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	<title>Gli italianiRoma deve fare i conti con la penuria d&#8217;acqua. Anche madre Natura contro la Raggi &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 20:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-siccita-roma-deve-conti-la-penuria-dacqua-anche-madre-natura-la-raggi/"><img width="296" height="170" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/02/raggiincrisi.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/02/raggiincrisi.png 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/02/raggiincrisi-96x55.png 96w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" /></a></p><hr /><p>Ci mancava anche la siccità ad aggravare ulteriormente la già triste situazione di Roma. Una tegola formidabile caduta tra capo e collo a Virginia Raggi, la quale, tocca riconoscerlo, a memoria di quiriti è il primo sindaco che si trova a dover fare i conti con una tale penuria di precipitazioni. Quello dell’abbondanza d’acqua infatti era uno dei pochi &#8211; forse l’unico &#8211; privilegio di cui ancora godeva la capitale italiana, celebre nella storia per le terme, per i suoi numerosi acquedotti e per gli onnipresenti “nasoni”, le tipiche fontanelle zampillanti ottima acqua corrente in tutte le stagioni dell’anno. Scomparse&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci mancava anche la siccità ad aggravare ulteriormente la già triste situazione di Roma. Una tegola formidabile caduta tra capo e collo a Virginia Raggi, la quale, tocca riconoscerlo, a memoria di quiriti è il primo sindaco che si trova a dover fare i conti con una tale penuria di precipitazioni. Quello dell’abbondanza d’acqua infatti era uno dei pochi &#8211; forse l’unico &#8211; privilegio di cui ancora godeva la capitale italiana, celebre nella storia per le terme, per i suoi numerosi acquedotti e per gli onnipresenti “nasoni”, le tipiche fontanelle zampillanti ottima acqua corrente in tutte le stagioni dell’anno. Scomparse le terme, gli acquedotti e le numerosissime fontane parevano avere assicurato all’Urbe un futuro tutto rose e fiori. E invece dobbiamo assistere anche a questo: al razionamento idrico in una città super approvvigionata da sempre, circondata da laghi e attraversata da uno dei fiumi più celebri al mondo. Una misura del tutto impensabile fino a qualche anno fa. Il fatto è che quando, oltre all’imprevidenza umana, ci si mette di mezzo la sfiga tutto diventa possibile, anche quello che fino a poco tempo prima poteva apparire assurdo. Roma infatti, in quanto ad acqua potabile, sta messa non bene, ma di più, essendo “servita”, per le sue esigenze, oltre che da una miriade di piccole e grandi sorgenti, nientemeno che da un lago. Quello di Bracciano. Si tratta di un vulcano ormai spento la cui caldera, riempitasi di acqua nei millenni, ha dato vita ad un bacino enorme, di ben 56 chilometri quadrati e 160 metri di profondità. Forse sarà stato proprio per l’eccezionalità di queste risorse che a nessuno è mai neppure passato per la mente di predisporre un piano d’emergenza in caso di siccità. Semplicemente perché l’emergenza &#8211; almeno nel settore idrico, perché per il resto è meglio stendere un velo pietoso &#8211; non era neppure presa in considerazione. E così, ora il cerino acceso è rimasto in mano alla “sòra” Virginia. Una che, dopo avere clamorosamente mancato tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale ora si trova pure a lottare contro madre natura. Certo, è facile dire: &lt;Bisognava pensarci prima, con un piano per l’ottimizzazione delle risorse idriche e stanziando fondi per la ristrutturazione di canali e tubature, in modo da evitare perdite e sprechi…&gt;. Fatto sta che non eravamo proprio preparati a questo grande secco, come del resto siamo sempre rimasti spiazzati davanti alle tante emergenze che la sorte ci ha regalato, dalle alluvioni ai terremoti, fino alle nevicate dello scorso gennaio in Italia centrale. Nel report del 23 maggio scorso, infatti, l’Acea aveva già lanciato l’SOS: &lt;Le sorgenti dell’Acquedotto Marcio, molto sensibili alla siccità, sono in magra eccezionale. Portata idrica disponibile attuale di 3,6 mc/s, -25% rispetto al 2014 (4,8 mc/s)&gt;. E sempre la stessa Acea aveva messo in guardia anche sulla situazione dell’acquedotto principale che rifornisce Roma, il Peschiera-Capore del Reatino: &lt;Anche le sorgenti delle Capore sono in magra, pur se meno sensibile. Portata idrica disponibile attuale di 4,3 mc/s, -13% rispetto al 2014 (4,9 mc/s). Stesso discorso per l’Acquedotto Simbrivio e Doganella: portata idrica disponibile nella prossima estate, pari a circa 1,1 mc/sec., -20% rispetto allo scorso anno (1,4 mc/s)&gt;. Situazione indiscutibilmente seria, insomma. Tuttavia, a stemperare un po’ la tensione, andrebbe pure riconosciuto, con un pizzico di salutare buon senso, che un bacino come quello di Bracciano, profondo più di 160 metri, per quanto ridottosi di livello, dispone pur sempre di 159 metri di acqua, e che quindi tutto sommato le condizioni del Sabatino non sarebbero da considerarsi disperate. Ma vallo a dire ai