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	<title>Gli italianiMattarella: massimo impegno per i maro&#8217; e gli italiani rapiti &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Mattarella: massimo impegno per i maro&#8217; e gli italiani rapiti</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 10:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/mattarella-liberare-leuropa-da-egoismi-nazionali-e-sentimenti-populisti/"><img width="258" height="196" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/mattarella.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/mattarella.jpeg 258w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/mattarella-84x64.jpeg 84w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /></a></p><hr /><p>&#160; &#160; &#8220;Il nostro e&#8217; un Paese pronto a proteggere i propri cittadini e a investire sul loro futuro. Un Paese, intendo sottolinearlo anche in questa occasione, che continuera&#8217; a battersi, con determinazione, affinche&#8217; Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al piu&#8217; presto&#8221;. Intervenendo alla sessione di apertura della XI Conferenza degli Ambasciatori d&#8217;Italia, in corso alla Farnesina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assicura il massimo impegno delle autorita&#8217; del nostro Paese in favore dei due maro&#8217; sotto processo in India. Un &#8220;massimo impegno&#8221; che Mattarella, aprendo il suo discorso, garantisce anche &#8220;per&#8230;</p>
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<p align="JUSTIFY">&#8220;Il nostro e&#8217; un Paese pronto a proteggere i propri cittadini e a investire sul loro futuro. Un Paese, intendo sottolinearlo anche in questa occasione, che continuera&#8217; a battersi, con determinazione, affinche&#8217; Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al piu&#8217; presto&#8221;. Intervenendo alla sessione di apertura della XI Conferenza degli Ambasciatori d&#8217;Italia, in corso alla Farnesina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assicura il massimo impegno delle autorita&#8217; del nostro Paese in favore dei due maro&#8217; sotto processo in India. Un &#8220;massimo impegno&#8221; che Mattarella, aprendo il suo discorso, garantisce anche &#8220;per restituire alla liberta&#8217; e all&#8217;affetto dei propri cari i quattro tecnici italiani rapiti: Filippo Calcagno, Salvatore Failla, Fausto Piano e Gino Pollicardo. E l&#8217;impegno italiano &#8211; sottolinea ancora il capo dello Stato &#8211; resta massimo anche nei confronti di padre Paolo Dall&#8217;Oglio. Mattarella passa poi in rassegna le &#8220;tante incognite che caratterizzano lo scenario internazionale. Dalla minaccia di Daesh ai sanguinosi attentati terroristici in Francia, Tunisia, Egitto, Kenia, Nigeria e altrove. Dalla crisi russo-ucraina, che chiama l&#8217;Europa a una responsabilita&#8217; equilibratrice, ai flussi di profughi e di migranti provenienti dall&#8217;Africa e dal Medio Oriente, cui l&#8217;Europa non sempre riesce a dare un risposta all&#8217;altezza della propria civilta&#8217;. Dai conflitti in Siria e in Iraq al collasso delle istituzioni in Libia e Yemen, all&#8217;instabilita&#8217; del Corno d&#8217;Africa e dell&#8217;area sub-sahariana, ci troviamo a operare &#8211; e&#8217; l&#8217;annotazione del capo dello Stato &#8211; in un contesto globale in cui assumono peso allarmante le forze del &#8216;disordine&#8217;, con grave pregiudizio per il rispetto dei diritti individuali e delle minoranze e con un sensibile decadimento del valore della centralita&#8217; della persona umana, che resta la ragione e il fondamento del diritto interno e internazionale&#8221;. Per Mattarella &#8220;non e&#8217; accettabile l&#8217;atteggiamento rassegnato e fatalista che a volte prevale nelle istituzioni multilaterali, nei governi e nelle opinioni pubbliche, di fronte a una strage, a una pulizia etnica, a una repressione per motivi religiosi. Non possiamo rassegnarci all&#8217;impotenza, al distacco politico e morale che rischia di classificare