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	<title>Gli italianidi MARCO ZACCHERA &#8211; Guerre &#8211; Petrolio e speculazione &#8211; Idiozie ed epurazioni &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211; Guerre &#8211; Petrolio e speculazione &#8211; Idiozie ed epurazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2022 18:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-guerre-petrolio-speculazione-idiozie-ed-epurazioni/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>No, non vi parlo di Ucraina perché ne parlano tutti. Prima era il Covid a monopolizzare le informazioni, ora si parla solo del conflitto, in un tragico talk show quotidiano. Guerre? Come il Covid è improvvisamente sparito dai media, così abbiamo dimenticato tutte le altre guerre che purtroppo impestano il mondo. Nessuno parla più di Afghanistan, velocemente cancellato dopo la maxi-figuraccia USA ed occidentale, ma dove si continua a morire. Sparite totalmente dall’attenzione le donne afghane: “Non vi dimenticheremo” era stato detto loro e invece centinaia di ex giudici donne ed ex giornaliste sono sparite nel nulla, milioni di donne&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non vi parlo di Ucraina perché ne parlano tutti. Prima era il Covid a monopolizzare le informazioni, ora si parla solo del conflitto, in un tragico talk show quotidiano.</p>
<p>Guerre? Come il Covid è improvvisamente sparito dai media, così abbiamo dimenticato tutte le altre guerre che purtroppo impestano il mondo.</p>
<p>Nessuno parla più di Afghanistan, velocemente cancellato dopo la maxi-figuraccia USA ed occidentale, ma dove si continua a morire. Sparite totalmente dall’attenzione le donne afghane: “Non vi dimenticheremo” era stato detto loro e invece centinaia di ex giudici donne ed ex giornaliste sono sparite nel nulla, milioni di donne sono tornate al medioevo e neppure l’8 marzo sono state ricordate. Vivono nascoste, forse morte, forse fuggite: nessuno lo sa, nessuno ci informa. Così come sul destino dei circa 4.000 collaboratori afghani della nostra missione militare che dovevano essere “salvati”: partito l’ultimo aereo ad agosto non si è più visto né sentito nessuno.</p>
<p>Spariti (anzi, mai apparsi) i video sui disastri della guerra saudita in Yemen (conflitto benedetto dagli USA e combattuto anche con armi italiane), come &#8220;no news&#8221; dalla Somalia dove si muore da anni, dalla Birmania, dal Corno d’Africa, dal Sud-Sudan e da una incredibile serie di paesi – dall’Egitto all’Iran, dalla Cina a Cuba – dove i diritti umani sono negati. Guerre dimenticate, senza “appeal”.</p>
<p>In che tragedia di mondo stiamo vivendo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PETROLIO TRA PREZZI E SPECULAZIONE</strong></p>
<p>Considero Mario Draghi come un premier autorevole, ma ho l’impressione che “Supermario” sia molto, troppo attento agli interessi delle grandi multinazionali prima ancora di considerare i loro effetti per i  comuni cittadini italiani.</p>
<p>Prima gli interessi delle case farmaceutiche che si sono gonfiate con i profitti Covid senza lo straccio di un calmiere europeo, poi il tappeto rosso alle banche che hanno fregato milioni di risparmiatori, adesso i prezzi petroliferi sui quali si sta intervenendo con grandi ritardi e dopo aver permesso profitti scandalosi.</p>
<p>Ne avevo scritto la settimana scorsa, colpito dai silenzi ufficiali e proprio il giorno dopo si è svegliato il ministro Cingolani che ha parlato di speculazioni, truffe, extraprofitti, manco avesse letto “Il Punto”. Comunque Cingolani è un ministro davvero sconcertante dichiarando pubblicamente : “Non capisco come ciò sia possibile”.</p>
<p>Il signor ministro non capisce?! Si chiama speculazione, quella che arriva puntuale quando un governo interviene con lentezza, permettendo utili stratosferici alle multinazionali senza scrupoli ma anche alle aziende para-pubbliche che pur dovrebbero fare gli interessi dei cittadini.</p>
<p>Servono poco i viaggi di Di Maio in Algeria a implorare gas se la nostra diplomazia e quella europea non riescono a convincere i paesi del Golfo ad aumentare significativamente la produzione. Paesi arabi che ringraziano Putin per l’enorme regalo portato loro dalla guerra in Ucraina e non è un caso che gli Emirati Arabi si siano astenuti anche in sede di votazioni ONU a condannare la Russia.</p>
<p>L’altro aspetto emblematico (e speculativo) è che i prezzi sono schizzati non appena USA e Gran Bretagna hanno parlato di embargo alla Russia. Facile per questi due paesi parlarne perché hanno una quasi assoluta indipendenza estrattiva rispetto a Putin, ma lasciando nei guai tutti gli altri, ad iniziare dai paesi europei.</p>
<p>Il problema è acuito anche dalla ipocrisia del nostro governo: il costo del petrolio incide per circa il 35% sul prezzo alla pompa, le altre componenti fiscali, IVA e accise superano invece il 50% e – soprattutto – viene oggi raffinato petrolio che non è stato acquistato agli attuali prezzi correnti, ma stoccato a prezzi molto inferiori, senza contare che tutte le imprese petrolifere si assicurano forniture a prezzi calmierati o sono contro-assicurate rispetto alle fluttuazioni del mercato.</p>
<p>Per avere un’idea dell’imponenza delle speculazioni che Cingolani “non capisce” basta guardare al 2013-2014 quando vi fu una fiammata mondiale dei prezzi petroliferi.</p>
