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	<title>Gli italianiListe per le europee e partiti europei &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Liste per le europee e partiti europei &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Liste per le europee e partiti europei</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 10:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I cronisti politici italiani ed europei hanno dedicato le ultime settimane, con attenzione sempre crescente, alle imminenti elezioni del Parlamento Europeo: 359 milioni di aventi diritto al voto su una popolazione di quasi 450 milioni di abitanti, residenti in 27 diversi paesi in cui si presentano agli elettori centinaia di liste e migliaia di candidati. Già si fanno ipotesi sui rapporti di forza che emergeranno dal grande evento: il Partito Popolare Europeo deciderà di tenere in piedi la coalizione di grandi intese con il Partito Socialista Europeo ed il gruppo liberale di Renew Europe? O la forza dei Conservatori e Riformisti guidati dalla Meloni e di Identità e Democrazia, realtà che riunisce tra gli altri la Lega salviniana ed il <em>Rassemblement National di Marine Le Pen</em>, sarà tale da rendere possibile, per la prima volta, una maggioranza di centro-destra a Bruxelles?</p>
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<p>Prima di lanciarsi in analisi di questo tipo, è opportuno chiarire i termini del discorso: in altre parole, è necessario comprendere con precisione a cosa ci si riferisca parlando di partiti, di liste e di gruppi parlamentari europei. Nonostante i termini, il più delle volte, vengano usati in maniera sostanzialmente indifferente e confusa, il loro significato ha un alto livello di precisione e pregnanza tecnica, e sostanzialmente coincide con quello proprio della realtà nazionale italiana.</p>
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<p>I <strong>partiti </strong>europei sono, in base al Regolamento dell’Unione Europea n. 1141/2014, “alleanze politiche” di partiti politici nazionali; i partiti in questione, nel caso in cui soddisfino certi requisiti (presenza negli organi rappresentativi regionali, nazionali ed europeo in almeno un quarto degli stati membri, oppure aver ottenuto almeno il 3% dei voti alle ultime elezioni europee in un quarto degli stati membri; rispettare i valori dell’Unione; non avere scopo di lucro; etc. ), possono richiedere l’iscrizione in un registro ufficiale; dalla registrazione derivano vantaggi che agevolano l’azione dei partiti stessi: accesso a finanziamenti, assistenza tecnica da parte dell’istituzione del Parlamento Europeo, personalità giuridica (che garantisce l’autonomia patrimoniale e permette di essere il titolare di situazioni giuridiche).</p>
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<p>Le <strong>liste </strong>sono lo strumento con cui gruppi di cittadini si propongono all’elettorato, chiedendone il voto per poterlo rappresentare al Parlamento di Bruxelles. Il Parlamento è composto da 705 seggi; ad ogni stato è riservata una quota di quei seggi, in base alla sua popolazione: in questo modo la Germania, paese più popoloso dell’UE, ha a disposizione 96 seggi, l’Italia arriva a 76 e Cipro, Malta e Lussemburgo si fermano ciascuno a 6 seggi. Le elezioni europee consistono quindi, si potrebbe dire semplificando, in 27 elezioni parallele, che si svolgono a livello nazionale e nelle quali vengono assegnati alle liste che si sono presentate i seggi riservati, con il criterio esaminato poc’anzi, a ciascuno stato. Non esiste un’unica legge elettorale determinata a livello europeo, da applicare in tutti gli stati membri: ogni ordinamento nazionale ha scelto autonomamente la propria disciplina elettorale, con l’unica condizione di dover adottare un modello proporzionale per garantire la corrispondenza del risultato elettorale alle intenzioni e preferenze dei votanti, senza le storture che il sistema maggioritario comporta.</p>
<p>Virtualmente un gruppo di persone non iscritte ad alcun partito potrebbe attivarsi per presentare una lista; tuttavia l’adesione ad un partito nazionale, soprattutto se affiliato ad un partito europeo, semplifica sul piano operativo il raggiungimento dei requisiti necessari per comparire sulle schede: secondo la normativa italiana, infatti, per presentare una lista è necessario ottenere le sottoscrizioni (le famigerate “firme”) di non meno di 30.000 e non più di 35.000 elettori in ognuna delle 5 circoscrizioni che compongono il territorio nazionale; ogni regione che compone la circoscrizione deve essere rappresentata da almeno il 10% dei sottoscrittori; sono esonerati dall’obbligo di sottoscrizione i partiti politici che hanno almeno un rappresentante al Parlamento europeo o al Parlamento nazionale.</p>
<p>Vista la difficoltà nel raggiungere questi obiettivi anche per forze politiche strutturate, alle elezioni europee in Italia non si sono mai presentate liste che non fossero espressione di partiti o di gruppi di partiti.</p>
<p>La necessità dei partiti nazionali di legittimarsi in una dimensione continentale affiliandosi ad un partito europeo, combinata con la necessità delle formazioni europee di ingrossare le proprie fila grazie alle adesioni di partiti nazionali, fa sì che in ogni paese si presenti, tendenzialmente, almeno una lista per ciascuno dei partiti europei.</p>
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<p>I <strong>gruppi parlamentari </strong>(formalmente “<em>gruppi politici al Parlamento europeo</em>”), infine, sono gruppi ufficiali in cui gli euro-parlamentari possono riunirsi; i vantaggi derivanti da questa affiliazione sono l’accesso a maggiori fondi e, soprattutto, l’essere presi in considerazione, in base alla propria consistenza, per la ripartizione delle cariche di guida e coordinamento del Parlamento.</p>
<p>Per questo motivo ciascuno dei partiti europei costituisce un proprio gruppo: è il peso dei gruppi a contare nelle dinamiche politiche del Parlamento, ma visto che i gruppi sono espressione dei partiti europei, a loro volta composti da partiti nazionali, dipende dai risultati dei singoli partiti nazionali il peso definitivo dei gruppi parlamentari.</p>
<p>La corrispondenza tra partiti europei e gruppi parlamentari non è sempre effettiva al 100%: ad esempio il gruppo centrista <em>Renew Europe</em> è composto da due differenti partiti, il <em>Partito dell&#8217;Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l&#8217;Europa </em>(ALDE) ed il <em>Partito Democratico Europeo </em>(PDE); ancora, il più piccolo dei partiti europei, il<em> Movimento Politico Cristiano Europeo</em> (MPCE), non avendo i numeri per costituire un proprio gruppo ha diviso i propri europarlamentari tra il <em>Gruppo del Partito Popolare Europeo</em> ed il <em>Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei</em>.</p>
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<p>Con questo breve riepilogo si è tentato di mettere ordine tra termini e concetti tanto diversi nella realtà quanto confusi nella prassi, con l’obiettivo di permettere agli elettori di avere un’idea più precisa di tutto quello che precede (e segue) il momento in cui si infila la propria scheda nell’urna.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/liste-le-europee-partiti-europei/"><img width="1280" height="853" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa.png 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa-300x200.png 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa-1024x682.png 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa-1020x680.png 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa-640x427.png 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/europa-96x64.png 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>]]></content:encoded>
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