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	<title>Gli italianiLa sinistra culturale si rassegni,  è stata sconfitta dal popolo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La sinistra culturale si rassegni,  è stata sconfitta dal popolo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 17:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-sinistra-culturale-si-rassegni-stata-sconfitta-dal-popolo/"><img width="267" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/Egidio-Maria-Eleuteri-e1539277266910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></a></p><hr /><p>Da qualche giorno sulla pubblicazione Lettera Artribune vi sono degli interventi contro la nuova gestione del Macro. Ha iniziato Massimiliano Tonelli dedicando alcune pagine con un attacco infarcito dai soliti luoghi comuni tipo: governo fascio grillino, decadenza culturale, pressapochismo ecc. Trovo giusto che ognuno possa criticare o non essere d’accordo con il nuovo tipo di gestione nazional popolare. Ma come ho risposto ( per inciso la mia osservazione sulla pubblicazione è rimasta solo un giorno e poi è stata tolta) alcuni intellettuali non si sono ancora resi conto che una certa sinistra auto referente, quella che solo lei ha il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-sinistra-culturale-si-rassegni-stata-sconfitta-dal-popolo/">La sinistra culturale si rassegni,  è stata sconfitta dal popolo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno sulla pubblicazione <em>Lettera Artribune</em> vi sono degli interventi contro la nuova gestione del Macro. Ha iniziato Massimiliano Tonelli dedicando alcune pagine con un attacco infarcito dai soliti luoghi comuni tipo: governo fascio grillino, decadenza culturale, pressapochismo ecc. Trovo giusto che ognuno possa criticare o non essere d’accordo con il nuovo tipo di gestione nazional popolare. Ma come ho risposto ( per inciso la mia osservazione sulla pubblicazione è rimasta solo un giorno e poi è stata tolta) alcuni intellettuali non si sono ancora resi conto che una certa sinistra auto referente, quella che solo lei ha il primato sulla cultura sic!, una sinistra l’unica eccezionalmente preparata, intellettuale e quindi valida, è stata cacciata, ha perso le elezioni; e che la comunità nazional popolare le ha vinte. Quindi è più che giusto che si cambi andazzo, che gli spazi siano aperti anche a chi non segue il <em>pensiero unico dominante</em> (una volta, c’era questo pensiero unico, ma ora il mondo sta cambiando, diciamo che si è svegliato e se ne frega, nel vero senso della parola, anche se i camerieri del palazzo ci raccontano (il voto è segreto) che le università, le persone di cultura non hanno votato l’attuale Presidente degli USA e che solamente gli analfabeti, il basso popolino, gli operai, i piccoli artigiani lo hanno votato: fatto che, però, gli fatto vincere le elezioni. Visto il risultato elettorale del popolo americano una buona parte della stampa, ed i giornali italiani in primis parlavano di importanti, quotidiane manifestazioni di protesta a New York. Diciamo circa 5000, fosse anche 10.000 persone vi avevano aderito. Che moltitudine! che folla! 5/ 10 mila manifestanti su una popolazione di circa 9 milioni di abitanti; poi si è anche saputo che i partecipanti ricevevano un compenso di 40 dollari a manifestazione.</p>
<p>Ma non è questo che mi interessa far osservare. Forse certi intellettuali non si sono accorti che Stalin è morto nel 1953 e che il muro di Berlino è caduto il 9 ottobre del 1989, Come si dice a Roma “ nun c’è vonno stà “ ed allora che nasce la retorica, ormai fuori dalla storia , che chi ha vinto, democraticamente le elezioni sono un governo fascio- leghista, e non un governo che dopo decenni vuole cambiare il paese e ridare potere al popolo. Certi operatori culturali hanno la prosopopea di voler sempre dettare legge e non accettare la democrazia. Pertanto chi non è della loro idea è notoriamente fascista. Curi una mostra, organizzi una Triennale o altro evento culturale trovi sempre qualcuno che non avendo fatto nulla, non ha esposto, non ha partecipato alla creazione dell’evento, sa fare unicamente una critica distruttiva chiedendo come mai non è stato invitato ad esporre il suo amico, il suo protetto , legato alla lobby politica dominante ecc. La scelta culturale di una mostra. la decisione di una giuria, la dinamica di un evento sono in quell’occasione insindacabili. Provino i criticoni a preparare un evento, una mostra e mettano pure i loro amici ed amichetti ad esporre od a partecipare. Organizzino, costruiscano facciano; e poi parlino ma con il loro lavoro non con la solita manfrina benaltrista.. Taluni operatori culturali, non desiderano che l’arte sia gratuita, no! Deve essere pagato l’ingresso, come se nelle gallerie d’arte private per visitare una mostra si deve pagare l il biglietto. Sono i rottami culturali di un mondo, di una mentalità, finita, vinta, che grazie alla volontà democratica del popolo italiano (nel nostro caso) ha dato, finalmente, inizio al cambiamento. Il museo, gli eventi, le mostre devono essere gratuite, per questo motivo i grandi cataloghi, le colossali assicurazioni, gli straripanti pagamenti degli scritti si devono a ridurre ad una più attenta gestione del denaro pubblico. La verità è che taluni vorrebbero che i musei, finanzino ed acquistino opere che però scelgono solo loro, e solo tra i loro amici.. Può essere anche giusto che le gallerie pubbliche di arte contemporanea acquistino delle opere, ma a determinate condizioni. Per esempio due commissioni, una per l’idoneità dell’artista (mostre fatte, curriculum, critici di riferimento), e l’altre per la congruità del prezzo di acquisto. Commissioni chiamate ad operare al massimo due volte, in modo che non ci siano certi giochetti cultural &#8211; economici. La superata, comunistoide, visione dell’arte quella che deve rimanere nelle mani dei <em>soliti noti</em> è quella tipica dei radical chic. I radical chic sono quelli che cenano con caviale e champagne, sempre pronti con la maglietta rossa ed il Rolex al polso a pontificare che bisogna accettare tutti i migranti, poi se quando un giornalista spacciandosi per una ONLUS ha chiesto se può ospitarne uno per qualche giorno la risposta è stata sempre ed unicamente la stessa—Non posso, ho gli operai in casa, mia moglie non c’è, la casa è grande (450mq) ma ho due figli e così via. Seguaci del vecchio detto (al tempo del fascismo)“<em>Armiamoci e partite”.</em> E’ ora di aprire le finestre per cominciare a cambiare l’aria da quell’odore o meglia puzza di stantio, cerchiamo di osservare e dopo, semmai proporre altre soluzioni ma che non siano quelle tipica di una mentalità vetero marxista di staliniana memoria, una sinistra cancellata dagli elettori e che non vuole perdere le sue posizioni di potere e che vuole imporre, da sconfitta, il suo punto di vista. Personalmente mi trovo d’accordo con Sgarbi che i musei debbano essere gratis per far capire a tutti la grandiosità della’arte antica, moderna e contemporanea. Il non far pagare l’ingresso, permette che il popolo vero, quello che non arriva alla terza settimana del mese, grazie alla politica dei burocrati europei e delle banche, un popolo che è stato schiacciato, impoverito, quasi cancellato (ricordiamo i suicidi di tante persone che non ha retto emotivamente al loro annichilimento) possa poter vedere, osservare, ricordare, senza spendere l’aspetto principale della civiltà: l’arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Egidio Maria Eleuteri</em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-sinistra-culturale-si-rassegni-stata-sconfitta-dal-popolo/"><img width="267" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/Egidio-Maria-Eleuteri-e1539277266910.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></a></p>]]></content:encoded>
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