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	<title>Gli italianiL&#8217;emergenza rifiuti a Roma è la prova della inconcludenza pentastellata. La Raggi costretta a sperare nell&#8217;inceneritore di Parma che i grillini non volevano &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 17:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/lemergenza-rifiuti-roma-la-prova-della-inconcludenza-pentastellata-la-raggi-costretta-sperare-nellinceneritore-parma-grillini-non-volevano/"><img width="950" height="580" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4.jpg 950w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-300x183.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-640x391.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-96x59.jpg 96w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></p><hr /><p>E pensare che Pinuccia Montanari, il poco illustre assessore alla monnezza del comune di Roma, ci aveva assicurato che quello appena trascorso sarebbe stato un Natale lindo e pinto. E invece non solo la stella cometa ha visto le strade della capitale sporche come nella più deprimente delle normalità, ma pure a Capodanno il quadro non è migliorato. In più, al lerciume endemico che attanaglia l’Urbe sono andati ad aggiungersi anche i numerosi cassonetti andati a fuoco un po’ ovunque nel territorio metropolitano, vuoi per atti di calcolato vandalismo, vuoi per fatalità. Insomma, a peggiorare ulteriormente il già deturpato volto&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E pensare che Pinuccia Montanari, il poco illustre assessore alla monnezza del comune di Roma, ci aveva assicurato che quello appena trascorso sarebbe stato un Natale lindo e pinto. E invece non solo la stella cometa ha visto le strade della capitale sporche come nella più deprimente delle normalità, ma pure a Capodanno il quadro non è migliorato. In più, al lerciume endemico che attanaglia l’Urbe sono andati ad aggiungersi anche i numerosi cassonetti andati a fuoco un po’ ovunque nel territorio metropolitano, vuoi per atti di calcolato vandalismo, vuoi per fatalità. Insomma, a peggiorare ulteriormente il già deturpato volto della Città Eterna le feste hanno contribuito assai. Questo però, visti i precedenti, era largamente prevedibile. Ma, malgrado tutto, non c’è nulla da fare. Sembra una maledizione, un perfido sortilegio o un malocchio lanciato da una divinità carogna, ma anche stavolta Roma ha mostrato “Urbi et orbi”, a indigeni e turisti, il suo volto peggiore. A riprova del fatto che, almeno alle nostre latitudini, non è per niente vero che sbagliando s’impara. Anzi , pare che da noi i record &#8211; specialmente se negativi &#8211; debbano per forza essere superati. In peggio naturalmente. Bastava dare un’occhiata alle periferie capitoline il pomeriggio del 31. Pareva di essere capitati sul set del film “Il deserto dei tartari”. Negozi e bar chiusi, cumuli d’immondizia ovunque, cartacce sollevate e sparse dal vento, giardini e parchi desolatamente lasciati a languire nel degrado tra cartoni e mucchi di bottiglie, cantieri stradali abbandonati, bus rarissimi. Una depressione che neanche a Timbuctù&#8230; Peggio mi sento per la mattina del primo gennaio. Non si salvavano neppure i luoghi bene o male tenuti normalmente al riparo dalla rumenta. Borgo Pio ad esempio. Bastava voltare le spalle alla scintillante piazza San Pietro, e, con la voce di papa Francesco ancora nelle orecchie, inoltrarsi nelle viuzze attigue per ritrovarsi in una sorta di discarica sudamericana. A sentire le alte sfere, dirigenziali e non, della sfortunata città, il nodo cruciale riguarderebbe le poche risorse a disposizione di Ama. Un baraccone asfittico, sclerotico e pachidermico, con la metà dei mezzi fermi perché guasti e senza pezzi di ricambio e con un bando di gara per noleggiarne di nuovi andato pressoché deserto. &lt;Agli osservatori, anche a quelli più distratti, non sarà sfuggito il fatto che siamo di fronte a una non-notizia, trattandosi degli stessi numeri contenuti nel piano industriale di Ama (4 maggio 2017)&gt;, ha stigmatizzato il segretario della Fp Cgil Natale di Cola. &lt;Resta ancora inascoltata la nostra denuncia, rilanciata a più riprese, sul progressivo peggioramento delle condizioni del parco mezzi, con una disponibilità ridotta di oltre il 50% a causa dei guasti. Giusto quindi rispettare il piano industriale sui nuovi acquisti. Ma senza un intervento risolutivo