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	<title>Gli italianiIl M5S propone meno parlamentari e vincolo di mandato. Bene ridurre deputati e senatori, ma il vincolo è contro la democrazia &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il M5S propone meno parlamentari e vincolo di mandato. Bene ridurre deputati e senatori, ma il vincolo è contro la democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 18:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/m5s-propone-meno-parlamentari-vincolo-mandato-bene-ridurre-deputati-senatori-vincolo-la-democrazia/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>Il cambio di casacca dei parlamentari è generalmente condannato dall’opinione pubblica la quale ritiene poco “onorevole” che una persona eletta in un partito si trasferisca in un altro gruppo parlamentare. Nella scorsa legislatura la transumanza ha riguardato molte decine di parlamentari. Alcuni hanno cambiato partito più volte. E così si sono levate voci in Parlamento e sui giornali per introdurre il vincolo di mandato. Da ultimo, in un’intervista a La Verità se ne è fatto portavoce il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari regionali e alle autonomie, Stefano Buffagni, unitamente al “taglio del numero dei parlamentari”. Cominciamo&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cambio di casacca dei parlamentari è generalmente condannato dall’opinione pubblica la quale ritiene poco “onorevole” che una persona eletta in un partito si trasferisca in un altro gruppo parlamentare. Nella scorsa legislatura la transumanza ha riguardato molte decine di parlamentari. Alcuni hanno cambiato partito più volte. E così si sono levate voci in Parlamento e sui giornali per introdurre il vincolo di mandato. Da ultimo, in un’intervista a <em>La Verità</em> se ne è fatto portavoce il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari regionali e alle autonomie, <strong>Stefano Buffagni</strong>, unitamente al “taglio del numero dei parlamentari”.</p>
<p>Cominciamo dai numeri dei componenti le Camere. Che deputati (630) e senatori (315) siano troppi in un paese di 60 milioni di abitanti è opinione ampiamente condivisa. Si pensi solo che negli Stati Uniti, con una popolazione di oltre 300 milioni di abitanti, i senatori sono 100, due per ogni stato, indipendentemente dalla popolazione, ed i componenti della Camera dei rappresentanti 435. La proposta di revisione costituzionale voluta da <strong>Matteo Renzi </strong>e <strong>Maria Elena-Boschi</strong> prevedeva che i senatori fossero 100, ma non più eletti dal popolo, mentre lasciava lo stesso numero di deputati, probabilmente ad evitare che votassero contro nel corso delle votazioni sul disegno di legge di revisione della Costituzione. Era un evidente elemento di squilibrio, aggravato dal fatto che cessava di fatto il sistema bicamerale ingiustamente ritenuto causa della lentezza del processo legislativo quando è noto, statistiche alla mano, che le leggi vengono approvate con la velocità che è impressa dalle decisioni politiche. Anche un giorno tra Camera e Senato, quando è stato necessario.</p>
<p>Naturalmente <strong>Renzi</strong> aveva presentato all’opinione pubblica in negativo il nostro bicameralismo raccontando che perfino <strong>Barack Obama</strong> aveva lodato la proposta italiana. L’ex Sindaco di Firenze probabilmente era convinto che gli italiani non sapessero che negli USA il Senato ha un ruolo molto importante nella democrazia parlamentare in un ordinamento costituzionale nel quale il bicameralismo è “perfetto”, cioè paritario, nel senso che le due camere hanno gli stessi poteri. Forse ad <strong>Obama </strong>non era stata spiegata bene la nostra riforma o forse era carente il traduttore.</p>
<p>La cosa non ha destato interesse più di tanto perché gli italiani, subissati dagli slogan del “rottamatore”, avevano già sospettato i pericoli di una riforma che incentrava troppi poteri nel Presidente del consiglio e così hanno votato in massa “NO” dando lo sfratto all’allora inquilino di Palazzo Chigi.</p>
<p>L’ipotesi di introdurre il vincolo di mandato, cioè il divieto di cambiare gruppo parlamentare, è espressamente escluso dalla nostra Costituzione. Secondo l’art. 67, infatti, “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, una formula che riproduce sostanzialmente l’art. 41 dello Statuto Albertino secondo il quale “i deputati rappresentano la Nazione in generale, e non le sole provincie in cui furono eletti. Nessun mandato imperativo può loro darsi dagli Elettori”.</p>
<p>L’ipotesi, tuttavia, torna ad affacciarsi nel dibattito politico, non solo ad iniziativa del M5S perché la condividono anche quanti ritengono indecorosa l’immagine della transumanza dei parlamentari da un gruppo all’altro. Naturalmente chi si fa promotore del vincolo di mandato non è mosso dalla difesa della fedeltà all’elettorato, perché oggi non c’è il voto di preferenza. Chi vuole evitare cambi di schieramento lo fa essenzialmente perché i partiti mantengano il controllo politico degli eletti. Che ha indubbiamente una sua giustificazione nel fatto che colui che viene eletto lo deve esclusivamente al vertice del suo partito il quale lo ha collocato in una posizione, in lista o in un collegio, che, secondo gli orientamenti dell’elettorato, garantivano la conquista del seggio. In sostanza il ragionamento è questo: ti ha fatto eleggere il partito, non puoi passare in un altro schieramento politico.</p>
