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	<title>Gli italianiL&#8217;Isis ci fa paura solo quando uccide in Europa. Ma altrove ammazza e tortura ogni giorno. Reagiamo in nome di tutte le vittime del terrorismo &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 12:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/lisis-ci-fa-paura-solo-quando-uccide-in-europa-ma-altrove-ammazza-e-tortura-ogni-giorno-reagiamo-in-nome-di-tutte-le-vittime-del-terrorismo/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/isis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/isis.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/isis-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>Vita e morte che (non) sono uguali per tutti La torre Eiffel e gli altri simboli di Parigi spenti, quelli del resto del mondo accesi con il tricolore francese incollato addosso. Chissà se a Palmira o a Damasco hanno corrente a sufficienza per illuminare i propri monumenti, uno o due giorni l&#8217;anno. O addirittura se hanno ancora qualche monumento da poter illuminare, fra le mercerie disperse dalle bombe. Per quanto possa suonare ipocrita una predica detta da un simile pulpito, bisogna concedere a Cesare quel che è di Cesare, e nello specifico a quel Pontifex Maximus noto come Bashar Al-Assad:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/lisis-ci-fa-paura-solo-quando-uccide-in-europa-ma-altrove-ammazza-e-tortura-ogni-giorno-reagiamo-in-nome-di-tutte-le-vittime-del-terrorismo/">L&#8217;Isis ci fa paura solo quando uccide in Europa. Ma altrove ammazza e tortura ogni giorno. Reagiamo in nome di tutte le vittime del terrorismo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vita e morte che (non) sono uguali per tutti La torre Eiffel e gli altri simboli di Parigi spenti, quelli del resto del mondo accesi con il tricolore francese incollato addosso. Chissà se a Palmira o a Damasco hanno corrente a sufficienza per illuminare i propri monumenti, uno o due giorni l&#8217;anno. O addirittura se hanno ancora qualche monumento da poter illuminare, fra le mercerie disperse dalle bombe. Per quanto possa suonare ipocrita una predica detta da un simile pulpito, bisogna concedere a Cesare quel che è di Cesare, e nello specifico a quel Pontifex Maximus noto come Bashar Al-Assad: ‘quello che è accaduto al Bataclan e allo Stade De France accade ogni giorno in Siria’. Magari il presidente avrà dimenticato di includere la sua buona fetta di responsabilità, ma il concetto non risuona del tutto errato. Si muore, ogni giorno, e in tanti, nei vicoli di Aleppo o Kirkuk, di Damasco o Fallujah, ma la notizia arriva dalle nostre parti come un trafiletto quotidiano, quasi monotono, a volte noioso. Una bomba al mercato, un kamikaze vicino una scuola, un massacro in qualche villaggio disperso fra le montagne del Kurdistan, una bambina carica di esplosivo in Nigeria. In pratica 120 morti laggiù li hanno nelle giornate tranquille. Qui da noi è facile che notizie del genere scivolino addosso, distratte come è quasi naturale, essendo paesi così lontani, guerre così lontane, non arriva né il fumo della polvere da sparo né il suono dei bombardamenti, nè le urla delle madri disperate o dei guerriglieri moribondi. Solo a Palmira l’IS ha trucidato 400 fra donne e bambini, in una incursione di qualche mese fa. Le nostre vite proseguono indisturbate e tranquille, almeno finché i giovani a cadere sotto i colpi dei kalashnikov non siano i nostri vicini di quartiere, come Francia, Spagna o Inghilterra, o peggio ancora dei nostri connazionali. Tutti ricordano come marchiate a fuoco le stragi di Madrid e di Londra, e ora Parigi, per non parlare dell’11 Settembre americano, magari ci si ricorda anche il numero delle vittime o le parole dei leader di allora per l’occasione, i titoli a nove colonne sui quotidiani, le maratone televisive in edizione straordinaria. Ma quanti hanno una vaga idea di dove si trovi Mossul o Raqqah, o di quanti morti ci siano ogni giorno laggiù, di quante madri e bambini innocenti muoiano (da islamici!) continuamente, di quanti Bataclan o Stade de France vengano spazzati via come niente fosse un giorno sì e il successivo pure, magari con le ruspe a smottare insieme cadaveri e macerie. La verità è che è intrinseco in ognuno una sorta di “razzismo” territoriale, che genera un’empatia facile, non appena viene sporcato il nostro orticello, o quello dei nostri compagni più “civilizzati”. E allora largo alle bandiere francesi che invadono Facebook o Twitter e i simboli più famosi come Youtube o Google, largo alla retorica sterile ogni due parole sensate, ai post strappalacrime, e persino a un pizzico di ipocrisia. Che, per carità, #prayforparis sono il primo a dirlo, cordoglio e vicinanza ai familiari di vittime e feriti, 129 morti che restano una tragedia incolmabile. Ma forse bisognerebbe anche pregare per i 97 pacifisti saltati in aria ad Ankara giusto un mesetto fa (non ricordo bandiere turche invadere i social o i media, forse eravamo distratti quel giorno, anche perché in quanto a vicinanza stiamo lì) o per i 147 studenti dell’Università trucidati dai jihadisti in Kenya ad Aprile (anche in quell’occasione probabilmente eravamo troppo occupati per poter sbandierare il nostro dolore, nessuno spense il Colosseo per 5 minuti quella sera). Allora detto questo, signori, da domani tutti a mettere anche una bella bandiera dei Peshmerga curdi (o siriana, se preferite) su ogni profilo social, o fuori dal balcone, e illuminiamo a lutto l’Empire State Building con quei colori, come oggi è illuminato da quelli francesi. Non sia mai a qualcuno venga da pensare che la vita, e la morte, non siano uguali per tutti</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/lisis-ci-fa-paura-solo-quando-uccide-in-europa-ma-altrove-ammazza-e-tortura-ogni-giorno-reagiamo-in-nome-di-tutte-le-vittime-del-terrorismo/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/isis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/isis.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/11/isis-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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