come &#8216;normali&#8217; e &#8216;ineluttabili&#8217; fatti drammatici, che richiedono invece una adeguata reazione morale e politica. Occorre alzare lo sguardo oltre la contingenza. Abbiamo bisogno di ideali e di visione strategica&#8221;. Ma &#8211; aggiunge ancora Mattarella &#8211; &#8220;costruire un nuovo ordine mondiale, e fondarlo su principi rispettosi della persona e delle comunita&#8217;, e&#8217; un&#8217;opera paziente, che richiede l&#8217;intelligenza della realta&#8217; e l&#8217;adozione di politiche lungimiranti&#8221;. Il presidente della Repubblica rivolge un ringraziamento particolare a Federica Mogherini, &#8220;che nel suo ruolo di Alto Rappresentante dell&#8217;Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e&#8217; stata partecipe attiva dell&#8217;accordo di Vienna. Dopo negoziati lunghi e pazienti si e&#8217; giunti a una storica intesa sul nucleare iraniano: noi continueremo a impegnarci &#8211; e chiederemo di farlo a tutti i principali attori &#8211; affinche&#8217; le intese siano ulteriormente implementate e il processo di distensione produca effetti positivi nell&#8217;intero Medio Oriente&#8221;, rimarca Mattarella, Osservando poi che &#8220;si deve, sollecitamente, rimettere in agenda il tema cruciale del riconoscimento pieno e non reversibile del diritto alla sicurezza di Israele e del diritto all&#8217;esistenza dello Stato palestinese&#8221;. Mattarella giudica positivamente anche l&#8217;accordo di Bruxelles, &#8220;che ha scongiurato l&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;euro e il suo fallimento finanziario. Tuttavia, non possiamo nascondere la sensazione dell&#8217;affievolimento dei legami di solidarieta&#8217; che queste settimane hanno drammaticamente evidenziato; legami che sono, invece, indispensabili per sostenere il telaio politico e giuridico dell&#8217;Unione. Non possiamo nasconderla anche perche&#8217; questa e&#8217; oggi una percezione diffusa tra i cittadini europei, che colgono la ridotta capacita&#8217; di progettare il futuro, la difficolta&#8217; di generare sviluppo, socialmente equilibrato e inclusivo. Dobbiamo &#8211; e&#8217; l&#8217;esortazione del capo dello Stato &#8211; liberare l&#8217;Europa dalla tenaglia che la stringe, tra egoismi nazionali e sentimenti populisti, anch&#8217;essi collocati quasi esclusivamente nell&#8217;orizzonte interno&#8221;. Secondo l&#8217;inquilino del Quirinale, &#8220;il telaio dell&#8217;Unione si rafforzera&#8217; &#8211; dando all&#8217;unita&#8217; monetaria quella necessaria proiezione nell&#8217;unione politica &#8211; se le scelte concrete dei governi e degli organismi comunitari saranno orientate verso lo sviluppo, gli investimenti, il lavoro, come il Governo italiano ha chiesto nel corso del suo semestre di presidenza europea. Si rafforzera&#8217; soltanto se le distanze territoriali e sociali si ridurranno anziche&#8217; allargarsi, solo se prevarra&#8217; uno spirito di collaborazione e di solidarieta&#8217; nella gestione delle politiche economiche anziche&#8217; lo scontro tra presunti Paesi di serie A e presunti Paesi di serie B&#8221;. Per Mattarella &#8220;l&#8217;aria che si respira in questo momento richiama, in qualche misura, l&#8217;atmosfera del dopo fallimento della Comunita&#8217; Europea di Difesa, nel 1954: ebbene, fu per reagire a quella crisi che venne rilanciato l&#8217;ideale europeo, con la Conferenza di Messina del 1955 e realizzato, due anni dopo, con il Trattato di Roma. Le difficolta&#8217; possono trasformarsi in motivo di avanzamento. Il compromesso raggiunto in extremis sulla Grecia, paradigma della logica emergenziale europea, sara&#8217; insomma virtuoso se diventera&#8217; la leva per far uscire l&#8217;Europa da questa emergenza, aprendo il cantiere di una nuova governance dell&#8217;euro come vero e proprio governo, adeguato e democratico, della moneta unica&#8221;. Mattarella rileva ancora che &#8220;l&#8217;Europa e&#8217; parte irrinunciabile della nostra identita&#8217; nazionale, anche perche&#8217; &#8211; a volte sembra necessario