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	<title>Gli italianiL&#8217;Ugl cambia passo. Intervista al segretario Paolo Capone: rientriamo in partita per cambiare veramente il sindacato in Italia &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 00:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/lugl-cambia-passo-intervista-al-segretario-paolo-capone-rientriamo-in-partita-per-cambiare-veramente-il-sindacato-in-italia/"><img width="510" height="315" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone.jpg 510w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone-300x185.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone-96x59.jpg 96w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></p><hr /><p>A Paolo Capone sono toccati due compiti difficili, anzi difficilissimi: risollevare l&#8217;Ugl, il sindacato di Destra alternativo ( ma non poi tanto a Cgil, Cisl e Uil) dopo gli scandali e le dimissioni dei mesi passati, e far compiere all&#8217;organizzazione un deciso passo in avanti. L&#8217;obiettivo confessa il segretario Paolo Capone non è certamente quello di seguire gli altri, ma di essere protagonisti di un rinnovamento sindacale. Intanto per l&#8217;Ugl è importante far parte dei principali tavoli di trattativa, sia aziendale che nazionale, segno che molto è stato fatto e che molti muri di discriminazione sono caduti. Ma essere accettati&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A Paolo Capone sono toccati due compiti difficili, anzi difficilissimi: risollevare l&#8217;Ugl, il sindacato di Destra alternativo ( ma non poi tanto a Cgil, Cisl e Uil) dopo gli scandali e le dimissioni dei mesi passati, e far compiere all&#8217;organizzazione un deciso passo in avanti. L&#8217;obiettivo confessa il segretario Paolo Capone non è certamente quello di seguire gli altri, ma di essere protagonisti di un rinnovamento sindacale. Intanto per l&#8217;Ugl è importante far parte dei principali tavoli di trattativa, sia aziendale che nazionale, segno che molto è stato fatto e che molti muri di discriminazione sono caduti. Ma essere accettati o tollerati nei salotti buoni  non può bastare a un uomo come Paolo Capone, che anche fisicamente ha poco in comune con i suoi predecessori. Uomo d&#8217;azione,  ex militare del battaglione San Marco, in missione in Libano, crede nel suo sindacato. Crede nella possibilità di renderlo protagonista dopo aver curato le ferite passate. Proviamo a far uscire il marò dal suo rifugio. Così a Paolo Capone, segretario Ugl, proviamo a porre alcune domande.</p>
<p>_  Da tempo vi trovate in sintonia e in battaglie comuni con gli altri sindacati. Questa, a chi ricorda un passato non molto lontano, appare un&#8217;anomalia</p>
<p>&lt;Se vogliamo essere sinceri fino in fondo questa non è la sola  anomalia.  Talvolta ci troviamo al fianco di chi ha una filosofia opposta alla nostra.  Di chi preferisce rimanere in trincea invece di uscire in terreno aperto. Di attaccare e di rischiare. Diciamo la verità, il sindacato è conservatore, difende vecchi privilegi, oppure diritti antichi che oggi qualcuno vuole calpestare, ma non riesce a fornire una prospettiva, un cambiamento radicale nelle relazioni industriali. Noi invece abbiamo un&#8217;idea forte, viene dalla nostra storia  e tradizione, ma che stiamo mettendo a punto in tutti gli aspetti perché ci crediamo veramente&gt;</p>
<p>&#8211; E di cosa si tratta?</p>
<p>&lt;Noi vogliamo portare i lavoratori a partecipare alla gestione delle aziende. E&#8217; un obiettivo rivoluzionario perché portere bbe alla fine della lotta di classe. Questo come finalità generale. Ma per essere veramente partecipi avremo  un sindacato nuovo, non più ancorato a vecchi slogan rassicuranti, ma capace di interloquire a livello aziendale. Quindi avremo bisogno di sindacalisti altamente preparati a livello locale. Persone capaci di leggere un bilancio, di fare osservazioni e proposte e dotate di una propria autonomia e credibilità. Questo cambierebbe anche il ruolo del sindacato a livello centrale&gt;</p>
<p>&#8211; Intanto siete al fianco degli altri</p>
<p>&lt;Ma se in una battaglia giusta ci troviamo insieme alla Cgil, per me va bene. Prima erano gli altri ad escluderci. Ma noi abbiamo il diritto di difendere e rappresentare quei lavoratori che ci hanno dato fiducia, Siamo un sindacato di Destra, ma soprattutto abbiamo dei valori che sono i nostri punti di riferimento . Non abbiano riferimenti partitici&gt;</p>
<p>.-Ma non pensa che confondersi con gli altri cancelli vostra identità?</p>
<p>&lt;A me preoccupa soprattutto che i lavoratori perdano delle forme di tutela. Un sindacato può anche morire, ma sarebbe tragico se  a essere cancellati fossero i diritti dei lavoratori. Voglio essere ancora più chiaro: il sindacato è un mezzo non un obiettivo. Le nostre organizzazioni servono a difendere i diritti dei lavoratori, non a tutelare le organizzazioni stesse.</p>
<p>&#8211; Ma non rischiate di restare ancorati soltanto nelle grandi aziende, mentre rischiate di sparire in tutto il resto del mondo produttivo? L&#8217;Italia è il paese delle piccole aziende, del lavoro autonomo. Tutto questo è lontano da un sindacato fermo alle immagini dell&#8217;800</p>
<p>&lt;Siamo ben consapevoli delle evoluzioni nel mondo del lavoro, per questo stiamo lavorando su un progetto veramentre innovativo, lo chiamiamo Ugl 2.0. Creare delle forme aggregative su esigenze specifiche. Ci muoveremo attraverso il Web per intercettare professionalità non riconosciute. Pensiamo a tutti i lavoratori domiciliari. Insomma vogliamo riuscire a entrare in quel mondo di lavoratori lontano dai sindacati.&gt;</p>
<p>&#8211; Impresa difficile perché i cittadini non hanno una buona idea del sindacato</p>
<p>&lt;Questo è vero soltanto in parte. I sindacati riscuotono più fiducia dei partiti, anche per questo la nostra azione dovrà essere più forte. Abbiamo una prateria da conquistare, dobbiamo intercettare quella parte di lavoratori che non è rappresentata. Inoltre si dice che lo 50 % degli italiani sia di centrodestra. Insomma condizioni ottimali per crescere&gt;.</p>
<p>&#8211; Prima dovrete rassicurare che i vostri delegati sindacali non pensino solo alla loro carriera</p>
<p>&lt;Noi vigiliamo con grande attenzione a quel che accade a livello locale. Ma dobbiamo fissare delle regole. La principale è quella di prevedere la rotazione della rappresentanza sindacale aziendale. I nostri dirigenti non potranno avere più di due mandati. Poi siano i lavoratori a giudicarci: c&#8217;è mobilità tra i lavoratori nella scelta della delega al sindacato: Cambino rappresentante se non li soddisfa&gt;</p>
<p>&#8211; E come organizzazione nell&#8217;immediato qual è il vostro obiettivo?</p>
<p>&lt;Noi dopo le vicende che ci hanno riguardato e danneggiato dobbiamo recuperare credibilità. Adesso rientriamo in partita poi giocheremo le nostre carte con l&#8217;obiettivo di cambiare veramente la rappresentanza sindacale&gt;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/lugl-cambia-passo-intervista-al-segretario-paolo-capone-rientriamo-in-partita-per-cambiare-veramente-il-sindacato-in-italia/"><img width="510" height="315" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone.jpg 510w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone-300x185.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/capone-96x59.jpg 96w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></p>]]></content:encoded>
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