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	<title>Gli italianiL&#8217;inarrestabile decadenza dei servizi pubblici romani. La vicenda Atac e il macchinista che non si accorge di una donna incastrata nelle porte &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jul 2017 21:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Poi dicono che la sindaca Virginia Raggi fino ad oggi a Roma ha fatto solo danni. Sbagliato. Perché in fatto di sciagure capitate fra capo e collo a questa sfortunata città la sprovveduta leader pentastellata può essere considerata tutt’al più la ciliegina sulla torta. Grazie a lei, ad esempio, è vero che l’Urbe, dopo un anno dall’elezione è più lercia e puzzolente che mai, con il verde ridotto a una savana, i monumenti abbandonati, le strade buie e i marciapiedi devastati dall’incuria. Ma non è che prima del suo avvento al Campidoglio le cose fossero tutte rose e fiori. Inoltre, nel delicato settore dei trasporti pubblici urbani, le statistiche &#8211; almeno per ora &#8211; scagionano pienamente la povera Virginia, non lasciando spazio a dubbi di sorta. Secondo i sondaggi, infatti, i romani che per muoversi nel corpaccione obeso e sfatto dell’ex Città Eterna scelgono i mezzi pubblici sono sempre di meno. A diffondere la notizia è stata l’Istat, che ha da poco reso noti i parametri “aggiornati” sulla cosiddetta mobilità urbana. Aggiornati al 2015, però. Si, avete capito bene, stiamo parlando proprio del lontano 2015. Più di due anni orsono. Un’era geologica, ai tempi di oggi. Comunque sia, secondo questi dati, Roma ha fatto registrare un calo del 6 per cento netto di utenti che giornalmente per i loro spostamenti si servono dei bus e metrò. Infatti, secondo l’istituto di statistica, &lt;torna a calare la domanda di trasporto pubblico locale nei capoluoghi di provincia, pari a 186,8 passeggeri per abitante contro i 189,5 dell&#8217;anno precedente&gt;. Che dire? Il fatto stesso che i rilevamenti su una questione tanto importante per la vita della capitale vengano diffusi così in ritardo (ma all’Istat ce li hanno i computer?) la dice lunga sulla concreta utilità di un carrozzone costoso e pachidermico, contraddistinto per di più da una tempistica quantomeno sospetta. Perché a questo punto, tanto per essere chiari, uno dovrebbe andare a pigliarsela con colui che, facendo finta di nulla (o non facendo nulla e basta) bene o male ha provocato la disaffezione dei quiriti verso il trasporto pubblico urbano. Una condizione tale da disgustare un’enorme fetta di utenti &#8211; il 6 % su una popolazione di tre milioni di abitanti fa un gran bel numero di persone &#8211; tanto da indurli a provvedere per proprio conto agli spostamenti. In questo caso, insomma, bisognerebbe rivolgersi alla “premiata ditta” Ignazio Marino, sindaco all’epoca del rilievo. Ma chi vuoi che vada, dopo tanto tempo, a (ri)pescare l’ex chirurgo per metterlo davanti alle sue responsabilità? Occorre anche notare che il mandato di Marino si concluse il 31 ottobre 2015, e che per i mesi di novembre e dicembre dello stesso anno l’addetto al buon (?) funzionamento della cosa pubblica a Roma fu l’ormai dimenticato commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca. Peggio mi sento, e naturalmente, come si dice a Roma, adesso vagli a mettere il sale sulla coda…Comunque sia, tanto per calcare la mano sullo spinoso argomento, dal lontano 2015, come dicevamo, sono passati due anni, il supremo scranno capitolino è ora occupato dalle esangui terga dell’ex impiegata Virginia Cinquestelle, ma dalle parti dei sette colli, quanto a mobilità, poco o nulla sembra essere cambiato. Anzi… E’ recente il caso della signora rimasta incastrata tra le portiere di un vagone della metro B romana e trascinata via dal treno in corsa. La donna stava per fare una brutta fine, ed è ricoverata in gravi condizioni per fratture plurime. Il fattaccio è accaduto mercoledì della scorsa settimana, allorquando la 43enne bielorussa Natalja Garkovic, anche per una sua mossa alquanto sconsiderata, a Termini è rimasta agganciata e trascinata via da un convoglio della linea B diretto a Laurentina. Nel video di sorveglianza messo a disposizione degli inquirenti si vede nitidamente la donna che, proprio mentre le porte del convoglio sono sul punto di chiudersi, entra nel vagone. Ad un tratto, però, la signora ci ripensa, e tenta subito di riguadagnare la banchina, restando tuttavia catturata dalla ferrea morsa delle portiere. A quel punto il macchinista, a detta di alcuni testimoni intento a fare uno spuntino, chiude le porte del convoglio e riparte senza accorgersi di nulla. E senza neppure udire le urla dei passeggeri inorriditi che hanno assistito impotenti alla scena. La corsa, malgrado le grida e il dispositivo d’allarme azionato, è proseguita indisturbata fino alla stazione successiva. Solo allora, infatti, l’operatore si è reso conto dell’accaduto. La poveretta intanto si è salvata solo perché, dopo diversi tentativi, i passeggeri, pur azionando &#8211; ma invano &#8211; il freno d’emergenza sono riusciti almeno a far socchiudere le porte del vagone quel tanto che basta a permetterle di liberarsi dalla stretta ed evitare il peggio. L’Atac, naturalmente, con