sulle officine il problema resta&gt;. E, oltre a camion e furgoni vari, da rottamare ci sarebbero anche i contenitori demoliti o “liquefatti” dai roghi scoppiati nella notte di San Silvestro. In totale sono una cinquantina i cassonetti e una quindicina i secchioni tra VII e X municipio preda del fuoco. In più di un caso si è trattato di discutibili proteste messe in atto da cittadini giustamente esasperati dal deprimente spettacolo offerto dalle mini discariche che attecchiscono ovunque. Ad ogni modo l’AMA ha fatto sapere di aver prontamente provveduto alla sostituzione dei manufatti danneggiati. &lt;La stima dei danni accertati è di oltre 12mila euro. Denunce contro ignoti sono già state presentate presso le Autorità competenti&gt;. Ma non si tratta solo di questo. A riprova di come in questa materia a Roma si navighi a vista, il rischio per l’Urbe è soprattutto un altro, molto più serio. Quello cioè di ritrovarci sommersi dal pattume per l’impossibilità di reperire una nuova discarica disposta ad accogliere la montagna di rifiuti giornalmente prodotta. Il precedente inquilino del Campidoglio, infatti, il mai abbastanza deprecato Ignazio Marino aveva pensato bene di chiudere d’emblée il sito di Malagrotta senza tuttavia avere predisposto una valida alternativa. E la cosa è stata salutata da sindaco e massmedia-scendiletto come un’epocale conquista. Del disastroso impatto che l’improvvida scelta ha avuto sul look urbano però, neanche una parola. Purtroppo la cosa pubblica da noi si amministra così. Fatto è che, dopo l’altolà della regione Toscana al conferimento di 200 tonnellate quotidiane d’immondizia targata SPQR, è partito un disperato SOS diretto all’Emilia Romagna. Regione che, almeno ufficiosamente, sulle prime ha dato confortanti segnali di disponibilità in proposito. Senonché l’impianto deputato a trattare i rifiuti provenienti dalle parti del Gra sarebbe &#8211; guarda caso &#8211; proprio il famigerato termovalorizzatore di Parma, la città dell’ex “campione” pentastellato Federico Pizzarotti. Insomma, il Furio Camillo del terzo millennio sarebbe nientemeno che l’ex enfant prodige di Grillo, espulso in malo modo dal M5S esattamente per non aver mantenuto fede alle promesse fatte nella strampalata campagna elettorale del 2012. In primis quella di non avere rottamato, come da programma, il suddetto inceneritore. Insomma, Virginia Raggi deve aver fatto un salto sulla sedia per la doppia brutta figura &#8211; l’ennesima &#8211; rimediata. In primo luogo per essere salita al Campidoglio senza uno straccio di politica ambientale (di quella seria, almeno); in secondo luogo poiché il malefico lascito delle sue inadempienze &#8211; e di quelle della sua giunta &#8211; verrebbe salvificamente rimediato proprio da un suo ex sodale. Un uomo politico criminalizzato da tutto il gotha pentastellato per la giusta scelta effettuata malgrado le infelici promesse &#8211; e premesse &#8211; della vigilia. Un fatto alquanto increscioso e non facile da spiegare per l&#8217;attuale amministrazione capitolina. Una compagine di squinternati che le promesse elettorali le ha mantenute, eccome, mostrando una “coerenza” degna di miglior causa però, in quanto rivelatasi autodistruttiva e nefasta. Soprattutto per noi cittadini. Da qui il botta e risposta tra i due leader ex amici. &lt;Quanto meno la Raggi poteva farmi una telefonata, ma nel movimento Cinque Stelle i rapporti umani non sono importanti&gt;, ha osservato stizzito il sindaco di Parma. Al che la sprovveduta Virginia ha confusamente farfugliato: &lt;Io le cose le dico in faccia&gt;. Al coro di rimproveri lanciati alla scialba figura del primo cittadino quirite si è andata ad aggiungere anche la dura reprimenda del presidente emiliano Bonaccini. Il quale, pur rimarcando la sua disponibilità, per carità cristiana, ad accogliere la “monnezza” capitolina &#8211; per un breve periodo e per una sola volta, ha tenuto a precisare &#8211; ha accusato la svampita sindaca di “arroganza”. &lt;Certo che se ci fossero atteggiamenti meno supponenti della sindaca Virginia Raggi forse questo aiuterebbe ad avere un rapporto istituzionale un po&#8217; meno complicato&gt;. Fatto è che, Parma o non Parma, sarà alquanto difficile che Roma riesca a smaltire le migliaia di tonnellate di monnezza prima dell’Epifania. La città sentitamente ringrazia.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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