<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gli italianiLe legge elettorale uscita dalla Consulta riporta l&#8217;orologio indietro di 30 anni &#8211; Gli italiani</title>
	<atom:link href="https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<description>quotidiano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 11:05:59 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.4</generator>

<image>
	<url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/01/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>Le legge elettorale uscita dalla Consulta riporta l&#8217;orologio indietro di 30 anni &#8211; Gli italiani</title>
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
		<item>
		<title>Le legge elettorale uscita dalla Consulta riporta l&#8217;orologio indietro di 30 anni</title>
		<link>https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/</link>
		<comments>https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 07:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
        <image>
        <link>https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/</link>
        <url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta-300x200.jpg</url>
        <title>Le legge elettorale uscita dalla Consulta riporta l&#8217;orologio indietro di 30 anni</title>
        </image>
        
		<guid isPermaLink="false">https://italianioggi.com/?p=9427</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/"><img width="457" height="305" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta.jpg 457w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a></p><hr /><p>“Mattarellum”, “Porcellum” o “Italicum”? Nessuno dei tre. Come era previsto, i giudici della Consulta hanno emesso il tanto sospirato consulto. E come era prevedibile il pronunciamento delle toghe è stato il più irragionevole e penalizzante che ci si potesse aspettare. I “custodi” della costituzione, infatti, col loro strampalato verdetto, che contempla l’abolizione del doppio turno e il premio di coalizione al partito che ottenga almeno il 40 % di suffragi &#8211; visti i tempi, pressoché nessuno ci riuscirà &#8211; ci ha riconsegnati mani e piedi al proporzionale puro e semplice. Vale a dire al farraginoso meccanismo che per tutto il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/">Le legge elettorale uscita dalla Consulta riporta l&#8217;orologio indietro di 30 anni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Mattarellum”, “Porcellum” o “Italicum”? Nessuno dei tre. Come era previsto, i giudici della Consulta hanno emesso il tanto sospirato consulto. E come era prevedibile il pronunciamento delle toghe è stato il più irragionevole e penalizzante che ci si potesse aspettare. I “custodi” della costituzione, infatti, col loro strampalato verdetto, che contempla l’abolizione del doppio turno e il premio di coalizione al partito che ottenga almeno il 40 % di suffragi &#8211; visti i tempi, pressoché nessuno ci riuscirà &#8211; ci ha riconsegnati mani e piedi al proporzionale puro e semplice. Vale a dire al farraginoso meccanismo che per tutto il dopoguerra si è reso responsabile di governi debolissimi e inconcludenti, condannandoci a un cinquantennio all’insegna dell’immobilismo e della stagnazione. Insomma, è bastato il responso di un consesso di burocrati fuori dal tempo e dal mondo per cancellare in un fiat vent’anni di storia e farci tornare alle “convergenze parallele”, ai governi balneari e alle “politiche dei due forni”. Inoltre, ciò che vale per la Camera è completamente diverso da quel che vige al Senato. Pertanto i sistemi elettorali che le volpi di piazza del Quirinale ci hanno confezionato risultano complicati, illogici e schizofrenici, e una volta applicati integralmente non assegnerebbero la vittoria a nessuno degli schieramenti che pattugliano il Parlamento. Quindi, prima di poterne usufruire in modo costruttivo è urgente metterci mano onde stravolgerli e renderli quantomeno “commestibili”. E pensare che ci hanno impiegato quasi due mesi per partorire una simile mostruosità, a riprova del fatto che non basta essere vecchi, plurilaureati e superpagati per essere saggi. E’ il “Consultellum”, bamboli. Con queste regole demenziali né i Cinquestelle, né il Pd, né la Lega, né Fratelli d’Italia, né tantomeno FI sarebbero in grado di governare neppure un condominio di periferia, figuriamoci una Nazione complessa e problematica come la nostra. E non sarebbero in grado di farlo neppure coalizzati tra loro. Infatti, sommando i suffragi attuali di FI, PD e Ncd, il totale non arriverebbe neppure a sfiorare il 50 per cento. Stesso discorso per Lega, Ncd, FI e Fratelli d’Italia. E medesimo risultato si otterrebbe, secondo i sondaggi, provando a compattare i 5Stelle, la Lega e Fratelli d’Italia. Tutto ciò vuol dire che questo indecente pateracchio non permetterebbe di costruire nulla che stia in piedi manco per sbaglio. Oddio, in questi tempi così convulsi e in perenne mutamento non è da escludere l’imprevisto. Infatti, considerato