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	<title>Gli italianidi MARCO ZACCHERA &#8211; Erdogan e Draghi: W l&#8217;ipocrisia &#8211; Libertà di informazione &#8211; Coldiretti &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 12:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un limite alla demagogia, alla farsa, alla “realpolitik”? La visita di Draghi ad Ankara a “baciare la mano” ad Erdogan forse l’ha superato.</p>
<p>Erdogan, quello che per Draghi un anno fa era – parole sue &#8211; “un dittatore” con cui adesso “siamo partner, amici ed alleati”. Eppure è quello stesso Erdogan che solo l’anno scorso negava una sedia ad Ursula Von der Leyen perché donna, quello che ha messo in galera migliaia di   oppositori,   arrestato   centinaia   di   giornalisti,   imposto   la   censura   alla   stampa, espulso dalla magistratura turca avvocati e giudici non allineati, quello che discrimina i cristiani e invoca apertamente la distruzione dell’etnia curda, quello stesso Erdogan che fino a pochi mesi fa eseguiva il “lavoro sporco” in Siria certo dell’impunità nel mondo.  Come Putin, meglio (peggio) di Putin.</p>
<p>Un Draghi obbligato ad essere ipocrita superstar e che fa il paio con il leader PD Enrico Letta che 14 mesi fa twittava “È grave la scelta di Erdogan di ritirare la Turchia dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Un altro passo che allontana la Turchia dal rispetto delle regole fondamentali.”</p>
<p>Forse che Erdogan si è ravveduto o ha fatto un passo indietro verso le “regole fondamentali”? Assolutamente no, ma da buon levantino sta con tutti e contro tutti a seconda   del   proprio   tornaconto.   Uno     che   vent’anni   fa   –  come   Putin  &#8211;   si   era presentato come innovatore liberale e adesso obbliga al velo le donne, il furbastro che dalla guerra Russia-Ucraina ha subito cominciato a guadagnarci di più.</p>
<p>La Turchia, un paese cui adesso si promette che entrerà in Europa, che sta nella NATO ma non applica le sanzioni alla Russia, che approfitta del conflitto per sparare a zero (per ora solo a parole) contro la Grecia, paese “nemico” da sempre, che non ha mai riconosciuto il genocidio armeno e che si è annessa un pezzo di Cipro (altra faccenda dimenticata).  Erdogan, quello che incassa milioni di Euro annualmente dall’Europa per tenersi i profughi siriani che però poi li lancia verso ovest a colpi di rubinetto e a seconda delle proprie convenienze e del proprio tornaconto.</p>
<p>Ieri dittatore squalificato, oggi “partner, amico ed alleato”: che figura!</p>
<p>Si inchina e lo ossequia tutto il mondo demo-green-eco-paci-progress-antifascista: “Un’ alleanza necessaria”. Perché mai “necessaria”? In chiave anti-Putin, ovviamente, perché Erdogan “E’ un autocrate, non un dittatore” chiosa il solito Letta, abituato a dover saltare da un campo all’altro pur di tenersi stretti alleati e potere.</p>
<p>Cerchiamo per una volta di essere un po’ meno ipocriti: Erdogan è esattamente come Putin, solo che adesso fa comodo avercelo come allegato e allora tutto va bene, può fare di tutto, tutto gli viene promesso, tutto si dimentica o si fa finta di dimenticare.</p>
<p>Ma siamo seri: se Putin è insopportabile allora Erdogan lo anche di più e non solo per gli evidenti limiti della sua democrazia, ma perché è più sfuggente, cinico, mellifluo, calcolatore. E noi (Italia-Europa-NATO-G7-USA), ipocriti come sempre, gli corriamo dietro. Ma non siamo davvero dei pagliacci?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LIBERTA’ DI INFORMAZIONE, CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?</strong></p>
<p>Cerchiamo di liberarci da ogni preconcetto. Secondo voi le reti televisive di Rai1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La 7, Sky, Rai News 24 ecc. sono “filo russe” nel dare informazioni? Passando alla carta stampata, vi sembrano russofili o pro-Putin giornali come il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, il Messaggero, i Quotidiani Nazionali ecc. ma anche Libero o il Giornale? E così le agenzie di stampa ANSA, AGI &#8230; A me francamente pare di no.</p>
