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	<title>Gli italianiLiberata Raqqa. Ma è un cumulo di macerie &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Liberata Raqqa. Ma è un cumulo di macerie</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 21:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/liberata-raqqa-un-cumulo-macerie/"><img width="630" height="355" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis.jpg 630w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a></p><hr /><p>Le forze democratiche siriane, ma non solo loro, ce l’hanno fatta a liberare completamente la città di Al-Raqqa dal giogo degli invasori. Sono passati quasi cinque lunghi anni, da quando i miliziani del cosiddetto Stato Islamico (IS) annunciarono Raqqa, nel Nordest della Siria, come capitale del loro &#8221;califfato&#8221; islamico. Qui giunsero infatti a migliaia i famigerati “jihadisti” che dal gennaio 2014 fecero loro “capitale” l’anitca Callinico dei tempi degli imperatori romani e bizantini, coprendola di violenze, barbarie ed orrori di ogni genere tanto verso chi ci viveva quanto contro le cose che vi trovarono. Nemmeno edifici e monumenti storici sono&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le forze democratiche siriane, ma non solo loro, ce l’hanno fatta a liberare completamente la città di Al-Raqqa dal giogo degli invasori.</p>
<p>Sono passati quasi cinque lunghi anni, da quando i miliziani del cosiddetto Stato Islamico (IS) annunciarono Raqqa, nel Nordest della Siria, come capitale del loro &#8221;califfato&#8221; islamico.</p>
<p>Qui giunsero infatti a migliaia i famigerati “jihadisti” che dal gennaio 2014 fecero loro “capitale” l’anitca Callinico dei tempi degli imperatori romani e bizantini, coprendola di violenze, barbarie ed orrori di ogni genere tanto verso chi ci viveva quanto contro le cose che vi trovarono.</p>
<p>Nemmeno edifici e monumenti storici sono scampati la alla furia del fanatismo islamico.</p>
<p>Una volta controllata la città, infatti, i jihadisti iniziarono ad imporre una rigida interpretazione della “sharia”, la legge islamica, con terribili repressioni nei confronti di chi si opponeva, dispensando torture, fucilazioni, decapitazioni e crocifissioni.</p>
<p>Gli jihadisti non sono gente che si fa scrupolo di usare i propri abitanti come scudi umani pur di dissuadere l&#8217;avanzata di forze avverse o scongiurare le rappresaglie militari occidentali.</p>
<p>Un volta perse Mosul e le roccaforti di Tal Afar e Hawija, i servizi segreti iracheni ritenevano che anche il capo dell&#8217;IS, Abu Bakr al-Baghdadi, benché venisse più volte creduto morto, poteva essersi trasferito a Raqqa guidando ancora la resistenza islamica.</p>
<p>Immancabilmente pure qui la repressione dell’IS è stata messa in atto verso lo sciismo, contro gli alawiti e i sospetti sostenitori del presidente Bashar al-Assad.</p>
<p>Tristemente note resteranno le immagini della piazza di Al-Naim, oggi liberata dalle Forze siriane democratiche, che l’hanno vista come luogo pubblico scelto per le esecuzioni fatte dall’Islam radicale.</p>
<p>I primi a iniziare la devastazione della città di Al-Raqqa, di cui l’80 % è oggi in rovina, sono stati proprio i miliziani dell&#8217;ISIS, quando minarono le moschee sciite e le chiese cristiane.</p>
<p>Chi fuggiva per primo da Raqqa non poteva che appartenere ai cristiani, visto che rappresentavano il 10% della popolazione totale.</p>
<p>La chiesa cattolica armena dei Martiri fu trasformata in loro quartier generale e in un centro islamico atto a reclutare nuovi combattenti e sostenitori.</p>
<p>Consolidato il dominio, i jihadisti e l&#8217;IS hanno iniziato ad usare Raqqa come base da cui organizzare gli attentati, poi eseguiti all&#8217;estero, fra i quali gli assalti a Parigi del novembre del 2015 che fecero 130 vittime.</p>