linguaggio infarcito di insulso burocratese, ha immediatamente fatto sapere che &lt;da subito è stata costituita una commissione di inchiesta che sta procedendo con gli organismi di vigilanza preposti a valutare tutti gli elementi per la corretta ricostruzione dei fatti e le effettive responsabilità&gt;. Ma intanto Gianluca Tonelli, il manovratore “paninaro”, a quanto si sa, è stato sospeso dalla paga e dal servizio, e risulta indagato per lesioni dalla procura di Roma. Lui nel frattempo ha ammesso pienamente la sua responsabilità e si è detto costernato per l’accaduto. Ma, a sua discolpa, ha stigmatizzato le numerose falle rilevate nel sistema di sicurezza: &lt;E’ vero, non dovevo mangiare in servizio, so che ho sbagliato e sono devastato per quello che è successo a quella donna. Ma nel video si vede anche che guardo due volte nello specchietto, non sono stato avventato. Il sistema di sicurezza non mi ha segnalato niente e sono ripartito&gt;. Pure il Codacons &#8211; e ti pareva &#8211; ha svolto diligentemente il suo bravo compitino chiedendosi retoricamente perché l’allarme non ha funzionato: &lt;Ancora una volta un grave incidente nel settore dei trasporti pubblici viene interamente scaricato sui dipendenti attribuendo le responsabilità all’errore umano &#8211; ha affermato il presidente Carlo Rienzi -. Altrettanto palese è che i sistemi di emergenza a bordo devono funzionare tutti e correttamente e, in base a quanto emerso, nonostante l’azionamento delle leve, il treno non si sarebbe fermato e le porte non si sono aperte in tempo utile&gt;. Naturalmente si tratta solo di fuffa, poiché il Codacons sa benissimo che nelle stazioni del metrò romano non funziona quasi nulla, e a questo punto fare finta di indignarsi è un puro esercizio di gratuita demagogia. Linea A e linea B infatti (che a Roma sono persino quelle messe meglio!), a proposito di disfunzioni, pari sono. A parte le bande di piccole nomadi use ad alleggerire indisturbate le tasche della gente e i vu cumprà che spadroneggiano ovunque come le cavallette, il resto è tutto un pianto. Dagli autisti che mangiano o parlano al cellulare o che sentono musica dagli auricolari (e in caso d’incidente come fai a sentire le grida della gente o il segnale d’allarme?); dalle scale mobili immobili ai tapis roulant spesso fuori uso (a Ostiense trovarne uno funzionante è un’impresa), agli ascensori inservibili (qualche anno fa un bimbo perse la vita alla stazione di Furio Camillo proprio per un ascensore in avaria), dalla mancanza di servizi igienici agli altoparlanti sbidonati, dalle macchine emettitrici, poche e spesso guaste, ai display all’interno delle vetture che indicano la stazione sbagliata è tutto il sistema che andrebbe radicalmente rivisto. Stesso discorso per i bus. Con in più il disagio del traffico e della meteorologia. Viaggiare in estate a Roma equivale a farsi la sauna gratis. Infatti, trovare una vettura con l’impianto di climatizzazione in funzione è come vincere un terno al lotto. Trovarne uno puntuale poi equivale a sbancare al casinò. Ora, con l’orario estivo è andata a farsi benedire almeno la metà delle corse, la cui frequenza durante tutto il resto dell’anno già lascia molto a desiderare. Insomma, la ragione mi è ignota, ma pare proprio che nella Capitale italiana durante l’estate la gente per muoversi debba fare da sé. L’alternativa è soffrire le pene dell’inferno con attese bibliche sotto il sole a picco, spesso senza pensiline e con le poche paline elettroniche in tilt, per poi, una volta saliti a bordo dell’autobus, sciogliersi di sudore tra la ressa e le lamiere infuocate. Poi, all’immancabile &#8211; e prevedibile &#8211; fatalità si fa vivo il Codacons che fa l’indignato speciale. Sarebbe ora di finirla con questa manfrina, visto che malgrado le lamentele le cose hanno sempre continuato ad andare per lo stesso verso &#8211; cioè male &#8211; e nessuno ci crede più. Anzi, la gente è convinta &#8211; e come darle torto? &#8211; che siamo alla presenza di un miserabile gioco delle parti sulla pelle dei cittadini. Ma a proposito di disagi e disservizi sul fronte del trasporti romani, ora per domani si profila pure un’altra giornata da incubo. Quattro le agitazioni che daranno il colpo di grazia a chi è solito muoversi con i mezzi pubblici. A fermarsi stavolta dovrebbero essere gli aderenti a Faisa Confail e Sul (sciopero nazionale) e di Orsa e Usb (serrate locali). Puntuale la polemica delle associazioni dei consumatori, coll’onnipresente Codacons che ha chiesto la precettazione dei lavoratori. Pare che il prefetto abbia parzialmente accolto la richiesta e abbia deciso di “venire incontro” alle esigenze dei poveri utenti decidendo un tetto massimo di astensione dal lavoro che non dovrebbe andare oltre le quattro ore. Sai che conquista. Il caos è comunque garantito, visto che la gente per andare al lavoro dovrà comunque ricorrere in massa alle automobili private, visto che l’astensione scatterà alle 8,30 del mattino. Ma nel frattempo qualcuno per caso ha visto la Raggi? Noi ancora no. Forse sta ancora in centro a distribuire biglietti per il teatro….</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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