l’alto tasso di ribrezzo che gli italiani provano per la politica e la bassa attendibilità dei sondaggi, potrebbe anche darsi che un’elevatissima percentuale di astensioni consenta al partito che attualmente ha più chance di vincere &#8211; vale a dire i grillini &#8211; di schizzare al 40%. Un po’ come accaduto appena qualche anno fa al trionfante PD renziano, insomma. In questo caso scatterebbe il “premio” che consegnerebbe ai pentastellati le chiavi del Paese. Eppurtuttavia il risultato conferirebbe loro soltanto il controllo della Camera, restando sempre da calcolare l’incognita del Senato, dove la musica deve seguire per legge tutt’altro spartito. Ma si tratta soltanto di una lontana eventualità. Rimanendo invece coi piedi ben piantati per terra e contando sulle poche carte a disposizione, votando subito, come auspicato da gran parte dei partiti italioti, otterremmo null’altro che un pugno di mosche. Ossia, in un periodo di gravi emergenze come quello attuale, un indecoroso spreco di almeno trecento milioni di euro. E alla fine dei giochi, a decidere &#8211; se ci andrà bene &#8211; sarà il presidente della Repubblica. Vale a dire un anonimo signore, scialbo, insignificante e del tutto privo di spessore politico, che nessuno ha eletto ma che come i suoi poco illustri predecessori risulta alquanto sensibile &#8211; e ricettivo &#8211; ai diktat del PD. Nel caso peggiore invece, a imporci le regole ci ritroveremmo direttamente i banchieri di Francoforte, i tecnici della finanza, i grandi investitori e gli speculatori internazionali, J P Morgan in testa. In pratica, ci scontreremmo con l’ennesimo esecutivo tecnico e a sceglierlo sarebbero la Merkel, i succhiasangue della Bce, il Fondo Monetario Internazionale e le varie “troike”. Come si può ben comprendere, in tempi di terremoti, disastri climatici e sconvolgimenti ambientali tipo quelli che ci troviamo a dover fronteggiare e che esigono rapidità d’intervento e tempestività di decisioni, le elezioni sarebbero una follia che potremmo pagare a caro prezzo. Lo stesso incubo toccato in sorte al popolo greco, prima spolpato e adesso in procinto di essere mollato. A maggior ragione se consideriamo di avere appena perso la leadership su alcuni grandi gruppi d’interesse nazionale come Luxottica, che rischiamo di vederci soffiare le assicurazioni, che la stessa Mediaset è sotto tiro dei francesi di Vivendi, che le nostre banche, vedi Montepaschi, non godono di ottima salute e che lo spread si sta pericolosamente impennando con parallelo tracollo borsistico. Eppure, malgrado questo panorama assai poco promettente, a sentirli parlare tutti i protagonisti della vita politica nazionale sono arciconvinti di avere la quadra in mano e premono come matti per arrivare alle elezioni. Il più presto possibile e con qualsivoglia sistema. Per fare cosa non è dato sapere, ma così è. Intanto, in previsione di questa eventualità, i giudici hanno pensato bene di premunirsi, entrando in campo, come al solito, a gamba tesa. E’ di sabato infatti la notizia dell’ennesimo processo intentato ai danni del cavaliere, che col proporzionale “rischia”, con la sua Forza Italia, di tornare alla grande sul proscenio della politica nazionale risultando determinante per qualsivoglia schieramento. E basta questo a scatenare la scomposta reazione delle Procure. Nel corteo di sabato scorso Giorgia Meloni è riuscita a far sfilare per le vie della capitale un nutrito corteo di aficionados, si calcola almeno 25.000, all’insegna dello slogan “Prima gli italiani”. Parole d’ordine quantomai azzeccate e discorso ineccepibile. Eppurtuttavia, chiunque dotato di un po’ di buon senso sarebbe in grado di comprendere quanto possa apparire irrealistico un 40% di consensi per Fratelli d’Italia &#8211; necessari per “riscuotere” il premio &#8211; alle prossime, eventuali elezioni. Stesso discorso per Salvini e la sua Lega, potenzialmente dotata di ottimi argomenti ma del tutto incapace di mietere consensi al di sotto della Capitale. Quella ad essere messa peggio però è la sinistra “gentilonrenziana”, con gente del calibro di D’Alema che, ringalluzzita dall’esito referendario, minaccia addirittura la scissione in caso di mancata indizione del congresso. Al Nazareno volano gli stracci, ma intanto il prezzo di queste sceneggiate lo pagheremo noi.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/">Le legge elettorale uscita dalla Consulta riporta l&#8217;orologio indietro di 30 anni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></content:encoded>
	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/"><img width="457" height="305" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta.jpg 457w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/Consulta-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a></p>]]></content:encoded>
		<wfw:commentRss>https://italianioggi.com/le-legge-elettorale-uscita-dalla-consulta-riporta-lorologio-indietro-30-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>