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	<title>Gli italianiLo stadio del polo di Giarre. Come si sprecano i soldi degli italiani &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Lo stadio del polo di Giarre. Come si sprecano i soldi degli italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2016 14:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/lo-stadio-del-polo-di-giarre-come-si-sprecano-i-soldi-degli-italiani/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>Non si hanno notizie o, almeno io non sono riuscito a trovarne, di una reazione del CONI alla denuncia dello spreco di denaro pubblico costituito, come si legge su Wikipedia, dal finanziamento per 4 milioni che l’ente dello sport avrebbe assicurato per un megastadio del polo di 20 mila posti a Giarre, cittadina in provincia di Catania che conta 22 mila abitanti. La denuncia è del Quotidiano di Sicilia, ripresa da “Striscia la notizia”, il telegiornale satirico di Canale 5, e quindi da “Crozza nel Paese delle Meraviglie” su La7 nelle settimane scorse e nuovamente proposta al pubblico il 1°gennaio,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/lo-stadio-del-polo-di-giarre-come-si-sprecano-i-soldi-degli-italiani/">Lo stadio del polo di Giarre. Come si sprecano i soldi degli italiani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si hanno notizie o, almeno io non sono riuscito a trovarne, di una reazione del CONI alla denuncia dello spreco di denaro pubblico costituito, come si legge su Wikipedia, dal finanziamento per 4 milioni che l’ente dello sport avrebbe assicurato per un megastadio del polo di 20 mila posti a Giarre, cittadina in provincia di Catania che conta 22 mila abitanti. La denuncia è del <em>Quotidiano di Sicilia</em>, ripresa da “Striscia la notizia”, il telegiornale satirico di Canale 5, e quindi da “Crozza nel Paese delle Meraviglie” su<em> La7 </em>nelle settimane scorse e nuovamente proposta al pubblico il 1°gennaio, in prima serata. E non si è fermato lì il comico genovese, perché ha dato notizia che, sempre a Giarre, è possibile vedere una piscina comunale incompiuta, anch’essa costata molti soldi al contribuente. Un incoraggiante inizio di anno, non c’è che dire. Con il Presidente Mattarella che giustamente denuncia l’elevatissima evasione fiscale che fa pagare ai cittadini onesti quel che altri non pagano. Ugualmente lo spreco pesa sulla comunità in termini di risorse distratte da più utili destinazioni.</p>
<p>Il fatto è che il cittadino s’indigna, spesso non va a votare disgustato di questo antico e consolidato andazzo per cui s’ingrassano imprenditori disonesti, politici e funzionari che vengono meno al loro dovere, nel silenzio generale, perché la “cordata dei disonesti” copre le responsabilità dei singoli.</p>
<p>L’iniziativa del megastadio, sempre secondo Wikipedia, è del Comune di Giarre che nel 1984 se ne fa promotore e chiede un finanziamento che il CONI concede. A questo punto, non avendo più precise informazioni, è bene ricostruire la normale procedura seguita in questi casi, con tanto di istruttorie e decisioni di singoli funzionari e di organi collegiali di gestione (quelli che stanziano i fondi) e di controllo.</p>
<p>È evidente che una richiesta al CONI per un finanziamento di quelle dimensioni passa per una federazione che se ne assume l’onere. Ma è più probabile che sia lo stesso CONI a mettere a disposizioni le somme necessarie. Lì c’è un ufficio che istruisce la pratica, cominciando dalla valutazione della “fattibilità” dell’opera, parola magica che indica l’esame dell’iniziativa sotto il profilo della prevedibile fruibilità, cioè di quanti seguono quello sport e possono, pertanto, frequentare l’impianto nella località che lo ospita, provenienti dall’hinterland o dall’intera regione. E qui sarebbe stato logico chiedersi se uno stadio per 20 mila posti sia adeguato ad una cittadina di 22 mila abitanti, considerato anche lo sport, il polo non proprio popolarissimo in Italia ed in Sicilia, a quel che si sente dire.</p>
<p>Superata positivamente la fase della valutazione dell’utilità dell’opera, l’ufficio che cura l’istruttoria deve considerarne l’aspetto tecnico il quale attiene alla adeguatezza dell’impianto, quanto alla capienza ed alla sicurezza rispetto al pubblico dei “tifosi” previsto e prevedibile. Una valutazione importante quella tecnica, basti considerare che molti degli stadi italiani costruiti per i mondiali del 1990 sono stati oggetto di numerose prescrizioni tecniche da parte dell’apposita Commissione sulla sicurezza degli impianti sportivi del Ministero dell’interno. E molti sono stati aperti al pubblico con deroga della Commissione e dei prefetti, sempre nella fiducia che tutto vada per il meglio. Ricordo, ad esempio, di aver letto che, almeno fino ad una certa data, il campo dello Stadio Olimpico di Roma era inaccessibile alle autoambulanze.</p>
