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	<title>Gli italianiLo sbarco dei disperati tra ipocrisie, demagogia e  inutile buonismo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Lo sbarco dei disperati tra ipocrisie, demagogia e  inutile buonismo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 13:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/lo-sbarco-dei-disperati-tra-ipocrisie-denagogia-e-inutile-buonismo/"><img width="539" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg 539w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-202x300.jpg 202w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></a></p><hr /><p>Le banchine dei porti italiani e in special modo quelli siciliani quando sbarcano i disperati in fuga sono tutte uguali. Solita procedura: sbarco, identificazione, visite mediche, assegnazione al centro di accoglienza. Poi, avanti un&#8217;altra imbarcazione, avanti con altri disperati, avanti con le polemiche ma soprattutto avanti con l&#8217;ipocrisia morale e burocratica del “occorre fare, bisogna dire&#8230;.”. Erano anni che non “scendevo a Pasqua” ed erano anni che non avevo occasione di frequentare le banchine dei porti degli sbarchi. E mi sono ritrovato in Sicilia durante uno sbarco di quelli, ad ascoltare le tante anime belle che ad ogni tragedia del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/lo-sbarco-dei-disperati-tra-ipocrisie-denagogia-e-inutile-buonismo/">Lo sbarco dei disperati tra ipocrisie, demagogia e  inutile buonismo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_ym18_1_1459342567287_6598">Le banchine dei porti italiani e in special modo quelli siciliani quando sbarcano i disperati in fuga sono tutte uguali. Solita procedura: sbarco, identificazione, visite mediche, assegnazione al centro di accoglienza. Poi, avanti un&#8217;altra imbarcazione, avanti con altri disperati, avanti con le polemiche ma soprattutto avanti con l&#8217;ipocrisia morale e burocratica del “occorre fare, bisogna dire&#8230;.”.</p>
<p id="yui_3_16_0_ym18_1_1459342567287_6602">Erano anni che non “scendevo a Pasqua” ed erano anni che non avevo occasione di frequentare le banchine dei porti degli sbarchi. E mi sono ritrovato in Sicilia durante uno sbarco di quelli, ad ascoltare le tante anime belle che ad ogni tragedia del mare sono grandi dispensatori di lacrime di coccodrillo e dichiarazioni finte solidaristiche. L&#8217;occasione? Eccola, il lunedì di Pasqua, banchina del Porto di Pozzallo, in Sicilia. No, non ero al Porto per Pasquetta,ci sono andato di proposito e per carità risparmiatemi le critiche di “masochismo”. Non sarebbe servito a nulla solo festeggiare la Pasqua in Sicilia, visto che c&#8217;ero, non sarebbe servito a nulla solo venerare l&#8217;Urna con il corpo del Cristo Morto seguito dalla Vergine Addolorata visto che c&#8217;ero. E mi soffermo su questo particolare: i simulacri circondati da tanti &#8216;confrati&#8217; che ostentavano impomatati i segni della Passione e neanche&#8230; &#8216;gioire&#8217; insieme ad una moltitudine di signori gaudenti con l&#8217;abito della festa e a tante signore profumate e con toletta da urlo. Gioire per le tante celebrazione della Resurrezione di Cristo a Comiso, a Modica, a Scicli intenti solo a raccontarsi delle prelibatezze culinarie consumate per il pranzo di Pasqua o a programmare la gita fuori porta dell&#8217;indomani. Nessun segno, almeno da quello che ho sentito trascorrendo qualche ora in mezzo a loro e che qui certifico, preoccuparsi non dico dei mali del mondo ma almeno di quello che succede ogni giorno lungo quelle coste distanti pochi chilometri che furono sbarco privilegiato di Fenici, Greci, Romani e Bizantini.</p>
<p id="yui_3_16_0_ym18_1_1459342567287_6603">Mi piacerebbe chiedere se oltre al profumo dei dolci pasquali, e all&#8217;essenza aromatica un po&#8217; &#8216;civettuola&#8217; della vicina della porta accanto abbiano mai sentito l&#8217;odore della nafta delle navi che sbarcano i disperati misto al &#8216;puzzo&#8217; del sudore dei corpi di coloro che sono scampati al mare, alle violenze, alla guerra? Mi piacerebbe sapere se oltre al profumo della festa abbiano usato il senso olfattivo per annusare la salsedine del mare mista all&#8217;odore della sofferenza e della morte? Cercando di &#8216;sfricugliare&#8217; (stuzzicare) un po&#8217; le opinioni mi sono reso conto che &#8216;vabbè arrivunu i niuri. Chi ci putimu fari?&#8217; (Va bene arrivano i negri, che ci possiamo fare?). Come se il mondo fosse fissato dalle note di una marcetta, da una corsa tra santi, da un bacio tra statue o tra giri forsennati di un &#8216;povero&#8217; Cristo che vuole dare solo un altro messaggio e che inascoltato si ritrova da anni a ballare sul cubo a soddisfare fameliche anime da purgatorio, e qui mi fermo!</p>
<p id="yui_3_16_0_ym18_1_1459342567287_6604">No, nessuna accanimento e nessuna critica. La memoria delle tradizioni è lo specchio dei popoli. Nemmeno la richiesta di un minimo di solidarietà, forse è meglio chiedere condivisione, perché solidarietà sa molto di sinistra. Solo che in momenti del genere i &#8216;Miserere&#8217; e gli &#8216;Alleluja&#8217; servono a poco. Serve anche poco, riflettevo questo sulla banchina del Porto di Pozzallo, avere la memoria corta: era il 28 marzo e nessuno ricordava il 28 marzo 1997, la sera del Venerdì Santo l&#8217;affondamento della motovedetta albanese “Kater I Rades”, che entrò in collisione, nelle acque del Canale d&#8217;Otranto, con la nave militare della Marina italiana “Sibilla”. Fu una strage. A Pozzallo non c&#8217;erano morti e neanche le autorità che da queste parti &#8216;guazzano&#8217; e si alimentano nello stagno dell&#8217;indifferenza e della superficialità, ma solo uomini impauriti, stremati che attendevano una bottiglia d&#8217;acqua e un pacco di biscotti. Che, attendevano una coperta ma che avevano ricevuto solo un telo di plastica per ripararsi dal vento che spirava dal mare.</p>
<p id="yui_3_16_0_ym18_1_1459342567287_6617">Assurdo! Assurdo festeggiare una delle feste più importanti della &#8216;cristianità&#8217; tra frizzi e lazzi per poi ammantarsi d&#8217;indifferenza e scandalizzarsi per i lunghi e frequenti Consiglio d&#8217;Europa che si riuniscono a Bruxelles per prendere misure utili a contrastare questo tipo di emergenza o per le regalie alla Turchia per riprendersi clandestini che poi portiamo in Italia. Le sole candele votive e pasquali non bastano per illuminare la&#8217; tenebra&#8217; di queste tragedie, per lo più se alla candela aggiungiamo il &#8216;coppo&#8217; e alla condivisione mettiamo il cappotto. Allora. È veramente &#8216;buio&#8217;..…E Dio è morto.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/lo-sbarco-dei-disperati-tra-ipocrisie-denagogia-e-inutile-buonismo/"><img width="539" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla.jpg 539w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-202x300.jpg 202w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/Cipolla-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></a></p>]]></content:encoded>
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