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	<title>Gli italianiLe grida del ministro Bonafede &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Le grida del ministro Bonafede</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 15:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/le-grida-del-ministro-bonafede/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>Nel tentativo di frenare la drastica riduzione dei consensi indicati dai sondaggi (le intenzioni di voto) e certificata dai risultati elettorali in Friuli, Abruzzo e Sardegna Luigi Di Maio ed i suoi vanno alla rincorsa del Ministro dell’interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che vola nei sondaggi avendo cavalcato con successo il temi della immigrazione e della sicurezza, intimamente connessi, come sentono gli italiani. E così il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, annuncia l’inasprimento delle pene per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking (chissà perché il provincialismo italiano impone parole straniere quando la nostra bella&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel tentativo di frenare la drastica riduzione dei consensi indicati dai sondaggi (le intenzioni di voto) e certificata dai risultati elettorali in Friuli, Abruzzo e Sardegna Luigi Di Maio ed i suoi vanno alla rincorsa del Ministro dell’interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che vola nei sondaggi avendo cavalcato con successo il temi della immigrazione e della sicurezza, intimamente connessi, come sentono gli italiani. E così il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, annuncia l’inasprimento delle pene per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking (chissà perché il provincialismo italiano impone parole straniere quando la nostra bella lingua comprende tutto; nella specie molestie variamente aggettivabili). Lo fa, perché, spiega, per “stare dalla parte delle donne non servono parole, ma i fatti”.</p>
<p>Come si potrebbe dissentire! Sennonché il Ministro si dovrebbe preoccupare non tanto dalla misura delle pene, quanto della normativa che le riduce in talune circostanze con l’effetto di mettere in dubbio agli occhi dei cittadini la certezza della pena, alla quale lo Stato affida la sua credibilità, anche a tutela delle vittime del reato alle quali nessuno sembra prestare attenzione.</p>
<p>Il Ministro, infatti, sa bene che non basta minacciare il carcere se, poi, quelle pene, nella misura prevista dal codice e comminata dai giudici, non sono integralmente scontate.</p>
<p>È un argomento ricorrente nel dibattito sulla Giustizia insieme a quello della lunghezza dei processi che favoriscono la prescrizione dei reati e giungono a sentenza in tempi lontani dai fatti, sicché si perde anche l’effetto deterrente della pena. Altrove non è così. Gli ordinamenti degli stati sono sempre attenti agli effetti del processo e si assicurano che la sentenza abbia completa esecuzione, qualunque sia la sanzione. In questo ameno Paese, invece, rimangono spesso ineseguite anche le sanzioni pecuniarie o interdittive, ritenute a ragione possibili misure alternative nel caso di reati bagatellari, quelli che non destano particolare allarme sociale. Basti pensare che, quando alcune condotte illecite sono state depenalizzate, gran parte delle sanzioni amministrative sostitutive o non sono state applicate, per la difficoltà delle Prefetture improvvisamente inondate dai relativi procedimenti, o non sono state pagate. Tantissime sanzioni amministrative sono state dichiarate prescritte. Parliamo di molti miliardi di lire.</p>
<p>Tornando alle pene da scontare in carcere dobbiamo prendere atto che è assai raro che lo siano integralmente a causa di riduzioni generosamente previste per effetto della buona condotta, intesa come assenza di comportamenti scorretti mentre si dovrebbe conseguire ad una accertata rieducazione del condannato, come prescrive il terzo comma dell’art. 27 Cost.. Non solo, ricorrenti misure di clemenza vengono adottate con notevole frequenza in particolare da quando l’Italia è stata censurata in sede europea per il sovraffollamento delle carceri. Così i Governi, sempre a corto di risorse, invece di costruire nuove carceri, preferiscono “liberare” un po’ di delinquenti.</p>
<p>Giustizia lenta, civile e penale, incertezza delle pena, non occorre altro perché gli imprenditori stranieri giungano alla conclusione che non è prudente investire in Italia. Anche perché, come titola un interessante libro di Piercamillo Davigo, “In Italia violare la legge conviene” e ne dà ampia dimostrazione concludendo che “le sanzioni penali non sono un deterrente”.</p>
<p>L’esternazione dall’evidente sapore elettorale del Ministro <strong>Bonafede</strong> è, dunque, gravissima perché non proviene da un parlamentare qualunque di quella “Compagnia di ventura” che si è rivelato il Movimento 5 Stelle. Lui conosce le norme, ha le statistiche dei processi e delle carceri e sa che la pena che minaccia nel caso di violenze e molestie, come per altri reati, non sarà scontata integralmente. Insomma la sua iniziativa ricorda da presso le famose “grida” di manzoniana memoria che non servono a nulla in una società in crisi di idee e di valori. È solo demagogia preelettorale che serve ad assicurare un po’ di visibilità sui giornali e nelle trasmissioni di approfondimento politico vicine al Movimento. Infatti al Ministro basta la notizia ripresa dai media, lo slogan, da buon allievo di Di Maio e del suo maestro Matteo Renzi, un altro che di chiacchiere ne ha fatte tante e dalle quali è stato sommerso. Tanto se alle pena non segue la detenzione corrispondente se ne parlerà più avanti. E gli italiani, si sa, hanno la memoria corta.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-grida-del-ministro-bonafede/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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