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	<title>Gli italianidi MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Cercasi lavoratori &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Cercasi lavoratori</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 14:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/mario-bozzi-sentieri-cercasi-lavoratori/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>La sfida occupazionale deve fare i conti – in questi anni di trasformazioni tecnologiche – con la difficoltà a trovare figure lavorative in grado di coprire le richieste delle aziende. I numeri parlano chiaro. Mentre le assunzioni programmate per settembre 2023 sono 531 mila (l’1,3% in più rispetto all’anno scorso) i casi in cui non si trovano candidati adatti sono saliti in un anno di cinque punti percentuali fino al 48%. E per molte figure tecnico-ingegneristiche e di operai specializzati le assunzioni scoperte toccano punti del 60-70%. Il problema più frequente per le imprese è proprio la “mancanza di candidati”&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La sfida occupazionale deve fare i conti – in questi anni di trasformazioni tecnologiche – con la difficoltà a trovare figure lavorative in grado di coprire le richieste delle aziende. I numeri parlano chiaro.</p>
<p>Mentre le assunzioni programmate per settembre 2023 sono 531 mila (l’1,3% in più rispetto all’anno scorso) i casi in cui non si trovano candidati adatti sono saliti in un anno di cinque punti percentuali fino al 48%. E per molte figure tecnico-ingegneristiche e di operai specializzati le assunzioni scoperte toccano punti del 60-70%.</p>
<p>Il problema più frequente per le imprese è proprio la “mancanza di candidati” per il 31,7%, mentre la “preparazione inadeguata” si attesta al 12%. Mancano operai specializzati, conduttori di impianti e le professioni tecniche.</p>
<p>A livello territoriale le imprese delle regioni del Nord Est sono quelle più in difficoltà, con il 53,4% del personale ricercato difficile da trovare, una quota ben superiore a quella registrata nel Sud e Isole (43,5%) e nel Centro (45,9%), mentre il valore nel Nord Ovest (47,4%) si mantiene vicino alla media.</p>
<p>Per rispondere alle esigenze delle imprese, sale il ricorso alla manodopera straniera che passa dalle 95mila assunzioni dello scorso anno, pari al 18,2% del totale, alle attuali 108mila, pari al 20,4%.</p>
<p>Questi dati non sono una novità, né riguardano solo il nostro Paese. Attualmente oltre tre quarti delle imprese dell’Ue incontrano difficoltà a trovare lavoratori qualificati e già nel 2021 in ben 28 attività lavorative (dall’edilizia all’assistenza sanitaria, dall’ingegneria all’informatica) si registravano carenze in termini di competenze.</p>
<p>Non a caso il 9 maggio 2023 ha preso il via l’Anno europeo delle competenze con lo scopo di sensibilizzare istituzioni europee, Stati membri, parti sociali, imprese e lavoratori dell’Unione a investire nella formazione e nello sviluppo delle competenze per superare la carenza di manodopera e responsabilizzare gli individui a partecipare attivamente alle transizioni in corso del mercato del lavoro attraverso la formazione continua.</p>
<p>Per perseguire l’obiettivo la Commissione promuoverà iniziative per migliorare il livello delle competenze e di riqualificazione; attività di analisi del fabbisogno di competenze; azioni per favorire un più agevole riconoscimento delle qualifiche, comprese quelle rilasciate al di fuori dell’Ue.</p>
<p>Centrale, in quest’ottica, appare la necessità di intervenire sulla Scuola, snodo essenziale tra formazione e richieste delle aziende. Qualcosa – da questo punto di vista – si sta muovendo.</p>
<p>A partire dall’anno scolastico 2023/2024, in Italia saranno circa 40.000 i docenti, tutor e orientatori, che supporteranno gli studenti di circa 70.000 classi dell’ultimo triennio. I primi 150 milioni di euro sono già stati stanziati per finanziare questa misura che consentirà agli studenti di avere percorsi personalizzati e inclusivi e di avviare una nuova alleanza fra scuola e famiglie. I tutor, in particolare:  dovranno aiutare ogni studente ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità, supportando   le famiglie nei momenti di scelta dei percorsi formativi e/o professionali degli studenti. Gli orientatori, in particolare, favoriranno, anche grazie alla piattaforma digitale unica per l’orientamento messa a punto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’incontro tra le competenze degli studenti, l’offerta formativa e la domanda di lavoro per consentire una scelta informata e consapevole del percorso di studio o professionale da intraprendere.</p>
<p>A breve dovrebbe inoltre arrivare in Parlamento un disegno di legge che conterrà la riforma degli istituti tecnici e professionali. Una riforma che darà concretezza all’idea del Ministro Valditara di legare sempre più la scuola con il mondo del lavoro. L’obiettivo del Ministero è far nascere appunto la filiera formativa tecnologico-professionale destinata ad affiancare in un’ottica di “campus” istruzione professionale statale, Ie Fp regionale e Its Academy.</p>
<p>Dopo una fase di elaborazione con le regioni, il mondo produttivo e i sindacati, il progetto dovrebbe prendere il via dall’anno scolastico 2024/2025.</p>
<p>I punti cardine del progetto  sono quattro.</p>
<p>Prima di tutto l’attivazione dei percorsi quadriennali, che mira a rilanciare la sperimentazione delle superiori in quattro anni, anziché cinque. Sperimentazione che non è mai decollata e che anzi si è trasformata in un flop.</p>
<p>L’altro punto importante della riforma sarà l’apprendistato formativo e alternanza scuola-lavoro già dal secondo anno, che dovrebbe contare almeno fino a 400 ore complessive.</p>
<p>Uno degli aspetti maggiormente sottolineati in questi mesi dal Ministro Valditara sarà la quota di docenti provenienti dal mondo produttivo e professionale che serviranno a potenziare la didattica, “per offrire specializzazioni – ha spiegato  Valditara – che il sistema scolastico da solo non riesce a mettere in campo, arricchendo così il piano dell’offerta formativa”.</p>
<p>Un dato è certo: è necessario accelerare il nuovo processo formativo per mettere le scuole in condizione di rispondere alle  richieste che arrivano dal mondo produttivo.</p>
<p>Ad emergere è una nuova domanda di modernizzazione che viene dal Paese e che va coniugata organicamente con la Scuola, i territori, i processi di trasformazione produttivi, il sistema infrastrutturale. Il <em>laisser faire, laisser passer </em>(lasciar fare, lasciar passare) in una società complessa ed in trasformazione come l’attuale mostra tutta la sua inadeguatezza. Niente può essere perciò lasciato al caso.</p>
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