<p>In risposta a questi la Francia iniziò a bombardare obbiettivi più o meno definiti su Raqqa, presto seguita da altre aviazioni occidentali, e i bombardamenti si riversarono inevitabilmente anche su zone in realtà densamente popolate.</p>
<p>La coalizione internazionale guidata dagli USA, che con raid aerei sostenne l&#8217;alleanza curdo-araba impegnata sul campo, non è stata esente da accuse di attivisti ed organizzazioni non governative che ne hanno denunciato l&#8217;uso di bombe al fosforo sui civili.</p>
<p>Da qui stringeva la necessità di attuare una prima offensiva in grande stile per liberare Raqqa, annunciata il 26 ottobre 2016 da Ash Carter, Segretario alla Difesa di Barack Obama.</p>
<p>La seconda battaglia, iniziata nel giugno 2017, vide scendere il campo le Forze siriane democratiche, alleanza curdo araba sostenuta dalla coalizione militare internazionale e gli USA, fino al raggiungimento del traguardo finale.</p>
<p>Sul campo c’erano 30mila combattenti curdi dell&#8217;YPG (le Unità di protezione del popolo curdo) e 20mila arabi per stanare gli jihadisti arroccati in città.</p>
<p>Qui non ci sono solo i cosiddetti “foreign fighter” accorsi da ogni parte del mondo, non sempre islamico, a scontrarsi ma anche mercenari e perfino qualche italiano schieratosi dalla parte occidentale, filocurda o antislamica (come visto in un reportage su La7).</p>
<p>Ora, dopo aspri combattimenti casa per casa in un assedio durato circa quattro mesi e un controverso accordo che permette infatti l&#8217;evacuazione di miliziani dell&#8217;IS rimasti con le loro famiglie, le forze siriane democratiche possono dichiarare Raqqa liberata.</p>
<p>Ryan Dillon, portavoce della coalizione internazionale, ha detto che 350 membri dell&#8217;IS si sono arresi negli ultimi giorni agevolando la liberazione di alcuni prigionieri occidentali.</p>
<p>Tra di loro, il gesuita italiano Paolo Dall&#8217;Oglio, scomparso a Raqqa nel luglio del 2013.</p>
<p>Nella Siria orientale a Dayr az Zoar l&#8217;ISIS viene circondato nella morsa di forze governative sostenute pure da Russia e Iran.</p>
<p>In Iraq c’è l&#8217;assalto dei lealisti alle cittadine di Rawah e Qaim e lo Stato islamico ha perso ormai fra il 70% e l’80% del territorio che controllava al momento della sua massima espansione nel 2015.</p>
<p>Da fonti militari ufficiali la strategia dell’Esercito USA pare resti incentrata contro l’ISIS anche dopo la liberazione di Mosul e Raqqa, per sgomberare da questi gli altri centri urbani della valle dell’Eufrate, sia in Iraq che in Siria.</p>
<p>Ma il coinvolgimento statunitense oscilla fra impegno diretto in scontri combattuti sui campi di battaglia e un mai completo addestramento di truppe irachene e curde utile ad affrontare i nemici in operazioni maggiori, su vasta scala.</p>
<p>Nel balletto delle cifre il prezzo più alto per riavere Raqqa l’hanno pagato i civili e gli inermi: circa 50.000 quelli assediati insieme ai jihadisti, in mezzo a cadaveri, pallottole e bombe quotidiane, senza cure mediche e disponibilità di acqua e cibo, spesso usati come scudi umani.</p>
<p>Molti questi sono morti sotto i bombardamenti, come hanno denunciato varie organizzazioni internazionali e locali, ma passerà molto tempo prima di avere un quadro preciso e definitivo della situazione.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/liberata-raqqa-un-cumulo-macerie/"><img width="630" height="355" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis.jpg 630w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/10/isis-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a></p>]]></content:encoded>
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