<p>Che quindi si adombri che da Mosca ci si muova per “strategie pianificate per una sistematica alterazione della corretta informazione e del processo democratico” come dichiara Antonello Giacomelli, l’ex deputato PD ora responsabile dell’AgCom (ovvero la costosissima Agenzia Garante per le Comunicazioni) lo trovo del tutto inverosimile. Allo stesso modo quando Giacomelli sostiene “Trovo necessario e doveroso che le strutture della sicurezza dei governi democratici europei, a partire da quello italiano, si occupino di fronteggiare questo rischio.”</p>
<p>Ma quale rischio? Quando si dichiara il timore “che le fake-news russe facciano breccia nell’opinione pubblica” ci si dimentica che se oggi una fetta importante di italiani ha una posizione critica sulla situazione in Ucraina non credo che ciò dipenda da false informazioni russe, quanto – al contrario – proprio perché l’informazione ufficiale è così monocorde da suscitare qualche sospetto, tenuto anche conto che – unanime – è anche il coro dei grandi Network americani ed inglesi oltre alle principali testate giornalistiche del mondo, tutte sempre e comunque schierate ad applaudire Biden, la NATO, i vertici europei e Zelensky.</p>
<p>Certamente nel mondo web ci sono fonti russofile, ma nessuna persona di buon senso si lascia abbindolare così facilmente dalle tesi putiniane o terrapiattiste, soprattutto se poco credibili e ben poco documentate.</p>
<p>Piuttosto il tema è drammaticamente un altro: il silenzio che accompagna moltissime questioni che partono dall’Ucraina e sconfinano nel campo economico e in generale nella gestione europea e mondiale dell’economia, del clima, della cultura, dell’informazione.</p>
<p>Penso alla poca trasparenza o visibilità di inchieste serie sulle speculazioni finanziarie, sugli arricchimenti scandalosi di poche migliaia di persone rispetto a miliardi di poveri, alle speculazioni sulle materie prime, i farmaci, la sanità, l’approvvigionamento alimentare, il controllo dell’acqua.</p>
<p>La sostanziale “verità ufficiale” non spiega mai – sono esempi concreti – che le sanzioni rischiano di incidere ben poco sulla Russia se non vengono applicate da buona parte del pianeta (paesi della Brics, Sudamerica, Messico, Turchia, Stati del Golfo, sud est asiatico ecc.).  Pochi hanno ricordato il “prezzo” che la NATO paga per assicurarsi l’appoggio di Erdogan in termini di diritti civili, così come pochissimi hanno affrontato con serietà lo spinoso tema dei rapporti tra Unione Europea (ed in primis quelli personali di Ursula von der Leyen ) con le grandi aziende farmaceutiche o – soprattutto in Italia – la grande opacità su quelle operazioni bancarie che in buona sostanza hanno distrutto il risparmio dei “piccoli” e permesso affari colossali ad alcune banche, oppure le truffe sui “bonus” e i prezzi amministrati, così come nessuno affronta seriamente la questione del rapporto di dipendenza europeo dagli USA.</p>
<p>Su questi temi servirebbe quindi davvero più trasparenza e libertà di informazione (il che sarebbe proprio il compito dell’AgCom, anziché correre dietro alle farfalle) vista una libertà che “ufficialmente” c’è sempre, ma poi – nella pratica – spesso si dissolve dietro le parole scontate e soprattutto la rarissima volontà di fare effettiva trasparenza sui fatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DISASTRI UGUALE COLDIRETTI</strong></p>
<p>Lo avete notato? L’ufficio-stampa migliore d’Italia è quello della Coldiretti che ad ogni evento atmosferico quantifica i danni in tempo reale. Siccità? Tot danni, ma anche se piove o tira vento, grandina, nevica o arrivano gli insetti cinesi. E’ uno stillicidio di brutte notizie con un quotidiano tariffario dei disastri che vengono quantificati in tempo reale (chissà come) e subito ripresi dai media. In un mondo affamato di tragedie pur di andare in prima pagina Coldiretti è un alleato prezioso per fare comunque aumentare i prezzi, soldi che però raramente restano nelle mani dei produttori a tutto vantaggio della troppo lunga filiera della disrtribuzione &#8220;made in italy&#8221; .</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-erdogan-draghi-w-lipocrisia-liberta-informazione-coldiretti/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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