ricordarlo &#8211; l&#8217;Europa poggia sul Mediterraneo. &#8216;L&#8217;Europa intera e&#8217; nel Mediterraneo&#8217; diceva il Ministro degli Esteri Aldo Moro. E&#8217; nel Mediterraneo che l&#8217;Europa puo&#8217; giocare carte importanti di attore globale, come promotore e artefice della pace, cogliendo tutte le opportunita&#8217; di una cooperazione per lo sviluppo e, al tempo stesso, aprire una stagione di collaborazione e di dialogo tra le culture e le religioni&#8221;. Mattarella avvisa: &#8220;La sfida che abbiamo di fronte ci impone di affrontare con umanita&#8217; e saggezza il tema delle migrazioni e il dramma dei profughi che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla poverta&#8217; assoluta. La disperazione scolpita sui volti di queste persone &#8211; spesso giovani, o addirittura bambini &#8211; che rischiano la morte su barconi sgangherati, sotto il giogo di spietati trafficanti di esseri umani, interroga la nostra coscienza, e quella dell&#8217;intera Europa. L&#8217;Unione europea &#8211; e&#8217; giusto ripeterlo &#8211; fa meno di quanto sarebbe suo dovere fare e questo atteggiamento, culturalmente nuovo per molti aspetti, sorprende. Sono alla prova i valori su cui l&#8217;Europa si fonda, ma a volte paura ed egoismo prevalgono sulla responsabilita&#8217; di affermare la indivisibilita&#8217; di valori come liberta&#8217;, democrazia, solidarieta&#8217;. La decisione dell&#8217;Unione di distribuire, seppur su base volontaria, una quota di rifugiati e&#8217; un primo passo significativo, che salutiamo con soddisfazione, ma sara&#8217; un passo importante se ne seguiranno altri nel segno della condivisione. Stiamo parlando di richiedenti asilo, non di semplici migranti. Il carattere umanitario della loro accoglienza non puo&#8217; che prevalere su altre considerazioni&#8221;. Quanto alla questione &#8220;diversa, e indubbiamente piu&#8217; complessa&#8221;, dei flussi migratori, &#8220;peraltro quasi sempre provocati da situazioni umanamente insostenibili&#8221;, Mattarella segnala che &#8220;la politica dell&#8217;immigrazione richiede intelligenza e visione: in gioco ci sono valori, sentimenti di solidarieta&#8217;, ma anche equilibri economici e sociali. Aiutare chi chiede aiuto, salvare chi sta annegando o e&#8217; in mano a organizzazioni criminali e&#8217; un dovere elementare, umanamente irrinunciabile. Governare i flussi migratori richiede risposte articolate, compresa la cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi, e la necessaria azione di contrasto contro i trafficanti. Anche le politiche dell&#8217;immigrazione europee dovrebbero tendere verso una certa omogeneita&#8217;. L&#8217;integrazione e&#8217; un fattore di sicurezza. Le politiche europee, se coerenti, sarebbero anch&#8217;esse robusti fattori di sicurezza. Non va dimenticato che da come l&#8217;Europa sapra&#8217; integrare i migranti &#8211; anche costruendo percorsi di cittadinanza &#8211; dipendera&#8217; e non poco la pace e il dialogo con i popoli di provenienza. La democrazia non si esporta con le armi, come e&#8217; stato dimostrato. La democrazia per affermarsi deve usare la forza della persuasione con il proprio esempio&#8221;. Il capo dello Stato nota che &#8220;nello scacchiere mediterraneo, la stabilizzazione della Libia e&#8217; certamente un tassello prioritario per l&#8217;Italia, anche per evitare &#8211; oltre allo sfruttamento criminale dei flussi migratori &#8211; il possibile radicarsi di gruppi terroristici sul suo territorio e &#8211; va sottolineato &#8211; per ricondurre alla pace interna e alla sicurezza un paese con il quale abbiamo forti e tradizionali legami. So bene &#8211; assicura Mattarella &#8211; come la diplomazia italiana stia lavorando, al fianco del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Bernardino Le&#8217;on, per tradurre i recenti progressi negoziali in un accordo definitivo, che sancisca la nascita di un governo di unita&#8217; nazionale. Sara&#8217; comunque opportuno che la comunita&#8217; internazionale, e l&#8217;Unione Europea in