<p>Il 16 giugno 2014 il prezzo di greggio al barile raggiungeva il prezzo-record di 112,83 dollari, prezzo che oggi – dopo una settimana di alternanti diminuzioni, ma non se ne è accorto quasi nessuno – è intorno ai 100 dollari, ma con un prezzo medio alla pompa (fonte ministeriale del 16 marzo) di <u>2,18 euro al litro</u>, mentre nel 2014 la benzina toccò il prezzo-record medio di soli <u>1,72 euro al litro</u>. Una differenza alla pompa di quasi mezzo euro frutto di pura e semplice speculazione che infatti – appena si è cominciato a parlarne – per incanto si è “raffreddata”.</p>
<p>Comunque, se rispetto a 3 mesi fa oggi il prezzo del greggio è aumentato del 30% significa che alla pompa il prezzo della benzina dovrebbe essere aumentato di non più del 10% (un terzo del 35% di incidenza del costo del greggio sul prezzo alla pompa) a parità di “guadagno” dello stato.</p>
<p>I carburanti sono però aumentati molto di più e la differenza è tutto maggior profitto della “catena”, dove però per oltre il 50% la catena si chiama “Stato”.</p>
<p>Lo Stato sta quindi generando inflazione che erode i risparmi e gli stipendi “guadagnando” molto dai rincari, oltre agli strabilianti profitti di aziende para-pubbliche come ENEL ed ENI. Si parlava di tassare almeno questi extra-profitti, ma poi tutto è evaporato e non è certo una risposta rateizzare le bollette (che prima o poi vanno comunque pagate) o ridurre di un poco le accise, visti gli extra margini.</p>
<p>Lo stesso vale per gli aumenti dell’energia elettrica che per quasi il 40% è fornita da energia rinnovabile che non ha avuto aumenti di prezzo, eppure con la scusa dell&#8217;aumento del prezzo del gas tra IVA, accise e balzelli vari le bollette sono più che raddoppiate.</p>
<p>Se lo stesso governo ha imposto lo stato di emergenza, Mario Draghi deve ora dimostrare coraggio e coerenza imponendo prezzi equi e controllati per energia e carburanti.</p>
<p>D&#8217;altronde non c’è libera concorrenza se di fatto un cartello di produttori (e raffinatori) fissa i prezzi a proprio piacimento, in un reciproco interesse di pochi e nel disinteresse delle inutili Autority pubbliche. Draghi dimostri insomma la sua autorevolezza ed indipendenza da quei grandi gruppi economici che troppo spesso si delineando alle sue spalle e che sembrano dettare le regole del gioco con il compiacente placet di Bruxelles.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IDIOZIE ED EPURAZIONI</strong></p>
<p>Nel centenario della traslazione del Milite Ignoto al Vittoriano, il comune di Guidonia Montecelio (Roma) aveva deciso di intitolare una via a <strong>Maria Bergamas</strong>, friulana, la madre che cento anni fa scelse ad Aquileia l’ignota salma del caduto che oggi riposa all’Altare della Patria, simbolo di tutte le madri che avevano perso i loro figli nella prima guerra mondiale.</p>
<p>“Contrordine compagni”: la giunta PD-M5S ha ora innestato infatti la marcia indietro avendo “scoperto” che la signora in questione sarebbe poi stata “fascista”. Attenzione, la Bergamas non ebbe mai nessun incarico, nessun ruolo, nessuna nomina, ma “di fatto” &#8211; sostiene ora la giunta della cittadina laziale &#8211; divenne “un emblema fascista” e quindi va epurata.</p>
<p>Ipocrisia, soprattutto facendo notare che il comune di Guidonia – che oggi ha 86.000 abitanti &#8211; è stato fondato il 15 dicembre 1935 proprio per volontà del Duce, in ricordo del generale dell’aeronautica <strong>Alessandro Guidoni,</strong> dopo imponenti lavori idraulici che debellarono la malaria che colpiva quella zona. Ma si sa, anche le bonifiche del ventennio erano conquiste antifasciste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa gara epurativa anche il governo, in settimana, ci ha messo del suo.</p>
<p>Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, on. <strong>Nicola Fratoianni</strong>, ha infatti pure lui “scoperto” che un aereo dell’aeronautica militare – udite udite! – è tuttora intitolato ad <strong>Italo Balbo</strong> chiedendo di epurarne il nome. Il Ministro della Difesa, rispondendo a Montecitorio ad una sua interrogazione, ha comunicato che si procederà prontamente in tal senso.</p>
<p>Invano andrebbe ricordato che Italo Balbo fu il fondatore &#8211; di fatto &#8211; della nostra aeronautica moderna (e fu il primo ministro dell’aeronautica), quello che per primo volò in formazione per mezzo mondo con i suoi idrovolanti conquistando popolarità per l&#8217;Italia e record ineguagliati: siccome tutto è ipocrisia, la Memoria deve essere oggi una cosa negata.</p>
<p>Forse Fratoianni non sa neppure  non solo che Italo Balbo era contrario alla guerra a fianco della Germania, ma soprattutto che fu l’unico gerarca ad opporsi alle leggi razziali come risulta dal verbale della riunione del Gran Consiglio del fascismo nella seduta del 6 ottobre 1938, morendo poi alla guida del suo aereo nei primi giorni di guerra, colpito (per effettivo errore?) dalla contraerea italiana in Libia.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-guerre-petrolio-speculazione-idiozie-ed-epurazioni/">di MARCO ZACCHERA &#8211; Guerre &#8211; Petrolio e speculazione &#8211; Idiozie ed epurazioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-guerre-petrolio-speculazione-idiozie-ed-epurazioni/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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