamo, ha sciabolato energicamente. Ma a mio giudizio con molti errori, anche di prospettiva.</p>
<p>Partiamo dal bicameralismo “paritario”, come si usa dire, o “perfetto” o “piucheperfetto”, secondo una simpatica espressione di Giovanni Pitruzzella, costituzionalista insigne, Presidente dell’Autorità che tutela la concorrenza nel mercato. Nessuno difende oggi un bicameralismo basato su due assemblee titolari delle stesse attribuzioni e difatti nel corso del tempo sono state suggerite più modifiche, nel senso che il Senato avrebbe dovuto avre competenze di controllo e di collegamento con la realtà europea e regionale, ed una funzione legislativa limitata ad alcuni provvedimenti importanti. Ad esempio i decreti legge, che devono essere convertiti in legge entro sessanta giorni, altrimenti decadono. E che incidono sempre su questioni importanti e su diritti e aspettative delle persone e delle imprese.</p>
<p>L’esperienza insegna che in molti casi la doppia lettura ha assicurato una migliore legislazione. Infatti, spesso passando da una camera all’altra norme che avevano giustificato critiche da esperti o da categorie interessate alla riforma sono state correte. Non più di qualche giorno fa un parlamentare del <em>Partito Democratico</em>, relatore di un disegno di legge in Senato, intervenuto in una trasmissione televisiva di approfondimento, ha condiviso alcune critiche dei partecipanti al dibattito concludendo “la Camera potrà correggere il testo”.</p>
<p>Questo è un fatto che chiunque può verificare. Come potrà constatare, numeri alla mano, che il bicameralismo non ha aggravato in misura significativa il tempo di approvazione delle leggi perché, quando si è politicamente voluto, la “navetta” Camera Senato e viceversa si è risolta in pochi giorni se non in poche ore. Si diceva tra addetti ai lavori che spesso il motociclista rimaneva col motore acceso per riprendere il testo corretto e portarlo all’altra camera.</p>
<p>Detto questo e convenendo, secondo una vastissima letteratura, sull’esigenza di delimitare le attribuzioni delle due Camere, va detto che la soluzione individuata è letteralmente demenziale. Fa del Senato un organo quasi inutile, una sorta di dopolavoro dei consiglieri regionali, adornati a Roma del laticlavio per esercitare attribuzioni del tutto ininfluenti sulle quali, difatti, il professore Cassese non si sofferma neppure. Consiglieri regionali in missione a Roma, spesati di tutto. Personaggi minori della politica italiana agli “onori” della cronaca prevalentemente per vicende giudiziarie miserevoli, per sprechi di ogni genere illecitamente ammantati di funzioni istituzionali. Presi con le mani nel sacco da qualche mese a questa parte, ciò che induce a ritenere che anche negli anni passati loro, o i loro predecessori, abbiano fatto strame del denaro pubblico. A parte l’inefficienza dimostrata nel governo di enti inutili e costosi.</p>
<p>Una riforma da non portare avanti, assolutamente. D’altra parte lo stesso Cassese, ricordando chi in Assemblea Costituente, propendeva per il monocameralismo dà conto di una concezione della politica tendenzialmente autoritaria, allergica ai contrappesi espressione di libertà, che lui oggi trova nelle istituzioni europee e nelle regioni. Basta aprire un giornale per capire che non è così.</p>
<p>Quanto al rafforzamento dei poteri del governo per effetto della concentrazione della funzione di attribuzione della fiducia nella Camera dei deputati mi sembra effettivamente poca cosa e comunque aveva un illustre precedente nel Senato del Regno d’Italia che non dava la fiducia ai governi ma costituiva, per l’autorevolezza dei senatori selezionati tra i migliori uomini di cultura, una importante cassa di risonanza delle più diverse opinioni che in politica e nella società esprimevano gli italiani più attenti. Quei senatori, da Guglielmo Marconi a Luigi Einaudi a Benedetto Croce facevano sentire liberamente la loro voce e parlavano in libertà della libertà, anche quando poteva essere sconsigliato.</p>
<p>Il rafforzamento del governo sul piano politico non si intravede. Né convince l’affermazione del Professore secondo la quale “I politici aspirano a togliere forza al potere della maggioranza, con la conseguenza che nessuno governa, mentre dovrebbero invece dare voce e potere alla minoranza, perché questa possa tenere sotto controllo la maggioranza, per poter poi aspirare a diventare essa stessa maggioranza”. È questione eminentemente politica, che attiene al governo dei partiti che non riescono, nei momenti essenziali, ad esprimere una voce unica ed una forza rapportata ai numeri della rappresentanza parlamentare. È questione originata dalla modestia estrema della classe politica in tutte le sue componenti, una classe politica avvezza più agli affari dei gruppi di pressione e degli amici che a quelli della comunità nazionale. Lo dimostra la legge elettorale e la diatriba sulle preferenze, ritenute fonte di corruzione. Perché le primarie non fomentano lotte intestine e pesanti costi di gestione delle singole campagne elettorali?</p>
<p>Più che le istituzioni si dovrebbero cambiare i politici i quali dovrebbero svolgere il loro ruolo di rappresentanti del popolo e di portatori di idee e di ideali secondo le regole della Costituzione, “con disciplina ed onore”. Basterebbe questo.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-riforma-del-senato-indifendibile-nonostante-il-parere-del-professor-cassese/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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