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	<title>Gli italianidi MARCO ZACCHERA &#8211; Barometro Meloni &#8211; Il ritorno di Fini &#8211; Rave party &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-barometro-meloni-ritorno-fini-rave-party/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>E’ sempre interessante ascoltare “Circo Massimo”, il commento quasi quotidiano del direttore del “La Stampa” Massimo Giannini che – ovviamente – è da sempre contro “la signora Meloni” ma, a seconda del livello di astio quotidiano, fa ben capire il barometro di inc… dell’opposizione. Per ora stiamo tranquilli: il decreto per i Rave Party è “la legge del manganello”, la Germania, dicendo di prenderci noi i migranti imbarcati sulle proprie navi umanitarie (che loro non accolgono) “Ci dà una bella lezione di umanità” mentre la Meloni “provoca”. Vabbè… Prendiamo atto non da oggi che i gruppi editorial-finanziari della sinistra sono contro il centro-destra,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ sempre interessante ascoltare “Circo Massimo”, il commento quasi quotidiano del direttore del “La Stampa” <strong>Massimo Giannini</strong> che – ovviamente – è da sempre contro “la signora <strong>Meloni</strong>” ma, a seconda del livello di astio quotidiano, fa ben capire il barometro di inc… dell’opposizione.</p>
<p>Per ora stiamo tranquilli: il decreto per i Rave Party è “la legge del manganello”, la Germania, dicendo di prenderci noi i migranti imbarcati sulle proprie navi umanitarie (che loro non accolgono) “Ci dà una bella lezione di umanità” mentre la Meloni “provoca”. Vabbè… Prendiamo atto non da oggi che i gruppi editorial-finanziari della sinistra sono contro il centro-destra, non è certo una novità.  Non sostengano però di essere “indipendenti”, perché allora proprio non sono credibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL RITORNO DI FINI</strong></p>
<p>Prima l’intervista alla stampa estera, poi il ritorno in TV dall’Annunziata, in molti si chiedono se <strong>Gianfranco Fini</strong> non stia meditando un suo rientro in politica dopo un decennio di totale oscuramento. Personalmente non credo ad un suo rientro e tantomeno che si schiererà esplicitamente con un singolo partito, ma non c’è dubbio che il nuovo scenario a guida Meloni abbia riportato interesse su un personaggio che – comunque giudicato – aveva dimostrato per vent’anni la volontà e la possibilità concreta di rinnovare profondamente la destra italiana.</p>
<p>Mai come in questo governo (e lo conferma anche la lista dei sottosegretari) quella che fu Alleanza Nazionale è tornata ad occupare con proprio uomini (e donne) molte caselle nei dintorni di Palazzo Chigi, ma non è questo il punto.</p>
<p>Il percorso politico di Fini è stato infatti una progressione politica che è partita fondando Alleanza Nazionale dalle ceneri del fu Movimento Sociale (1995) ma poi, negli anni, ha assunto posizioni a volte contrastanti con il cliché di una destra tradizionalista, conservatrice e in qualche modo “convenzionale”.</p>
<p>Chi ricorda il percorso politico di Fini &#8211; prima ancora di lasciare Berlusconi per fondare “Futuro e Libertà”, spinto anche da alcuni amici che aveva intorno che si sono poi mostrati delle autentiche serpi &#8211; ricorderà che su diversi temi “civici” od etici la linea di Fini era diversa perfino da quella del proprio partito, si pensi a quella sui referendum sulla procreazione assistita, e non è un caso che ad un certo punto con lui si schierarono persone che oggi – come Della Vedova – sono riapprodate su posizioni radicali o di +Europa, nei diretti paraggi del PD.</p>
<p>L’ex presidente della Camera ha più volte ribadito di non voler dare consigli a nessuno, di non voler porsi come un grillo parlante alle spalle della premier (con cui però non ha smentito di aver ripreso i rapporti) ma piuttosto di continuare a pensare che la destra italiana debba andare non solo oltre alla polemica fascismo-antifascismo, ma soprattutto  muoversi più spedita sul campo dei diritti civili, dell’integrazione, forse anche di una maggiore visibilità ed indipendenza dell’Italia nella politica internazionale.</p>
