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	<title>Gli italianiLe tasse sulla seconda casa, ingiuste e dannose per l&#8217;economia &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 09:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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<p>Ha ricevuto molti consensi su <em>Facebook </em>qualche mia considerazione sulla tassazione delle seconde case che nella v<em>ulgata</em> del governo e di molte forse politiche sarebbe giusta perché quelle abitazioni rappresenterebbero un “indice di ricchezza” e comunque assicurerebbero congrue entrate agli enti locali. Di tutto questo è vera solamente quest’ultima affermazione. In effetti i comuni marittimi o montani si rifanno sulle seconde case tassandole pesantemente per recuperare quelle risorse che non provengono più dai trasferimenti erariali. Ma è una scelta miope perché con quel livello di tassazione, nelle condizioni attuali, quel patrimonio, stimato globalmente in 1.500 miliardi di euro rischia di essere progressivamente abbandonato ad un degrado destinato ad impoverire le comunità locali che dalle seconde case ricavano gli effetti non indifferenti indotti dai lavori connessi quanto meno alle manutenzioni. E, in generale, dalle attività commerciali conseguenti alla presenza di quelli che per comodità chiameremo “vacanzieri”.</p>
<p>Il fenomeno è più complesso di quanto appaia a prima vista. In primo luogo le seconde case, nella realtà del fenomeno, sono tutt’altro che un indice di ricchezza. Il più delle volte sono modeste abitazioni, anche quando pomposamente definite “villette”, ereditate dai nonni e dai padri che di quelle località marittime collinari e montane sono originari. Case mantenute, dunque, soprattutto per motivi affettivi, per brevi vacanze estive invernali o nei fine settimana. Inoltre, proprio per essere poco utilizzate e comunque in ragione delle località nelle quali sono collocate abbisognano, come si è fatto cenno, di costose e continue manutenzioni le quali danno lavoro ad artigiani locali, muratori, idraulici, giardinieri. Lavori che alleviano le difficoltà economiche dei residenti spesso costretti ad “arrangiarsi” proprio con quei lavoretti saltuari assicurati affidati dai proprietari delle seconde case.</p>
<p>Oggi la tassazione scoraggia la disponibilità di una seconda casa. Il mercato è fermo, come attestano le agenzie immobiliari. Per cui il dato di 1.500 miliardi, rilevato da <em>Nomisma</em>, è teorico. Infatti quelle case non si vendono, per cui spesso sono abbandonate, con effetti negativi anche sull’economia degli enti locali interessati i quali avrebbero, invece, da un’espansione di questi immobili notevoli incentivi per tutte le attività commerciali, dalla ristorazione all’artigianato che fioriscono dovunque in Italia, preziosa e storica risorsa delle comunità.</p>
<p>Inoltre la presenza di seconde case favorisce l’aggregazione di amici con effetti sollecitatori di ulteriori iniziative locali che gli enti locali attivano attraverso rievocazioni della loro storia, sagre paesane ed altre attività, comprese quelle, frequenti in questo nostro Paese, di valorizzazione dei beni culturali, in specie di quelli del patrimonio archeologico.</p>
<p>Insomma, gravare le seconde case di imposte pesanti è un errore gravissimo perché disincentiva una serie di attività che spesso consentono la sopravvivenza di località che altrimenti sarebbero destinate ad un rapido degrado. La mentalità rapinatoria del fisco italiano a tutti i livelli va abbandonata, dovendosi invece ritenere che tassare o detassare è strumento di politica economica prezioso, come tradizionalmente ritenuto dagli economisti e dai politici più avveduti, quelli che guardano lontano e apprezzano gli effetti delle politiche pubbliche nel tempo.</p>
<p>Detassare le seconde case, dunque, si può e si deve. Ma è dubbio che questa classe politica estremamente modesta comprenda la necessità di stimolare un settore dell’economia che, specialmente nell’<em>hinterland </em>delle grandi città si basa molto su immobili destinati al riposo, allo svago e all’attivazione di relazioni che arricchiscono quelle località ed i loro abitanti. Ed anche gli enti, che dalla vivacità della comunità possono ritrarre maggiori entrate, in particolare dalle attività commerciali di cui si è detto, e vantaggi da una ridotta necessità di aiutare persone in difficoltà per le scarse possibilità di lavoro. Specialmente in questo periodo.</p>
<p>L’economia di una comunità, infatti, va vista nella sua globalità e nelle possibilità di sviluppo che è sbagliato comprimere alla base disincentivando un settore che, come abbiamo visto, offre tante possibilità.</p>
<p>Continuare a considerare le seconde case un “bene rifugio”, al di là dell’economia delle località in cui si è sviluppato il fenomeno, significa non comprendere gli effetti che questo settore dell’edilizia determina sull’economia locale.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/le-tasse-sulla-seconda-casa-ingiuste-e-dannose-per-leconomia/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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