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	<title>Gli italianidi MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Capire il populismo per andare oltre la crisi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Capire il populismo per andare oltre la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 13:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/mario-bozzi-sentieri-capire-populismo-andare-oltre-la-crisi/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Storico e sociologo francese, studioso dell’estrema sinistra e della politica italiana, con particolare attenzione alle mutazioni della nostra democrazia, Marc Lazar è una delle “voci nuove” del Festivalfilosofia 2021, che si terrà tra Modena, Carpi e Sassuolo dal 17 al 19 settembre. La sua lectio magistralis, dedicata alla “Crisi della libertà. Sulla democrazia liberale e rappresentativa”, è stata parzialmente anticipata da “la Repubblica”. Nocciolo dell’analisi di Lazar è il rapporto tra democrazie e populismi: un tema cruciale che ci piace rimarcare, quale esempio, tra tante valutazioni superficiali e sostanzialmente propagandistiche, offerte, in materia, dalla cultura italiana e largamente dispensate dai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/mario-bozzi-sentieri-capire-populismo-andare-oltre-la-crisi/">di MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Capire il populismo per andare oltre la crisi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Storico e sociologo francese, studioso dell’estrema sinistra e della politica italiana, con particolare attenzione alle mutazioni della nostra democrazia, Marc Lazar è una delle “voci nuove” del Festivalfilosofia 2021, che si terrà tra Modena, Carpi e Sassuolo dal 17 al 19 settembre.</p>
<p>La sua <em>lectio magistralis</em>, dedicata alla “Crisi della libertà. Sulla democrazia liberale e rappresentativa”, è stata parzialmente anticipata da “la Repubblica”. Nocciolo dell’analisi di Lazar è il rapporto tra democrazie e populismi: un tema cruciale che ci piace rimarcare, quale esempio, tra tante valutazioni superficiali e sostanzialmente propagandistiche, offerte, in materia, dalla cultura italiana e largamente dispensate dai mass media.</p>
<p>Lo studioso francese chiarisce – in premessa – come sia necessario comprendere le dinamiche in corso, “soprattutto nella dialettica tra le democrazie ed i populismi”, a partire da quelle che vengono individuate come le tre grandi crisi che stanno alla base della crescita dei populismi: una crisi politica, una sociale ed una culturale.</p>
<p>La crisi politica è contrassegnata – secondo Lazar &#8211;  dalla sfiducia verso le istituzioni ed i responsabili politici, accusati di essere corrotti ed incapaci di “rappresentare” il sentire collettivo; sul piano sociale è la  precarizzazione diffusa,  capace di approfondire le disuguaglianze tra le persone e le generazioni, a favorire la crescita dei populismi; culturalmente sono le questioni “identitarie” a tenere banco, quali risposte al lungo processo di individualizzazione delle nostre società.</p>
<p>Rispetto alle banalizzazioni a cui siamo abituati ogni giorno dal <em>mainstream </em>le analisi offerte da Lazar ci sembrano un significativo salto di qualità: una base di partenza essenziale non solo per comprendere, alle radici, i populismi, quanto anche per elaborare – da parte di chi non si riconosce nel quadro politico, sociale e culturale dominante – le doverose contromisure, le risposte di sostanza, i programmi in grado di superare finalmente la crisi cronica del sistema liberal-democratico.</p>
<p>Lazar pone la questione al fondo della sua <em>lectio</em>: “Saranno capaci – chiede – le nostre democrazie, di rinnovarsi da cima a fondo, di integrare le persone che si rifugiano nell’astensionismo e nel voto protestatario-populista, di favorire la partecipazione civica, di far emergere nuovi responsabili politici che riflettano meglio la complessità e la diversità delle nostre società?”</p>
<p>Tra tanta retorica “democratica”, oggi largamente diffusa, da qui crediamo si debba partire, preso atto delle ragioni di fondo che stanno alla base di una crisi sistemica, rispetto alla quale è urgente dare risposte adeguate.</p>
<p>Al di là delle piccole scaramucce politiche, della cronica arretratezza del nostro sistema produttivo, dei bassi orizzonti di una cultura conformista impegnata a difendere l’esistente, l’invito a comprendere “alle radici” i populismi, appare come l’unica strada percorribile per iniziare ad affrontare le debolezze “strutturali” delle società liberal-democratiche.</p>
<p>A cominciare dal “distacco” tra istituzioni parlamentari e cittadini e dallo sfilacciarsi dei vecchi modelli di rappresentanza politica e di coesione sociale. Al di là degli interventi economici, su cui pare focalizzarsi l’azione dei governi occidentali, ben oltre l’andamento dei rispettivi Pil e la tenuta dei bilanci ci vuole ben altro per “difendere la democrazia”. I temi non mancano:  la cesura  tra ciò che pensa il cittadino e ciò che fa l’uomo politico, suo rappresentante; la carenza di controllo sulle decisioni dei centri di potere &#8220;irresponsabili&#8221;, che presiedono alla produzione e all&#8217;allocazione delle risorse materiali ed  influiscono in maniera determinante sulla politica degli Stati, plasmano l&#8217;opinione pubblica, condizionano pesantemente i processi elettorali; la perdita di ruolo dei partiti, intorno a cui si sono costruite le democrazie parlamentaristiche occidentali; la difficoltà a governare il pluralismo delle società complesse; la sudditanza ai dettami della globalizzazione; il venire meno della capacità di coinvolgimento critico del cittadino, segnato dall’individualismo e dal consumismo.</p>
<p>Sono questi i temi rispetto ai quali è urgente dare risposte chiare e dirette, laddove certa politica-politicante sembra essere  inconsapevole, rincantucciata dietro le parole passepartout, buone forse nel passato, ma oggi decisamente inadeguate,  preso atto  – per dirla con il Berlinguer parafrasato da Lazar &#8211; che  la spinta propulsiva delle democrazie liberali e rappresentative è esaurita. E dunque a nuovi strumenti rappresentativi occorre pensare e ad una reale politica partecipativa, in grado di dare voce alla volontà popolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/mario-bozzi-sentieri-capire-populismo-andare-oltre-la-crisi/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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