<p>Fini penso sia ben consapevole – credo con amarezza – di essersi “bruciato” anche per colpe proprie, e soprattutto per aver sottovalutato la continuità di <strong>Berlusconi </strong>di cui legittimamente si sentiva il successore (ma il Cavaliere sembra tuttora inossidabile, anche se a volte in maniera perfino patetica), ammettendo pubblicamente di aver sbagliato facendo confluire Alleanza Nazionale del “Popolo della Libertà”.</p>
<p>La storia non si costruisce con i “se”, piuttosto (anche perchè chi ha rappresentato per cinque anni la terza carica dello Stato non può certo accontentarsi di fare un sottosegretario qualunque) Fini ci tiene correttamente a dimostrarsi e confermarsi come il “padre nobile” (o almeno lo zio) di una destra che alla fine ha ora concluso la sua traversata oceanica dopo che lui stesso – e questa è una verità – per primo si mise a scioglierne le vele.</p>
<p>Non credo quindi che Fini voglia tornare “in politica” ma penso che lo ascolteremo più spesso, anche perché intervenendo dall’Annunziata si è confermato sobrio, concreto, propositivo almeno per i molti italiani che in lui avevano visto un suo futuro da premier e ne erano rimasti profondamente delusi e tristemente disillusi dieci anni fa.</p>
<p>In qualche modo il tempo ha rimarginato certe ferite, ed ecco che si percepisce la classe di un personaggio che resta comunque al di sopra della media politica italiana.</p>
<p>Come per <strong>Almirante </strong>nei suoi confronti a fine anni ’80 è forse scritto che tocca ad altre generazioni gustare il successo, comunque tenendo accesa quella fiamma di continuità ideale della destra italiana che – al di là del facile gioco di parole legato al simbolo di FdI – è però comunque una realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RAVE PARTY: FINALMENTE !</strong></p>
<p>“Buona la prima” per il nuovo ministro dell’interno Matteo Piantedosi che &#8211; senza violenza, ma con fermezza &#8211; ha fatto liberare l’area del non autorizzato “Rave Party” di Modena dove si stavano radunando almeno 3.500 partecipanti da mezza Europa. Chissà perché quello che non riusciva mai ai governi precedenti e soprattutto all’ex ministra Lamorgese (ricordiamoci gli episodi di Torino e nel viterbese l’anno scorso) si è dimostrato subito praticabile e &#8211; per il futuro &#8211; non mancheranno finalmente delle regole per organizzare questi pseudo convegni “musicali” abusivi con relativo sballo e spaccio di droga.</p>
<p>PD e Grillini hanno poi iniziato un fuoco di sbarramento e polemiche sul successivo decreto varato dal governo urlando alla “libertà” conculcata, ai rischi per la democrazia ecc.ecc. Posizione legittima, ma credo assurda e per provarlo si dovrebbero mostrare a lungo le immagini della “fauna” presente a Modena e dintorni, tanto difesa dal PD: vedere com’era conciata certa gente sarebbe la migliore pubblicità per le decisioni di Meloni &amp; C. ricordando a <strong>Letta</strong> che &#8220;rave&#8221; in inglese significa appunto &#8220;delirio&#8221;</p>
<p>Se è comunque “libertà” lo spaccio di droga libera e di sostanze di ogni tipo insista pure il PD a difendere queste posizioni, ma governo e maggioranza vadano avanti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL PREZZO DEL GRANO</strong></p>
<p>Afferma <strong>Joe Biden</strong>: “La sospensione dell&#8217;accordo sul grano da parte della Russia (dopo che nel porto di Sebastopoli erano state danneggiate da droni 4 navi russe &#8211; ndr) è scandalosa, la Russia sta nuovamente cercando di usare la guerra da lei iniziata come pretesto per usare il cibo come arma, colpendo direttamente le nazioni bisognose e i prezzi alimentari globali, e aggravando le già&#8217; gravi crisi umanitaria e l&#8217;insicurezza alimentare&#8221;.</p>
<p>Forse non tutti sanno che l’Ucraina produce 26 milioni di tonnellate di grano (circa il 3% della produzione mondiale) contro i 93 milioni di USA e Canada. Il giorno dopo il blocco russo, il prezzo del grano sul mercato mondiale è di colpo aumentato del 7,7%.  Chi ci guadagna di più per questi aumenti?  E – soprattutto – chi ha fornito e mandato i droni a Sebastopoli, così come chi ha sabotato i gasdotti russi nel Baltico?</p>