<p>La scelta del mandato imperativo, tuttavia, fa intravedere una mentalità antiparlamentare. Ci sono state nell’ambito del M5S plurime affermazioni sulla inutilità del Parlamento, sul possibile superamento della democrazia parlamentare. Abbiamo sentito in tal senso le voci di <strong>Davide Casaleggio</strong> e di <strong>Luigi Di Maio</strong>. Del resto i grillini sono dei fan della cosiddetta “democrazia diretta” che non prevede rappresentanti perché, secondo il filosofo svizzero <strong>Jean-Jacques Rousseau</strong>, la sovranità consiste nella “volontà generale, e la volontà generale non si rappresenta”. E Rousseau è l’ispiratore del Movimento al punto che a lui è intestata la piattaforma informatica attraverso la quale gli iscritti propongono, discutono e decidono, in un “populismo digitale” (dal titolo del libro <strong>Alessandro Dal Lago</strong>) che attua una partecipazione popolare attraverso Internet, quasi un’Agorà telematica, che sostituisce le piazze di Atene e Sparta nelle quali 400 anni avanti Cristo i cittadini discutevano e decidevano sulla vita della <em>polis</em>. E comunque erano pochi gli aventi diritto i “liberi e uguali” e pochi partecipavano.</p>
<p>Ma poiché la democrazia in un grande paese non può essere “diretta”, e dei rappresentanti ci devono pur essere, ecco che essi devono essere indissolubilmente legati al partito che li ha fatti eleggere. Il tratto distintivo di questa scelta ricorda lo schema giuridico del mandato che aveva caratterizzato nel medioevo le prime assemblee parlamentari nelle quali chi portava al sovrano le esigenze dei rappresentati era vincolato ad istruzioni dettagliate sulle singole questioni in discussione (<em>cahiers de doléance</em>). Con la conseguenza che il rappresentante che non adempiva diligentemente il suo mandato poteva essere revocato.</p>
<p>Tutt’altra cosa la rappresentanza politica nelle democrazie liberali nelle quali non è possibile definire a priori l’ambito di attività del rappresentante il quale agisce con assoluta autonomia, tenuto solamente ad interpretare “l’interesse reale del paese”, come spiega <strong>James Madison</strong> nel <em>Federalist</em>. Come nella Costituzione francese del 1791 la quale prevedeva che i rappresentanti non sarebbero stati tali per un dipartimento particolare ma per l’intera nazione. È un orientamento condiviso a destra e a sinistra nel corso degli anni nei quali si forma il costituzionalismo liberale. Già nel 1774, <strong>Edmund Burke</strong>, il celebre pensatore conservatore cui è dedicato un bel volume di <strong>Russell Kirk</strong> appena pubblicato (<em>Il pensiero conservatore da Burke a Eliot</em>, a cura di Francesco Giubilei), aveva affermato con chiarezza, in un discorso agli elettori di Bristol, che “il Parlamento non è un congresso di ambasciatori di interessi diversi&#8230; è invece un’assemblea deliberativa di una nazione con un solo interesse, quello della comunità”, dove a guidare le decisione dovrebbe essere “il bene comune che nasce dalla ragione generale”.</p>
<p>Ce n’è abbastanza per contrastare con decisione l’iniziativa del M5S, una scelta esiziale per la democrazia parlamentare nella quale il vincolo deve essere morale e fondato su un collegamento virtuoso tra eletto ed elettore, come avviene nei moderni ordinamenti liberali. Per comprenderne le ragioni basta fare un salto a Londra, nel Regno Unito, che già <strong>Charles-Louis de Secondat barone de la Brède e di Montesquieu</strong> aveva preso come esempio per il suo<em> Esprit des Lois</em>, lo spirito delle leggi, che non è solamente, come comunemente si ritiene, il trattato sulla separazione dei poteri. Lì sta l’approfondimento dei diritti politici, in un paese che, non a caso si ritiene la culla della democrazia parlamentare, dove il candidato nel collegio uninominale che gli è assegnato instaura un rapporto diretto con l’elettorato. Va porta a porta per cercare di convincere gli elettori. Bussa ad ogni porta, anche a quella di chi sa che non lo voterà, perché i suoi elettori non apprezzerebbero un candidato incapace di confrontarsi con l’elettorato avverso. Anni addietro, trovandomi a parlare con un mio amico candidato per il partito liberale a Londra mi sentii dire che la sua forza politica si esprimeva nel radicamento sul territorio, per cui il partito non lo avrebbe mai spostato dal suo collegio perché altrimenti, presentandosi autonomamente, sarebbe stato comunque eletto.</p>
<p>Al contrario, in Italia i partiti non hanno mai voluto che i parlamentari avessero un legame forte con gli elettori, per cui abbiamo casi di deputati e senatori eletti in liste e collegi lontani dal luogo di residenza individuati di volta in volta secondo gli interessi del partito. Insomma sono le segreterie a scegliere candidato, lista o collegio. Perché non abbiano autonomia e autorevolezza. Quella di cui godono a Londra i componenti della Camera dei comuni dove la forza dei partiti è data dall’autorevolezza dei parlamentari eletti e non dai capi dei partiti. Lo sa bene <strong>Theresa May</strong>, Primo ministro di Sua Maestà e leader dei conservatori, preoccupata per gli umori dei parlamentari del suo partito tra i quali serpeggia lo scontento per una Brexit decisa frettolosamente sulla base di un referendum consultivo che di poco ha superato il 50% dei voti espressi e per l’accordo siglato a Bruxelles.</p>
<p>Come diceva già Winston Churchill, d’altronde, “La democrazia rappresentativa è probabilmente il peggiore dei sistemi politici. A esclusione di tutti gli altri”.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/m5s-propone-meno-parlamentari-vincolo-mandato-bene-ridurre-deputati-senatori-vincolo-la-democrazia/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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