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	<title>Gli italianiLe elezioni non sono uno spot, servono per scegliere un governo non per ritagliarsi un momento di gloria &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Le elezioni non sono uno spot, servono per scegliere un governo non per ritagliarsi un momento di gloria</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 18:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/le-elezioni-non-uno-spot-servono-scegliere-un-governo-non-ritagliarsi-un-momento-gloriaaa/"><img width="763" height="1136" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg 763w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-201x300.jpg 201w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-688x1024.jpg 688w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-640x953.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a></p><hr /><p>Devo dire che a volte guardo con curiosità chi grida al voto, al voto e chi magari in modo sommesso vuole tirarla per le lunghe sognando di arrivare alla fine naturale della legislatura. Va chiarito che le due posizioni sono del tutto legittime, si può chiedere di votare perché si ritiene che il Paese sia profondamente trasformato rispetto a quattro anni fa e dunque si ritiene che un esecutivo forte del consenso popolare possa essere più incisivo. Meno convincente è l&#8217;idea che sarebbe antidemocratico lascar terminare  la legislatura perché in una democrazia non si vota quando se ne ha voglia,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che a volte guardo con curiosità chi grida al voto, al voto e chi magari in modo sommesso vuole tirarla per le lunghe sognando di arrivare alla fine naturale della legislatura. Va chiarito che le due posizioni sono del tutto legittime, si può chiedere di votare perché si ritiene che il Paese sia profondamente trasformato rispetto a quattro anni fa e dunque si ritiene che un esecutivo forte del consenso popolare possa essere più incisivo. Meno convincente è l&#8217;idea che sarebbe antidemocratico lascar terminare  la legislatura perché in una democrazia non si vota quando se ne ha voglia, ma quando scade il mandato. Così è legittimo che ci sia chi a questo si appella e chiede che si arrivi al 2018. Che sia opportuno o meno è un altro discorso. Ma sarebbe bene distinguere tra opportunità politica e rispetto delle regole. Così come chi vuole continuare deve pur iindicare una ragione politica per farlo. Dovrebbe domandarsi se questo Parlamento abbia la forza di affrontare questioni importanti oppure non ci sia soltanto il meschino calcolo di tirare a campare per mantenere una retribuzione e uno status che verrebbe nesso in discussione da un nuovo voto e se prendere tempo è anche un mezzo per far maturare il vitalizio. Ma per tutti vale la pena  fare una considerazione, in condizione normali sarebbe ovvia, ma qui in Italia anche le cose banali possono sembrare di difficile comprensione. I cittadini  con le elezioni politiche elegono un Parlamento che poi dovrà esprimere una maggioranza che formerà il  governo del Paese. Ma archiviato il porcellum, del resto anche quello bocciato dallaa Consulta, smontato l&#8217;italicum di fatto si torna a quel proporzionale che contrassegnò la Prima Repubblica. Sembrano dimenticate le lamentele sulla breve durata dei governi, sui valzer delle poltrone. Una certa stabilità era gfarantita dal fatto che c&#8217;era un partito, la Dc, forte di un 38 per cento di consensi, e dei partiti alleati che non aveva altra scelta che quella di allearsi in cambio di potere e poltrone. Basterebbe rileggere i giornali di anni lontani per ritrovare critiche, contestazioni. Era un sistea che reggeva anche perché il Pci e il Msi erano fuori dai giochi, potevano far comodo, portare i propri voti, a volte essere perfino corteggiati, ma sempre fuori dovevano stare. Fu così fino all&#8217;esplosione di Tangentopoli in cui tutto il castello precipitò travolgendo il buono e il cattivo. E oggi si può tornare a quel sistema, ammesso che ci sia qualcuno che lo giudichi riproponibile? E&#8217; impossibile. Non c&#8217;è più una Dc e i suoi satelliti. Il Pd è un partito ben lontano da quel 40 per cento, che restando così le leggi elettortali,  potrebbe garantirgli una maggioranza alla Camera, ma non al Senato. E chi possono essere gli alleati del Pd? Forse  Alfano e i centristi. Ma quanto valgono