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	<title>Gli italianiL&#8217;ultima pista sulla morte di Regeni: &#8220;Torturato perché rivelasse le fonti&#8221; &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 10:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/lultima-pista-sulla-morte-di-regeni-torturato-perche-rivelasse-le-fonti/"><img width="300" height="181" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/regeni3.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/regeni3.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/regeni3-96x58.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Comincia a esserci qualche elemento di chiarezza nella drammatica e artatamente confusa vicenda di Giulio Regeni, lo studente friulano scomparso al Cairo la sera del 25 gennaio e trovato morto lungo l&#8217;autostrada per Alessandria tre giorni fa. Diventa sempre più concreta l&#8217;ipotesi che a uccidere Giulio sia stato qualcuno che voleva estorcergli informazioni sulla sua rete di contatti. Il ricercatore aveva contatti con il mondo dell’opposizione egiziana e la sera della sua scomparsa si stava organizzando per intervistare alcuni attivisti sindacali prima di sparire. Studiava la Primavera araba e le condizioni di vita del Paese. Aveva lavorato agli scioperi organizzati&#8230;</p>
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<p align="JUSTIFY">Comincia a esserci qualche elemento di chiarezza nella drammatica e artatamente confusa vicenda di Giulio Regeni, lo studente friulano scomparso al Cairo la sera del 25 gennaio e trovato morto lungo l&#8217;autostrada per Alessandria tre giorni fa. Diventa sempre più concreta l&#8217;ipotesi che a uccidere Giulio sia stato qualcuno che voleva estorcergli informazioni sulla sua rete di contatti. Il ricercatore aveva contatti con il mondo dell’opposizione egiziana e la sera della sua scomparsa si stava organizzando per intervistare alcuni attivisti sindacali prima di sparire. Studiava la Primavera araba e le condizioni di vita del Paese. Aveva lavorato agli scioperi organizzati a Giza, piazza antagonista ai tempi della deposizione dell’ex presidente Morsi e dei sit-in in suo favore. Scriveva sotto pseudonimo quel che vedeva, scopriva, capiva per l&#8217;agenzia Nena News e in articoli per il Manifesto, che proprio ieri ha pubblicato il suo ultimo pezzo, per la prima volta con la sua firma e malgrado la contrarietà della famiglia, nel quale parla dell&#8217;Egitto come di uno Stato di polizia. Era consapevole di essere ritenuto soggetto &#8220;sensibile&#8221; e agli amici aveva espresso questo timore. Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, la notte in cui è cominciata a circolare la notizia che il corpo trovato in un fosso, martoriato dalle sevizie, fosse quello di Giulio, l&#8217;ambasciatore italiano al Cairo, Maurizio Massari, si è precipitato all&#8217;obitorio. &#8220;Vederlo per me è stato devastante- ha raccontato al Corriere della Sera- Presentava evidenti segni di percosse e torture. Ho notato ferite, ecchimosi e bruciature. Non c&#8217;è alcun dubbio che il ragazzo sia stato duramente picchiato e seviziato&#8221;. La sensazione, ormai prossima alla certezza, è che qualcuno abbia messo in atto un depistaggio. La procura egiziana ha sottolineato da subito i &#8220;segni di torture&#8221;, il ministero dell&#8217;Interno ha continuato a parlare di &#8220;incidente d&#8217;auto&#8221;. Qualcuno ha tentato di confondere, di chiudere il caso così come fu chiuso quello di un ragazzo scomparso tre anni fa nelle stesse circostanze di Giulio. Coincidono anche le giustificazioni: &#8220;Incidente d&#8217;auto&#8221;. Di ora in ora, questo qualcuno diventa sempre meno misterioso. Sono tanti gli elementi che portano dritto ai servizi di sicurezza locali, quegli stessi servizi dai quali Giulio si sentiva &#8220;sorvegliato&#8221;. Un interrogatorio per sapere chi gli passava le informazioni riportate negli articoli, Giulio non deve aver parlato e quindi le sevizie che lo hanno condotto a &#8220;una morte lenta&#8221; come stabilito dal primo esame autoptico. Le carte sono state inviate a Roma per via diplomatica: &#8220;Morte causata da prolungate torture&#8221;. E sempre un tentativo di sviare gli accertamenti sembra l&#8217;annuncio, non confermato, dell&#8217;arresto di due persone ritenute responsabili dell&#8217;omicidio. Un team di investigatori italiani è volato al Cairo per scoprire la verità invocata ieri dal governo italiano.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/lultima-pista-sulla-morte-di-regeni-torturato-perche-rivelasse-le-fonti/"><img width="300" height="181" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/regeni3.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/regeni3.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/regeni3-96x58.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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