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	<title>Gli italianiLe simpatie della Clinton verso i cinesi. Lo rivelano le mail intercettate &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Le simpatie della Clinton verso i cinesi. Lo rivelano le mail intercettate</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 22:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/le-simpatie-della-clinton-verso-cinesi-lo-rivelano-le-mail-intercettate/"><img width="635" height="473" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary.jpg 635w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary-300x223.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary-86x64.jpg 86w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></a></p><hr /><p>Nuovi cablaggi di Wikileaks rivelano dettagli inediti sulla posizione mantenuta da Hillary Clinton nei confronti della Cina. Le informazioni sono state sottratte dall&#8217;organizzazione di Julian Assange hackerando la casella di posta di John Podesta, il numero uno della campagna elettorale della candidata dei democratici. Dalla documentazione trafugata non soltanto si intuisce la stima della probabile futura presidente americana nei confronti della leadership cinese, ma è anche possibile rintracciare il disagio di Washington davanti alla crescente assertività cinese nel Pacifico. Nello specifico, i cablaggi riprendono un discorso tenuto dalla Clinton alla presenza dello staff di Goldman Sachs nell&#8217;ottobre 2013. In quell&#8217;occasione l&#8217;allora segretario&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovi cablaggi di Wikileaks rivelano dettagli inediti sulla posizione mantenuta da Hillary Clinton nei confronti della Cina. Le informazioni sono state sottratte dall&#8217;organizzazione di Julian Assange hackerando la casella di posta di John Podesta, il numero uno della campagna elettorale della candidata dei democratici.</p>
<p>Dalla documentazione trafugata non soltanto si intuisce la stima della probabile futura presidente americana nei confronti della leadership cinese, ma è anche possibile rintracciare il disagio di Washington davanti alla crescente assertività cinese nel Pacifico. Nello specifico, i cablaggi riprendono un discorso tenuto dalla Clinton alla presenza dello staff di Goldman Sachs nell&#8217;ottobre 2013. In quell&#8217;occasione l&#8217;allora segretario di Stato Usa avrebbe riconosciuto il diritto di Pechino a far valere le proprie pretese nel Mar cinese meridionale, dove Cina e vicini asiatici (tra cui gli alleati americani Giapponese e Filippine) si contendono la sovranità su alcuni isolotti &#8211; da parte sua il Dragone ne rivendica i diritti di sfruttamento su circa il 90 per cento. La questione è lungi dall&#8217;essere limitata agli interessi dei paesi rivieraschi più vicini alla Cina, dal momento che attraverso il Mar cinese meridionale passa il 48 per cento del commercio mondiale. Nel 2010, durante un summit Asean, fu proprio la Clinton a sollevare la necessità di effettuare operazioni volte ad assicurare &#8220;libertà di navigazione&#8221; nel tratto di mare rivendicato da Pechino, sancendo di fatto l&#8217;inizio del famigerato &#8220;Pivot to Asia&#8221; mirato a ribilanciare gli interessi americani a Oriente. Da allora la presenza a stelle e strisce a largo delle coste cinesi è aumentata non senza causare pericolosi inciampi diplomatici.</p>
<p>Ebbene, nel 2013 l&#8217;ex segretario di Stato (otto mesi più tardi avrebbe lasciato l&#8217;incarico) ha dichiarato che &#8220;è impossibile opporsi. [I cinesi] hanno il diritto di imporsi. Ma se nessuno prova a contrastarli per equilibrare la situazione, il rischio è che finiscano per bloccare le rotte di navigazione e così anche i paesi che affacciano sul Mar cinese meridionale.&#8221; Secondo quanto raccontato a Goldam Sachs, la Clinton avrebbe inoltre più volte ricordato a Pechino che Washington, a  sua volta, potrebbe far valere la propria sovranità su tutto il Pacifico. Letteralmente: &#8220;Potremmo chiamarlo il Mar Americano, dalla West Coast della California fino alle Filippine&#8221;. Peraltro, ha precisato la candidata democratica, mentre la Cina reclama i propri diritti nel Mar cinese &#8220;spingendo pescherecci nelle acque contese&#8221;, la sovranità degli States nel Pacifico si basa sulla &#8220;forza dei convogli militari&#8221; durante la seconda guerra mondiale e sul fatto che gli americano &#8220;hanno scoperto il Giappone&#8221;.</p>
<p>Le preoccupazioni sulla stabilità regionale tornano anche nel secondo cablaggio pubblicato da Wikileaks in cui si fa riferimento a due discorsi tenuti dalla Clinton nel novembre 2013 con il colosso dei derivati CME Group. In quell&#8217;occasione l&#8217;ex segretario di Stato ha manifestato una certa ammirazione nei confronti del presidente Xi Jinping, ritenuto un leader più carismatico e sofisticato rispetto al predecessore Hu Jintao, una figura particolarmente grigia anche per gli standard ingessati della politica cinese. La Clinton avrebbe rimarcato sopratutto l&#8217;esperienza estera di Xi, che per un breve periodo di tempo ha vissuto nell&#8217;Iowa, presso una fattoria locale. &#8220;Lì si occupava di questioni agricole per il Partito comunista, trent&#8217;anni fa&#8221;. Insomma, nonostante quella pecca nei diritti umani, per la candidata democratica, Xi Jinping &#8220;è un politico più esperto&#8221; e affidabile. A lui va sopratutto il merito di essere riuscito ad accentrare il potere in poco tempo, tanto all&#8217;interno del Partito, quanto nell&#8217;esercito &#8211; che in Cina risponde al Partito non allo Stato. E&#8217; opinione condivisa infatti che Xi, avendo assunto la carica di presidente e capo della Commissione militare centrale lo stesso anno, goda di una maggior presa sulle forze armate rispetto a Hu Jintao. E questo è un punto di rilevanza fondamentale anche per Washington considerando che in Cina tradizionalmente le posizioni nazionaliste più intransigenti partono proprio dai falchi in divisa.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-simpatie-della-clinton-verso-cinesi-lo-rivelano-le-mail-intercettate/"><img width="635" height="473" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary.jpg 635w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary-300x223.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/hillary-86x64.jpg 86w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></a></p>]]></content:encoded>
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