<p>Fatte queste premesse di ordine burocratico, l’organo decidente dell’ente finanziatore, condivisa la valutazione positiva quanto all’utilità dell’impianto sportivo (a Giarre e non a Palermo, ad esempio) e alle sue caratteristiche tecniche, di affidabilità e sicurezza, ne approva l’esecuzione contestualmente individuando le risorse necessarie per la sua realizzazione. A questo punto, per semplificare, si apre il cantiere ed iniziano i lavori i quali sono affidati alla responsabilità di un apposito direttore (è previsto anche un responsabile del procedimento) e della Commissione di collaudo in corso d’opera, la quale dovrà anche redigere la relazione finale. Collaudo viene dal latino <em>cum laude</em>, che esprime la valutazione positiva della Commissione, nel senso che i lavori sono riconosciuti essere stati effettuati a regola d’arte e secondo le prescrizioni contrattuali, quindi anche con i costi e nei tempi previsti.</p>
<p>Per completezza aggiungo che ogni ente pubblico finanziatore ha una struttura di riferimento la quale verifica come i lavori sono realizzati e come le somme accantonate per quell’opera vengono spese. C’è anche un Collegio dei revisori dei conti che ha compiti di vigilanza sull’andamento del bilancio dell’ente e dovrebbe accendere un faro sulle opere più importanti e più costose monitorando l’andamento dei lavori.</p>
<p>Tutto questo in teoria. Se, tuttavia, è potuto accadere che in una cittadina di 22 mila abitanti sia stata prevista e finanziata la costruzione di un impianto destinato a 20 mila spettatori per una disciplina sportiva in Italia non particolarmente diffusa, con prevedibile scarso afflusso di pubblico, e se quest’opera non è stata terminata è presumibile, anzi è certo, che in alcuni dei passaggi procedimentali prima illustrati qualcuno non abbia fatto il proprio dovere. Forse chi ha valutato che l’impianto fosse importante e destinato alle previste presenze, chi lo ha finanziato, chi ha controllato – si fa per dire – l’andamento dei lavori che si sono fermati. Perché ci si è accorti che l’opera era inutile, che le risorse non erano adeguate (spesso accade che in corso d’opera manchino fondi), perché il progetto non è idoneo. In ciascuno di questi momenti c’è un responsabile o più responsabili (spesso a decidere sono organi collegiali). A questo punto chi avrebbe dovuto intervenire? La Giunta Esecutiva dell’ente, il Collegio dei revisori dei conti? Chi ha fatto finta di non sapere? E quando? Perché dopo le trasmissioni televisive nessuno può dire di non essere informato della vicenda e nessuno, pur non avendo partecipato alla fase della decisione (di costruire e di finanziare) può tirarsi indietro adesso che lo scandalo è consegnato alle impietose telecamere di “Striscia la notizia” ed al commento sarcastico di Crozza dinanzi ad un pubblico che unisce all’ilarità per il commento l’indignazione del cittadino-contribuente che vede dilapidate somme con personale sacrificio poste a disposizione dell’autorità pubblica. E monta la rabbia perché è immaginabile che dietro una decisione come quella di costruire uno stadio del polo a Giarre ci sia qualche sollecitazione politica, qualche interesse elettoralistico che probabilmente si è legato ad interessi delle imprese che hanno lavorato in quel cantiere. Sollecitazione politica che deve aver seguito la trafila delle decisioni maturate lungo le fasi del procedimento. Sollecitazioni a fare ma anche, forse, a non fare. Ad esempio a non controllare la fattibilità globale dell’impianto, l’adeguatezza del finanziamento e l’esecuzione dei lavori. Per finire con il Collegio dei revisori dei conti che “non poteva non sapere”.</p>
<p>Così finisce il 2015 ed inizia il 2016, un anno nel quale gli italiani saranno chiamati ad altri duri sacrifici, economici e di vivibilità nelle città dove lo spreco degli anni scorsi ha fatto esaurire le risorse per trasporto, viabilità e servizi. In tal modo allontanando i cittadini dalla politica, come attestano i sondaggi sulla disaffezione dal voto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/lo-stadio-del-polo-di-giarre-come-si-sprecano-i-soldi-degli-italiani/">Lo stadio del polo di Giarre. Come si sprecano i soldi degli italiani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/lo-stadio-del-polo-di-giarre-come-si-sprecano-i-soldi-degli-italiani/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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