<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gli italianiLe repubbliche caucasiche a 25 anni dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica &#8211; Gli italiani</title>
	<atom:link href="https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<description>quotidiano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 11:05:59 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.4</generator>

<image>
	<url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/01/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>Le repubbliche caucasiche a 25 anni dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica &#8211; Gli italiani</title>
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
		<item>
		<title>Le repubbliche caucasiche a 25 anni dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica</title>
		<link>https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/</link>
		<comments>https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 17:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Pracucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[armenia]]></category>
		<category><![CDATA[azerbaigian]]></category>
		<category><![CDATA[georgia]]></category>
        <image>
        <link>https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/</link>
        <url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia.png</url>
        <title>Le repubbliche caucasiche a 25 anni dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica</title>
        </image>
        
		<guid isPermaLink="false">https://italianioggi.com/?p=9023</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/"><img width="284" height="177" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia.png 284w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia-96x60.png 96w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></a></p><hr /><p>Caucaso. Una regione geografica avvolta nel mito e nel mistero, divisa culturalmente e geograficamente tra Europa e Asia. Un luogo dalla ricchezza culturale infinita, ma anche dalle ferite profonde, non del tutto guarite. Oggi, a 25 anni dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, le repubbliche caucasiche sono tre: Georgia, Armenia e Azerbaigian. Ognuna ha delle aspettative per il futuro diverse, c’è chi guarda all’Europa come ancora di salvezza e chi invece preferisce appoggiarsi alla Russia. Qui di seguito una panoramica sulle tre repubbliche caucasiche, la loro storia travagliata dopo l’agognata indipendenza e le loro problematiche interne. &#160; Georgia (capitale: Tbilisi; popolazione: 4.352.244; lingua&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/">Le repubbliche caucasiche a 25 anni dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Caucaso. Una regione geografica avvolta nel mito e nel mistero, divisa culturalmente e geograficamente tra Europa e Asia. Un luogo dalla ricchezza culturale infinita, ma anche dalle ferite profonde, non del tutto guarite. Oggi, a 25 anni dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, le repubbliche caucasiche sono tre: Georgia, Armenia e Azerbaigian. Ognuna ha delle aspettative per il futuro diverse, c’è chi guarda all’Europa come ancora di salvezza e chi invece preferisce appoggiarsi alla Russia. Qui di seguito una panoramica sulle tre repubbliche caucasiche, la loro storia travagliata dopo l’agognata indipendenza e le loro problematiche interne.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Georgia</b><b><br />
</b><b>(capitale: Tbilisi; popolazione: 4.352.244; lingua ufficiale: georgiano, abcaso)</b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La Georgia è un paese meraviglioso, ricco di storia, ottimo cibo e natura incontaminata. Purtroppo, però, non è tutto oro ciò che luccica. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Politicamente parlando, la Georgia ha vissuto qualche momento di instabilità: dopo l’implosione dell’URSS, il paese è stato guidato per otto anni da Eduard Shevardnadze, costretto poi a dimettersi nel 2003 perché accusato di corruzione e di brogli elettorali da un suo ex pupillo politico, Mikheil Saakashvili. Quest’ultimo, leader della cosiddetta “Rivoluzione delle rose”, vinse le elezioni successive con una maggioranza impressionante: ben il 96% dei voti validi, quasi un plebiscito. Sotto Saakashvili il paese migliorò e crebbe economicamente, ma ai georgiani e alle varie organizzazioni impegnate per i diritti umani come Amnesty International non piacque lo stampo autoritario del presidente. Le ultime elezioni sono state vinte da Giorgi Kvirikashvili, filo-europeista e determinato a continuare il percorso di integrazione euro-atlantica portato avanti negli ultimi anni. Il paese spera sicuramente di entrare a far parte dell’Unione Europea in futuro, impossibile non notare le decine di bandiere europee in giro per la capitale Tbilisi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Georgia ha vissuto anche momenti molto delicati, soprattutto per via di due repubbliche separatiste presenti nel suo territorio: Abcasia e Ossezia del Sud. L’Abcasia è un territorio rivendicato dalla Georgia ma indipendente <em>de facto</em>, teatro di alcuni conflitti sanguinosi e di una pulizia etnica perpetrata ai danni dei georgiani (si stima vennero uccisi tra i 10000 e i 30000 georgiani). Situazione analoga per l’Ossezia del Sud, appoggiata dalla Russia che vorrebbe annettere a sé il territorio. L’ultimo conflitto tra le due parti fu nel 2008, con un’offensiva piuttosto violenta. L’8 settembre dello stesso anno venne firmato un accordo per una tregua.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Armenia<br />