<p>I russi sostengono le responsabilità della Gran Bretagna, ma se non mostrano prove è mera propaganda, mentre invece – se effettivamente le prove ci fossero – andrebbero ben valutate perché allora UE e NATO dovrebbero ripensare l’opportunità di continuamente inviare armi a Kiev. Mai come ora servirebbe trasparenza, purtroppo non c’è.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LULA VINCE IN BRASILE</strong></p>
<p>Con meno di due milioni di voti di vantaggio e quasi 5 milioni di schede bianche o nulle (particolare poco ricordato dai media italiani, tutti schierati con Lula a cominciare dalle corrispondenze RAI)  Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto il <a href="https://customer72153.musvc6.net/e/t?q=7%3dSZIYO%26J%3dK%26H%3dMdJa%26A%3dfMVNa%26C%3dBFR8M_Dykt_O9_0uox_J0_Dykt_NDBANb.AEK.GB_Lm1h_V2K7HzM_0uox_J0NhJV_Dykt_NDId_Dykt_NDKd_Dy5w9skt_NDtLwQ1F1-0sF8MBNwEyCA-JCFw-07FEM65DM%26v%3dGGQD7R.LwN%265Q%3dIaNg&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">ballottaggio</a> ed è stato eletto presidente del Brasile per la terza volta. Lula ha battuto l&#8217;attuale presidente <a href="https://customer72153.musvc6.net/e/t?q=A%3dLWMcH%26G%3dO%26L%3dFaNe%264%3dcQZGX%26G%3dF9OBQ_7vox_H6_Dyhu_ND_7vox_GAFEGY.EID.DF_Pfxl_ZuHALsJ_Dyhu_NDpKBP4AALsD9C3O5_Pfxl_ZuEwG79p6w-7AJ8J097J-yFx-0%26z%3dK0NHAK.I1R%26xN%3dMeGd&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Jair Bolsonaro</a>, che ha vinto però in 14 dei 27 stati brasiliani e ad oggi non ha ancora riconosciuto la sconfitta.</p>
<p>Non credo sia stato facile scegliere per i brasiliani: Bolsonaro non ha convinto durante il suo mandato e – complice anche il Covid &#8211; solo in parte ha migliorato la situazione economica dimostrando molta poca attenzione all’ambiente e ai più deboli, mentre Lula ha cementato il suo successo nelle classi popolari che con lui hanno goduto in passato di “bonus” di ogni tipo ed ovviamente lo hanno votato in massa, soprattutto nel nord del paese più povero e dove decine di milioni di persone in pratica vivono di sussidi pubblici.</p>
<p>La spaccatura del paese è stata evidente: con Bolsonaro i ceti produttivi, gli stati più sviluppati e le classi più ricche, quelle povere con Lula. Chi è stato recentemente in Brasile avrà notato come milioni di persone non lavorano, letteralmente accampate ovunque e con esasperate differenze economiche e sociali che nessuno dei due presidenti ha voluto od è riuscito a colmare.</p>
<p>Intanto la corruzione è pazzesca e Lula ne è stato a lungo espressione di vertice, anche se una scelta politica della corte suprema gli ha permesso di concorrere alle elezioni.</p>
<p>Il rischio è ora di un pronunciamento delle forze armate e di un ulteriore crollo dell’economia. Certamente la situazione brasiliana resta esplosiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FOIBE</strong></p>
<p>I resti di oltre 3.200 persone, trucidate al termine della seconda guerra mondiale, sono state riportate alla luce da una foiba nella località di Kocevski Rog, in Slovenia. Si tratterebbe della più grande fossa comune scoperta fino a oggi: le vittime del massacro sarebbero in gran parte slavi, uccisi dai partigiani comunisti di Tito, impossibile sapere se tra di essi vi siano anche italiani deportati o residenti nelle terre italiane “liberate” dai titini. Ad oggi – va ricordato – nessuno sa con precisione quanti italiani siano stati infoibati e le autorità slovene hanno sempre fatto di tutto perché questa verità non emergesse mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-barometro-meloni-ritorno-fini-rave-party/">di MARCO ZACCHERA &#8211; Barometro Meloni &#8211; Il ritorno di Fini &#8211; Rave party</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-barometro-meloni-ritorno-fini-rave-party/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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