elettoralmente. Ma una simile alleanza rafforzerebbe quella scissione nel Pd che appare inevitabile e comunque chiuderebbe qualsiasi ipotesi di alleanza a sinistra. Se il Pd scegliesse la sinistra potrebbe perdere consensi al centro. Con questa legge elettorale il Pd, anche se risultasse il primo partito, avrebbe molte difficoltà a governare senza ricorrere a quella grande coalizione che nessuno sembra auspicare. Anche i i 5Stelle di Grillo possono pensare di arrivare primi, ma loro non cercano alleati, anzi non ne vogliono e dunque anche un loro ottimo risultato servirebbe a poco. Ci vorrebbe un trionfo elettorale, ora imprevedibile. Potrebbero allearsi, come ipotizza quakche osservatore, con Lega e Fratelli d&#8217;Italia. Un bel papocchio, che previsoni alla mano non basterebbe a creare una maggioranza. E che maggioranza sarebbe questa? Potrebbe governare il Paese? Penso proprio di no. Immaginare un eventuale sostegno anche di Forza Italia e molto più che assurdo.  E il centrodestra che prospettive può avere in questa situazione? Io non credo ai sondaggi, ma possono essere presi in considerazione per farci un&#8217;idea. Gridano al voto subito Salvini e Meloni. Il primo guida un partito che nonoistante tutti gli sforzi non riesce a scendere al Sud. I sondaggi accrfeditano alla Lega un 13-14 per cento dei voti. E il partito della Meloni oscilla intorno al 4 per cento. Questi due partiti che pure insistino per voitare subito anche con le leggi che ci sono ora non hanno la minima possibilità di vincere. Possono fare da ruota di scorta per qualcun altro, ma non sembrano queste le loro intenzioni. A meno che non si fa l&#8217;intesa con Forza Italia. Ma il partito di Berlusconi non ha alcuna fretta di votare. Inoltre un accordo appare ancora lontano, inoltre pur con quel 12-13 per cento di voti che può portare in dote il partito del Cavaliere, il centrodestra sarebbe lontano da quella maggioranza necessraia per governare.</p>
<p>Il rischio concreto è che dopo un voto ci si ritrovi in un vero pantano, ci si accorgerebbe che la legge elettorale riedizione di quel maggioritario della Prima Repubblica non può più garantire alcuna governabilità, nemmeno quella a singhiozzo dei decenni del dopoguerra. Sarebbe banale pensare, prima di andare al voto di elaborare una legge elettorale che pur garantendo la rappresentatività delle diverse anime politiche e culturali del nostro Paese abbia i meccanismi per favorire la sceltra di una maggioranza. Con questo obiettivo vide la luce il Mattarellum, con un complesso di norme ed espedienti che portò al governo Berlusconi nel&#8217;94 e del 2001, Prodi nel &#8217;96. Questa legge, naturalmente rivista e forse semplificata, può favorire la determinazione di una maggioranza. Non solo ma nel centrodestra potrebbe essere il sistema per rendere indispensabile una unificazione, che può essere una federazione, o una soltanto una alleanza elettorale.  Lo stesso ragionamento vale anche per lo schieramento di sinistra. Forse andare a votare avendo rimesso mano alle regole sarebbe meglio. Soprattutto per il Paese. Ma si vuole questo?. E&#8217; questo che vuole Renzi che non vede l&#8217;ora di riprendere la sciabola per la sua personale rivincita elettorale? E se anche il suo Pd avesse un buon risultato, ma non potesse governare a cosa servirebbe quel successo? A regolare i conti all&#8217;interno del Pd? La stessa cosa vale per i partiti di centrodestra, vogliono contarsi per conquistare un podio interno? Ma chi governa. Destra, sinistra e 5stellle possono vincere e governare. A patto che ci sia una legge elettorale che lo consenta. Oppure bisogna sperare in un successo politico di un partito che superi la soglia del 51 per cento dei voti? Una ipotesi oggi esclusa dai sondaggi, che comunque mi spaventerebbe. I plebisciti non vanno mai in sinbtonia con la democrazia.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-elezioni-non-uno-spot-servono-scegliere-un-governo-non-ritagliarsi-un-momento-gloriaaa/"><img width="763" height="1136" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg 763w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-201x300.jpg 201w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-688x1024.jpg 688w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-640x953.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a></p>]]></content:encoded>
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