particolare, si facciano trovare pronti al fine di garantire il necessario sostegno all&#8217;eventuale, nuovo governo. La sua formazione &#8211; va ricordato &#8211; sarebbe solo il punto di partenza di un impegno che si preannuncia lungo, delicato, complesso, ma indispensabile&#8221;. Non solo: &#8220;Intorno al Mediterraneo e&#8217; aperta la terribile sfida di Daesh, l&#8217;autoproclamato Stato islamico, incubatore e magnete di terrorismo, portatore di una concezione barbara, che strumentalizza l&#8217;Islam a meri fini di potere. Il terrorismo e&#8217; un buco nero di umanita&#8217;. Guai a sottovalutarlo, sotto ogni profilo, a partire dalla sicurezza interna. Dobbiamo, tuttavia, fare molta attenzione a condurre nel modo giusto, piu&#8217; adeguato, questa battaglia. Per prevalere e&#8217; essenziale infatti impegnarsi con fermezza e determinazione, senza cedere a reazioni emotive e senza rinunciare ai nostri valori, respingendo le pulsioni islamofobiche e la narrazione dello scontro di civilta&#8217; tra Occidente e mondo musulmano&#8221;. Per Mattarella &#8220;quella che dobbiamo intraprendere e stiamo svolgendo e&#8217; una battaglia politica e culturale, prima ancora che militare, contro l&#8217;estremismo e il fanatismo, contro chi fomenta divisioni, odio e radicalismo, soprattutto tra le generazioni piu&#8217; giovani, negli ambienti piu&#8217; emarginati. Abbiamo bisogno non di una guerra di civilta&#8217;, ma di un &#8216;patto di civilta&#8221; che riscopra quell&#8217;interazione positiva tra Islam e Occidente che la storia ha gia&#8217; conosciuto. Un&#8217;interazione che deve prosciugare i giacimenti di odio e deve provare a definire politiche di sviluppo e principi comuni, a partire dai diritti fondamentali della persona umana, ponendo fine alle persecuzioni per ragioni etniche o religiose come nel caso delle comunita&#8217; cristiane in Oriente&#8221;. Mattarella richiama l&#8217;attenzione anche sulla centralita&#8217; del rapporto transatlantico tra Paesi liberi, &#8220;caposaldo della nostra politica estera. In un mondo in cui l&#8217;Asia e l&#8217;America Latina, alla quale ci legano forti elementi di vicinanza, hanno di molto aumentato il loro peso specifico &#8211; e bene sta facendo la diplomazia italiana intensificando le relazioni in questi Continenti &#8211; la comunita&#8217; atlantica e&#8217; in grado di esercitare un ruolo di leadership solo se le due sponde restano unite e mantengono una unita&#8217; di valori e agiscono secondo logiche cooperative; se si dimostrano capaci &#8211; e certamente lo saranno &#8211; di offrire una valutazione condivisa delle minacce alla sicurezza internazionale che devono fronteggiare. Stati Uniti e Unione Europea, peraltro, hanno davanti a loro un percorso con grande potenzialita&#8217;, anche di crescita: l&#8217;accordo di libero scambio TTIP, che stanno negoziando da tempo e che ci auguriamo possa concludersi al piu&#8217; presto con l&#8217;equilibrio necessario. Alle istituzioni europee impegnate nella trattativa va tutta l&#8217;attenzione ed il sostegno del nostro Paese&#8221;. Infine, il capo dello Stato pone l&#8217;accento sul vantaggio comparativo rappresentato, per la politica estera del nostro Paese, dalla &#8220;potenza culturale&#8221; che poggia su talenti quali storia, arte, bellezza, creativita&#8217;, gusto, innovazione, &#8220;insomma lo stile di vita italiano. Il &#8216;Made in Italy&#8217; ha grandi capacita&#8217;, anche economiche, benche&#8217; sia un soft-power&#8221;. E a tale riguardo, conclude Mattarella, va considerato che &#8220;l&#8217;Esposizione di Milano ha arricchito la nostra immagine nel mondo. Il tema prescelto &#8211; Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita &#8211; ci ha consentito di approfondire contenuti essenziali per il destino dell&#8217;umanita&#8217; e al tempo stesso di indicare, insieme ad altri, il cambiamento necessario a favore di una cultura alimentare piu&#8217; equa e solidale, e di un nuovo concetto di sviluppo&#8221;.</p>
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