</b><b>(Capitale: Erevan; popolazione 2.974.693; lingua ufficiale: armeno)</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">L’Armenia è un paese molto antico (il primo impero armeno fiorì intorno all’800 a.C.), ricco di cultura e bellezze naturali. D’altro canto, però, è anche un paese profondamente segnato da ferite inguaribili, in primis, indubbiamente, il doloroso ricordo del genocidio armeno, perpetato per mano dei Giovani Turchi nel 1915.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Dopo l’indipendenza dall’URSS, l’Armenia elesse </span><span style="font-weight: 400;">Levon Ter-Petrosian, ex capo dell&#8217;ex Soviet supremo del paese. Nel 1992 entrò a far parte dell’ONU e progressivamente, negli anni, la sua situazione economica e le condizioni di vita degli armeni migliorarono nettamente. Negli ultimi decenni, oltre a un violento stop della crescita economica, l’Armenia ha dovuto fronteggiare un sanguinoso conflitto con l’Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh, un territorio appartenente all’Azerbaigian a maggioranza armena, indipendente </span><i><span style="font-weight: 400;">de facto</span></i><span style="font-weight: 400;"> dal 1991, ma non riconosciuto da alcun membro dell’ONU. Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian è stato duro e sanguinoso, con conseguenze disastrose sull’economia dei due paesi. Dopo un cessate-il-fuoco durato diversi anni, negli ultimi due anni ci sono state diverse tensioni, culminate in alcuni scontri armati e con l’abbattimento di un elicottero armeno da parte delle forze azere, facendo temere lo scoppio di una seconda guerra. Fortunatamente, non ci sono state conseguenze gravi, ma la questione del Nagorno-Karabakh non è ancora risolta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni, l’Armenia si è trovata impantanata in una crisi economica disastrosa. Lo scorso dicembre ci fu un controverso referendum per trasformare il paese da una repubblica semi-presidenziale a una parlamentare. La transizione dovrebbe completarsi nel 2018.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Azerbaigian </b><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><strong>(Capitale: Baku; popolazione: 9.624.900; lingua ufficiale: azero)</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’Azerbaigian è il più grande stato caucasico, sia per estensione sia per popolazione. Anche qui ci troviamo di fronte a un paese con una storia molto antica: le prime tracce di presenza umana risalgono addirittura all’età della pietra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> L’Azerbaigian è sicuramente uno stato geopoliticamente importante, dovendo la sua principale ricchezza ai molteplici giacimenti di petrolio presenti sul suo territorio. Persino la Germania nazista cercò di conquistare pozzi azeri con l’operazione Edelweiss, fallendo diverse volte. Dopo la dichiarazione d’indipendenza, ci furono alcuni conflitti interni soffocati nel sangue, come nel caso del “gennaio nero” del 1990, dove l’esercito sparò sulla folla provocando ben 130 morti e 700 feriti. Nel 1993 venne eletto </span><span style="font-weight: 400;">Heydar Aliyev come nuovo presidente. Nonostante Aliyev abbia firmato un cessate-il-fuoco con il Nagorno-Karabakh e nonostante abbia risollevato l’economia dell’Azerbaigian, fortemente devastata dal conflitto, la sua figura perse progressivamente molta popolarità a causa dell’eccessiva corruzione e della sua deriva autoritaria. </span><span style="font-weight: 400;">Nel 2003, Aliyev lasciò il governo per motivi di salute, lasciando tutto in mano a suo figlio Ilham Aliyev</span><span style="font-weight: 400;">, dichiarato candidato unico alle elezioni. La votazione venne ampiamente contestata, alcuni giornalisti azeri vennero arrestati e perseguitati per aver denunciato le irregolarità. Il regime di Aliyev è chiaramente autoritario e dittatoriale: grazie a un discutibile referendum, ha eliminato i limiti ai mandati presidenziali e soffocato la libertà di stampa. Nel 2010 durante le elezioni parlamentari l’opposizione fu spazzata via, lasciando tutti i seggi disponibili ai fedeli di Aliyev.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> L’Azerbaigian Ha un punteggio di 2.71 su 10 nel Democracy Index, qualificandosi come &#8220;regime autoritario&#8221; e occupando la 149esima posizione in classifica su 167 stati.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/">Le repubbliche caucasiche a 25 anni dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></content:encoded>
	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/"><img width="284" height="177" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia.png 284w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/12/georgia-96x60.png 96w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></a></p>]]></content:encoded>
		<wfw:commentRss>https://italianioggi.com/le-repubbliche-caucasiche-25-anni-dalla-dissoluzione-dellunione-sovietica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>