giornalisti, perennemente ammalati di sensazionalismo un tanto al chilo. O agli ecologisti a oltranza, che appena notano un pesce in difficoltà gridano immancabilmente alla desertificazione, laddove al primo temporale d’autunno tutto ritorna nella normalità. Per non tacere, poi, dei politici. Già, sempre lei, la stramaledetta politica italiota, che sembra fatta apposta per peggiorare le cose invece di risolverle, tanto da far litigare persino esponenti di spicco appartenenti allo stesso schieramento. E infatti il sindaco di Anguillara, Sabrina Anselmo, pentastellata come il primo cittadino capitolino, in un’intervista è sbottata rivelando che alle riunioni tenute nei mesi scorsi in Regione per affrontare i problemi del lago di Bracciano è mancata proprio la sua paredra capitolina: &lt;Gli attori c’erano tutti: Acea, la Regione, l&#8217;unico sempre assente è stata la Città metropolitana, che non si è mai presentata. Non ho problemi a dire che Virginia Raggi non si è mai presentata &#8211; ha concluso Sabrina Anselmo -. Disse che conosceva bene il problema, che si sarebbe attivata per risolverlo. Capisco perfettamente che un sindaco sale su un treno in corsa, però un piano più tempestivo non avrebbe portato a questi risultati&gt;. Che dire? E’ tipico della Raggi affrontare con sufficienza e snobismo i problemi di Roma, finendo puntualmente col non fare nulla per risolverli. Evidentemente, il dilemma morettiano “mi si nota di più se ci vado e me ne sto in disparte o se non ci vado proprio?” per lei non è un dilemma, ma una soluzione a senso unico. Non ci va e basta. Fatto è che a uno come Zingaretti, il governatore PD della Regione Lazio acerrimo nemico del sindaco di Roma, non avendone mai azzeccata una in vita sua, non sembrava vero di potersi esibire in una tanto efficace pantomima paraefficientista. Così, prendendo la palla al balzo, il governatore ha dichiarato la situazione insostenibile e ha deciso: bisogna porre argine al disastro ecologico (?) del lago di Bracciano. Quindi siamo alla resa dei conti, e se i romani si troveranno costretti a lavarsi con l’acqua minerale per Virginia si preparano tempi brutti. Infatti il conto alla rovescia, iniziato con l’ordinanza che ha deciso lo stop ai prelievi idrici dal lago di Bracciano entro le ore 24 del 28 luglio, porterà da sabato 29 al contingentamento per un terzo della capitale. Vale a dire per un milione di utenti circa. I quali, seppure a turni alterni ma continuativi, sia diurni che notturni della durata di 8 ore rimarranno coi rubinetti desolatamente a secco. Perché, ha spiegato l’Acea &lt;i prelievi attuali effettuati al lago di Bracciano assicurano 1100 litri al secondo, pari a una fornitura di circa 400mila persone per l&#8217;intera giornata (300 litri al giorno in media per ogni residente). La Regione, azzerando questo approvvigionamento, ci obbliga a dover spalmare il minor afflusso in rete su 3 turni da 8 ore, razionando l’acqua a fasi alterne ma continuative per aree omogenee&gt;. Intanto, in questi pochi giorni che ci separano dalla chiusura dei rubinetti, la Regione Lazio sta tentando di mettere a punto un piano alternativo al razionamento, puntando naturalmente all’incremento delle captazioni dalle altre fonti d’approvvigionamento, anch’esse in sofferenza. Si tratta però di un aumento di prelievi del tutto provvisorio, da attuare solo per compensare l’azzeramento delle captazioni dall’invaso di Bracciano e consentire all’Urbe di tirare avanti fino agli inizi di agosto, quando il fabbisogno dovrebbe drasticamente ridursi grazie all’esodo dalla città per le ferie estive. Una misura che è già in vigore dal 22 giugno scorso per la sorgente del Pertuso, la fonte dell’Aniene, dove la Regione ha già da tempo autorizzato l’incremento dei prelievi del 53% per l’acquedotto Simbrivio: da 360 a 550 litri al secondo. Una soluzione che ha puntualmente scatenato &#8211; e ti pareva &#8211; le proteste del Parco dei Monti Simbruini e dei sette comuni del comprensorio, preoccupati per la salvaguardia del &lt;minimo deflusso vitale dell&#8217;Aniene&gt;. Sarà probabilmente anche per questi motivi che Acea, conoscendo Zingaretti e i suoi collaboratori, è alquanto scettica sul piano alternativo strombazzato dalla Regione: &lt;Dopo l’ordinanza emessa dalla Regione Lazio venerdì sera in modo unilaterale, che si continua a ritenere inadeguata e illegittima, Acea apprende solo dagli organi di stampa che sempre la Regione avrebbe ipotizzato un piano alternativo per ovviare alla captazione dell’acqua dal lago di Bracciano, prevedendo di utilizzare altre fonti o aumentando la portata di quelle attuali. Se la Regione volesse illustrare tali soluzioni, nelle sedi opportune, Acea sarà pronta ad ascoltare e collaborare&gt;. Insomma, comunque vada, il dado è tratto, e se il gran secco continuerà ad affliggere il Lazio la vittima sacrificale risulterà essere ancora una volta la già massacrata capitale italiana, ora privata di un’altra delle sue residue attrattive: fontane e fontanelle.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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