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	<title>Gli italianiGermania. Il dopo Merkel di un paese politicamente frammentato &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Germania. Il dopo Merkel di un paese politicamente frammentato</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2021 16:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo sedici anni di era Merkel, ciò che emerge dalle elezioni tedesche dei giorni scorsi è sicuramente un quadro politico frammentato, disarticolato in cui non soltanto nessun partito ha raggiunto la maggioranza ma è un quadro in cui i due principali partiti ( Cdu/Csu e Spd) non hanno raggiunto il 30%. E difatti l’Unione formata dai due partiti del Cdu e Csu, dopo aver vinto le quattro passate elezioni politiche sotto la guida di Angela Merkel, ottiene oggi un magro 24%. Il partito vincitore, se così si può chiamare, di questa tornata risulta dunque l’Spd che si attesta attorno al 25%; certamente un buon risultato per i socialdemocratici ma non decisivo per governare il Paese. E allora pare proprio necessario guardare agli altri partiti per la formazione di una coalizione. I Verdi arrivano al miglior risultato di sempre pari al 14% ; i liberali di Fdp, di poco in crescita rispetto alle elezioni del 2017, ottengono l’ 11%; l’estrema destra di Afd si sgonfia rispetto a quattro anni fa attestandosi al 10%; la sinistra radicale Linke conquista per ultima quasi il 5%. Se la matematica non è una opinione, è dunque inevitabile, stando all’attuale scenario, una coalizione tripartitica. Da chi composta? Le coalizioni che potranno andare a formarsi sono due. La prima, che pare anche quella più plausibile, è quella &lt;&lt;semaforo&gt;&gt; (dal colore dei partiti politici) tra l’ Spd, i Verdi e i liberali. Non si possono, di sicuro, non ravvisare anche talune affinità sul piano ideologico, talune comuni istanze. Meno probabile è invece la coalizione &lt;&lt;Giamaica&gt;&gt; tra i neri del Cdu/Csu, i Verdi e i liberali. Chissà quale compagine di governo! Sembra, tuttavia, che le forza politiche siano concordi nello stipulare un accordo nel minor tempo possibile viste le gravi urgenze che il Paese deve fronteggiare. Entro Natale avrà, dunque, la Germania un nuovo Governo? O la signora Angela pronuncerà l’ennesimo ed ultimo discorso di Capodanno? Staremo a vedere! Ma al di là di ciò che si può dire sulla fine dell’era Merkel, al di là di ciò che si può commentare sulla fine del ventennio della &lt;&lt;donna più potente del mondo&gt;&gt; per usare le parole di Forbes Magazine, interessante è proprio osservare il risultato delle elezioni tedesche. Il partito socialdemocratico, nonostante sembrava fosse finito, si riaffaccia nuovamente sulla scena politica, pronto ad esprimere il futuro cancelliere tedesco. E si riaffaccia facendo propria una visione centrista, riformista e non quella di una sinistra radicale. Perché dovrebbe tanto interessarci? Perché dobbiamo osservare con attenzione questa virata verso il centro dell’ Spd, virata che lo ha portato ad essere il primo partito? Il risultato è assai eloquente e si innesta ad ulteriori cambi di passo avvenuti -e che avverranno- in ambito politico, cambiamenti che altro non fanno che riflettere mutamenti nel seno della società. La fine del trumpismo in America, il progressivo spegnimento delle sirene populiste in Europa e in altri Paesi come il Brasile, testimoniano l’avvertita necessità di una politica moderata, che non parli alle pance, che non solletichi i peggiori, brutali istinti. Si ha fame di una politica che non inneggi alla costruzione dei muri, di barriere; si ha fame di una politica che non intenda isolare, che sappia difendere gli interessi nazionali in una prospettiva globale ma senza fare ricorso agli esasperati, disastrosi nazionalismi più accesi. Non si può non notare, rispetto agli anni passati, il bisogno diffuso di moderazione, centrismo, riformismo. Non saprei dire se è un effetto della crisi Covid ma posso con certezza affermare che avverto un lento ma inesorabile cambio di rotta nella società, cambio che si ripercuote inevitabilmente sulla classe politica.   Ciò di cui si ha bisogno è una politica non immobile ma certamente cauta e che converga al centro. I populismi non sono affatto sconfitti, gli estremismi sono una realtà irriducibile ma la società, dopo anni di rabbia, malessere, bava alla bocca, sta cominciando a percepire la mancanza di controllo, di competenza, di un lume che, adagio, faccia luce e conduca verso il futuro. La strada è spesso oscura, spesso irta di pericoli ed è proprio questo il motivo per cui non possiamo affidarci ad urlatori, istigatori, subdoli sfruttatori del “malpancismo”. Gli Statisti non provocano i sentimenti bestiali ma eccitano il pensiero, la ragione, le facoltà più nobili. Oggi la Germania ha politicamente perso una grande Statista ma seguire le sue orme, seguire il suo solco centrista e riformista sarà ineluttabile.</p>
<p>FRANCESCO DI PALMA</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/lincertezza-del-voto-germania-merkel-un-paese-politicamente-frammentato/"><img width="302" height="167" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/10/merkelcovid.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/10/merkelcovid.jpg 302w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/10/merkelcovid-300x166.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/10/merkelcovid-96x53.jpg 96w" sizes="(max-width: 302px) 100vw, 302px" /></a></p>]]></content:encoded>
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