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	<title>Gli italianiL&#8217;iniziativa dei privati può salvare il patrimonio culturale italiano &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>L&#8217;iniziativa dei privati può salvare il patrimonio culturale italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 13:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/liniziativa-dei-privati-puo-salvare-il-patrimonio-culturale-italiano/"><img width="261" height="193" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/pompei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/pompei.jpg 261w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/pompei-87x64.jpg 87w" sizes="(max-width: 261px) 100vw, 261px" /></a></p><hr /><p>Affidare a gruppi aziendali privati la gestione dell’immenso patrimonio artistico italiano. Prima che esso collassi a causa dell’inefficienza e dell’incapacità dell’apparato statale che ormai da anni non riesce a garantire un adeguato management dei beni culturali. È questa l’idea di fondo, promossa dal movimento politico nazionale Il Coraggio di Cambiare l’Italia che sta alla base di una proposta ancora più ampia ed articolata rivolta al capo del Mibact, Dario Franceschini: varare, subito, una riforma, equa ed organica, del settore cultura. Ad illustrala, il presidente nazionale delCCI  e Segretario questore del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano. «Il riordino della scuola&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/liniziativa-dei-privati-puo-salvare-il-patrimonio-culturale-italiano/">L&#8217;iniziativa dei privati può salvare il patrimonio culturale italiano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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<div id="yui_3_16_0_1_1457348135710_12127">
<p id="yui_3_16_0_1_1457348135710_12126" class="yiv3551536795MsoNormal"><span id="yui_3_16_0_1_1457348135710_12125" style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;"><span id="yui_3_16_0_1_1457348135710_12124">Affidare a gruppi aziendali privati la gestione dell’immenso patrimonio artistico italiano. Prima che esso collassi a causa dell’inefficienza e dell’incapacità dell’apparato statale che ormai da anni non riesce a garantire un adeguato management dei beni culturali. È questa l’idea di fondo, promossa dal movimento politico nazionale <i id="yui_3_16_0_1_1457348135710_15285"><span id="yui_3_16_0_1_1457348135710_15284">Il Coraggio di Cambiare l’Italia</span></i> che sta alla base di una proposta ancora più ampia ed articolata rivolta al capo del Mibact, Dario Franceschini: varare, subito, una riforma, equa ed organica, del settore cultura. Ad illustrala, il presidente nazionale del<i>CCI </i> e Segretario questore del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano. «Il riordino della scuola – dice -, avvenuto tra l’altro in modo contorto, non può essere inglobante di un settore strategico come la Cultura. Che ha bisogno di nuove risorse e strumenti per essere incentivato e promosso. Soprattutto nel Meridione dove gli investimenti negli ultimi dieci anni sono calati in modo verticale. I siti archeologici sono abbandonati a loro stessi, non si aprono più biblioteche o musei se non per iniziativa dei privati e, anche in questo ambito, è stato creato un gap profondo con le realtà del centro-nord Italia». L’ultimo rapporto Svimez, del resto, parla chiaro: dal 2000 al 2013 al Sud (Calabria e Puglia in particolare) si è passati da 13,6 Euro a 3,4 Euro di investimento procapite annuo per la Cultura. Non è vero quanto sostiene il Ministro Franceschini – incalzano dal CCI che, tra l’altro, si mormora, concorrerà anche alle prossime elezioni amministrative che si terranno nella Capitale – che per rilanciare il settore della Cultura basta rimodulare le competenze interne alla gestione, come l’equiparazione dei titoli di studio rilasciati dagli istituti dei beni e delle attività culturali al diploma di laurea. È assolutamente riduttivo. </span></span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">«</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">Perché – scandisce Graziano &#8211; ammesso che ci siano ottimi amministratori del patrimonio artistico-culturale ed eccellenti educatori, mancando risorse, strumenti di conoscenza e investimenti per nuove tecnologie di promozione, ci troveremmo difronte ad un vero e proprio buco nell’acqua</span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">»</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">. La risposta a tutto questo? Sicuramente </span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">«</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">il coraggio, da parte di un Governo lungimirante, di saper coinvolgere investitori privati nella gestione e nel marketing dei beni culturali</span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">»</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">. Soprattutto per quelli presenti nel Sud Italia, che continuano a sopravvivere a forza di inerzia</span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">»</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">. Il rapporto Svimez, ancora una volta, traccia la “linea gotica” dello sviluppo con la quale il Governo centrale continua a frenare gli investimenti per il Mezzogiorno: circa il 75% di risorse in meno negli ultimi 10 anni per la Cultura. </span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">«</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">Se a questo, poi, si aggiunge l’incapacità delle amministrazioni regionali e locali di adottare strategie di riqualificazione e rilancio dei beni culturali, il quadro clinico &#8211;  conclude Graziano – del nostro patrimonio della memoria è più che drammatico</span><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: large;">»</span><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">. </span></p>
<p class="yiv3551536795MsoNormal"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
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<p class="yiv3551536795MsoNormal"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
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<p class="yiv3551536795MsoNormal"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">&#8212;</span></p>
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<p class="yiv3551536795MsoNormal"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Marco Lefosse</span></p>
</div>
</div>
<p class="yiv3551536795MsoNormal"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
</blockquote>
<p id="yui_3_16_0_1_1457348135710_15294" class="yiv3551536795MsoNormal"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/liniziativa-dei-privati-puo-salvare-il-patrimonio-culturale-italiano/"><img width="261" height="193" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/pompei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/pompei.jpg 261w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/pompei-87x64.jpg 87w" sizes="(max-width: 261px) 100vw, 261px" /></a></p>]]></content:encoded>
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