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	<title>Gli italianiLe nuove sfide al Consiglio europeo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Le nuove sfide al Consiglio europeo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 11:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/le-nuove-sfide-al-consiglio-europeo/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/von.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/von.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/von-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Al Consiglio europeo passano le nomine volute da popolari, socialisti e i liberali macronisti di Renew. La presidente del consiglio italiana appare in questa fase isolata sui negoziati ma la partita definitiva arriverà il 18 luglio, quando a Strasburgo il parlamento dovrà votare la fiducia alla nuova (vecchia) commissione. La discussione iniziale ha riguardato l’Agenda strategica, il programma di legislatura basato sui tre pilastri: Economia, difesa, democrazia. All’interno dell’agenda rimane anche il focus sulla neutralità climatica dove i leader rinnovano l’impegno al “carbonzero” del 2050. Nella bozza si legge: “saremo pragmatici e sfrutteremo il potenziale della transizione verde e digitale&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Consiglio europeo passano le nomine volute da popolari, socialisti e i liberali macronisti di Renew. La presidente del consiglio italiana appare in questa fase isolata sui negoziati ma la partita definitiva arriverà il 18 luglio, quando a Strasburgo il parlamento dovrà votare la fiducia alla nuova (vecchia) commissione. La discussione iniziale ha riguardato l’Agenda strategica, il programma di legislatura basato sui tre pilastri: Economia, difesa, democrazia. All’interno dell’agenda rimane anche il focus sulla neutralità climatica dove i leader rinnovano l’impegno al “carbonzero” del 2050. Nella bozza si legge: “saremo pragmatici e sfrutteremo il potenziale della transizione verde e digitale per creare mercati, industrie e posti di lavoro di qualità (…) proseguiremo una transizione climatica giusta ed equa, con l’obiettivo di rimanere competitivi a livello globale e di aumentare la nostra sovranità energetica”. Alla fine il documento preparato da Von Der Leyen e ampiamente emendato da Francia e Germania dopo un acceso dibattito fra i capi di Stato è stato poi approvato.</p>
<p>Nuovo tassello centrale appare il tema della Difesa e della sicurezza europea, Von Der Leyen al consiglio spiega ai leader che fra il 1999 ed il 2021 l’UE ha aumentato le spese militari del 20% mentre nello stesso periodo la Russia lo ha fatto per il 300% e la Cina addirittura del 600%. Questo ribaltamento potrebbe essere ulteriormente aggravato dall’elezione di Trump alla Casabianca che potrebbe ribadire la necessità per i Paesi membri della Nato di raggiungere il target di spesa militare del 2% del PIL, obiettivo al momento molto distante per quasi tutti i Paesi europei. La situazione già di per se grave richiederebbe allora un cospicuo intervento economico per recuperare i mancati investimenti per la difesa, manovra che difficilmente potrebbe essere sostenuta senza un serio negoziato sulla contabilità di bilancio che possa scorporare la spesa militare dal limite del deficit indicato dalle regole europee.</p>
<p>Nel complesso le nuove sfide oltre che fondamentali per la crescita e la sicurezza richiederanno anche una copertura economica di una certa entità per cui i Paesi membri nell’affrontarla non potranno essere lasciati soli. La commissaria ammette che solo per la difesa serviranno 500 miliardi di euro in 10 anni aprendo ad un ampliamento del debito comune se necessario, non senza i rumori di sottofondo di Germania e Olanda.</p>
<p>Davanti a queste sfide l’Italia come Paese fondatore non può tirarsi indietro ma ha il diritto di giocare un ruolo importante in questa partita a carte. Una partita che per ora non ha dato i suoi frutti dato che da parte dei partiti più moderati non c’è alcuna volontà di fare aperture o concessioni ulteriori all’Italia, se non quelle che da consuetudine vengono già offerte ad un Paese fondatore. Pesa soprattutto la scelta di Meloni di negoziare con una doppia titolarità essendo sia presidente del consiglio sia capo dell’ECR, il partito antifederalista europeo. Il presidente confidava nella bontà dei leader europei nel dare maggior spazio alla volontà popolare che nelle urne aveva dato maggior peso alle forze euroscettiche che chiedono un cambio di passo in Europa. Purtroppo così non è stato e ancora una volta nelle democraticissime istituzioni europee, è prevalsa la logica del caminetto.</p>
<p>Nel frattempo il 18 luglio si avvicina e Von Der Leyen non è ancora blindata per avere una fiducia salda e al sicuro dai franchi tiratori. In questo senso c’è ancora margine per ottenere qualcosa prima che rimangano le briciole.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-nuove-sfide-al-consiglio-europeo/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/von.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/von.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/von-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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